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	<title>Interviste - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Due Chiacchiere con: Chris Darril (Bye Sweet Carole e Remothered)</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/12/23/due-chiacchiere-con-chris-darril-bye-sweet-carole-e-remothered/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara "Kiarakala" Calaresu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 09:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Introduzione Bye Sweet Carole è sicuramente uno dei videogiochi che mi hanno colpito di più quest&#8217;anno, tant&#8217;è che ho voluto candidarlo ai Nerdando Awards. Essendo una produzione italiana, volevo provare a fare qualche domanda al suo creatore, Chris Darril, per scoprire alcune curiosità sul gioco e comprenderne meglio il lavoro dietro. Con nostro grande piacere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2025/12/23/due-chiacchiere-con-chris-darril-bye-sweet-carole-e-remothered/">Due Chiacchiere con: Chris Darril (Bye Sweet Carole e Remothered)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-63203 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4.jpg" alt="Chris Darril" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/copertina-4-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>Introduzione</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/2025/11/06/bye-sweet-carole-lhorror-italiano-che-risveglia-i-traumi-dellinfanzia/"><strong><em>Bye Sweet Carole</em></strong></a> è sicuramente uno dei videogiochi che mi hanno colpito di più quest&#8217;anno, tant&#8217;è che ho voluto candidarlo a<a href="https://nerdando.com/2025/12/19/nerdando-awards-2025-videogames/">i Nerdando Awards</a>. Essendo una <strong>produzione italiana,</strong> volevo provare a fare qualche domanda al suo creatore, <strong>Chris Darril</strong>, per scoprire alcune curiosità sul gioco e comprenderne meglio il lavoro dietro. Con nostro grande piacere siamo riusciti a organizzare un&#8217;<strong>intervista</strong> e ringrazio tantissimo Chris e il suo team per averci dato questa opportunità.</p>
<p>Nato a <strong>Catania</strong> nel 1989, Chris Darril è un creativo a tutto tondo: <strong>scrittore</strong>, <strong>regista</strong>, <strong>art director</strong>, <strong>game director</strong> e fondatore di <strong>Little Sewing Machine</strong>. Prima del successo di <em><strong>Bye Sweet Carole</strong></em> si era già fatto conoscere per il suo lavoro con la saga di <em><strong>Remothered</strong></em> e per la regia di alcuni corti tra cui <em>Before Saying Goodbye</em>.</p>
<p>Inizialmente, doveva essere un&#8217;intervista scritta tuttavia, per esigenze di Chris, si è trasformata in una piacevolissima chiacchierata fatta di domande ma anche digressioni su <strong>cinema</strong>, <strong>videogiochi</strong>, <strong>femminismo</strong> e <strong>cancel culture</strong>.<br />
Un testo molto lungo generalmente scoraggia la lettura, lo so, ma ho voluto ridurre al minimo l&#8217;editing dell&#8217;intervista, cercando di far vivere l&#8217;esperienza di sentire parlare Chris anche a chi ci legge, limitandomi a tagliare le digressioni che fanno perdere un po&#8217; il filo del discorso.</p>
<h2>Intervista</h2>
<p><strong>Kiarakala: Ciao Chris, grazie per aver accettato di fare questa intervista, per me è un piacere e un onore parlare con te.</strong></p>
<p><strong>Chris Darril:</strong> Dai, no, veramente, anzi è un piacere veramente&#8230; Vi ringrazio dello spazio che ci state concedendo ma anche della recensione, quindi sono onorato io in realtà.</p>
<p><strong>K: Fa molto piacere. Adesso inizio con le domande. Dai, partiamo con la prima. Da dove nasce l&#8217;idea di realizzare un gioco come <em>Bye Sweet Carole</em> dove c&#8217;è questo ritorno alla tecnica tradizionale, nonostante la tendenza odierna nel mondo dell’animazione di usare la computer grafica e i modelli 3D?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Allora, da dove nasce? Se vogliamo, l&#8217;esperimento in sé nasce da un <strong>errore</strong> a tutti gli effetti. Perché mi era capitato di rieditare un vecchio prototipo, una vecchia build dei miei precedenti titoli, quindi <em>Remothered</em>, che nasceva sotto forma di prototipo su RPG Maker XP che, non so se ricordi, è una sorta di software che ti permette di fare questi giochini un po&#8217; stile RPG, con visuale isometrica, ecc.<br />
Io all&#8217;epoca lo spinsi un po’ oltre, per così dire, con charset, tileset, quindi scenari e personaggi che comunque uscivano fuori dagli schemi di RPG Maker, e quello <strong>fu il primo prototipo</strong> di <em>Remothered</em>, che poi è uscito nel 2018 con un software Unreal Engine, quindi tutt&#8217;altra formula.<br />
Mi ricapitò questa build in un periodo abbastanza particolare, perché lasciavo il progetto <em>Remothered</em>, una condizione sofferente già agli inizi della produzione del secondo capitolo, per via di un ambiente tossico dove non mi trovavo minimamente bene.<br />
Secondo me, tanto più che stiamo facendo arte, credo che non ci debba essere mai nessuna condizione di clima di tensione perché altrimenti non si lavora, come dire, con <strong>la giusta ispirazione</strong>.</p>
<p>Quindi ho lasciato questo progetto: sicuramente è stata una scelta sofferta e in più attraversavo la fase dell’inizio dell&#8217;accettazione del lutto per la perdita di mia madre, dopo una sofferta malattia &#8211; un cancro contro cui ha lottato per oltre sette anni.<br />
E quindi, un po&#8217; come quando si cerca di strimpellare al pianoforte qualche nota, così a <strong>tempo perso</strong> volevo strimpellare con questa vecchia build di questo prototipo di <em>Remothered</em>, e mi ero deciso che avrei fatto una versione in <strong>4K</strong>.</p>
<p>Nel modificare i frame di animazione disattivai su Photoshop i layers che corrispondevano a luci e ombre, quindi tutti quei layers che gli davano un <strong>senso di tridimensionalità e profondità</strong>, e mi comparve questo fotogramma flat, letteralmente piatto, con quei colori, oltretutto non propriamente saturi. E lì ho detto: <strong>potrebbe essere una bella idea</strong>. Poi io sono da sempre un amante dell&#8217;<strong>animazione tradizionale</strong>, ancor più che dell&#8217;animazione attuale in 3D con la computer grafica. Quindi da lì nasce questa idea. Non ti nego che i primi tempi ho valutato anche la questione di farne piuttosto un<strong> film d&#8217;animazione</strong>. Però alla fine ho detto: a tutti gli effetti comunque è andata molto bene con <em>Remothered</em>, quindi tutto sommato c&#8217;era già un seguito che non vedeva l&#8217;ora eventualmente di mettere le mani su una produzione che si rifaceva a <a href="https://nerdando.com/2024/11/01/clock-tower-rewind-il-ritorno-dellorrore/"><strong><em>Clock Tower</em></strong></a>, genere <em>hide and seek</em> classico che è stato appunto introdotto da <em>Clock Tower</em> stesso. E quindi nasce questa idea, che prima era solo un&#8217;idea e poi diventa una cosa, come dire, concreta a tutti gli effetti. Non senza dubbi o rischi, della serie: testiamo, valutiamo se una cosa del genere è fattibile. E alla fine almeno in parte ce l’abbiamo fatta.</p>
<div id="attachment_63205" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/remothered.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-63205" class="wp-image-63205 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/remothered.jpg" alt="Chris Darril" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/remothered.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/remothered-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/remothered-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/remothered-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-63205" class="wp-caption-text">Chris mi ha raccontato quanto fosse stato difficile lasciare <em>Remothered</em>, ma col senno di poi abbandonare la saga si è rivelata la scelta giusta da fare per il proprio benessere e la sua creatività</p></div>
<p><strong>K: Sì, ce l’avete fatta ed è uscito comunque un gran bel lavoro, devo dire. Prima hai parlato della tua passione per l’animazione tradizionale, da dove nasce?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Per me sono indelebili quegli anni, ogni volta poco prima di <strong>Natale</strong> quando usciva un nuovo classico della Disney e tu lo attendevi tutto l&#8217;anno. E non lo so, è un&#8217;associazione forse anche involontaria, perché quello lo ricordo come un periodo bellissimo. Usciamo dalle sale super eccitati, entusiasti del nuovo capolavoro della<strong> vecchia Disney</strong>, sapendo che da lì a un anno ne sarebbe uscito uno nuovo e chissà di cosa avrebbe parlato stavolta.<br />
Il mio primo approccio, anche col cinema, fu la prima volta che vidi al cinema <a href="https://nerdando.com/2022/12/01/nerdisney-30-la-bella-e-la-bestia/"><strong><em>La Bella e la Bestia</em></strong></a> nel &#8217;92, quindi i primi mesi del &#8217;92: avevo due anni e perciò fu da subito la mia passione.<br />
Mia madre stessa fu sorpresa dal fatto che un bambino di due anni riuscisse a stare calmo e sereno a guardare per intero il film. Tra l&#8217;altro mi ci riportò un&#8217;altra volta e, da lì, nacque anche una sorta di mio desiderio di <strong>scoprire com&#8217;è che nascevano i cartoni animati</strong>, una volta che avevo ben appreso che non si trattava di attori in carne ed ossa.<br />
Mia madre mi volle spiegare come funzionava la tecnica che si fa disegnando fotogramma per fotogramma. E quella cosa mi è rimasta così impressa che forse ho voluto, onorando mia madre, risvegliare un po&#8217; la mia infanzia, probabilmente quello che io associo a dei bellissimi ricordi.</p>
<div id="attachment_63206" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketc-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-63206" class="wp-image-63206 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketc-1.jpg" alt="Chris Darril" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketc-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketc-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketc-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketc-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-63206" class="wp-caption-text">Una pagina dell&#8217;artbook in cui è possibile vedere il processo fatto per realizzare Lana, la protagonista di <em>Bye Sweet Carole</em></p></div>
<p><strong>K: Trovo che sia una cosa meravigliosa quella che hai fatto e quindi mi viene da dire che con questo videogioco, oltre a omaggiare i grandi registi dell&#8217;animazione del passato, hai fatto anche un grosso omaggio a tua mamma. Da questo aspetto bellissimo capisco anche una cosa che volevo chiederti. Ovvero come hai fatto a non cadere nel rischio del plagio. Perché per quanto lo stile ricordi molto Disney e alcuni cartoni di Don Bluth, giocandolo ti rendi conto che <em>Bye Sweet Carole</em> ha un’anima tutta sua.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Non saprei dirti. È vero che a me ogni lavoro che dirigo piace riempirlo di <strong>citazioni</strong>. <strong>Io adoro l&#8217;omaggio</strong>. Anche perché non c&#8217;è un solo artista o un solo artigiano che non si rifaccia ai grandi del passato. Come ti dicevo poc&#8217;anzi, io penso di essermi trascinato dietro questo desiderio di fare qualcosa associato all&#8217;animazione tradizionale quando da bambino mia madre mi regalò una risma di carta, quella per la stampante, e sapendo che appunto i film di animazione venivano disegnati fotogramma per fotogramma, la mia intenzione fu subito quella di disegnare, scarabocchiare foglio per foglio e infilarlo nel videoregistratore, convinto che il film avrebbe preso vita nella TV a tubo catodico invece&#8230; distrusse il videoregistratore.</p>
<p>Mia madre l’ha preso come una cosa ammirevole, dopo il primo cazziatone, l&#8217;ha presa come una cosa che denotava probabilmente una mia predisposizione per questo settore affascinantissimo; nel produrre qualcosa come è stato fatto in passato, e quindi chiaramente omaggiando registi come <strong>Gary Trousdale</strong> e <strong>Kirk Wise</strong>, i registi de <em>La Bella e la Bestia</em>, ma anche <strong>Glen Keane</strong> e sicuramente <strong>Don Bluth</strong>. Ovunque c&#8217;è qualche richiamo a qualche scena da qualche cult, anche d’annata, come <a href="https://nerdando.com/2022/03/24/nerdisney-12-cenerentola/"><em><strong>Cenerentola</strong> </em></a>nel caso della trasformazione di Lana. Non solo ispirazione da Don Bluth, ma, volendo, anche da <em>L&#8217;Incantesimo del Lago,</em> che non è conosciutissimo, però, sicuramente alla fine degli anni &#8217;90 è stato uno dei capisaldi, per così dire, dell&#8217;animazione che cercava di primeggiare con altre major…</p>
<p>Quindi sì, per me è stato una sorta di bisogno di risvegliare il <strong>fanciullo</strong> che c&#8217;era in me, quasi con una morale pascoliana, se vogliamo. Perché ogni tanto si cresce in fretta ed è giusto che sia così. Purtroppo, nella vita accadono cose che sicuramente possono essere spiacevoli e ci cambiano. Anziché guardare subito avanti e mirare a reagire come un adulto dovrebbe fare, ho preferito guardare al passato e rivivere in qualche modo quella <strong>spensieratezza</strong>, sempre con quelli che sono un po&#8217; i miei marchi di fabbrica:<strong> l&#8217;avventura un po&#8217; piu creepy</strong>, una storia un po&#8217; più articolata che poi si sbroglia alla fine come una matassa, con colpi di scena.</p>
<p>Chissà, magari gli anni cambieranno la mia poetica. Per il momento, <strong>è stato molto terapeutico</strong> lavorare a <em>Bye Sweet Carole</em>. Consiglierei a tutte le persone che stanno vivendo un periodo grigio della propria vita, chi per un lutto, chi perché decide di abbandonare un&#8217;altra realtà, ma anche chi ha una relazione che finisce, di dedicarsi tantissimo all&#8217;arte, di <strong>fare arte</strong>, di provare a scrivere, o a disegnare, di mettersi in gioco. Credo che non ci sia veramente terapia superiore a questa.</p>
<p><strong>K:Mi trovi perfettamente d&#8217;accordo, un ottimo consiglio.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Lo sai qual è la reazione tipica? Lasciarsi prendere dallo sconforto e deprimersi. È brutto da dire, perché ovviamente la morte di mia madre è stata l&#8217;evento più traumatico di tutta la mia vita, non lo potrei paragonare a nient&#8217;altro, ma in quello stesso periodo io decisi di prendere la mia vita letteralmente in pugno e dissi: <strong>Io non me la sento di continuare così</strong>.</p>
<p>Io volevo già lasciare il progetto <em>Remothered</em> a gennaio 2020, e poi alla fine ho lasciato il gioco a ottobre 2020, quindi già mesi prima rispetto dell&#8217;effettivo lancio. Non mi sentivo minimamente ispirato, ero game director, ma solo di facciata, perché a tutti gli effetti non avevo nessuna responsabilità creativa. Quello che vedevo in gioco era tutta un&#8217;altra cosa rispetto a quelle che erano le mie specifiche.<br />
Lì, definitivamente, ho detto: <strong>Io non voglio continuare con qualcosa che non mi rende felice</strong>. Oggi ci siamo, purtroppo domani potremmo non esserci più. Quindi a un certo punto lo potevo fare e ho deciso di tagliare corto e <strong>voltare completamente pagina</strong>.</p>
<p>C&#8217;è stato un periodo in cui non volevo più fare niente e non fare videogiochi per un po&#8217;. Poi invece, fortunatamente, ho detto no, proprio questo è un periodo in cui devo, secondo me,<strong> sublimare i miei stati d&#8217;animo</strong> e creare qualcosa che potrebbe far sentire meglio una persona. Per me riuscirci è già un successo.</p>
<div id="attachment_63207" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-2-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-63207" class="wp-image-63207 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-2-.jpg" alt="Chris Darril" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-2-.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-2--300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-2--1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-2--768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-63207" class="wp-caption-text">Pagina dell&#8217;artbook dedicata al buffo Mr. Baesie, fedele suddito di Corolla pronto ad aiutare Lana nella sua terrificante avventura.</p></div>
<p><em><strong>Bye Sweet Carole</strong></em> nasce come <strong>reazione</strong> a quello che mi stava succedendo. Ci voleva questo progetto che nasce proprio in quel periodo un po&#8217; buio, ed è andato avanti senza subire variazioni sino al lancio.<br />
C&#8217;era qualche <strong>dubbio</strong> sul nome. Inizialmente avevo pensato a <em><strong>Hide Sweet Carole</strong></em>, ovvero <em>Nasconditi, Dolce Carole</em>, ma aveva più un&#8217;impronta sulla questione del <strong>bullismo</strong>. Poi ho detto a un certo punto: Perché non un arrivederci? Perché non un <strong>addio</strong>? Perché associamo tutti l&#8217;addio a una cosa tragica, tristissima, ma l&#8217;addio alle volte può essere utile per andare <strong>avanti</strong>. Un po&#8217; come si direbbe nella poetica siciliana, la questione della &#8220;teoria della cozza&#8221;: si rimane attaccati allo scoglio a tal punto che poi si rimane lì. Ogni tanto bisogna dire addio alle cose affinché queste possano andare meglio, ma non solo per noi, spesso anche per gli altri.<br />
Stessa cosa quando purtroppo c&#8217;è un lutto (<strong>la tematica principale del gioco è anche l&#8217;accettazione del lutto</strong>), lo si fa anche per il bene delle persone che non ci sono più, che fino a quel momento sicuramente ci hanno dato tanto e per loro in primis bisogna reagire e andare avanti, fare cose belle nel loro nome, volendo.</p>
<p><strong>K: Non posso che concordare e il gioco rende bene questo concetto del dire addio al passato o comunque alle persone care per poi poter andare avanti, verso il proprio futuro come fa Lana, la protagonista.</strong><br />
<strong>Abbiamo parlato di traumi e del ritornare all&#8217;infanzia, di risvegliare il bambino interiore. Recensendo <em>Bye Sweet Carole</em> l’ho definito un horror che risveglia un po&#8217; quei traumi dell&#8217;infanzia, quelle paure che magari ci hanno trasmesso certi cartoni animati degli anni ‘80-’90. Da dove nasce questo desiderio di risvegliare certe paure?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> La paura è il sentimento della <strong>formazione</strong>. Cosa attiva l&#8217;ansia da prestazione è il fatto di doversi concentrare e impegnare più del dovuto pur di raggiungere un <strong>obiettivo</strong>. La paura è un&#8217;<strong>emozione accessoria</strong>, in ogni singolo aspetto. Ho paura prima di un esame oppure mi piace quella ragazza, vado a lottare per quella ragazza, ci provo, mi lancio nonostante la paura di fallire, ma si può anche fallire. Quella paura, comunque, ha permesso di conoscerti meglio, di sapere come approcciarti magari la prossima volta.<br />
Secondo me il <strong>genere horror</strong>, diciamo quello canonico, è quello che veramente nei videogiochi ha permesso anche <strong>l&#8217;evoluzione</strong> del settore. A partire da com&#8217;è cambiato il game design, com’è cambiata la caratterizzazione dei personaggi, anche la <strong>crossmedialità col cinema. </strong></p>
<p>Se io penso ogni volta a produzioni, quelle un po&#8217; più blasonate, quelle un po&#8217; più importanti, quelle che poi hanno fatto la differenza, <strong>prevalentemente sono giochi horror</strong>. Basti pensare che ormai tutti i giochi action con una visuale in seconda persona sono di moda, non c&#8217;è più un gioco action con una visione in seconda persona, quello nasce da <a href="https://nerdando.com/2023/04/03/resident-evil-4-un-remake-come-si-deve/"><strong><em>Resident Evil 4</em></strong></a>. O la questione della psicologia, in un horror come <strong><em>Silent Hill</em> </strong>e <a href="https://nerdando.com/2025/11/27/silent-hill-2-remake-la-nebbia-arriva-su-xbox/"><em><strong>Silent Hill 2</strong></em></a>, o la struttura della trama come elemento cardine ma anche elemento portante di un&#8217;opera, basti pensare a <em><strong>Rule of Rose</strong></em>, ma tanti altri titoli, lo stesso <em>Silent Hill 2</em>, dove la narrazione è veramente il fulcro di un&#8217;opera videoludica.</p>
<div id="attachment_63208" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-63208" class="wp-image-63208 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-4.jpg" alt="Chris Darril" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-63208" class="wp-caption-text">Pagina dell&#8217;artbook dedicata all&#8217;inquietante Mr. Kyn, fonte di incubi e distruzione.</p></div>
<p><strong>K: Io lo ammetto, non sono una grande amante dei giochi horror o dei film horror, quindi per me è stata una bella sfida iniziare a giocare <em>Bye Sweet Carole</em> e affrontare la paura, un’ansietta che pian piano inizi ad apprezzare e diventa compagna di viaggio.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> L’hanno chiamato più un “<em>cutie horror</em>”, nel senso che sì, hai momenti in cui fa un po&#8217; paura, fa sobbalzare, mette un po&#8217; d&#8217;ansia, però poi fortunatamente l&#8217;<strong>aspetto grafico più gradevole</strong>, ti dice &#8220;vai tranquillo, non avere paura&#8221;.<br />
Ti dico che ci sono stati anche <strong>scontri,</strong> non negativi ma comunque scontri, durante il <strong>brainstorming</strong>, anche col publisher. Si discuteva sul rendere un po&#8217; più esplicita la componente grottesca del gioco, ma anche la gore. Io mi sono sempre opposto: per carità loro hanno capito benissimo, hanno creduto veramente in me e nel progetto sin dal principio.<br />
Io non volevo uscire fuori dai binari. Secondo me l&#8217;<strong>eleganza dell&#8217;animazione tradizionale</strong> andava rispettata anche nella sua natura. L’horror era già preesistente secondo me nei film d&#8217;animazione, che a loro volta hanno dovuto fare un procedimento artistico e creativo nel portare sul grande schermo delle <strong>favole</strong> che comunque erano veramente <strong>crude</strong>, veramente toste.<br />
Sequenza un po&#8217; più creepy, come Malefica che spunta nel caminetto per incantare Aurora ne <a href="https://nerdando.com/2022/05/19/nerdisney-16-la-bella-addormentata-nel-bosco/"><em>La Bella Addormentata</em></a> o la regina Grimilde che prende la pozione e minaccia di uccidere Biancaneve, oppure L’ala Ovest ne <em>La Bella e la Bestia</em>, che ritengo il miglior film di animazione mai creato, e quindi diciamo che io ho voluto adottare la stessa filosofia.</p>
<p>Idem per la questione della <strong>violenza</strong>, è come se avessi voluto creare una storia che poteva essere presa come una favola a sé perché, se togliamo tutta la questione delle <strong>suffragette</strong>, dell&#8217;emancipazione femminile, il <strong>giallo</strong> da risolvere e qualche <strong>elemento creepy</strong>, in realtà, a tutti gli effetti potrebbe passare per una <strong>favola</strong>.<br />
Con l&#8217;elemento portante della favola ho voluto trattare <strong>tematiche attuali</strong>. A partire dal <strong>fiocco</strong> per i capelli di Lana. Questo non è stato molto afferrato come concetto, ma il fiocco che lega i capelli di Lana e viene tolto dalla protagonista durante la trasformazione è un riferimento alla forma di <strong>ribellione delle donne iraniane</strong> che lasciano i capelli sciolti per protestare contro il regime che impone loro il velo e altre forme di oppressione. Ho messo il fiocco in parallelo come simbolo.</p>
<p>O la questione stessa dei <strong>conigli</strong>, i conigli non sono solo simbolo della codardia, della paura di ribellarsi o della preda. I conigli rappresentano <strong>il modo in cui le donne venivano viste</strong> e tutt’ora vengono percepite: <strong>fattrici</strong> destinate solo a fare figli, figli e figli. Ed è brutto da dire, ma purtroppo fa parte della nostra storia, che lo si voglia o meno, abbiamo fatto schifo tutti, tutti indistintamente. E il coniglio a tutti gli effetti è quella rappresentazione del figliare costantemente.</p>
<p>Con la presenza dell’<strong>automa</strong>, che è fuori contesto e fuori epoca, ho voluto rendere un parallelismo di come la società andasse di fretta e furia con ottenimenti di un certo livello da un punto di vista industriale e tecnologico, ma ancora arrancasse per i <strong>diritti umani</strong>. E questo è tuttora così, perché tutti hanno l&#8217;iPhone, però poi molti non hanno neanche una professione stabile, le coppie dello stesso sesso vengono additate e insultate, oppure le donne che tuttora subiscono cat calling.<br />
Ma parlare ancora nel 2025 di diritti delle donne, dei diritti delle minoranze è ridicolo. <strong>Bisognerebbe dare diritti a essere umani in quanto esseri umani</strong>, quindi col diritto che deve essere innato a prescindere.</p>
<p><em>Da questo momento in poi io e Chris abbiamo iniziato un lungo discorso su diritti e femminismo, soffermandoci anche sul rischio di essere accusati di aver realizzato un gioco woke.[N.d.A.]</em></p>
<p><strong>C:</strong> Qualcuno mi ha criticato dicendo: &#8220;<strong>Perché un uomo grande e grosso dovrebbe fare una storia sull&#8217;emancipazione femminile dove il cast è prevalentemente di donne?</strong>&#8221;  Non ha senso come critica, nel senso che, per carità, sicuramente non avrò gli stessi strumenti per riuscire a immedesimarmi in un personaggio che chiaramente non sono io, per date caratteristiche. Però credo che sia giusto dare l’assoluto supporto anche se non si fa parte direttamente di certe comunità o minoranze e dare almeno la possibilità di un maggiore spazio e di rappresentazione al genere femminile e altre categorie che subiscono più discriminazioni.</p>
<p><strong>K: Guarda, mi trovi assolutamente d’accordo. Di solito c’è questa tendenza a pensare in negativo i personaggi femminili scritti da uomini anche perché spesso lo fanno attraverso stereotipi e per questo ricevono critiche. Io personalmente, prima di recensire un gioco, preferisco non avere troppe informazioni, quindi non sapevo nulla di te e su chi avesse realizzato <em>Bye Sweet Carole</em>, quindi l’ho giocato senza sapere che l’avesse scritto un uomo. E in tutta onestà non ho percepito la componente delle sufragette e dell’emancipazione femminile come una forma di femminismo performativo per cercare di passare per attenti al problema e fare bella figura. L’ho percepito più come un elemento in linea con il periodo storico che fa da cornice e motiva maggiormente le azioni di Lana e Carole.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Sono consapevole del fatto che, se non avessimo trattato la questione dell&#8217;emancipazione, la <strong>storia poteva andare serena comunque</strong>. Nel senso che poi a tutti gli effetti era la storia di questa ragazzina che viveva per la seconda volta la situazione dell&#8217;<strong>abbandono</strong> e questa volta ancora più risonante perché aveva una responsabilità diretta nella sparizione della sua amica.<br />
La storia poteva andare comunque. Io <strong>ho preteso di inserire questo argomento</strong> non solo per quanto ho detto prima, ma perché mia <strong>madre</strong> teneva molto all&#8217;argomento delle suffragette. Ricordo quando mi raccontò da bambino la questione delle suffragette, quando vidi <em><strong>Mary Poppins</strong> </em>e non capivo la madre dei due bambini che cosa facesse con quel nastro che pensavo fosse una cosa di Miss Italia. Lei aveva la capacità di spiegare con parole adeguate a un bambino. È una tematica che mi è rimasta molto impressa e, anche riguardando <em>Mary Poppins</em>, l&#8217;ho visto totalmente da tutt&#8217;altra prospettiva, sapendo cosa la madre rappresentava.</p>
<p>C&#8217;è molto di <em>Mary Poppins,</em> se vogliamo, anche in <em>Bye Sweet Carole</em>, ma ripeto, io ho voluto fare un <strong>omaggio</strong> in generale a quello che per me sono stati gli <strong>anni &#8217;80 e gli anni &#8217;90</strong>. C’è tanto di <em>Labyrinth</em>, <em>La Storia Infinita</em> e, anche se visto da grandicello, ovviamente anche il <em>Labirinto del Fauno</em>.</p>
<p>Ho detto: <strong>voglio fare questa storia</strong>, sono consapevole che se tratterò questa tematica ci additeranno come <strong>woke</strong>. Sì, sono sicuro che le recensioni verranno seccate almeno di un 20-30%, e così è stato, ma non me ne frega niente.<br />
Io penso che se non abbiamo noi la libertà come indipendenti di scrivere e di raccontare la storia come vogliamo, chi lo deve fare più?<br />
<strong>Io non ho mai voluto dirigere un videogioco per attirare pubblico</strong>. È triste da dire, ma la formula per il gioco che spacchi c&#8217;è, si sa. Basta mettere orde di zombie, i fucili, personaggi come Duke Nukem.<br />
Fondamentalmente, il gioco che ha la formula perfetta per la killer application o il best selling game ce l&#8217;abbiamo, ma <strong>non mi interessa</strong>. Io ho sempre preferito puntare a una nicchia di pubblico che poi può essere rimasta contenta o delusa.</p>
<p>Volendo, il gioco è molto polarizzante anche per sua natura, perché è un gioco che è anche difficile da schematizzare; anche col publisher ho avuto difficoltà nel decidere quale genere di riferimento per recensirlo, se dirlo come un <strong>adventure game</strong>, un <strong>punta e clicca</strong>, o solo <strong>horror</strong>, anche là abbiamo avuto delle difficoltà.<br />
A me piace fare in questo modo. Non è detto che incontri i gusti di tutti, ma ripeto, credo che almeno la libertà autoriale debba essere rispettata.<br />
Fortunatamente dal lato prettamente imprenditoriale è andato molto meglio delle aspettative e delle previsioni del publisher.<br />
Quindi vuol dire che <strong>abbiamo incontrato anche un pubblico più vasto</strong>. Ma, soprattutto, la cosa che non mi aspettavo è che il gioco diventasse addirittura trend su X e siamo più che felici di aver fatto quello che abbiamo fatto e di essere rimasti fino alla fine <strong>integri e fedeli a noi stessi</strong> e all&#8217;idea del progetto che volevamo lanciare dal principio. Poteva venire meglio, certo, ma poteva anche uscire peggio.</p>
<div id="attachment_63209" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-3-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-63209" class="wp-image-63209 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-3-.jpg" alt="Chris Darril" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-3-.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-3--300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-3--1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/bsc-sketch-3--768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-63209" class="wp-caption-text">Parlando di Cancel Culture, Chris mi ha rivelato che in origine aveva pensato al personaggio di una cameriera nera, Erietta, per aiutare Lana e le altre ragazze.</p></div>
<p><strong>K: Ok. Allora adesso ti volevo chiedere qualcosa riguardo alla tua carriera, perché comunque magari tra i nostri lettori c&#8217;è chi sta ancora decidendo che studi intraprendere o comunque magari è appassionato di videogiochi e vorrebbe intraprendere questa carriera. Qualche consiglio e puoi dirci anche come è stato il tuo percorso per arrivare a realizzare prima <em>Remothered</em> e poi <em>Bye Sweet Carole</em>?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Allora, partendo dal consiglio, sicuramente è quello di <strong>restare sempre fedeli a se stessi</strong>, sempre e comunque. Se io credo di avere a cuore una storia, una tematica, un soggetto, devo portarlo avanti: è lì che probabilmente eccellerò maggiormente rispetto a fare qualcosa che attira il pubblico perché gli piace. Secondo me quest&#8217;ultimo è il metodo più errato, perché credo che gli autori più grandi dei videogiochi hanno fatto la storia rimanendo fedeli alle loro idee pur ispirandosi alle cose che amano. Per esempio <strong>Kojima:</strong> il fatto che non puoi paragonarlo a nessun altro è perché ha deciso di fare qualcosa che all&#8217;epoca andava fuori dagli schemi, pur omaggiando <strong>sci-fi e action degli anni ‘80</strong> come <em>Commando</em> e <em>1997: Fuga da New York</em>, da cui ha preso il personaggio di <strong>Jena </strong>(Kurt Russell) per ispirarsi nel creare <strong>Solid Snake</strong>. Che cosa vuol dire questo? <strong>Rendi tuo ciò che ti piace</strong>, fai parlare la tua ispirazione piuttosto che il guadagno facile, poiché il pubblico apprezza davvero un gioco quando ci vede il cuore dietro. Quindi questo è il consiglio che do: <strong>restare assolutamente fedeli a se stessi</strong>, giocare sempre d&#8217;<strong>intelligenza</strong> e integrità, e fare le cose come piace farle. È normale all&#8217;inizio, ai primi tempi, accettare di lavorare per altri progetti perché non si può partire in quinta e pensare già di dirigere una produzione hollywoodiana.</p>
<p>Per quanto riguarda invece <strong>il mio percorso, è un po&#8217; particolare</strong>, nel senso che io potevo fare tutt&#8217;altro. Il mio sogno quando stavo alle superiori era quello di fare il <strong>chirurgo plastico</strong>, quindi tutt’altro ambiente. Mi piaceva l’idea di specializzarmi nella ricostruzione del volto per pazienti che avessero malformazioni congenite, tipo il labbro leporino. Poi il destino ha voluto che finisse una relazione con una ragazza che si è poi iscritta a Medicina e quindi ho cambiato strada. Non so esattamente come ho iniziato…<strong> mi piaceva già molto disegnare</strong>, quindi ho iniziato a illustrare per qualche piccola realtà come il supermercato sotto casa volantini e manifesti. In parallelo iniziava il prototipo di <em>Remothered</em>, quindi la mia prima idea di gioco realizzato e diretto da me, come sviluppatore da casa.<br />
Inizio a far parlare di me e mi contattano due aziende in parallelo. La prima era la canadese <strong>Psychose Interactive</strong> e la seconda era la <strong>Nude Maker</strong>, per il progetto di<em> NightCry</em>. Nel giro di due mesi vengo promosso dall&#8217;azienda canadese come <strong>direttore artistico,</strong> quindi lì ho visto letteralmente la differenza, non perché ho sbloccato un guadagno maggiore, ma perché ho appreso che veramente c&#8217;è una forma di <strong>meritocrazia</strong>. Io ho fatto un passo avanti perché avevo dimostrato che al di là delle mie capacità nel disegno per fare concept art avevo un&#8217;ambizione, avevo altre capacità che potevano essere impiegate in altro, come in questo caso la direzione artistica di <em>Forgotten Memories</em> e in parallelo come head maker mi hanno affiancato a <strong>Masahiro Ito</strong> e <strong>Kiyoshi Shirai</strong> (Kiyoshi Shirai e un illustratore di diversi <em>Final Fantasy</em> e Masahiro Ito e l’art director di <em>Silent Hill 2</em> e <em>Silent Hill 3</em>). Potermi permettere di dire che a ventiquattro anni ero un direttore artistico assieme a due pilastri del genere è stata una cosa che sicuramente mi ha permesso la svolta.</p>
<p><strong>K: Ti sei sentito finalmente davvero valorizzato. Passiamo alla domanda successiva. <em>Bye Sweet Carole</em> è per me la dimostrazione che in Italia è possibile realizzare giochi di qualità. Mi piacerebbe sapere la tua opinione riguardo alla situazione attuale del settore videoludico in Italia, pensi si possa fare qualcosa per valorizzarlo di più?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Purtroppo il problema dell&#8217;Italia è anche quello. Per farti capire: è uscito <em>Bye Sweet Carole</em>, non abbiamo scoperto l’acqua calda, ne siamo consapevoli e nessuna <strong>rivista generalista</strong> ne ha parlato. Ma è una produzione che comunque si distingue in Italia e direi anche in diversi Paesi per diverse motivazioni, non solo la questione dell’animazione tradizionale ma anche il fatto che si tratta di una <strong>produzione italiana</strong> con un <strong>budget veramente striminzito</strong>, dove oltretutto il team è formato per oltre il <strong>70% da donne</strong>. La cosa comica è che però siamo finiti sul <strong><em>New York Times</em></strong> o su <strong><em>Forbes</em></strong>. Cioè, in Italia si è ignorato il discorso che ci possa essere una produzione videoludica di questo tipo, mentre sono subito pronti a fare servizi in cui si dice che i videogiochi sono diseducativi, fanno male ai bambini ecc.</p>
<p>Poi, ti dico, ci sono realtà che fortunatamente stanno un po&#8217; ammortizzando la situazione in Italia. Mi viene da pensare a<strong> IIDEA</strong>, che comunque sta facendo tanto e fa quello che può. A noi ha permesso, anche insieme al MIC, il <strong>Ministero della Cultura</strong>, di avere l&#8217;attivazione del 25% sul tax credit. Siamo stati riconosciuti da loro come <strong>opera di interesse artistico e culturale</strong>. Quindi qualcuno, purtroppo anche se nell&#8217;ombra, si muove. Ma rimane nell&#8217;ombra perché viene messo nell&#8217;ombra&#8230;</p>
<p>Al tempo stesso, tante persone mi hanno scritto disgustate dall&#8217;assenza totale di <em><strong>Bye Sweet Carole</strong></em> alle nomination all&#8217;evento dei <strong>The Game Awards</strong>, che almeno meritava, secondo molti, la nomination come miglior direzione artistica. Ma anche solo per il lavoro che è stato fatto. Tutti pensano a <em>Cuphead</em>, ma il lavoro che abbiamo fatto noi, con tutto il rispetto per <em>Cuphead</em>, risulta tipo tre volte tanto.</p>
<p>Per cui ho pubblicato quel post riguardo ai TGA perché per la <strong>decima edizione</strong> consecutiva dei The Game Awards ancora una volta non c&#8217;è un solo titolo italiano. Molti dicono che c’è stato <em>Mario + Rabbids</em>, lo sappiamo, ma sappiamo anche che è una produzione francese che si è avvalsa dell&#8217;outsourcing di Ubisoft Milano, basato su un IP giapponese per metà francese, perché sono appunto Super Mario e Rayman.<br />
Quindi chiaramente è <strong>opinabile come l&#8217;unico titolo italiano</strong> che sia mai finito in una delle cinquine dei The Games Awards. Chiaramente sono deluso che in un anno come questo, in cui sono uscite produzioni del calibro di<strong><em> The Lonesome Guild</em></strong> o<a href="https://nerdando.com/2025/12/10/simon-the-sorcerer-origins-il-ritorno-del-mago-delle-avventure-grafiche/"><strong><em> Simon the Sorcerer Origins</em></strong></a>, neanche uno, anche noi nel nostro piccolo, sia riuscito a entrare in una delle cinquine, sebbene abbiamo veramente dimostrato che in Italia non per forza si deve fare produzioni che fanno il verso a oltreoceano.<br />
E purtroppo, ancora una volta, a determinare la situazione dei videogiochi in Italia, in primis è il <strong>pubblico della stampa</strong> stessa. Molti della stampa italiana fanno parte della giuria dei Game Awards, loro stessi fanno il cosiddetto ballot, in cui inseriscono i titoli candidabili per categorie X piuttosto che Y.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/bye-sweet-carole-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-62408 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/bye-sweet-carole-1.jpg" alt="Chris Darril" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/bye-sweet-carole-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/bye-sweet-carole-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/bye-sweet-carole-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/bye-sweet-carole-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p><strong>K: Tra pochissimo ti lascio andare, ti chiedo giusto un’ultima domanda. Con <em>Bye Sweet Carole</em> mi hai fatto ritornare indietro nel tempo e hai risvegliato la paura che provavo da bambina guardando Biancaneve perduta nel bosco o <em>Brisby e il segreto di NIHM</em>. Qual è il cartone della tua infanzia che ti ha terrorizzato così tanto da in qualche modo condizionarti anche nella realizzazione del gioco?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Ti dirò, mmm, forse già quando guardavo allora i film d&#8217;animazione avevo quell&#8217;accezione dell&#8217;ansia e della paura come qualcosa di affrontato, vivendola con quell&#8217;inquietudine impastata alla curiosità, quindi non ricordo di aver avuto particolare paura per qualche scena in particolare di <em>Biancaneve</em> o di altri vecchi classici. Forse quella che mi ha inquietato di più è stata<strong> Lady Tramaine</strong>, quando chiude in camera Cenerentola e le si evidenziano gli <strong>occhi</strong> carichi di odio. Mi ha veramente inquietato in quanto era una <strong>persona normale</strong>, una figura che doveva essere materna anche per la protagonista che si rivela spietata per il bene delle sue figlie; tra i vari <strong>cattivi Disney</strong> e l’unica che, volendo, ha una motivazione comprensibile, in quanto quasi tutti i genitori darebbero un braccio per garantire la felicità ai propri figli.</p>
<p><em>Con Chris abbiamo poi continuato la chiacchierata parlando di altri traumi infantili provenienti da altri cartoni come Gli Animali di Bosco Piccolo e di come oggi i cartoni affrontino meno certe tematiche più crude e violente, chiedendoci se effettivamente sia un bene cancellare il brutto e il male del mondo, o addirittura gli eventi storici considerati scomodi. [N.d.A.]</em></p>
<p>Lascio la riflessione a te, caro lettore (se vuoi anche la parola sui social o sul nostro Discord) e ti ringrazio per aver letto sino alla fine. Ringrazio ancora <strong>Chris Darril</strong> per la sua disponibilità e la bella chiacchierata.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2025/12/23/due-chiacchiere-con-chris-darril-bye-sweet-carole-e-remothered/">Due Chiacchiere con: Chris Darril (Bye Sweet Carole e Remothered)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Vespertiliu (Cadaveri Squisiti)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 09:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/Vesperteliu-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/Vesperteliu-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Vesperteliu" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/Vesperteliu-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/Vesperteliu-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/Vesperteliu-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/Vesperteliu.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Ho conosciuto Vespertiliu, al secolo Veronica Ciancarini, nell&#8217;ormai lontano 2018 a Lucca Comics &#38; Games, in occasione della sua opera prima (Bleeding Mariachi, che ho adorato). Artista incredibile, dallo stile personale e ricco di sfumature, si è dimostrata anche una persona poliedrica e dolcissima. Quest&#8217;anno a Lucca Comics &#38; Games ci è tornata e si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2025/11/24/due-chiacchiere-con-vesperteliu-cadaveri-squisiti/">Due chiacchiere con: Vespertiliu (Cadaveri Squisiti)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Ho conosciuto <strong>Vespertiliu</strong>, al secolo <strong>Veronica Ciancarini</strong>, nell&#8217;ormai lontano 2018 a Lucca Comics &amp; Games, in occasione della sua opera prima (<a href="https://nerdando.com/2018/11/13/bleeding-mariachi-il-canto-dellimmortale-amore-e-sangue/"><em><strong>Bleeding Mariachi</strong></em></a>, che ho adorato). Artista incredibile, dallo stile personale e ricco di sfumature, si è dimostrata anche una persona poliedrica e dolcissima. Quest&#8217;anno a Lucca Comics &amp; Games ci è tornata e si è portata a casa anche il <strong>Premio Self Area</strong> alla miglior autoproduzione per <strong><em>Cadaveri Squisiti</em></strong>: quale occasione migliore per contattarla di nuovo e scambiare con lei qualche battuta?</p>
<p><strong>Clack: Com&#8217;e nata l&#8217;ispirazione per questo lavoro?</strong></p>
<p><strong>Vespertiliu:</strong> <em>Cadaveri Squisiti</em> nasce dal bisogno di <strong>dimostrare a me stessa che avevo il permesso di raccontare una storia</strong>, anche consapevole del fatto che sarebbe potuta essere brutta. Anni fa un editore mi disse che sarebbe stato meglio se mi fossi concentrata solo sul disegno: questa interazione ha lasciato una ferita in me che mi sono trascinata per alcuni anni, anni in cui ho lasciato incompiute alcune mie storie originali (come <em>Nundead</em>, il webcomic che pubblicavo sul profilo di Veronicartoon) e ne ho tenute nascoste altre. Un anno fa mi sono detta: “comincia a mettere insieme quel che hai messo nei cassetti!” Ho preso appunti di sogni che avevo fatto, storie rifiutate da altri progetti e scene che avevo solo immaginato, e ho iniziato a cucire tutto insieme, a mo&#8217; di “cadavere squisito”.</p>
<p>-&#8220;Cadavere Squisito: <strong>gioco collettivo surrealista</strong>, realizzato per la prima volta nel 1925, a Parigi. Consiste nel far comporre una frase da più persone (senza che nessuna possa conoscere l’intervento dell’altra) nella sequenza sostantivo-aggettivo-verbo-sostantivo-aggettivo. <strong>Il nome del gioco deriva dalla prima frase che fu ottenuta</strong>: <em>le cadavre exquis boira le vin nouveau</em> («il cadavere squisito berrà il vino nuovo»). Lo stesso sistema fu adattato al disegno, piegando o coprendo il foglio nelle parti già compilate&#8221;. (Via: www.treccani.it)-</p>
<p>Poi ho cominciato a giocare a “cadavere squisito” con me stessa, facendo <strong>una pagina al giorno senza sceneggiatura</strong>; quel che accadeva a pagina nuova era un “problema” della me del domani! E così <strong>i personaggi stessi hanno finito per raccontarmi la loro storia!</strong> Ragdoll &#8211; Fumetti Scomposti mi ha accompagnata concedendomi uno strumento per me assolutamente necessario: la libertà. Hanno avuto fiducia nella mia storia e mi hanno lasciata creare di giorno in giorno. Il mio editor per <em>Cadaveri Squisiti</em> è stato <strong>Francesco Vicentini Orgnani</strong>, e anche lui ha supportato il mio bisogno di libertà creativa, aiutandomi a pormi le domande giuste, senza mai imporre una sua visione. Dopo tanti anni, arrivare alla fine di una storia scaturita (c’è da ammetterlo) dal cuore, e stato a dir poco liberatorio.</p>
<p><strong>C: <em>Cadaveri Squisiti</em> ha vinto il premio Self Area nel corso dell&#8217;ultima edizione di Lucca Comics &amp; Games: che effetto ti ha fatto? Te lo aspettavi?</strong></p>
<p><strong>V:</strong> Comincio col dire che, sebbene avessi sperato e anche sognato potesse succedere, no, <strong>non me lo aspettavo affatto</strong>. All’annuncio del vincitore sono finita letteralmente con le mani fra i capelli per lo sbigottimento. La cosa più bella è stata salire tutti insieme, noi di <strong>Ragdoll</strong>, sul palco! Avevo già dimostrato a me stessa che sì, avevo il permesso di raccontare una storia, ma avere un tale riconoscimento mi ha detto “<strong>non solo ce l’hai fatta, è anche venuto bene questo libro</strong>”. E ci tengo a dire questo: se si fosse trattato di un premio votato esclusivamente da una giuria, non mi avrebbe fatto lo stesso effetto. Il premio della Self Area viene votato anche da coloro che la compongono: i collettivi, i progetti editoriali e gli autori indipendenti. Sapere che i miei colleghi hanno apprezzato il mio lavoro è stato ancora più appagante.</p>
<p><strong>C: Eri già stata a Lucca con <em>Bleeding Mariachi</em>, pubblicato da Edizioni BD: quali emozioni hanno accompagnato il ritorno di quest&#8217;anno?</strong></p>
<p><strong>V:</strong> <strong>Inizialmente c’è stata una grandissima paura</strong>. L’ansia mi stava divorando a tal punto che ho valutato di non presentarmi alla fiera. Ma appena arrivata, non appena ho incontrato i miei lettori, tutto quel tumulto ha lasciato spazio a un profondo senso di rivalsa e a una grande gratitudine. C’è chi mi è venuto a trovare portandomi da sketchare sia <em>Cadaveri Squisiti</em> che <em>Bleeding Mariachi</em> e, in qualche modo, tutti quegli anni passati tra le mie due creature sono sembrati più leggeri.</p>
<p><strong>C: Qual e la differenza, nella tua esperienza, tra l&#8217;autopubblicazione e pubblicare con un editore?</strong></p>
<p><strong>V:</strong> Ad oggi <strong>continuo a lavorare con editori</strong>. Ho pubblicato un mazzo di tarocchi con <strong>Lo Scarabeo</strong> e sono a lavoro sul secondo libro illustrato di <em><strong>Il Trono Del Muori</strong></em> per <strong>Mondadori</strong>. Tuttavia, non riuscirei ad affidare le mie storie più intime e care a un grande editore, non senza le dovute precauzioni. <strong>Ho imparato negli anni che lavorare con l’editoria vuol dire scendere a compromessi</strong>, e spesso anche avere a che fare con chi vuole imporre la propria visione. Non sempre è così, ovviamente, e ho lavorato con editori con cui non ho avuto problemi di questo tipo, ma i casi in cui le divergenze artistiche hanno eclissato la voglia di creare sono stati fin troppi. Dopo la mia vittoria, alcuni editori sono passati in Self Area, da Ragdoll, per chiedermi se fossi interessata a lavorare con loro. Uno di loro nemmeno si è presentato, neanche mi ha guardata in faccia e ha mandato avanti una sua impiegata a chiedermi se fossi interessata a lavorare nell’editoria. Quello che questi editori ancora faticano a capire è che <strong>in Self Area è PIENO di autori affermati e pubblicati in Italia e nel mondo</strong>. <strong>Non si sceglie l’autoproduzione come ripiego</strong>, si sceglie l’autoproduzione perché è l’alternativa che ci permette di creare autenticamente. Non è il piano B, è l’altro piano A.</p>
<p><strong>C: Da dove nascono la tua ispirazione e il tuo stile così connotato?</strong></p>
<p><strong>V:</strong> Nel 2021, dopo aver rinunciato a completare il mio webcomic, <strong>per un po’ ho fatto fatica a tornare a disegnare</strong>. A un certo punto ho cercato di ricordare perché mi piaceva disegnare da bambina e mi sono resa conto che ai tempi disegnavo solo per me stessa. Per un po’ avevo cercato di omologare il mio stile a quello che potesse piacere al pubblico (e agli editori) e avevo completamente dimenticato di chiedermi cosa piacesse a me. Da lì <strong>il ritorno al tradizionale</strong>, lo studio del tratteggio, inizialmente a matita, e poi l’inizio della mia storia d’amore con l’inchiostro! Per quanto riguarda i soggetti dei miei lavori, quelli non sono quasi mai cambiati! In <em>Bleeding Mariachi</em> c’era una vampira con la testa a forma di ali di pipistrello, adesso le stesse ali sono sulla testa di una fatina dei cimiteri in <em>Cadaveri Squisiti</em>.</p>
<p><strong>C: Hai anche disegnato un tuo mazzo di tarocchi (pubblicato da Lo Scarabeo): com&#8217;è stata questa esperienza?</strong></p>
<p><strong>V:</strong> Il mazzo di tarocchi <strong>iniziò come un progetto casalingo</strong>; un lavoro nato dalla passione e non per una esigenza lavorativa. Fu il collega <strong>Fabio Listrani</strong> a spingermi a proporlo a Lo Scarabeo. La lavorazione andò incredibilmente liscia poiché mi ritrovai con molta libertà creativa anche su quel progetto, cosa a cui, venendo dai fumetti, non ero abituata.</p>
<p><strong>C: Quale sarà, ora, il percorso che aspetta <em>Cadaveri Squisiti</em>?</strong></p>
<p><strong>V:</strong> Con Ragdoll stiamo pianificando <strong>un tour per le maggiori fiere nazionali</strong>, alcune presentazioni e una possibile scappatella all’estero. Per quanto riguarda la storia, io la considero conclusa, ma i personaggi restano vivi “nel mio mondo” e potrebbero tornare in futuro per raccontarci nuove avventure.</p>
<p><strong>C: Stai già sviluppando altre idee?</strong></p>
<p><strong>V:</strong> Stiamo iniziando a ragionare su <strong>4 diversi lavori</strong> in collaborazione con altri autori di Ragdoll. Si tratterebbe di due storie brevi, un adattamento a fumetti di un romanzo gotico, e un racconto a fumetti su un altro dei miei personaggi originali. Io sto buttando giù idee per un nuovo graphic novel ma tutto è ancora nella beatissima fase iniziale: quindi, da qui ad un anno, potrei star lavorando a tutt’altro. E anche questo è il bello.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Nicola Cencherle (EMEA Publishing Responsible di Riot Games per Riftbound)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 11:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Riot]]></category>
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		<category><![CDATA[Lucca Comics & Games 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Riftbound]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nicola Cencherle" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Nel corso di Lucca Comics &#38; Games 2025, ho avuto modo di fare due chiacchiere con Nicola Cencherle, EMEA Publishing Responsible di Riot Games per Riftbound. Ecco quello che ci siamo detti. Tencar: Ciao, Nicola! Ho visto un grande hype per Riftbound anche, per esempio, in Abruzzo, che solitamente è una regione un po&#8217; fredda. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2025/11/05/due-chiacchiere-con-nicola-cencherle-emea-publishing-responsible-di-riot-games-per-riftbound/">Due chiacchiere con: Nicola Cencherle (EMEA Publishing Responsible di Riot Games per Riftbound)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nicola Cencherle" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div id="attachment_62356" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-62356" class="wp-image-62356 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2.jpg" alt="Nicola Cencherle" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><p id="caption-attachment-62356" class="wp-caption-text">Nell&#8217;attesa di entrare nel mondo competitivo di Riftbound, ho intervistato Nicola Cencherle</p></div>
<p>Nel corso di <strong>Lucca Comics &amp; Games 2025</strong>, ho avuto modo di fare due chiacchiere con <strong>Nicola Cencherle</strong>, <strong>EMEA Publishing Responsible</strong> di <strong>Riot Games</strong> per <a href="https://nerdando.com/2025/10/31/e-finalmente-uscito-riftbound-il-tcg-di-riot-games/"><em><strong>Riftbound</strong></em></a>. Ecco quello che ci siamo detti.</p>
<p><strong>Tencar: Ciao, Nicola! Ho visto un grande hype per <em>Riftbound</em> anche, per esempio, in Abruzzo, che solitamente è una regione un po&#8217; fredda. Come ti spieghi una risposta del pubblico così calorosa?</strong></p>
<p><strong>Nicola Cencherle:</strong> Secondo me, ci sono varie ragioni. Fondamentalmente, quando Riot decide di portare un nuovo prodotto, si prepara molto bene e nel miglior modo possibile. Inoltre, più della metà di chi lavora in Riot gioca a tcg e quindi il primo target eravamo noi, che perciò siamo i primi critici. L&#8217;idea iniziale era di realizzare un gioco per creare community e che fosse accessibile a chi non ha mai giocato titoli del genere.</p>
<p><strong>T: Il classico gioco semplice e non banale.</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Le regole sono semplici, però se sei un giocatore veterano capisci che è molto profondo. Volevamo essere preparati con il primo set e, per questo, comprende oltre 300 carte e 12 Campioni.</p>
<p><strong>T: Come mai adesso e non prima?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Perché prima non era il momento giusto. Adesso è l&#8217;istante perfetto perché c&#8217;è molto interesse sui tcg in generale e pensiamo di avere il gioco giusto. Siamo molto contenti e piacevolmente sorpresi sia dalle tantissime richieste che dai feedback molto positivi.</p>
<p><strong>T: I giocatori di carte di solito pretendono un sacco: aver avuto questo genere di accoglienza è già un successo?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Abbiamo voluto creare un tcg che si possa giocare sempre e che dia valore ai player. Il nostro obiettivo è di creare una community che cresca un po&#8217; alla volta e che giochi ogni settimana nel proprio negozio di fiducia.</p>
<p><strong>T: Ho giocato tantissimo a <em>Legends of Runeterra</em>. Avete pensato anche a un&#8217;eventuale versione online di <em>Riftbound</em>?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Per il momento <em>Riftbound</em> sarà solo fisico. Si sta valutando se creare qualcosa che sia di complemento e che dia valore, ma non vogliamo creare una copia digitale del gioco perché per noi è importante il contatto fisico e creare una community fisica.</p>
<p><strong>T: <em>Legends of Runeterra</em> ha gettato le fondamenta per <em>Riftbound</em>?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Ha aiutato molto. Molte idee sono venute da lì, per capire quali meccaniche funzionano meglio, per la gestione di risorse, come creare il mazzo.</p>
<p><strong>T: Vedendo il regolamento, mi piace il lato più &#8220;caciarone&#8221; delle partite 2v2. A chi si rivolge <em>Riftbound</em>? A chi è più scafato, a chi ama <em>League of Legends</em> e vuole provare questo nuovo mondo?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> <em>Riftbound</em> è nato come un progetto multiplayer per 4 giocatori e, infatti, tra i prodotti disponibili all&#8217;uscita c&#8217;è Proving Grounds che è pensato per questo numero di player. Per noi l&#8217;importante è che le persone possano divertirsi giocando.<br />
<em>League of Legends</em> ci ha insegnato che la maggior parte non vuole diventare un &#8220;pro&#8221;, vuole svagarsi. Vogliamo fornire un prodotto che possa essere fruibile sia ai casual che a chi vuole competere.</p>
<div id="attachment_62358" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-62358" class="wp-image-62358 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle.jpg" alt="Nicola Cencherle" width="720" height="960" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle.jpg 720w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/11/nicola-cencherle-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /><p id="caption-attachment-62358" class="wp-caption-text">Come al solito, ho dimenticato di fare foto. Per fortuna, c&#8217;era Rob in giro per la manifestazione che mi ha paparazzato</p></div>
<p><strong>T: Per quanto riguarda il gioco organizzato, ho dato un&#8217;occhiata all&#8217;ottima struttura dei tornei competitivi. Ci sarà anche spazio per il gioco casual?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Ci saranno eventi più casual nelle fumetterie e nei negozi specializzati.</p>
<p><strong>T: Per quanto riguarda la distribuzione, avete già pensato alle ristampe?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Siamo molto contenti della risposta del pubblico. Il nostro obiettivo è dare a tutti la possibilità di giocare. Ci stiamo adoperando per soddisfare le esigenze dei player e dei collezionisti.</p>
<p><strong>T: È prevista una traduzione italiana?</strong></p>
<p><strong>N: </strong>Per adesso ci sono le versioni inglese e cinese. Valuteremo eventualmente in futuro nuove localizzazioni.</p>
<p><strong>T: Ti aspettavi una tale affluenza qui a Lucca Comics &amp; Games?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Sì, ce l&#8217;aspettavamo ed eravamo già preparati. Abbiamo fatto già eventi negli Stati Uniti, a Madrid, a SPIEL la settimana scorsa.<br />
Per noi Lucca Comics &amp; Games è uno degli eventi più importanti italiani e abbiamo spinto molto per avere questo stand.</p>
<p><strong>T: Avete già un&#8217;idea per le espansioni?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Avremo quattro set per anno e un set ogni 3 mesi. Spiritforged, il secondo set, uscirà in inglese a febbraio 2026.</p>
<p><strong>T: Concludo con un paio di domande personali. Come ti trovi con questo nuovo ruolo di EMEA Publishing Responsible?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Sono contento: è un progetto molto bello e quando vedo la risposta della gente, sono felice. Sto imparando molte cose.</p>
<p><strong>T: Con quali giochi di Riot ti diletti?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Il gioco che ho giocato di più è <em>Teamfight Tactics</em>. Gioco anche a <em>League of Legends</em> ma mi dispiace quando il team perde per colpa mia.<br />
Lavoro da molti anni nel mondo dei videogiochi e appartengo alla generazione del Commodore 64. Sono un giocatore di console, principalmente Playstation. Mi diverto con gli fps single player.<br />
Mi piacciono anche i board game.</p>
<p><strong>Tencar: Ti ringrazio per il tuo tempo, è stato un vero piacere conoscerti!</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Grazie a te.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Jasmine Souid e Marco Ferraccioni (Darkest Maps)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dungeons & Dragons]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi di ruolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Ferraccioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Logo Darkest Maps" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Durante lo scorso Pescara Comix &#38; Games, ho avuto modo di conoscere Jasmine Souid e Marco Ferraccioni all&#8217;interno dello stand dedicato al loro progetto Darkest Maps: questi artisti disegnano a mano bellissime mappe da utilizzare nelle sessioni di Dungeons &#38; Dragons, Pathfinder e altri giochi di ruolo. Incuriosito dai loro lavori, gli ho chiesto un&#8217;intervista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Logo Darkest Maps" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div id="attachment_59349" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-59349" class="size-full wp-image-59349" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps.jpg" alt="Logo Darkest Maps" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/darkest-maps-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><p id="caption-attachment-59349" class="wp-caption-text">Le mappe mi fanno felice</p></div>
<p>Durante lo scorso <strong>Pescara Comix &amp; Games</strong>, ho avuto modo di conoscere <strong>Jasmine Souid</strong> e <strong>Marco Ferraccioni</strong> all&#8217;interno dello stand dedicato al loro progetto <strong>Darkest Maps</strong>: questi artisti <strong>disegnano a mano bellissime mappe</strong> da utilizzare nelle sessioni di <em>Dungeons &amp; Dragons</em>, <em>Pathfinder</em> e altri giochi di ruolo. Incuriosito dai loro lavori, gli ho chiesto un&#8217;intervista e loro, gentilmente, hanno accettato.</p>
<p><strong>Tencar: Partiamo dal principio: chi sono Jasmine e Marco?</strong></p>
<p><strong>Jasmine &amp; Marco: </strong>Siamo due ex studenti dell’<strong>Accademia del Fumetto di Pescara</strong>, dove ci siamo conosciuti e dove abbiamo iniziato a lavorare spesso assieme. Oltre a essere entrambi <strong>illustratori freelance</strong>, <strong>Marco</strong> è <strong>colorista</strong> per il mercato francese, dove ha colorato alcuni volumi per la casa editrice <strong>Delcourt</strong>. Oltre che colleghi affiatati, siamo una coppia anche nella vita.</p>
<div id="attachment_59352" style="width: 1210px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-59352" class="size-full wp-image-59352" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Alchemy-Shop.jpg" alt="Alchemy Shop by Darkest Maps" width="1200" height="1200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Alchemy-Shop.jpg 1200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Alchemy-Shop-300x300.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Alchemy-Shop-1024x1024.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Alchemy-Shop-150x150.jpg 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Alchemy-Shop-768x768.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Alchemy-Shop-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p id="caption-attachment-59352" class="wp-caption-text">Un simpatico negozio di un alchimista</p></div>
<p><strong>T: Com&#8217;è nato Darkest Maps?</strong></p>
<p><strong>J &amp; M: </strong>È quasi banale, ma Marco stava girellando su <strong>Patreon</strong> quando ha scoperto questo mondo e ha scoperto che esiste un settore dell’illustrazione che non conosceva. Essere <strong>cartografi</strong> per giochi di ruolo non è solo una nicchia artistica che esiste, è <strong>una nicchia che funziona</strong>, <strong>che ripaga</strong> e <strong>che ama i suoi creator</strong>. Già appassionato di gdr e level design, gli è subito balenato in mente che provare a<strong> guadagnare creando mappe</strong> potesse essere una cosa molto <strong>interessante</strong> e <strong>stimolante</strong>. Dopo aver tentato <strong>diversi approcci stilistici e narrativi</strong>, alla fine abbiamo definito assieme quella che è l’attuale realtà di Darkest Maps e che ci accompagna da ormai più di due anni.</p>
<p><strong>T: Cosa amate e cosa odiate del vostro lavoro?</strong></p>
<p><strong>J &amp; M: </strong>Sicuramente <strong>amiamo la libertà creativa che offre</strong>. Ogni mappa è un lavoro di design potenzialmente unico, che ci <strong>permette</strong> di <strong>creare</strong> ogni volta qualcosa di <strong>nuovo</strong>. Spesso, nel fumetto e nell’illustrazione, si è legati per lunghi periodi allo stesso tema o alla stessa ambientazione, mentre con il map design per giochi di ruolo, le sfide sono sempre diverse.<br />
Cosa <strong>odiamo</strong>… Probabilmente la difficoltà di gestire il<strong> lato fiscale e tecnico</strong>, così come la <strong>gestione dei social</strong>. Se avessimo un manager, sarebbe tutto perfetto (ride <em>ndTencar</em>). Ah, e <strong>odiamo</strong> anche <strong>disegnare LE LIBRERIE PIENE DI LIBRI</strong>!</p>
<p><strong>T: Quanto è difficile progettare ogni volta una mappa nuova? Da dove traete ispirazione?</strong></p>
<p><strong>J &amp; M: </strong>Abbiamo <strong>idee</strong> per fare mappe<strong> fino al 2030</strong> senza problemi, tra tutti e due e grazie ai suggerimenti della nostra community, che cerchiamo di accontentare il più possibile.<br />
Le nostre <strong>ispirazioni</strong> vengono sicuramente <strong>dalle nostre giocate</strong>, ma anche dal grosso <strong>bagaglio</strong> <strong>videoludico</strong>, <strong>cinematografico</strong> e <strong>letterario</strong> che ci siamo costruiti spontaneamente negli anni. Ci sono mappe ispirate a <em><strong>World of Warcraft</strong> </em>per esempio, ma anche a <em><strong>Crash Bandicoot</strong></em> o <em><strong>Tomb Raider</strong></em>, ma anche titoli più attuali come <em><strong>Zelda</strong></em>, <em><strong>Baldur’s Gate</strong></em>, <em><strong>The Witcher</strong></em>, etc.</p>
<div id="attachment_59353" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-59353" class="size-full wp-image-59353" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/The-Lost-Dungeon.jpg" alt="The Lost Dungeon by Darkest Maps" width="1000" height="1646" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/The-Lost-Dungeon.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/The-Lost-Dungeon-182x300.jpg 182w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/The-Lost-Dungeon-622x1024.jpg 622w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/The-Lost-Dungeon-768x1264.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/The-Lost-Dungeon-933x1536.jpg 933w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><p id="caption-attachment-59353" class="wp-caption-text">Dungeon!</p></div>
<p><strong>T: I vostri lavori sono ricchissimi di dettagli, viene voglia di soffermarsi a studiarli uno per uno: quanto è importante, per voi, aggiungere questi particolari così minuziosi?</strong></p>
<p><strong>J &amp; M: </strong>Molto, <strong>molto importante</strong>. Oltre a essere una nostra <strong>scelta di stile</strong>, è anche la <strong>parte</strong> più <strong>divertente</strong> e <strong>creativa</strong>.<br />
<strong>I dettaglini</strong>, come per esempio un gattino su un barile, o una bambola abbandonata su una panca, <strong>sono le tracce delle storie</strong> che noi immaginiamo per quella mappa.<br />
Oltre che semplici <strong>battlemap</strong> per i combattimenti, cerchiamo di renderle vere e proprie ambientazioni che noi immaginiamo con uno scopo e una vita proprie: così facendo, cerchiamo di far immergere i giocatori all’interno dell’ambientazione, facendogli immaginare e <strong>percepire la storia e l’atmosfera della mappa</strong>.</p>
<p><strong>T: Lo scambio di feedback con chi utilizza le mappe ha un ruolo nel vostro lavoro? Vi basate sui pareri ricevuti o procedete in completa autonomia?</strong></p>
<p><strong>J &amp; M: </strong>Assolutamente sì. <strong>Cerchiamo di coinvolgere il più possibile la nostra community</strong> e di produrre mappe che siano per loro effettivamente utili.<br />
Teniamo sempre in produzione una mappa a scelta dei nostri sostenitori, che viene <strong>suggerita</strong> da loro <strong>tramite i sondaggi</strong> che teniamo sul nostro <a href="https://www.patreon.com/DarkestMaps">Patreon</a>.<br />
A prescindere dalla “poll map”, comunque, cerchiamo di <strong>soddisfare tutte quelle richieste</strong> che possano essere utili a un giocatore appassionato.</p>
<p><strong>T: A causa del lockdown, sempre più persone hanno iniziato a giocare ai giochi di ruolo da casa. Il vostro pubblico gioca prevalentemente online o ci sono anche player che utilizzano i vostri lavori in presenza?</strong></p>
<p><strong>J &amp; M: </strong>Il nostro pubblico è abbastanza ambivalente. All’estero, dove abbiamo la maggioranza del seguito, è più comune <strong>giocare in presenza ma proiettando le mappe su uno schermo da tavolo</strong>, quindi il gioco dal vivo ci sembra abbia comunque una maggiore rilevanza nonostante il gran numero di utenti che giocano online.<br />
Nonostante tutto, molti nostri sostenitori<strong> stampano da casa le mappe</strong>, anche forse grazie ai file che distribuiamo. Di ogni mappa forniamo un file .pdf impaginato in modo da suddividere la mappa in fogli A4 e poterla comodamente stampare e comporre a casa anche all’ultimo momento.</p>
<div id="attachment_59354" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-59354" class="size-full wp-image-59354" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Throne-Room.jpg" alt="Throne Room by Darkest Maps" width="1000" height="2000" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Throne-Room.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Throne-Room-150x300.jpg 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Throne-Room-512x1024.jpg 512w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/04/Throne-Room-768x1536.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><p id="caption-attachment-59354" class="wp-caption-text">Una bella stanza del trono</p></div>
<p><strong>T: Qual è il vostro gioco di ruolo preferito?</strong></p>
<p><strong>J &amp; M: </strong>Saremo banali, ma <strong><em>D&amp;D</em></strong> per entrambi ha quel sapore di infanzia e pomeriggi passati con gli amici che ce lo fa rimanere nel cuore, nonostante la moltitudine di eccellenti proposte presenti oggi sul mercato.</p>
<p><strong>T: Concludiamo con un classico: progetti per il futuro?</strong></p>
<p><strong>J &amp; M: </strong>Per il 2025 vorremmo sicuramente riuscire a offrire ai nostri utenti <strong>le nostre mappe in formato VTT</strong>, cioè già pronte da usare online, con tanto di <strong>musiche</strong>, <strong>luci</strong> e magari <strong>piccole animazioni</strong>. Ci stiamo lavorando e dobbiamo solo perfezionare alcuni passaggi, quindi questa è una idea che vedrete sicuramente realizzata presto.<br />
Oltre a questo, speriamo di poter presto proporre un nostro <strong>Combat Book in edizione fisica</strong>, così da poter offrire le nostre mappe in una versione molto comoda da giocare anche per tutti i giocatori più <em>old style</em>.<br />
Perché no, magari proponendolo su <strong>Kickstarter</strong>.</p>
<p><strong>T:</strong> Grazie mille per il vostro tempo!</p>
<p>Vi ricordo che potete trovare <strong>Darkest Maps</strong> su <a href="https://www.patreon.com/DarkestMaps">Patreon</a> e su <a href="https://www.instagram.com/darkestmaps/">Instagram</a>.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Nicolas Gentile (La Contea Gentile)</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/04/03/due-chiacchiere-con-nicolas-gentile-la-contea-gentile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 08:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Bentornato a Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Contea]]></category>
		<category><![CDATA[Il Signore degli Anelli]]></category>
		<category><![CDATA[Lo hobbit]]></category>
		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien Reading Day]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nicolas Gentile" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>La Terra degli Hobbit esiste davvero e si trova&#8230;in Abruzzo! Un sogno che diventa realtà, grazie alla visione e all&#8217;iniziativa di Nicolas Gentile, che ha dato vita alla Contea dell&#8217;universo narrativo di Tolkien nella sua Bucchianico, in provincia di Chieti. Da sempre innamorato delle atmosfere magiche de Il Signore degli Anelli, Nicolas ha intuito delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nicolas Gentile" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div id="attachment_59071" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-59071" class="size-full wp-image-59071" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile.jpg" alt="Nicolas Gentile" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/03/Nicolas-Gentile-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-59071" class="wp-caption-text">La compagnia dell&#8217;Anello in real life</p></div>
<p>La Terra degli Hobbit esiste davvero e si trova&#8230;in <strong>Abruzzo</strong>! Un sogno che diventa realtà, grazie alla visione e all&#8217;iniziativa di <strong>Nicolas Gentile</strong>, che ha dato vita alla Contea dell&#8217;universo narrativo di Tolkien nella sua Bucchianico, in provincia di Chieti.<br />
Da sempre innamorato delle atmosfere magiche de <em>Il Signore degli Anelli</em>, Nicolas ha intuito delle similitudine naturali tra i paesaggi abruzzesi e quelli tolkeniani e da lì ha iniziato a lavorare all&#8217;ambizioso progetto di dare forma alla sua <strong>Contea Gentile</strong>, in un processo raccontato anche dal documentario di <strong>Prime Video <em>Bentornato a casa &#8211; La Contea Gentile</em></strong>.<br />
Abbiamo scambiato due chiacchiere con Nicolas Gentile per saperne di più riguardo la sua Contea!</p>
<p><strong>Clack: La Contea Gentile è un autentico luogo tolkeniano nel bel mezzo dell&#8217;Abruzzo: come è nata questa idea?</strong></p>
<p><strong>Nicolas:</strong> L&#8217;idea è nata dalla consapevolezza che<strong> la Terra di Mezzo era davanti ai nostri occhi</strong>: io un tempo ero fuggito &#8220;dal paesino&#8221; e dall&#8217;Abruzzo perché all&#8217;epoca pensavo che il mio destino fosse al di fuori di quel piccolo borgo che a tratti mi sembrava asfittico quando ero adolescente. Quando però sono scappato dall&#8217;Abruzzo, mi è mancato talmente tanto che ho ripensato con nostalgia ma anche con magia ai luoghi che mi ero lasciato alle spalle. È a quel punto che ho realizzato che la Terra di Mezzo, la Contea in particolare, l&#8217;avevo sempre avuta davanti agli occhi e sotto i piedi: era tutta la vita che cercavo la magia e la fantasia e non mi ero mai reso conto prima di allora di averla davanti agli occhi. L&#8217;idea, quindi, è nata perché <strong>mi sono reso conto che noi viviamo già nella Terra di Mezzo</strong> e non mostrarlo anche agli altri mi sembrava un po&#8217; uno spreco. E infatti in molti, poi, mi hanno detto &#8220;sì, effettivamente l&#8217;Abruzzo è davvero la Terra di Mezzo!&#8221;.</p>
<p><strong>C: Come immagini la forma definitiva per La Contea Gentile, il suo pieno potenziale?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> In realtà il suo pieno potenziale, <strong>a livello umano</strong>, lo ha già raggiunto: devo, anzi, stare attento a non rovinarlo, questo potenziale! In questo momento, la Contea è vista in un duplice modo dalle persone: come un luogo &#8220;sociale&#8221;, dove star bene ma anche come il futuro villaggio degli Hobbit. Quest&#8217;ultimo, giuridicamente parlando, dovrà essere necessariamente una sorta di agriturismo o camping. Devo e voglio stare attento, però, a <strong>mantenere lo spirito originale</strong>, senza focalizzarmi sulla parte che potremmo definire &#8220;lavorativa&#8221; della Contea, che ovviamente ci dovrà essere. Però dovrà anche rimanere un luogo dove le persone stiano bene, in pace, si sentano accolte a prescindere dal dormire o no nelle Case Hobbit o dal partecipare o meno agli eventi. <strong>Questo per me è un aspetto fondamentale</strong>.<br />
Strutturalmente parlando, la Contea non avrà molte abitazioni: avrà al massimo tre Case Hobbit, la locanda (che sarà il Pub del Drago Verde, che mi permetterà anche di organizzare eventi più piccoli), inoltre ci saranno un paio di Caravan dei Nani e una zona dove si potranno piantare le tende. Questo è il massimo che voglio fare, non di più.</p>
<p><strong>C: E a che punto siamo per la realizzazione di questa visione?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Finalmente, dopo tanti anni di battaglie con la burocrazia, quest&#8217;anno cominceremo a costruire <strong>la prima Casa Hobbit</strong>. Purtroppo i costi attuali delle costruzioni sono esorbitanti, quindi per ora non potremo fare altro. Se tutto andrà come deve, il prossimo anno invece cominceremo subito con <strong>il Pub del Drago Verde</strong> e poi, successivamente, con le altre strutture.</p>
<p><strong>C: Dal 24 al 27 aprile è prevista &#8220;Bentornati a casa&#8221;: come nasce questo evento e come si svolgerà?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> In realtà questo evento nasceva già parecchi anni fa, però si svolgeva intorno al 25 marzo perché in quella data ricorre il <strong>Tolkien Reading Day</strong>. La Tolkien Society inglese ha istituito, già diversi anni fa per il centenario della nascita di Tolkien, nel 1992, questa giornata, in cui le persone potevano riunirsi e leggere insieme le opere del Professore.<br />
Io organizzo eventi per l&#8217;occasione dal 2009, più o meno: nella prima edizione eravamo in tre, nelle successive si sono aggiunte sempre più persone, facendola diventare pian piano qualcosa di grande nel centro storico di Bucchianico.<br />
Però non mi bastava più la sola lettura condivisa, per cui ho iniziato ad aggiungere <strong>altri aspetti culturali</strong> come mostre, conferenze, ospiti, giochi. Da lì, le attività a tema Terra di Mezzo si sono sempre più ampliate.<br />
Nel 2022, poi, abbiamo spostato l&#8217;evento nella Contea, con il nome &#8220;<strong>Bentornati a casa</strong>&#8220;. Durava più giorni e per noi rappresentava un modo per dire alle persone, che erano appena uscite dalle restrizioni del Covid, &#8220;Bentornati nella Terra di Mezzo!&#8221;, nella vostra casa spirituale, in un certo senso.<br />
Abbiamo continuato e ne è nata <strong>una sorta di &#8220;fiera&#8221; della Terra di Mezzo</strong>, come se la Contea ospitasse un expo dei vari popoli, che promuovono la loro cultura e i loro prodotti. Non mancheranno, comunque, le conferenze e le zone <em>gaming</em>, cibo a non finire, spettacoli e musica dal vivo.</p>
<p><strong>C: C&#8217;è ancora la possibilità di partecipare?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> Purtroppo stiamo terminando gli <strong>ultimi biglietti</strong> proprio in questi giorni: prevediamo circa 1000 persone ogni giorno e, al momento, l&#8217;ultimo giorno rimasto (giovedì 24) rimangono solamente poche decine di posti per l&#8217;ingresso al banchetto in stile medievale che faremo per un numero limitato di partecipanti.<br />
Quindi c&#8217;è ancora la possibilità ma davvero molto limitata.</p>
<p><strong>C: Avete in programma altri eventi nella primavera-estate?</strong></p>
<p><strong>N:</strong> I prossimi eventi saranno il weekend del 26 giugno 2025, quando faremo per tre giorni &#8220;<strong>il Cinema in Contea</strong>&#8220;: proietteremo, come abbiamo fatto lo scorso anno, su un mega schermo in mezzo al bosco, tipo <em>drive-in</em> ma senza le auto, la trilogia in versione estesa de <strong><em>Lo Hobbit</em></strong>. La stessa cosa ci sarà poi a luglio ma con <strong><em>Il Signore degli Anelli</em></strong> e poi a fine agosto-inizio settembre ci sarà di nuovo il compleanno di <strong>Bilbo</strong>, &#8220;<strong>Una festa a lungo attesa</strong>&#8221; e quello sarà l&#8217;evento più spettacolare di tutti!</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Michelangelo Rossato (La favola dei tarocchi)</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/03/28/due-chiacchiere-con-michelangelo-rossato-la-favola-dei-tarocchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 09:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Il castello dei destini incrociati]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ippocampo]]></category>
		<category><![CDATA[La favola dei tarocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="La favola dei tarocchi" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Il 27 marzo L&#8217;ippocampo pubblica La favola dei tarocchi, un volume che mi ha stregata e conquistata! Caratterizzato da atmosfere fiabesche e un&#8217;iconografia ricca e stratificata, che svela nuovi dettagli a ogni sguardo, l&#8217;opera scritta e illustrata da Michelangelo Rossato conquista e trascina il lettore in un viaggio spettacolare. Ho voluto parlarne direttamente con l&#8217;autore, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2025/03/28/due-chiacchiere-con-michelangelo-rossato-la-favola-dei-tarocchi/">Due chiacchiere con: Michelangelo Rossato (La favola dei tarocchi)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="La favola dei tarocchi" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div id="attachment_58744" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-58744" class="size-full wp-image-58744" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi.jpg" alt="La favola dei tarocchi" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/02/favola-dei-tarocchi-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-58744" class="wp-caption-text">Un assaggio delle stupende illustrazioni de La favola dei tarocchi</p></div>
<p>Il 27 marzo <strong>L&#8217;ippocampo</strong> pubblica <em><strong>La favola dei tarocchi</strong></em>, un volume che mi ha stregata e conquistata! Caratterizzato da atmosfere fiabesche e un&#8217;iconografia ricca e stratificata, che svela nuovi dettagli a ogni sguardo, l&#8217;opera scritta e illustrata da <strong>Michelangelo Rossato</strong> conquista e trascina il lettore in un viaggio spettacolare.<br />
Ho voluto parlarne direttamente con l&#8217;autore, che mi ha raccontato com&#8217;è nato e come si è sviluppato <em>La favola dei tarocchi</em>.</p>
<p><strong>Clack: Com&#8217;è nata <em>La favola dei tarocchi o Il meraviglioso viaggio di Chisono</em>?</strong></p>
<p>Michelangelo: Qualche anno fa mi sono chiesto: “<strong>E se i Tarocchi raccontassero una favola?</strong>”. È così nato in me il desiderio di realizzare un libro che mi permettesse di illustrarli e raccontarli attraverso una narrazione.<br />
Già da tempo studiavo la loro storia e la loro iconografia e sapevo che sarebbe stato un progetto complesso e allo stesso tempo<br />
appassionante. Ho messo di fronte a me, in ordine, i 22 trionfi dei Tarocchi, o “arcani maggiori” e, osservandoli uno alla volta, ho<br />
iniziato ad abbozzare il testo della favola, consapevole della simbologia di ogni immagine. Un metodo di scrittura creativa simile a quello di Calvino per <em><strong>Il castello dei destini incrociati</strong></em>, con la differenza di seguire la sequenza delle carte invece di pescarle<br />
casualmente. Attraverso le illustrazioni ho iniziato a immaginare ciò che poteva esserci “<em>intorno alla carta</em>”: il mondo fantastico dove vivono questi personaggi arcani. È iniziato dunque il meraviglioso viaggio di Chisono, un viaggio che per me sarebbe durato anni di studio, scrittura, disegno e pittura.</p>
<p><strong>C: La parte grafica svolge un ruolo di primo piano nella storia: è nata insieme al racconto o una delle due componenti si è sviluppata prima dell&#8217;altra?</strong></p>
<p>M: <strong>Parole e figure sono nate in parallelo</strong>, non poteva che essere così! È una storia che nasce osservando le immagini dei Tarocchi e che, a sua volta, mi ha ispirato per la realizzazione di altre immagini, le illustrazioni. Il linguaggio verbale e quello non verbale nel libro sono intrecciati tra loro, una caratteristica narrativa tipica degli albi illustrati. Le illustrazioni non sono una parte ancillare dell’albo: il testo racconta solo una parte della storia di Chisono, o, meglio ancora, narra solamente una delle tante possibili storie presenti nel libro. Un esempio: <strong>c’è un animale presente in ogni tavola che ha una sua storia e un suo arco narrativo affidato solo alle illustrazioni</strong>.<br />
Nelle immagini ci sono molti elementi come questo, a volte nascosti, che raccontano “oltre il testo”.</p>
<p><strong>C: Sfogliando <em>La favola dei tarocchi</em> si ha l&#8217;impressione di trovarsi davanti a un racconto universale, che travalica il tempo e lo spazio: a che tipo di pubblico pensava, mentre scriveva?</strong></p>
<p>M: L’ho pensato come <strong>un’opera trasversale</strong> che spero possa far sognare, divertire e riflettere lettori piccoli e grandi. Per questo ho voluto dargli la forma di una fiaba illustrata, perché da sempre le fiabe parlano a tutte le età: dietro la loro apparente semplicità tramandano messaggi profondamente umani con grande immediatezza e incanto. È un libro con delle radici antiche, ma è rivolto a chi vive nel presente.</p>
<p><strong>C: <em>La favola dei tarocchi</em> mi ha ricordato la tradizione della letteratura medievale italiana: è stata una fonte di ispirazione? E, se sì, in che modo ha scelto di adattarla al contesto moderno?</strong></p>
<p>M: Certamente sì. I più antichi Tarocchi di cui abbiamo traccia sono quelli del ‘400 italiano, e le figure allegoriche presenti nelle carte sono quelle tipiche dell’<strong>immaginario medievale</strong>: saggi e buffoni, angeli e demoni, virtù e astri del cielo. Anche nei Trionfi del Petrarca e in molta letteratura medievale troviamo allegorie dell’amore, della morte, delle virtù. Tuttavia, anche se il personaggio protagonista della storia somiglia a un buffone di corte medievale, il suo viaggio inizia lasciandosi alle spalle una metropoli contemporanea.<br />
In effetti, <strong>la storia che volevo narrare non ha tempo</strong>, riguarda tutti noi, da sempre: i ragazzi e gli adulti, i bambini e le bambine, le donne e gli uomini, le persone tutte. <strong>Parla</strong> di tutte e tutti noi, <strong>della nostra eterna ricerca di senso</strong>.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? </em><em>Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
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		<title>Che cos&#8217;è Indie Cup? &#8211; Intervista a Giulia Martino</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/01/14/che-cose-indie-cup-intervista-a-giulia-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara "Kiarakala" Calaresu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 11:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Gamergiurista]]></category>
		<category><![CDATA[GTP Media]]></category>
		<category><![CDATA[Indie Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Radar]]></category>
		<category><![CDATA[Red Bull Indie Forge]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-1024x576.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-768x432.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Sebbene sia un&#8217;appassionata di videogiochi e mi piaccia parlarne e scriverne, ammetto di non essermi mai interessata particolarmente agli eventi che li riguardano. Prima della conclusione del 2024, però, sono venuta a conoscenza dell&#8217;Indie Cup Europe grazie alle storie Instagram di Giulia Martino, aka la @gamergiurista, la quale è riuscita ad accendere in me una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-1024x576.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-768x432.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58115" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1.png" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/indie-cup-1-768x432.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Sebbene sia un&#8217;appassionata di videogiochi e mi piaccia parlarne e scriverne, ammetto di non essermi mai interessata particolarmente agli <strong>eventi</strong> che li riguardano. Prima della conclusione del 2024, però, sono venuta a conoscenza dell&#8217;Indie Cup Europe grazie alle storie Instagram di <strong>Giulia Martino</strong>, aka la <a href="https://www.instagram.com/gamergiurista">@gamergiurista</a>, la quale è riuscita ad accendere in me una curiosità tale che mi ha spinto a chiederle un&#8217;intervista per saperne di più su questo festival e soprattutto sulla sua <strong>esperienza di giurata</strong>.</p>
<p>Per chi non la conoscesse, <strong>Giulia Martino</strong> non è solo una <strong>giurista</strong>, da qui parte del suo nickname, ma anche una <strong>scrittrice</strong> e <em><strong>game critic</strong></em> che collabora con quotidiani, come <em>Il Manifesto</em>, e con le più importanti testate della stampa italiana specializzata nel gaming, tra cui <em>FinalRound</em>, per cui cura la rubrica mensile <em><strong>Radar</strong></em>, dedicata ai <strong>videogiochi indipendenti</strong> più interessanti in uscita entro il mese successivo. È <strong>giurata</strong> in competizioni nazionali e internazionali dedicate ai videogiochi, tra cui <strong>Red Bull Indie Forge</strong> e <strong>Indie Cup</strong>, pertanto non potevo rivolgermi a persona migliore per soddisfare tutte le mie curiosità attraverso un&#8217;intervista scritta.</p>
<p><strong>Kiarakala: Ciao Giulia, grazie ancora per aver accettato di rilasciare questa intervista, partirei con una domanda semplice per spiegare a chi ci legge quello che è l’argomento cardine di questa “chiacchierata”. Che cos&#8217;è l&#8217;Indie Cup?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Giulia Martino:</strong> Indie Cup è <strong>un festival dedicato a videogiochi indipendenti</strong> (quindi piccole produzioni, lontane dai budget dei titoli tripla A) provenienti da varie aree geografiche, a seconda dell’edizione. È organizzato da <strong>GTP Media</strong> da ben otto anni a questa parte e, nel corso del tempo, ha visto la partecipazione di più di 2.400 videogiochi. È completamente gratuito per gli sviluppatori ed è monitorato da publisher e stampa; è un’ottima occasione per dare visibilità al proprio progetto in corso di produzione. Hanno partecipato a Indie Cup quelli che poi sono diventati grandi nomi del panorama del videogioco indipendente: <a href="https://nerdando.com/2024/03/08/balatro-il-poker-come-roguelite/"><em>Balatro</em></a>, <em>The Rise of the Golden Idol</em>, <em>1000x Resist</em>, <em>Chained Echoes</em>, <em>A Little to the Left</em>, <em>Melatonin</em>, <em>Paper Trail</em>, <em>Inkulinati</em>, <a href="https://nerdando.com/2024/11/07/slay-the-princess-the-pristine-cut-il-titolo-piu-esplicativo-di-sempre/"><em>Slay the Princess</em></a>, giusto per citare alcuni nomi.</span></p>
<p><strong>K: Questa è la quarta volta che rivesti il ruolo di giurata, potresti spiegarci come avviene la fase di giudizio, visti i numerosi giochi in gara?</strong></p>
<p><strong>G:</strong> Il numero di videogiochi in gara dipende molto dall’edizione. A Indie Cup Europe ’24 hanno partecipato <strong>ben 451 titoli</strong>, mentre nell’edizione appena conclusasi di Indie Cup Ukraine ’24 i videogiochi in gara erano 63. È logico che l’area europea complessivamente considerata fornisce molti più candidati! Ogni edizione di Indie Cup si articola in due fasi: durante la prima si dà uno sguardo ai trailer e ai video di gameplay (spesso commentati dagli stessi sviluppatori) dei giochi in gara, ed è facoltativo provare le demo eventualmente messe a nostra disposizione; durante la finale, invece, si provano le demo dei finalisti e si fornisce un feedback scritto ai dev. Quest’ultimo è un aspetto molto apprezzato, perché <strong>in giuria ci sono giornalisti, critici, sviluppatori, producer, content creator, esperti di marketing, manager</strong>: insomma, si ottengono delle opinioni molto sfaccettate, frutto dell’<em>expertise</em> di ciascuno dei professionisti presenti in giuria.</p>
<p><strong>K: Quali effetti ha questo ruolo nella tua vita, sia come critica videoludica che come videogiocatrice?</strong></p>
<p><strong>G:</strong> Partecipare a Indie Cup mi permette di tenermi aggiornata su <strong>ciò che “bolle in pentola</strong>” nello spettacolare calderone dello sviluppo indipendente di ogni regione geografica toccata dal festival. Ho partecipato in qualità di giurata a Indie Cup Canada ’23, Indie Cup Ukraine ’23, Indie Cup Europe ’24 e Indie Cup Ukraine ’24: in tutte le edizioni sono rimasta stupita dalla creatività dei dev e dalla molteplicità di idee di design messe in campo, oltre che dalla varietà di temi trattati. In particolare, a livello personale sono molto toccata dalle storie degli sviluppatori ucraini, che in poche righe di bio riescono a condensare percorsi spesso tortuosi fatti di resistenza e grande, grandissima tenacia.</p>
<p><strong>K: Su <a href="https://atacore.it/focus/finalisti-indie-cup-europe-24-sguardo-futuro-videogiochi-indie-europei/">Atacore.it</a> hai parlato dei giochi finalisti che ti hanno colpito di più nel corso di Indie Cup Europe ’24 (ci tengo a specificarlo), tra questi hai nominato titoli che hanno catturato assolutamente anche la mia attenzione per esempio <em>Hollow Home</em>, <em>Phonopolis </em>e <em>The Darkest Files</em>. Ma mi piacerebbe sapere tra i vincitori qual è il gioco di cui attendi attendi maggiormente l’uscita e perché?</strong></p>
<p>G: L’edizione di quest’anno di Indie Cup Europe è stata <strong>ricchissima di sorprese</strong>. Sono stata felicissima di provare le demo di <em>Phonopolis</em> e di <em>The Darkest Files</em>, in particolare, per ragioni molto diverse. Nel caso di <em>Phonopolis</em>, ho apprezzato la matericità del lavoro di <strong>Amanita Design</strong> (autori di <em>Samorost</em>, <em>Botanicula</em> e <em>Chuchel</em>, tra gli altri): immaginate <em>1984</em> di George Orwell, ma completamente interattivo, coloratissimo e fatto tutto di cartone. <strong>Pura bellezza</strong>. Attendo ancora di più <em>The Darkest Files,</em> la cui uscita è prevista nei primi mesi del 2025, perché parla di una delle vicende giudiziarie più sconvolgenti del Novecento: l’operato della squadra del pubblico ministero tedesco Fritz Bauer, fondamentale per assicurare giustizia a tante vittime del regime nazista. Fu Bauer a scoprire, nel 1957, il recapito del criminale di guerra Adolf Eichmann, fuggito in Argentina. <em>The Darkest Files</em> mi pare molto più rigoroso di altri titoli investigativi che inseriscono processi al loro interno; quelli di titoli come la serie <em>Ace Attorney</em> sono assolutamente non realistici. Non c’è nulla di male, ma da giurista non vedo l’ora di trovarmi in un’aula virtuale a sostenere le argomentazioni del mio caso con indizi dotati di verosimiglianza storica.</p>
<div id="attachment_58123" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/TDF_screenshot_021.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-58123" class="size-full wp-image-58123" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/TDF_screenshot_021.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/TDF_screenshot_021.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/TDF_screenshot_021-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/TDF_screenshot_021-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/TDF_screenshot_021-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-58123" class="wp-caption-text">Screenshot proveniente da The Darkest Files. Sul sito dell&#8217;Indie Cup trovate maggiori info e la <a href="https://indiecup.net/europe/participants/the-darkest-files">demo</a></p></div>
<p><strong>K: Giochi come <em>Hollow Home</em>, <em>Phonopolis</em> e <em>The Darkest Files</em> trattano argomenti un po’ scomodi come la guerra in Ucraina, le dittature, distopiche e non, e temi politici. Secondo te è vero che i giochi indie osano di più nella scelta dei temi da trattare rispetto ai giochi tripla A delle <em>majors</em>?</strong></p>
<p><strong>G:</strong> Rispondo senza esitazioni: sì. <strong>È verissimo</strong>. Ritengo che ogni scelta di game design e tematica abbia aspetti politici: <em>Call of Duty</em> è un gioco fortissimamente politico. Tuttavia, si inserisce all’interno di un filone che fa capo in via diretta alla propaganda imperialista statunitense, tanto che la serie ha forti legami produttivi con il Pentagono e si è sempre avvalsa della consulenza di esponenti dell’esercito degli Stati Uniti d’America. Siamo abituati a questo “rumore di fondo” che mira, ad esempio, a delegittimare molte popolazioni del Medio Oriente – rappresentandole come popoli di terroristi – e spesso non ci facciamo caso. Il punto è proprio questo: <strong>rafforzare dei messaggi politici senza che la popolazione ci faccia caso</strong>. Meno si dà nell’occhio, meglio è; lo sciroppo deve avere il sapore più neutro possibile affinché la popolazione continui a berlo senza fare storie. Ecco, videogiochi come <em>Hollow Home</em>, che ricostruisce il dolore della popolazione ucraina nei primi mesi dell’invasione russa su larga scala iniziata nel febbraio 2022, o <em>The Darkest Files</em>, che prende di petto temi come il totalitarismo e il nazismo in un periodo in cui l’estrema destra è sempre più forte in Germania, Austria e molti altri Paesi europei (e non solo), fanno <strong>scelte estremamente coraggiose</strong>, e per questo sono davvero importanti.</p>
<p><strong>K: Dopo aver partecipato a quattro edizioni, hai notato grandi differenze rispetto alle due precedenti, svolte nel 2023?</strong></p>
<p><strong>G:</strong> Le modalità di svolgimento di Indie Cup Canada ’23, Indie Cup Ukraine ’23, Indie Cup Europe ‘24 e Indie Cup Ukraine ’24 sono state le stesse. Certo, nella prima fase di Indie Cup Europe ’24 mi sono ritrovata con <strong>più di duecentocinquanta titoli</strong> nella mia categoria, Critics’ Choice, e la prima fase di analisi è stata davvero impegnativa! Naturalmente abbiamo avuto più tempo per farci la nostra idea e girare agli organizzatori la lista dei nostri videogiochi preferiti: Indie Cup Europe ’24 ha richiesto molto più tempo per il suo svolgimento rispetto alle altre edizioni del festival a cui ho partecipato.</p>
<p><strong>K: Cosa ti piacerebbe vedere di più nelle edizioni future dell’Indie Cup?</strong></p>
<p>G: Sono molto felice delle modalità di svolgimento del festival, in linea generale. <strong>Mi piacerebbe se si riuscisse ad arricchire ogni edizione con live su Twitch e talk</strong>: per capirci, un po’ come si fa in Italia con gli IVIPRO Days, ma anche in convention su Steam come LudoNarraCon. Non è semplice, naturalmente, anche perché GTP Media è un’organizzazione che ha sede in Ucraina: trovo che stiano già facendo un lavoro eccellente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-58188" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Giulia-Martino.jpg" alt="" width="720" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Giulia-Martino.jpg 960w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Giulia-Martino-300x300.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Giulia-Martino-150x150.jpg 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Giulia-Martino-768x768.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/01/Giulia-Martino-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p><strong>K: Mi piacerebbe ora farti invece delle domande che riguardano il tuo lavoro e la tua vita da gamer.<br />
</strong><strong>Scrivi di videogiochi, un lavoro che immagino nasca <em>in primis</em> da una passione, qual è l’origine di questo amore per i videogiochi?</strong></p>
<p><strong>G:</strong> Sono una videogiocatrice appassionata <strong>fin da quando ero bambina</strong>. La mia famiglia ha sempre dedicato attenzione e interesse a questo mio amore, sicuramente anche perché non ha mai pregiudicato i miei risultati scolastici! Magari in caso contrario le cose sarebbero andate diversamente… Essere cresciuta in un ambiente dialogante e stimolante mi ha “legittimata” senza alcun problema a videogiocare. Non l’ho mai trovato strano e non me ne sono mai vergognata, come so che è invece successo ad altre mie conoscenze. Paradossalmente, sono dovuta arrivare all’età di quasi trent’anni, quando ho iniziato a scrivere di videogiochi, per sentirmi dire che “i videogiochi non sono una passione da ragazze”. Se lo dico ai miei genitori – ed entrambi hanno più di sessant’anni! – si mettono a ridere!</p>
<p><strong>K: Recensire videogiochi è spesso visto, dai non addetti ai lavori, come il lavoro dei sogni, ma è davvero tutto rose e fiori come si crede?</strong></p>
<p><strong>G:</strong> Assolutamente no. Come dico sempre, <strong>non bisogna farsi mettere i piedi in testa</strong>: se una realtà ti chiede di lavorare gratuitamente, non è una realtà seria. Il lavoro va pagato in maniera giusta: lo dice la nostra Costituzione. Da questo punto di vista, personalmente mi sento soddisfatta. Lo sono molto meno sul piano collettivo: spero che sempre più persone si rifiutino di lavorare gratuitamente per realtà che fanno soldi sulla loro pelle.</p>
<p><strong>K: Abbiamo tutti dei giochi che ci hanno colpito particolarmente e giocarli è stata un’esperienza così intensa che vorremmo non solo condividerla con altri ma addirittura dimenticarla per potere rivivere tutte le emozioni provate la prima volta.<br />
</strong><strong>Quindi, per concludere l’intervista, qual è il gioco che ci vuoi consigliare e che vorresti dimenticare di aver giocato per poter rivivere da zero le emozioni provate?</strong></p>
<p><strong>G:</strong> Sicuramente <strong><em>Kentucky Route Zero</em></strong>. È uno dei (pochi) videogiochi che parlano concretamente della mia vita. È talmente tanto reale che in alcuni punti mi sono messa a urlare per la disperazione e ho dovuto spegnere la Nintendo Switch. Eppure, tornavo lì dopo pochi minuti. Per me è stata una lunga seduta da uno psicologo che mi ha detto tutto ciò che avevo bisogno di sentirmi dire. Me lo ha detto in faccia, chiaro e tondo. <em>Kentucky Route Zero</em> rispecchia tutte le qualità che cerco in una persona cara: ha le idee chiare, è onesto e diretto, sa pure essere brutale quando serve, ma è sempre profondamente poetico.</p>
<p>Ringrazio ancora di cuore <strong>Giulia Martino</strong> per aver soddisfatto tutte le mie curiosità rispondendo a tutte le mie domande e spero che questa intervista abbia incuriosito pure voi sull&#8217;<strong>Indie Cup</strong> e i videogiochi in gara. Io sicuramente ora vado a spulciarmi per bene il sito dell&#8217;<a href="https://indiecup.net/">Indie Cup</a> e proverò qualche <strong>demo</strong>.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Quali giochi avresti inserito? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2025/01/14/che-cose-indie-cup-intervista-a-giulia-martino/">Che cos&#8217;è Indie Cup? &#8211; Intervista a Giulia Martino</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Ckibe (Arckade &#8211; I tarocchi dei videogiochi)</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/12/23/due-chiacchiere-con-ckibe-arckade-i-tarocchi-dei-videogiochi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 09:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione twitch]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Nella divertente sede di Funside, sui navigli milanesi, ho incontrato Ckibe, che per Gigaciao ha realizzato Arckade, i tarocchi sui videogames! Non amo i videogiochi, anche perché non sono mai stata in grado di portarne uno qualunque ad un livello vagamente dignitoso. E non amo particolarmente gli streamer, faccio proprio fatica a capire chi condivide [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-57865" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade.jpg" alt="Due chiacchiere con: Ckibe (Arckade I tarocchi dei videogiochi)" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/12/arckade-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nella divertente sede di <strong>Funside,</strong> sui navigli milanesi, ho incontrato <strong>Ckibe</strong>, che per <strong>Gigaciao</strong> ha realizzato <em><strong>Arckade</strong></em>, i tarocchi sui videogames!</p>
<p>Non amo i videogiochi, anche perché non sono mai stata in grado di portarne uno qualunque ad un livello vagamente dignitoso. E non amo particolarmente gli <em>streamer</em>, faccio proprio fatica a capire chi condivide la propria arte o passione di fronte a un pubblico esultante e inerme, davanti ad uno schermo. Eppure questa giovane donna mi ha davvero colpito. Entusiasta, talentuosa, <strong>capace di affascinare con la sua passione sconfinata per il mondo videoludico</strong> anche chi non potrebbe essere più lontano dal suo mondo, anche me. In occasione della presentazione del primo &#8220;bambino&#8221; interamente suo (ideazione, illustrazione, <em>art direction</em>, <em>storytelling</em> e promozione), ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con lei.</p>
<p>Ckibe, classe 1993, nasce a Milano con un controller in una mano e una tavoletta grafica nell&#8217;altra. Studia graphic design allo IED e condivide il suo amore folle per <em><strong>Layton</strong></em>, <em><strong>Cuphead</strong></em>, <a href="https://nerdando.com/2024/02/14/hazbin-hotel-linferno-non-e-per-sempre/"><em><strong>Hazbin Hotel</strong></em></a> e <em><strong>League of Legend</strong></em> sul web. È davvero brava come illustratrice digitale e inizia qualche piccola collaborazione con qualche azienda, mentre il popolo che segue le sue <em>fan art</em> cresce sempre di più e lei inizia a conoscere i protagonisti italiani del mondo dei <em>games</em>. Arrivano i contratti con <strong>Riot</strong>, <strong>Lucca Comics &amp; Games</strong>, <strong>Red Bull</strong>, <strong>Blizzard</strong>. Nel 2020 diventa la prima ambasciatrice ITALIANA di Twitch, sulla cui piattaforma la trovate tutti i giorni dal lunedì al venerdì.</p>
<p><strong>Gattiveria: Ciao e grazie per essere disponibile a scambiare due chiacchiere per gli amici di Nerdando.</strong></p>
<p><strong>Ckibe:</strong> Ciao Nerdando, mi fa un sacco piacere.</p>
<p><strong>G: Innanzitutto ti ringrazio! Io devo farti una confessione: fino a poche ore fa io ti conoscevo pochissimo e ho passato le ultime ore a scoprire questa persona che per me era una totale sconosciuta. E ti ringrazio tantissimo, perché mi hai fatto riflettere molto: abbiamo in comune il fatto di arrivare da un percorso artistico, di vivere un certo tipo di situazione, anche emotiva, (sono una ADHD di quelle serie), e so perfettamente cosa vuol dire avere un processo creativo per cui tu hai 2500 idee, devi produrle, devi fare, però sei presa allo stesso tempo dall&#8217;ansia e dalla tensione, dal voler partecipare, dal voler fare e avere il momento di panico a dire <em>&#8220;Oh c***o, adesso lo ho fatto e ora come ne usciamo?&#8221;</em></strong></p>
<p><strong>C:</strong> E così siamo noi, ma certo!</p>
<p><strong>G: Ho seguito tutto il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=59ztVMbr5ZQ" target="_blank" rel="noopener"><strong>documentario che hai pubblicato su Youtube</strong></a> e ho trovato meraviglioso il processo di creazione che hai descritto, spiegando come un&#8217;artista arriva a fare il lavoro che ha fatto e ho bisogno di capire una cosa.<br />
I tarocchi da cosa nascono? Come ti è venuto in mente di pensare ai tarocchi? È evidente che li conosci bene.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> La tua domanda mi permette di mettere bene a fuoco: <em>&#8220;come mai ho fatto questa scelta?&#8221;</em><br />
Quello che ho affrontato in questi tanti anni da illustratrice è stato un percorso di quasi continua gavetta, e quello che avevo intorno era un&#8217;idea di <em>&#8220;puoi fare l&#8217;illustratore solo se lavori per gli altri, perché così porti a casa l&#8217;affitto&#8221;</em>. Nel momento in cui ho dovuto definire bene cosa volevo veramente ero a una fiera di videogiochi, la <strong>Games Week</strong>, e in quella specifica occasione si sono presentate diverse coincidenze, tipo che una ragazza mi ha letto i tarocchi, che ho considerato come il primo segnale.</p>
<p><strong>G: Gaia (sentito nel documentario di cui sopra).</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Esattamente, proprio lei&#8230; hai studiato tantissimo, i nomi pure! Accidenti!</p>
<p><strong>G: Per 20 minuti li ricorderò, poi vedremo.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> [<em>ride</em>] Gaia, un saluto!<br />
Dopodiché, altri segnali. Volevo anche forse fare qualcosa di un po&#8217; originale, anche perché il mio percorso non è mai stato qualcosa di tipico. Una persona che guarda l&#8217;arte in Italia riconosce l&#8217;illustratore se fa fumetti. Nel mio caso io sono un <em>mischione</em> di tante cose, tanto intrattenimento e quindi forse anche <strong>la volontà di uscire dagli schemi e di provare a fare qualcosa di nuovo</strong>, l&#8217;ho trovato molto stimolante. I tarocchi li ho studiati bene per la prima volta proprio per fare questo progetto anche per una questione di rispetto del <em>medium</em>, non volevo fare niente che semplicemente si appoggiasse su qualcosa di accattivante. Era come uno scambio alla pari. Se io voglio usare un mazzo di tarocchi e voglio che chi legge i tarocchi lo trovi rispettoso, devo mettermi a studiare, non c&#8217;è scappatoia; ed è stato molto interessante. Mi sono davvero appassionata, in realtà, quindi è stato un bene buttarmi in una nuova cosa.</p>
<p><strong>G: Si vede chiaramente che hai approfondito bene l&#8217;argomento e che lo conosci al punto da pensare <em>&#8220;Magari è nato dal fatto che lei avesse in origine, o da bambina, una passione per i tarocchi e ha voluto portarla avanti&#8221;</em>&#8230;</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Ci ho provato.</p>
<p><strong>G: Interessante che tu abbia voluto confrontarti con esperti dell&#8217;ambito videoludico &#8211; i tuoi <em><strong>ckonsulenti</strong></em> &#8211; che, con una competenza diversa, hanno sicuramente arricchito tutta la descrizione delle carte con una serie di elementi (tipo la sciarpa blu sulla pecorella o la bustina di the), che sicuramente faranno impazzire i fan.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Assolutamente.</p>
<p><strong>G: Molto bello che sia stato spontaneo da parte tua il fatto di voler coinvolgere questi <em>streamer</em> ed esperti dell&#8217;ambito del videogioco e vorrei sapere se lo fai abitualmente anche per altri lavori di cui ti occupi o è stata questa la prima occasione in cui hai pensato di confrontarti con qualcun altro per avere un punto di vista diverso.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Allora, mi piace molto come domanda: è la prima volta che me lo chiedono. È una cosa che ho fatto per la prima volta perché questa è una cosa che riguarda me nel personale: ho un po&#8217; di difficoltà a chiedere quelli che in questo caso chiamerei davvero &#8220;favori&#8221;; è una consulenza, ma in questo caso <strong>sono stati amici</strong> che si sono prestati molto volentieri e molto velocemente, mettendo a disposizione il loro tempo, che è sempre molto risicato, per aiutarmi.</p>
<p>Purtroppo io vengo da una serie di sfortunate situazioni dove il chiedere qualcosa vuol dire sempre che c&#8217;è qualcuno che te lo rinfaccerà. Non mi sono mai trovata a mio agio in questo tipo di scambio, quindi in realtà era la prima volta e non so se ce ne sarà un&#8217;altra al di fuori magari della cerchia con cui mi sento a mio agio.</p>
<p>Ho avuto davvero tanti ripensamenti: <em>&#8220;dovrei chiamarli oppure no, non lo so. E se mi dicono tutti di no?&#8221;</em> E lì è stato proprio un <em>&#8220;o fai così o le carte avranno una mancanza&#8221;</em>. Secondo me <strong>l&#8217;accuratezza è quel passo in più che ti deve spingere fuori dalla <em>comfort zone</em></strong>. E con questa scusa ho scoperto che queste persone sono state fantastiche nei miei confronti e non mi hanno assolutamente fatto pesare niente di quello che hanno fatto, quando invece avevo paura che il mondo mi guardasse come una persona che chiede favori, diciamo. In generale mi porto a casa questa bella esperienza perché comunque sono tutti colleghi che stimo e a cui voglio molto molto bene e quindi ho fatto bene a fare quel passetto nel vuoto.</p>
<p><strong>G: È molto bello vedere con che umiltà ti sei voluta aprire, senza avere la rigidità di pensare <em>&#8220;ok, lo faccio a modo mio: il pensiero è mio, l&#8217;idea è mia, il progetto è mio, l&#8217;art direction è mia&#8221;</em>&#8230;</strong></p>
<p><strong>C:</strong> No, no. Assolutamente.</p>
<p><strong>G: Hai voluto condividere il backstage di questo lavoro facendo vedere anche i momenti di difficoltà. È stato molto emozionante per me vedere il momento di fatica, di crisi, di difficoltà, perché è un ottimo esempio, umano prima che artistico, che si dà anche alle nuove generazioni che vogliono intraprendere un percorso come quello che hai fatto tu.<br />
Hai scelto tante strade diverse; solitamente un illustratore la prima cosa che pensa di fare è un libro.</strong><br />
<strong>Di solito chi segue un percorso di illustrazione, che venga dallo IED, dalla Scuola del Fumetto, ARS IN FABULA o dalle principali scuole di formazione come illustratore, arriva a un momento in cui crea il proprio bambino, che in questo caso è un bel mazzo di bambini&#8230;</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Ci sono due cose che ho imparato a dire: <em>&#8220;mi sono fatta il mazzo quest&#8217;anno&#8221;</em>, che mi fa sempre molto ridere, e poi che sono i miei bimbi, perché ci sono voluti 9 mesi tondi tondi.<br />
Io effettivamente vengo dallo IED, ma ho fatto tutto questo da sola e tra l&#8217;altro mi piace anche sottolineare questa cosa perché penso che sia veramente un gap un po&#8217; monetario. Quando si passa il messaggio che magari una persona ha bisogno di un&#8217;università per fare queste cose: no, io e tantissime altre persone siamo autodidatte, proprio perché non solo chi ha soldi può fare l&#8217;artista. Non è assolutamente vero.</p>
<p>Per quanto riguarda invece il libro: è stata la prima cosa che effettivamente <strong>GigaCiao</strong> mi ha voluto proporre. Il formato, non gli argomenti: su quello hanno sempre voluto seguire la mia vera vocazione di argomento. Diciamo che, appunto, nel momento in cui ho voluto chiedere a <strong>GigaCiao</strong> di cambiare il formato, non ho mai pensato al libro come prima cosa, perché non è mai stato qualcosa che mi appartiene. Non è neanche qualcosa che tengo troppo in mano, io sono <em>digital</em> in tantissime cose, a volte anche nei fumetti, quindi comunque già non mi apparteneva. Così, a livello fisico. In più io volevo giocare con il mio primo progetto, volevo dare in mano qualcosa che le persone prendessero, analizzassero, proprio per quella idea di divertimento che avevo in mente.</p>
<p><strong>Il formato di tarocchi è qualcosa di molto divertente</strong>. Volevo che le persone si divertissero, mi associassero anche al divertimento e non escludo che ci sarà un libro. Magari nel futuro. Però pensavo davvero che, come prima cosa, fosse quella giusta&#8230; ma anche solo la sensazione che mi ha trasmesso. Non tutto di quello che c&#8217;è dietro all&#8217;idea del tarocco si può spiegare, però ti posso dire che davvero c&#8217;è una grande soddisfazione: sono arrivata a dicembre, ormai quindi a qualche mese di distanza dal lancio e sono felicissima di tutte le decisioni che ho preso. Non mi pento neanche di una di queste, perché sono sempre state fatte seguendo onestamente tutto quello che volevo fare. Non avevo mai avuto la possibilità di farlo alle mie condizioni, quindi non mi sono fermata per neanche una di queste decisioni. Ed è stata la scelta giusta.</p>
<p><strong>G: E con un Twitch di mezzo, anche abbastanza impegnativo&#8230; (Ckibe è stata scelta per realizzare il manifesto di TwitchCon, nel bel mezzo del progetto tarocchi)</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Sì, sì anche se per me è come se fosse 1000 anni fa. Tra l&#8217;altro anche in questi giorni sto chiudendo una roba altrettanto grossa che scoprirete l&#8217;anno prossimo, perciò&#8230; la mia vita è stranissima. Infatti devo davvero dormire. Sì: devo decisamente dormire.</p>
<p><strong>G: E non pensare quando dormi, soprattutto&#8230;</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Sì, ci provo ma poi è impossibile!</p>
<p><strong>G: Due domande: il TUO tarocco, la carta che per te è la più significativa.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> La più significativa per quanto riguarda la preparazione artistica è il <strong>Diavolo</strong>. È la mia preferita, ma sono affezionata al <strong>Carro</strong>, in particolare perché è la carta che Gaia ha estratto durante la nostra lettura alla Games Week.</p>
<p><strong>G: Hai avuto un passato anche con <em><strong>Arcane</strong></em>?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Non con <a href="https://nerdando.com/2021/11/22/arcane-recensione-omnicomprensiva-in-breve/"><em>Arcane</em></a>, in particolare (anche se mi sarebbe piaciuto molto), ma con <em>League of Legends</em>. È un&#8217;azienda con cui lavoro ormai da molto, è dal 2015 che facciamo un sacco di cose. Ho fatto la direzione artistica dei 10 anni di <em><strong>League of Legends</strong></em>. Io faccio questo: omaggio le cose che mi piacciono e lì non è andata a finire come speravo perché era una cosa più grande di me, però me lo ricordo comunque col sorriso perché amo questa IP di videogiochi e quindi&#8230;</p>
<p><strong>G: &#8230;è stata un&#8217;esperienza comunque per te positiva. Hai seguito la serie?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Ma certo che sì! <em>[ride]</em></p>
<p><strong>G: E&#8230; la domanda è: Jinx o Vi?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Jinx. Sì. Jinx.</p>
<p>Un grazie di cuore a Ckibe per aver chiacchierato con noi, vi ricordo che se volete chiacchierare e giocare con noi, potete venirci a trovare sul nostro <a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a> e sul nostro <a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a>!</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Fabrizio Pluc Di Nicola (In Rambo We Trust)</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/11/01/due-chiacchiere-con-fabrizio-pluc-di-nicola-in-rambo-we-trust/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 11:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[First Blood]]></category>
		<category><![CDATA[In Rambo We Trust]]></category>
		<category><![CDATA[Rambo]]></category>
		<category><![CDATA[Sylvester Stallone]]></category>
		<category><![CDATA[Tora Edizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Fabrizio Pluc Di Nicola" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Fabrizio Pluc Di Nicola è un grande amico oltre che un grande artista e, in occasione dell&#8217;uscita del suo nuovo fumetto, ho voluto cogliere l&#8217;occasione per scambiare due chiacchiere con lui. In Rambo We Trust è un&#8217;opera divertente e profonda allo stesso tempo, pubblicata da Tora Edizioni e nella quale Fabrizio ricopre per la prima [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2024/11/01/due-chiacchiere-con-fabrizio-pluc-di-nicola-in-rambo-we-trust/">Due chiacchiere con: Fabrizio Pluc Di Nicola (In Rambo We Trust)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Fabrizio Pluc Di Nicola" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div id="attachment_56855" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-56855" class="size-full wp-image-56855" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola.jpg" alt="Fabrizio Pluc Di Nicola" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><p id="caption-attachment-56855" class="wp-caption-text">Fabrizio Pluc Di Nicola</p></div>
<p><strong>Fabrizio Pluc Di Nicola</strong> è un grande amico oltre che un grande artista e, in occasione dell&#8217;uscita del suo nuovo fumetto, ho voluto cogliere l&#8217;occasione per scambiare due chiacchiere con lui.<br />
<a href="https://nerdando.com/2024/10/14/in-rambo-we-trust-un-futuro-che-non-ce-lo-possiamo-nemmeno-immaginare/"><em><strong>In Rambo We Trust</strong></em></a> è un&#8217;opera divertente e profonda allo stesso tempo, pubblicata da <strong>Tora Edizioni</strong> e nella quale Fabrizio ricopre per la prima volta il doppio ruolo di sceneggiatore e di disegnatore.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Clack: Com&#8217;è nato <em>In Rambo We Trust</em>?<br />
</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Pluc:</strong> <strong>Mi tocca rispondere con papiro lunghissimo</strong>, cercando di essere prolisso entro i limiti del buonsenso ed evitare così la narcolessia fulminante al povero lettore.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ho avuto l’idea durante la lettura di un libro terrificante</strong> (e lo dico da amante del trash, quindi è tutto dire). In soldoni, in quest’opera lo scrittore ha riletto, senza ironia ma con l’appiglio del “libero pensatore”, tutta <strong>la Bibbia in chiave Aliena</strong>! Praticamente Dio è un extraterrestre che ha modificato il DNA dell’uomo di Neanderthal e ha creato l’<em>homo sapiens</em> nel suo laboratorio, l’Eden! <strong>Cosa c’entra con <em>Rambo</em>?</strong>  Un attimo e ci arrivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mentre mi leggo tutte e mille e rotte le pagine del libro, arriva una parte in cui si afferma che <strong>l’Arca dell’Alleanza</strong> non era semplicemente il contenitore delle tavole con i 10 comandamenti. Ebbene no, era una ricetrasmittente e all’occorrenza una bomba atomica! La prova? Nel deserto è stato trovato un muro crollato, proprio nella zona dove (secondo lui) si trovava la città di Gerico. Questo muro, sulla base del nulla, è stato abbattuto da un’arma nucleare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quindi, se quel muro è stato distrutto da un’arma atomica, l’Arca dell’Alleanza, che venne portata proprio a Gerico, è una bomba atomica. E se l’Arca è una bomba atomica, allora Dio era un alieno che ha fornito le istruzioni a Mosè per costruire un’arma che necessitava di una tecnologia che i popoli all’epoca non avevano. Quindi il solo ritrovamento di un muro scassato è bastato per confermare tutta questa teoria e <strong>scacco matto a tutti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Lo so che non ha senso</strong> e non si capisce niente, ma questo è quanto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo essermi ripreso da una risata durata quindici ore e ventotto minuti netti, mi sono detto che nel futuro qualcuno vedendo il film <em><strong>First Blood</strong></em> avrebbe potuto prenderlo per una storia vera, in quanto la guerra del Vietnam c’è stata davvero e non c’è quindi motivo per dubitare della veridicità della figura di John Rambo.</p>
<p style="font-weight: 400;">In quel momento <strong>mi si è accesa una lampadina!</strong> Ho così  iniziato a prendere appunti e a vedere se sarei riuscito a rendere credibile questa storia, che di credibile non ha niente. Appunti dopo appunti mi sono convinto, anche io sulla base del nulla, di avere un’idea dalla quale poter tirare fuori qualcosa di interessante e che forse era arrivato per me il momento di cimentarmi in un progetto tutto mio.<br />
Ho finito, le prossime risposte saranno più corte, giurin giurello.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: In questa occasione hai svolto sia il ruolo, consueto, di disegnatore che quello di sceneggiatore: com&#8217;è stata questa esperienza?<br />
</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Dopo aver disegnato una dozzina di volumi a fumetti negli ultimi anni, <strong>provare una cosa completamente nuova mi ha divertito e stimolato tantissimo</strong>. Creare la storia in fin dei conti è la cosa più facile, perché quando arriva il momento di darle il giusto ritmo, curare i dialoghi, capire quale inquadratura funziona meglio e via dicendo, ti rendi conto di quanto sia complesso il lavoro dello sceneggiatore. L’unica pecca è che mi è mancata la possibilità di lamentarmi perché lo sceneggiatore aveva richiesto cose da disegnare troppo complesse. Insultarsi da solo alla lunga stufa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: <em>In Rambo We Trust</em> è una storia umoristica e sinceramente divertente ma, allo stesso tempo, racchiude anche un messaggio profondo e distopico: come sei riuscito a bilanciare questi due aspetti così diversi?<br />
</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Il mio obiettivo intanto era quello di <strong>creare un fumetto che avrei voluto avere da lettore</strong>. Un fumetto umoristico con una storia sensata, con inizio, svolgimento e fine, scritto in maniera chiara e disegnato in maniera comprensibile, insomma, un graphic novel in grado di far passare una piacevole e divertente serata al lettore. Sembrano richieste base, ma da qualche tempo faccio fatica a trovarne, salvo rare eccezioni, in libreria e fumetteria, dato che il mercato si è spostato verso lidi a me poco congeniali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi mi piacciono le storie, che siano fumetti, libri o soprattutto film, dal <strong>piglio umoristico tendente al demenziale</strong>. Ho deciso di unire la passione per questo genere ad argomenti e temi che a me stimolano e piacciono, nel bene e nel male: la religione, i guru improbabili e ovviamente <strong><em>Rambo</em></strong>. Sono inoltre da tempo appassionato ai complotti, ma più che ai complottisti a quello che scatta nella testa di alcune persone quando si affidano a credenze che per noi sono (perché lo sono) assurde (vedi Terra piatta, i vaccini che causano l’autismo, le scie chimiche e tutto il cucuzzaro). Quindi ho cercato di unire tutti i puntini e creare il fumetto in questione, un libro che, come si suol dire, faccia ridere e penZare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Il volume è ricchissimo di citazioni, personalmente mi sono divertita moltissimo a scovarle: quanto è stato divertente, come autore, trovare per ognuna il giusto spazio?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Molto, anche se cerco di non metterle mai su un piedistallo. Non voglio mai che vadano a interrompere la lettura e a distrarre il lettore. <strong>Devono essere un valore aggiunto</strong>. Anche tutte le parti, con scene e dialoghi del film <em>Rambo – First Blood</em> sono contestualizzate e comprensibili anche per chi non ha mai visto il film… a patto che esista qualcuno che possa rientrare nella categoria.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Come proseguirà la promozione di <em>In Rambo We Trust</em>?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Salvo poche eccezioni, non girerò l’Italia in lungo e in largo come ho fatto per tutto il 2023 con <a href="https://nerdando.com/2023/04/21/roba-da-mostri-mondi-fantastici-negli-angoli-bui/"><strong><em>Roba da Mostri</em></strong></a>, il mio libro precedente. Ma è sicuro che ci saranno <strong>diversi incontri a Pescara e in Abruzzo</strong>, li sto pianificando proprio in questi giorni, quindi restate aggiornati per vedere come procederà quello che ho ribattezzato il “In Rambo we tour”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Un&#8217;ultima domanda fuori dall&#8217;intervista, per curiosità mia (<em>ndr.</em> e invece poi ce l&#8217;abbiamo messa lo stesso) Quell&#8217; &#8220;OH MY GOOOOD&#8221; viene da <a href="https://nerdando.com/2019/09/03/troll-la-collezione-completa-il-miglior-peggior-horror/"><em>Troll 2</em></a>?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Finalmente una persona colta che nota le citazioni di livello alto. Assolutamente sì, mi sono detto: “caro il mio Pluc, <strong>se devi citare, cita i <a href="https://nerdando.com/2016/10/25/dizionario-dei-film-brutti-a-fumetti/">capolavori più grandi</a>!</strong>”.<br />
Se tu che leggi non sai di cosa stiamo parlando, fatti una piccola ricerca in rete, ci ringrazierai. Forse.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2024/11/01/due-chiacchiere-con-fabrizio-pluc-di-nicola-in-rambo-we-trust/">Due chiacchiere con: Fabrizio Pluc Di Nicola (In Rambo We Trust)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Rossa Caputo (Hazbin Hotel)</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/04/02/due-chiacchiere-con-rossa-caputo-hazbin-hotel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 08:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Alastor]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Stella del Mattino]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Hazbin Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Music Bento]]></category>
		<category><![CDATA[Nanni Baldini]]></category>
		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Suarez]]></category>
		<category><![CDATA[Vivienne Medrano]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Rossa Caputo" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Ebbene sì, sono stata contagiata in pieno dalla febbre da Hazbin Hotel! Da quando Kibeth ne aveva parlato qui sulle pagine di Nerdando e mi aveva consigliato di guardare la serie animata di Vivienne Medrano disponibile su Prime Video è passato un po&#8217; di tempo ma ormai sono entrata nel vortice senza possibilità di uscirne. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Rossa Caputo" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53773" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo.jpg" alt="Rossa Caputo" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/03/Rossa-Caputo-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Ebbene sì, sono stata contagiata in pieno dalla febbre da <em><strong>Hazbin Hotel</strong></em>! Da quando Kibeth ne aveva parlato <a href="https://nerdando.com/2024/02/14/hazbin-hotel-linferno-non-e-per-sempre/">qui</a> sulle pagine di Nerdando e mi aveva consigliato di guardare la serie animata di <strong>Vivienne Medrano</strong> disponibile su <strong>Prime Video</strong> è passato un po&#8217; di tempo ma ormai sono entrata nel vortice senza possibilità di uscirne.</p>
<p>Mentre mi ritrovo ad ascoltare a ripetizione le canzoni e a consigliarne la visione a chiunque incontri, quindi, ho avuto la fortuna di scambiare due chiacchiere con <strong>Rossa Caputo</strong>, voce italiana di <strong>Charlie Stella del Mattino</strong> e autrice dell&#8217;adattamento nella nostra lingua dei brani della serie.<br />
Doppiaggio e adattamento, secondo me, si sono rivelati un lavoro pazzesco e hanno dato una grande spinta affinché <em>Hazbin Hotel</em> riuscisse ad affermarsi anche in Italia. Sono stata, quindi, davvero felice di poter porre a Rossa Caputo alcune domande sul suo lavoro.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Clack: <em>Hazbin Hotel</em> è il successo del momento: conoscevi già l&#8217;universo creato da Vivienne Medrano? Ti aspettavi un tale successo?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Rossa:</strong> Assolutamente sì! <strong>Adoro Vivienne Medrano</strong>, per me l’Hellaverse è una passione sin dai suoi esordi. Mi aspettavo qualcosa di grandioso, questo senza dubbio, ma non pensavo che l’impatto sarebbe stato così grande anche in Italia, dove solitamente l’animazione viene un po’ additata come “cosa per bambini” e i musical non sono particolarmente amati. Mi piace pensare che anche il doppiaggio italiano abbia avuto un grande ruolo nell’esplosione d’amore per <em>Hazbin Hotel</em> nel nostro Paese.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Oltre a interpretare Charlie Stella del Mattino, ti sei occupata anche dell&#8217;adattamento in italiano delle canzoni: com&#8217;è stato affrontare questa sfida?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>R:</strong> Incredibile a dir poco! <strong>Le musiche di <em>Hazbin Hotel</em> sono straordinarie</strong> e mi sento molto onorata per aver avuto la possibilità di curare l’adattamento dei testi nella versione italiana. Ormai sono quasi dieci anni che mi occupo di adattamento musicale, a partire dalla serie di <em>Trolls &#8211; La Festa Continua</em>, ma non avevo mai affrontato un vero e proprio musical. Non c’è niente di più bello per me che sentire tantissime persone, su internet e non, cantare le versioni italiane che io stessa ho curato!</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Personaggio preferito di <em>Hazbin Hotel</em>? E canzone preferita?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>R:</strong> Oh beh, nel mio cuore <strong>Alastor</strong>, il Demone della Radio, occupa un posto specialissimo, lo ammetto ma di bei personaggi ce ne sono così tanti e <strong>sono tutti splendidi</strong>, ognuno con le proprie unicità. La mia canzone preferita penso sia <strong><em>Fai Schifo, Baby</em></strong> (<em>Loser, Baby</em>), che sentiamo nel quarto episodio cantata da Husk ed Angel Dust, ma anche il gran finale, <strong><em>Non Può Finire Qui</em></strong> (<em>The Show Must Go On</em>) è davvero incredibile. Aiuto, non so quale scegliere!</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Su YouTube sta spopolando anche lo spinoff di <em>Hazbin Hotel</em>, <em>Helluva Boss</em>: ci sono speranze di vederla doppiata in italiano?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>R:</strong> Io me lo auguro! Spero di vederla prestissimo doppiata da un cast italiano di grandi professionisti, com’è stato per <em>Hazbin Hotel</em>. <strong>Per me sarebbe un sogno riuscire a metterci le mani!</strong> Ho già in mente la mia proposta di distribuzione voci!</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Tra i personaggi che hai doppiato finora nella tua carriera quali sono quelli a cui sei più affezionata?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>R:</strong> Ce ne sono tantissimi: <strong>Charlie Stella del Mattino</strong> è subito entrata nella mia top 5, ma anche <strong>Catra</strong> di <em>She-Ra e Le Principesse Guerriere</em>, <strong>Villanelle</strong> di <em>Killing Eve</em>, <strong>Bean</strong> di <em>Disincanto</em>, <strong>Alice</strong> di <em>Don’t Worry Darling</em>, <strong>Merida</strong> di <em>Ribelle – The Brave</em>! Insomma, è davvero difficile scegliere, io ad ogni personaggio cedo sempre un pezzo di cuore e di me stessa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: In Italia abbiamo un panorama di doppiatori di altissimo livello, nella tua esperienza com&#8217;è essere un doppiatore in Italia?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>R:</strong> Meraviglioso! Lo faccio fin da bambina, sono fieramente figlia d’arte, e <strong>penso davvero che sia il “gioco di ruolo” migliore del mondo</strong>. Ovviamente ci sono sempre pro e contro, come in qualsiasi altra professione, ma spero che continuando a lottare per i nostri diritti e per proteggere la nostra voce dai soprusi possa andare sempre meglio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Su Instagram ti definisci &#8220;nerd incallita e giocatrice di ruolo seriale&#8221;: quali sono le tue passioni nerd?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>R:</strong> Troppissime! Leggo <strong>manga e fumetti</strong> da quando ero bambina, adoro l’<strong>animazione giapponese e quella indipendente</strong>, ho giocato per tanti anni ai <strong>giochi di ruolo</strong> Play By Chat e ora gioco invece al tavolo a <a href="https://nerdando.com/2023/11/26/dungeons-dragons-cerchi-un-gruppo-vieni-a-giocare-con-noi/"><strong><em>Dungeons&amp;Dragons</em></strong></a> e tanti altri sistemi di gioco, ma mi piace tantissimo anche giocare ai <strong>videogiochi</strong>, ad esempio in questo periodo sto recuperando <strong><em>Steelrising</em></strong> e sono in trepidante attesa per <strong><em>Silk Song</em></strong>, gioco indie e seguito di <em>Hollow Knight</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: In questo periodo avete pubblicato la versione italiana di due nuovi brani dell&#8217;universo di <em>Hazbin Hotel</em>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=KcHTsl3Cqc4"><em>Addict</em></a> e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=64j209fNeIc"><em>Insane</em></a>: mentre aspettiamo la seconda stagione potremo gustarci qualche altra anticipazione e sorpresa?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>R:</strong> Sì, con la cover band <a href="https://www.youtube.com/@MusicBento"><strong>Music Bento</strong></a>, che abbiamo fondato io, Alessandro e Federico Campaiola, faccio spesso progetti di questo genere per pura passione. Sono felicissima che <strong>Riccardo Suarez</strong> e <strong>Nanni Baldini</strong> si siano uniti a noi in questa follia! Dopo Pasqua spero di riuscire a incidere anche <strong><em>Inside Of Every Demone Is A Rainbow</em></strong>, l’iconica canzone del Pilot di <em>Hazbin Hotel</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Puoi raccontarci a cosa stai lavorando ultimamente?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>R:</strong> Purtroppo non molto, il lavoro del doppiaggio è sempre costellato di <em>NDA</em> e segretezza totale, ma sto facendo qualche adattamento e presto inizierò un paio di nuove serie, di cui una animata, perciò non vedo l’ora!</p>
<p>Un grazie di cuore a <strong>Rossa Caputo</strong> per aver chiacchierato con noi, vi ricordo che se volete chiacchierare e giocare con noi, potete venirci a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a>!</strong></p>
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