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	<title>Jacopo &quot;Jack&quot; Camplone</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Lost Ark &#8211; Cronache di un Diablo mai arrivato</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/11/25/lost-ark-cronache-di-un-diablo-mai-arrivato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jack]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 13:00:02 +0000</pubDate>
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<p>L’ecosistema coreano, nel mondo degli MMORPG, è sempre stato separato rispetto a quello occidentale: da Lineage a World of Warcraft, da Aion a Path of Exile, le differenze sono sempre state nette, dallo stile grafico alla quantità di ore richieste per sviscerare a pieno un titolo. Eppure, in cotanta differenza, c’è un RPG che è [&#8230;]</p>
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<p>L’ecosistema coreano, nel mondo degli MMORPG, è sempre stato separato rispetto a quello occidentale: da Lineage a World of Warcraft, da Aion a Path of Exile, le differenze sono sempre state nette, dallo stile grafico alla quantità di ore richieste per sviscerare a pieno un titolo.</p>
<p>Eppure, in cotanta differenza, c’è un RPG che è riuscito ad appassionare occidentali ed orientali allo stesso modo, che ha varcato quella linea di demarcazione tanto netta da portare i diversi publisher coreani a vacillare ogni volta che un MMORPG di stampo orientale volesse avere un’uscita anche nel mercato occidentale: qual è il titolo di cui stiamo parlando?</p>
<p>Signore e signori chi di voi non ha mai sentito parlare di Diablo?</p>
<p>Ma cosa c’entra allora Lost Ark con tutta questa premessa? Perché accostare la diatriba oriente-occidente, tra un titolo sconosciuto ed uno ben più noto al grande pubblico? La risposta è molto semplice e sta nella cocente delusione di quel Diablo 3 uscito nel 2012.</p>
<p>E allora eccoci, in un freddo e pungente novembre, alla G-Star coreana, rassegna annuale di spicco per il lancio di titoli MMORPG, dove, il dispiacere degli orientali, nel tempo è maturato in un voler mettersi in mezzo, tanto da provare a far uscire quel Diablo di nuova generazione mai arrivato: la NC Soft ci sta provando con Lineage Eternal ed una sconosciuta Smilegate ha presentato Lost Ark.</p>
<p>Lost Ark è entrato di prepotenza nella rete, senza alcun trailer di pochi secondi o screenshot: gli sviluppatori hanno deciso di stupire tutti con un massiccio trailer di 20 minuti, avete letto bene, 20 minuti in cui il titolo ci viene mostrato in tutto il suo splendore. Come caratteristiche non le manda a dire, già l’accostamento di parole come &#8220;action MMORPG&#8221; ed &#8220;open world&#8221; fanno accapponare la pelle, il tutto farcito da quest e luogi nascosti nell’enorme mappa di gioco, raid, arene PvP, esplorazione via mare e minigiochi.</p>
<p>E voi vi starete chiedendo: &#8220;Le classi? Saranno le solite quattro coreanate?&#8221;.<br />
Niente di tutto ciò, per ora sono state annunciate 7 delle 16, esatto, SEDICI classi, tutte diverse tra loro.<br />
Ne abbiamo per tutti i gusti: dal Devil Hunter (armi da fuoco) all’Arcana (incantatrice), dal Warlord (Tank) al Berserker (DPS), dal Master Battle (simile al monaco) al Summoner o all&#8217;Infighter (rispettivamente un evocatore di mostri ed un DPS melee).</p>
<p>Tre elementi mi hanno lasciato veramente impressionato.<br />
In primis, la direzione artistica: potrei passare eoni a scrivere righe su quanto mi sia piaciuta, ma vi lascerò il video in calce all’articolo per farvela ammirare e lasciare a voi il giudizio; in secundis, la personalizzazione dello Skill-Tree dei personaggi, non solo è customizzabile ma le abilità cambieranno in maniera visiva il nostro personaggio nel gioco, con effetti a dir poco devastanti!<br />
Per ultimo, la vastità del mondo di gioco e la quantità di azioni da eseguire: se ci sono voluti 20 lunghissimi minuti per far vedere al pubblico meno della metà delle classi e solo alcuni degli elementi costituivi del gioco (Boss Battle, Dungeon, etc.), non oso immaginare che cosa ancora ci tengano segreti i ragazzi di Smilegate!</p>
<p>Per chiudere, solo temporaneamente, il discorso Lost Ark, vi posso dire che il gioco è previsto solo in Corea del Sud, ma una folla sempre più enorme di persone sta reclamando il titolo anche in terra occidentale ed io sono in prima linea per quanto riguarda questa richiesta.<br />
Spero solo che ci siano altre news quanto prima, inerenti un’eventuale release occidentale e che vengano seguite le orme di NC Soft che, per il suo Lineage Eternal, seguirà il modello di Release Worldwide, ovvero l’uscita del gioco avverrà lo stesso giorno in tutto il mondo: sarebbe un sogno ed io sono qui in attesa, voi che ne dite?</p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/MAmn4x2r-O8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center></p>
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		<title>Prima impressione su Overwatch</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/11/22/prima-impressione-su-overwatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jack]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 11:10:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-1024x768.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="194" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-620x400.png 620w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-85x54.png 85w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Devo essere sincero, il lunghissimo trailer di Overwatch, che venne presentato al Blizzcon, mi aveva spiazzato all’inizio: ammetto di aver vissuto emozioni decisamente contrastanti, sentimenti che pian piano mutarono mentre il gioco veniva srotolato neanche fosse il contenuto di un’antica pergamena. Alla fine del trailer mi sentivo gasatissimo, avrei dato probabilmente l’anima pur di essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-1024x768.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="194" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-620x400.png 620w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-85x54.png 85w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh5.googleusercontent.com/-dAFXGVm0DaA/VGX-bG3bO9I/AAAAAAAAGdM/RM40ecsvjIo/w958-h719-no/lineup-standard.3DDlu.jpg" alt="OVERUOCH!" width="958" height="718" /><p class="wp-caption-text">OVERUOCH!</p></div>
<p>Devo essere sincero, il lunghissimo trailer di Overwatch, che venne presentato al Blizzcon, mi aveva spiazzato all’inizio: ammetto di aver vissuto emozioni decisamente contrastanti, sentimenti che pian piano mutarono mentre il gioco veniva srotolato neanche fosse il contenuto di un’antica pergamena.</p>
<p>Alla fine del trailer mi sentivo gasatissimo, avrei dato probabilmente l’anima pur di essere tra i fortunati presenti al Blizzcon, che da lì a pochi minuti avrebbero provato Overwatch in esclusiva, con le circa 600 postazioni che Blizzard aveva installato per loro.</p>
<p>Ho guardato il Panel di presentazione, ovviamente in lingua originale, e, dopo un’ora e mezza circa, ero estasiato e pronto a darvi le impressioni su quella che sarà la nuova IP Blizzard dopo ben 17 anni.</p>
<p><b>Is this for real? </b>Tutti rimasero spiazzati dall’annuncio di Overwatch e, durante il Panel, si è potuto snocciolare meglio la questione, venendo a conoscenza di questo nuovo gioco che, a detta della Blizzard, dovrebbe divenire un Arena FPS Competitive. Il titolo riprende la formula lanciata da Team Fortress e la trasla nel mondo dell’e-Sports di oggi, dove il competitive vuole farla da padrone, con l&#8217;utenza che gioca a tali titoli in costante crescita.</p>
<p>Overwatch viene detto sia una “costola” del tanto famigerato Project Titan, quell’MMO che avrebbe dovuto riscrivere, come fece World of Warcraft 10 anni fa, il mondo dei giochi online, che avrebbe dovuto falciare tutto e tutti, che invece poi è stato cancellato quando la Blizzard capì che WoW aveva ancora tanto da dare e che si sarebbero potuti tirare una mazzata sui piedi di dimensioni galattiche.</p>
<p>Da cosa si capisce tale provenienza? Innanzitutto il character design: si notano delle somiglianze tra alcuni Hero da usare che possono appartenere ad una delle due fazioni che avrebbero dovuto contraddistinguere TItan, ma se badate anche alle mappe, capirete ciò di cui sto parlando. Lasciando stare i fantasmi (riposa in pace Titan), ho avuto modo di apprezzare l’immediatezza dei comandi mostrata nel Panel, la Tracer (uno degli Hero presenti in Overwatch) ha la capacità di teletrasportarsi (aka blinkare) a brevi distante, per tre volte di seguito, per poi tornare letteralmente indietro, tutto questo premendo due tasti in rapida successione: ottimo per andare a compiere combo e spiazzare di netto gli avversari.</p>
<p><b>Tons of Heroes.</b> Con il passare dei secondi del trailer, complice anche la lunga spiegazione del Panel, sono rimasto intrigato di come le Kill nel gioco non siano importanti, ma di come siano fondamentali gli obiettivi, un pò come nei MOBA, cosa molto molto carina da vedere in un FPS dove, di solito, si cerca l’uccisione pensandola come metodo pratico per far allungare il nostro apparato riproduttore di qualche centimetro, cosa che non serve assolutamente a niente in determinate modalità ed in questo gioco. Non mi aspettavo che la scelta degli Eroi fosse continua nel corso della partita, ovvero, quando si muore è possibile passare da uno stile offensivo ad uno difensivo: si potrà scegliere, al momento del proprio respawn, un altro eroe e quindi modificare in corso d’opera il proprio stile di gioco e la tattica da attuare.</p>
<p>Il gioco prevede un 6v6 e di Eroi se ne sono visti già a bizzeffe, tutti con nomi accattivanti, tanto quanto le loro abilità, la Tracer, come detto, permette di giocare con lo spazio/tempo, la Widowmaker è la cecchina dotata di rampino alla Batman, Reaper è l&#8217;assassino che spara nell’ombra, Hanzo è l&#8217;arciere del giappone medievale; l’elenco è veramente lungo e ci sono eroi per tutti i gusti, ve lo assicuro!</p>
<p><b>Competitive?</b> <b>As it seems.</b> Da come sembra, la Blizzard ha le idee chiare sul destino del suo Arena FPS, destinato al competitive, anche se non è ancora noto in che modo verrà distribuito (se quindi F2P, B2P o con il canone mensile); ci è dato sapere soltanto che è stato investito tanto nell’infrastruttura di Overwatch per portarlo ai grandi eventi dell’e-sports, così come è stato fatto con Starcraft II e Hearthstone.</p>
<p><b>Conclusione.</b> Cosa aspettarsi alla fine? La carne al fuoco è parecchia, le aspettative dietro al titolo sono tante ed io, non solo mi sono già iscritto alla Beta fissata ad un generico 2015, ma sono in totale fremento per l’adrenalina che trasuderà dalle mie dita quando giocherò, dato che il trailer, già da solo, ne rilascia parecchia! Vi assicuro che sentirete ancora parlare di Overwatch su Nerdando!</p>
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		<title>Evolve: Report Alpha</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jack]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 10:00:53 +0000</pubDate>
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<p>C’è sempre stato tantissimo interesse dietro lo sviluppo di Evolve, sia dalla stampa videoludica sia dal sottoscritto, sin da quando venne presentato il trailer dove si intravedevano quattro tizi che sparavano ad un mostro in un dungeon buio, il tutto contornato dalla scritta “Competitive Co-op FPS”. Ovviamente, essendo io il tipico ragazzo che quando sente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-1024x768.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="194" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-620x400.png 620w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-85x54.png 85w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/-AeMAuXXp1Kg/VGX-a7HkQgI/AAAAAAAAGdI/q6S1PCXM4Lw/w958-h539-no/Evolve-11.jpg" alt="Vieni qui, cucciolotto!" width="958" height="538" /><p class="wp-caption-text">Vieni qui, cucciolotto!</p></div>
<p>C’è sempre stato tantissimo interesse dietro lo sviluppo di Evolve, sia dalla stampa videoludica sia dal sottoscritto, sin da quando venne presentato il trailer dove si intravedevano quattro tizi che sparavano ad un mostro in un dungeon buio, il tutto contornato dalla scritta “Competitive Co-op FPS”.</p>
<p>Ovviamente, essendo io il tipico ragazzo che quando sente la parola competitive gli si drizzano tutti i peli del fondoschiena, il tutto contorniato da un leggero rigonfiamento in zona pelvica, mi informai cautamente su quello che sarebbe stata la prossima fatica dei Turtle Rock Studios (celeberrimi per Left 4 Dead) finchè non venni a sapere della imminente Alpha che sarebbe arrivata da lì a poche settimane.</p>
<p>Riuscito ad accaparrarmi una key, mi sono gettato nella mischia e questo è ciò che ho trovato.</p>
<p><b>Hunter or Hunted? </b>Appena loggato, ciò che mi ha colpito è la possibilità di buttarmi giù nella mischia senza tutorial alcuno, insomma come se si fosse veramente cacciatori, poiché il progresso è tutto sul campo (c’è chi potrebbe storcere il naso, vi ricrederete poi), subito mi è stato possibile scegliere se ricoprire uno dei quattro ruoli dei cacciatori o il mostro, opto per il medico e la partita starta. Noto che siamo in quattro: io, l’assault (il damage dealer del gruppo), il trapper (engager del gruppo che porta tanta, tantissima utility al gruppo insieme al suo pet) e il support (vi chiederete che cosa diavolo ci fanno sia una classe support che una classe medic? La risposta arriverà a breve). Il primo game non è stato eccezionale, visto che essendo totalmente neofita mi ha fatto rimanere spiazzato in più punti, dovendo capire come il tutto funzionasse (SPOILER: vinciamo noi) e la partita si chiude nel giro di 10 minuti.</p>
<p><b>I smell their fear. </b>Nella seconda partita, essendo entrato meglio negli asset del gioco, riesco a distinguere tutto con decisamente più chiarezza ed inizio a capire la bellezza del titolo 2K. Giocando come cacciatori sarete più forti nelle fasi iniziali del game, visto che la bestia deve nutrirsi delle creature presenti nella mappa per divenire più forte ed EVOLVere fino allo stage 3, dove diverrà un osso veramente duro da battere. Appena atterrati infatti, si è consapevoli del proprio stra-potere e si inizia quella che si potrebbe sintetizzare nel più comune “Guardia e Ladri”, con i cacciatori che inseguono il mostro mentre quest’ultimo deve districarsi nella mappa con diversi modi che vedremo tra poco.<br />
Analizziamo dunque le classi dei cacciatori:</p>
<p><b>Assault. </b>Prima delle quattro classi del gioco, il tipico DPS della triade degli MMO. Come ogni classe degli hunter possiede quattro armi/poteri: il primo consiste in un’arma a corto/medio raggio che, tramite un laser, infliggerà tantissimi danni al mostro, il difetto di quest’arma è che, avendo corto raggio, ci costringerà a rimanere nelle vicinanze del mostro e ciò non è molto bello visto che, soprattutto nelle fasi finali del game, quest’ultimo vi shotterà con 3 colpi. Seconda arma è un fucile automatico a medio/lungo raggio, come terza arma avremo delle mine che esplodono infliggendo un numero ragguardevole di danni ed infine un PowerShield che ci proteggerà per qualche secondo dai danni che andremo a ricevere.</p>
<p><b>Trapper.</b> Seconda classe del gioco. Cercare di trovare un paragone con le classi degli MMO diviene leggermente più difficile, in quanto il trapper fa diverse cose contemporaneamente: come primo potere/arma possiede un fucile automatico a medio raggio, come secondo potere/arma vi è un&#8217;arena portatile da lanciare (ed attivare) non appena vedremo il mostro, questo farà sì di non permettere vie di fuga al bestione in quanto si vedrà completamente circondato dalla nostra enorme trappola; come terzo abbiamo un fucile spara trappole che ci permetterà di legare letteralmente il mostro in un posto, al fine di limitare di molto i suoi movimenti; l’ultimo potere è invece rimpiazzato dal Pet dal nome di Daisy che ci permetterà di scovare la bestia nei meandri delle mappe (discretamente grandi).</p>
<p><b>Support.</b> Ed eccoci alla terza classe del gioco, rispondiamo quindi alla domanda: a che cosa serve il support? In Evolve, il supporter è ciò che porta utily in quanto il primo dei suoi poteri è un fucile che, mirando su uno dei nostri alleati, gli permetterà di tenere uno scudo attivo utilissimo per parare i mostruosi danni della bestia, il secondo è un fucile a medio raggio, il terzo è un lock point che ci permetterà di chiamare dal cielo una pioggia di missili ed infine il suo quarto potere è un’invisibilità che permetterà di salvare voi ed il vostro team se i vostri compagni vi saranno vicini quanto attiverete il potere.</p>
<p><b>Medic</b> Ultima classe, assolutamente non per ordine di importanza, è il Medic; è dotato di un arsenale di tutto rispetto: mitragliettà a corto/medio raggio, pistola che, se tenuta sui nostri alleati, permetterà di curarli, fucile da cecchino che non sarà utile solo per far danni ma che, quando colpiremo il mostro, nello stesso punto creerà dei “Weak Point” dove i nostri alleati, se spareranno colpendo quel punto, vedranno i propri danni moltiplicati. Ultimo potere è una cura di massa che funziona esattamente come l’invisibilità del supporter (quindi avere il proprio team vicino durante l’attivazione è la chiave per curare di massa).</p>
<p><b>Truly Co-operative.</b> Scommetto che chiunque, con un passato da MMO alle spalle (e non), abbia già iniziato a calcolare le possibili combo che è possibile eseguire mescolando le diverse classi, ed infatti la cooperazione in questo è gioco non è richiesta, è bensì fondamentale. Andare da soli vuol dire essere massacrati senza pietà dal mostro, senza se e senza ma. Consci di essere cacciatori, nelle fasi iniziali della partita ci si sente galvanizzati, potenti, quasi i re del mondo: la mappa che ci troviamo davanti è grande abbastanza da permettere al mostro di non essere trovato facilmente, ma la totale interattività della mappa ci permetterà di trovare le sue tracce per terra, sentire il rumore di uccelli spaventati dal suo passaggio, per cercare non solo di stanarlo ma di andarlo a chiudere in un angolo, non dandogli la possibilità di trovare vie di fuga o di usare altre parti della mappa come vantaggio.</p>
<p>Cacciare il mostro è compito del trapper fondamentalmente, anche se tutti quanti possono farlo: Daisy ha una visione ben più chiara delle impronte del bestione e sarà quasi sempre lei alla guida del gruppo. Giocando come trapper mi sono sentito il peso sulle spalle di tutto il team ed è stato bellissimo quando, trovandolo subito, non gli abbiamo permesso di raggiungere neanche lo stage 2 e di chiudere la partita in fretta.</p>
<p>Giocare come Assault restituisce la stessa soddisfazione ma compiendo, ovviamente, ben altre azioni, rimanendo il più tempo sotto il mostro per fare danni massicci continui, piazzando bene le mine e picchiando il più possibile: è decisamente gratificante quando si scopre di essere rimasti interi minuti sotto le grinfie della bestia e non essere morti.</p>
<p>Essere un Support può sembrare noioso all’inizio, ma, andando avanti con il game, sapere che ci sei sempre tu a fare danni, sganciare bombe e scudare alleati, da al team quella sensazione di coesità e sicurezza in più.</p>
<p>Giocare come Medic è un incubo, ve lo dico davvero: chiunque sappia giocare in questi giochi class-based sa che se devi abbattere un gruppo, devi prima abbattere l’healer, infatti voi sarete sempre la prima preda del mostro e dovrete essere tanto abili a rimanergli alla larga, quanto abili a curare i vostri alleati se la bestia dovesse cambiare bersaglio.</p>
<p>E poi, infine, c’è il mostro.</p>
<p><b>The Beast. </b>Giocare come mostro ci porrà in una situazione estremamente diversa: innanzitutto cambia la visuale che da terza persona passa ad essere dietro le nostre spalle. All’inizio si partirà subito con il cuore che batte forte, si è consci di essere braccati e dei potenti mezzi che i cacciatori hanno per trovarvi ed uccidervi; si inizia a scappare sfruttando tutto gli elementi dell’ambiente circostante: cunicoli, fiumi (camminare nell’acqua ovviamente fa perdere le vostre impronte), nascondersi sotto ingenti massi, nutrirsi delle bestie e stare lontani dai fottuti uccelli che riveleranno la posizione per un breve periodo di tempo, se spaventati.</p>
<p>Ma se, essendo cacciatori, con il passare dei minuti cresceva l’ansia e l’idea di assistere impotenti all’evoluzione di quello che sarà il proprio carnefice, giocare nei panni del mostro e far passare gli adeguati minuti che permetteranno di evolvere, sarà tanto gasante quanto coinvolgente ,una volta che avrete completato l’evoluzione.<br />
Raggiunto lo stage 3, infatti, il mostro sblocca un secondo modo per vincere la partita, potrà comunque mettere fuori gioco gli avversari andando a spaccare un punto di controllo (Power relay) che i cacciatori dovranno proteggere.</p>
<p>I poteri a disposizione del mostro sono molteplici, aggiunti ad una barra della vita e dell’armatura spropositamente grande (con l’armatura che è rigenerabile nutrendosi di altre bestie): si avrà la capacità di lanciare massi come attacco a distanza, caricare in linea retta falciando chiunque capiti nel nostro cammino, saltare facendo danni ad area ed infine utilizzare un comodissimo lanciafiamme che fa danni a cono!</p>
<p><b>Conclusione. </b>Nonostante nell’alpha diversi elementi del gioco fossero bloccati (su tre mostri si poteva giocare soltanto il Goliath), ho trovato simpatici i vari perk che permettono di porre un minimo di personalizzazione al nostro cacciatore: chi potrà scegliere per maggiori danni, chi maggiore mobilità con il Jetpack, etc.<br />
Bisognerà vedere come i Turtle Rock Studios tratteranno il gioco, poiché mi sono ritrovato a provare sensazioni simili dopo aver provato la Beta di Titanfall. Nonostante il titolo dei Respawn Entertaiment non c’entri niente con Evolve, ho paura che possano condividere lo stesso destino se 2K non curerà il suo prodotto, tanto da lasciarlo morire povero di contenuti: si sa quanto in un gioco che vuole divenire competitivo, questi ultimi debbano essere sempre freschi e nuovi.</p>
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		<title>Lucca Comics &#038; Games 2014 – Jack version</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/11/05/lucca-comics-games-2014-jack-version/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jack]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 10:01:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[HyperX]]></category>
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<p>Quando si viene abbagliati dal sole, non si riesce a vedere più niente, davanti a te potrebbe apparire una delle cose più belle che tu abbia mai visto e non dargli peso in quanto cieco, ma se riesci a perdurare e resistere, l’occhio si abitua a quel fascio di luce accecante e, adattandosi, ti permetterà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-1024x768.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="194" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-620x400.png 620w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-85x54.png 85w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div style="width: 760px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-J73jRX3X0Iw/VFizWlVKE8I/AAAAAAAAGWU/Kp6K85J0qco/w750-h400-no/Jack.png" alt="Jack version" width="750" height="400" /><p class="wp-caption-text">Jack version</p></div>
<p>Quando si viene abbagliati dal sole, non si riesce a vedere più niente, davanti a te potrebbe apparire una delle cose più belle che tu abbia mai visto e non dargli peso in quanto cieco, ma se riesci a perdurare e resistere, l’occhio si abitua a quel fascio di luce accecante e, adattandosi, ti permetterà di vedere.</p>
<p>Più o meno questa potrebbe essere la sintesi del confronto tra il Lucca Comics &amp; Games (da ora abbreviato in LC&amp;G) 2013 e 2014.</p>
<p>Già, l’anno scorso, folgorato dalla novità (si, per me l’edizione 2013 è stata la prima volta), ho rischiato pesantemente di fare indigestione ma, con maestria, riuscii a destreggiarmi tra i vari padiglioni e visitai tutti i posti che volevo vedere, con leggermente più difficoltà il sabato, con molta più tranquillità la domenica.</p>
<p>Purtroppo quest&#8217;anno non è andata affatto così.</p>
<p>Lucca Comics &amp; Games 2014 doveva essere l’edizione del botto, ed infatti i primi dati parlano di un balzo, dalle 230.000 presenze dell’edizione 2013 a più di 400.000 dell’edizione 2014: credete che l’organizzazione si sia adeguata per accogliere quasi il doppio delle persone (paganti)? La risposta è No. Con ciò non vado assolutamente a condannare una fiera che comunque mi ha divertito ed intrattenuto permettendomi di gustare tutto ciò che volevo.</p>
<p>Il mio radar era puntato quasi tutto sulla zona games che non sono riuscito affatto a visitare il sabato, causa coda faraonica che non mi avrebbe permesso di godermi altre parti della fiera, ma che sono riuscito a snocciolare con tutta calma la domenica; ho avuto modo di vedere che la qualità media dei padiglioni è stata livellata verso l’alto: vi erano stand che l’anno scorso non c’erano, quelli che c’erano già sono stati parzialmente o totalmente rinnovati con succulenti novità e prodotti (anche se, soprattutto quando si parla di padiglioni riguardanti l’informatica, le cose migliori erano state già tutte quante prese, sì, mio povero tappetino della Steelseries, sarà per la prossima volta).</p>
<p>L’area dedicata a League of Legends era la stessa, anche se devo ammettere che è stata gestita decisamente meglio e, questa volta, complice anche le fasi finali del torneo italiano, è stato bello fermarmi per qualche ora, ho avuto modo di osservare con calma anche i vari stand della HyperX, 2K, senza però riuscire a provare titoli come Evolve (non che non possa farlo, visto che ho giocato all’alpha) ma avrei voluto scambiare qualche chiacchiera con i responsabili di 2K, per avere qualche informazione succulenta in più sul gioco ma ovviamente, data la calca, mi è stato impossibile anche solo avvicinarmi. L’ultimo lato positivo della fiera che ho avuto modo di vedere è stato l’ex Japan Palace ora divenuto Japan Town, decisamente molto più largo e più usufruibile rispetto al piccolo posto angusto e pieno di scale degli altri anni.</p>
<p>Da qui però voglio portare una riflessione: la trasformazione da Japan Palace a Japan Town era ciò che serviva per poter rendere meglio usufruibile un così bel pezzo di fiera a più persone, non oso neanche immaginare il caos che ci sarebbe stato se si fosse rimasti al Palace, ma quello che dovrebbe capire l’organizzazione dell’evento è che questa dovrebbe (anzi no, deve) essere solo la prima di una lunga serie di trasformazioni che il LC&amp;G deve avere per poter meglio accogliere quasi mezzo milione di persone nei prossimi anni.</p>
<p>Io non sono un ingegnere urbanistico, né il sindaco della città di Lucca, ma lo spazio sotto le mura c’è, ed anche parecchio, e non mi venite a parlare di cornice suggestiva o “dentro le mura è meglio” perchè sì, la cornice farà anche una buona parte della bellezza della fiera, ma se permettete vorrei evitare di puzzare di nerd sudato dopo essermi fatto una fila di 2 ore per entrare in un qualsiasi padiglione.</p>
<p>L’edizione di quest’anno è stata decisamente uno spartiacque, tutti (comprese le autorità locali) hanno capito che Lucca rischia di non reggere il peso del quasi mezzo milione di persone che quest&#8217;anno e negli anni prossimi potrebbero affacciarsi alle porte della città toscana: starà a loro capire come potersi muovere e come far evolvere una fiera che è già una delle più belle a livello europeo.</p>
<p>Personalmente sono riuscito a giostrarmi il week-end e godermi la fiera, senza però patire pochi problemi tra file interminabili e spazi angusti, il giudizio si limita ad un “Rimandata all’anno prossimo” invece che “Bocciato”.</p>
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		<title>Il fenomeno dilagante dell&#8217;E-Sports</title>
		<link>https://nerdando.com/2014/09/12/il-fenomeno-dilagante-delle-sports/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jack]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 09:03:51 +0000</pubDate>
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<p>È incredibile pensare come, fino a qualche anno fa, quando pronunciavamo la parola “Sport”, essa indirizzasse la nostra mente ad attività sportive come il calcio, il tennis ed il basket e mai e poi mai avremmo collegato tale parola a qualcosa di “fisicamente statico”, per meglio dire ad un videogioco. Quale pazzo scriteriato userebbe mai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 706px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh5.googleusercontent.com/iPthQD23b3c9f9TNR1q4aLP2wxcjUVDoH_X69CtTIMs=w696-h464-no" alt="" width="696" height="464" /><p class="wp-caption-text">Una marea di gente riunita per vedere gente che giuoca ai videogiochi</p></div>
<p>È incredibile pensare come, fino a qualche anno fa, quando pronunciavamo la parola <em><strong>“Sport”</strong></em><i></i><b><i>,</i></b> essa indirizzasse la nostra mente ad attività sportive come il calcio, il tennis ed il basket e mai e poi mai avremmo collegato tale parola a qualcosa di <strong><em>“fisicamente statico”</em></strong>, per meglio dire ad un videogioco.</p>
<p>Quale pazzo scriteriato userebbe mai la parola <em><strong>“Atleta”</strong></em> per definire un ragazzo, che gioca per 10 ore al giorno seduto al computer su una sedia? Sei forse tu lettore che, incuriosito del titolo, ti sei ritrovato ingabbiato in questa domanda trabocchetto? Se la tua risposta è “Io no”, ti consiglio di non strizzare il naso davanti a questo apparente ossimoro, bensì di proseguire oltre e di leggere l&#8217;articolo per intero. Se la tua risposta è “Io sì”, allora questa è la tua occasione per venire a sapere degli avvenimenti che hanno fatto la storia dell&#8217;e-sports, facendolo passare da genere di nicchia a vero e proprio fenomeno globale.</p>
<p><strong>In the 70/80&#8217;s</strong> – Vi siete mai chiesti quale fosse il primo torneo di videogiochi mai fatto nella storia? Volendo tralasciare le serate a casa tra amici, dobbiamo spostarci all&#8217;Università di Stanford dove, il 19 Ottobre del 1972, vennero invitati gli studenti ad una battaglia di “Spacewar”, gioco dove i due sfidanti controllano un&#8217;astronave ciascuno e devono cercare di colpirsi a vicenda ed il primo che viene colpito perde. Il montepremi allora in palio era un preziosissimo abbonamento per un anno alla rivista “Rolling Stones”.<br />
Cavalcando l&#8217;onda di un movimento, quello dei videogiocatori, che proprio in quegli anni stava ponendo le basi per quella capillare diffusione che abbiamo oggi, la Atari, 9 anni dopo quel torneo, nel 1981, istituisce il primo torneo in larga scala di videogiochi facendo scontrare più di 10000 persone provenienti da tutti gli Stati Uniti d&#8217;America al famosissimo Space Invaders.</p>
<p><strong>In the 90/00&#8217;s</strong> –  Per avere l&#8217;e-sports come noi lo conosciamo, dobbiamo aspettare quell&#8217;internet alla portata di tutti che permise non più esclusivamente ai giocatori di una sola nazione di partecipare ai numerosissimi tornei che negli anni &#8217;90 e nei primi anni del 2000 stavano spuntando come funghi, bensì di allargare il bacino d’utenza ai giocatori di tutto il globo. Internet era ciò che mancava ai videogiochi per istituirsi come sport elettronico perchè, fino a prima del suo avvento, tutti i tornei creati in quegli anni si giocavano in LAN (Local Area Network) ovvero una rete locale tra giocatori che fisicamente erano arrivati fino a lì per partecipare, con l&#8217;avvento di Internet tutto il globo era divenuto una gigantesca LAN.</p>
<p>La maturazione dello sport elettronico è dovuta però passare attraverso una fase di stasi durante la quale l&#8217;avvento di Internet portò sì milioni di partecipanti che si contendevano le prime coppe ed i primi montepremi in denaro ad essere messi in palio, ma dall&#8217;altro lato non vi era <em><strong>“pubblico”</strong></em>, non vi erano spettatori paganti che riempissero stadi e facessero sembrare il confronto una vera e propria sfida ma che soprattutto attirasse sponsor importanti.</p>
<p>Quindi quale sarebbe stata la soluzione? LAN o Online?</p>
<p><strong>La soluzione sta nel mezzo </strong>&#8211; Dapprima in Korea con i World Cyber Games (WCG), poi in America con la Major League Gaming (MLG) ed in Europa con il Dreamhack prima e l&#8217;Intel Extreme Masters (l&#8217;IEM) poi si era arrivati alla soluzione, al modo per far decollare definitivamente l&#8217;e-sports e far vedere quanti soldi e quanta audience potessero far girare usando Internet per la capillare diffusione del matchmaking online e delle sfide tra ragazzi in tutto il mondo che, una volta qualificati, si sarebbero scontrati in delle LAN create appositamente per quell&#8217;evento, tenute in stadi ed arene colme di pubblico ansioso di vedere i primi videogiocatori professionisti scontrarsi.</p>
<p><strong>Quake, Warcraft &amp; Spectator Mode</strong> – Potrebbe però risultare strano, ai più giovani ed ai meno avvezzi al genere, non sentir parlare di MOBA quando cerchiamo il genere di titoli che venivano giocati durante questi primi grandi tornei; trovarsi davanti a FPS (First-Person Shooter) come Quake ed Unreal Tournament o RTS (Real-Time Strategy) come Warcraft ed il primo Starcraft non deve affatto sorprendere visto che, sostanzialmente, il Massive Online Battle Arena (appunto MOBA) sia una parziale <em><strong>“evoluzione”</strong></em> di entrambi i generi sopra elencati.<br />
Inoltre, con il passare degli anni, si è andati sempre più alla ricerca della spettacolarità delle azioni e, complice il crescente genere dei MOBA, si è iniziato ad andare alla ricerca, al sentir bisogno di quella <strong><em>“Spectator Mode”</em></strong>, feature fino a qualche anno prima ignorata ed ora quasi essenziale per ogni produzione degna di questo nome, feature che permette a queste arene colme di pubblico di avere ogni singolo dato e/o statistica sul match in corso.</p>
<p><strong>Twich.tv &amp; 2014</strong> &#8211; Ed infine arriviamo al giorno d’oggi. I dati sotto gli occhi di tutti sono impressionanti: Twich.tv (il maggiore e più grande sito di trasmissione di eventi legati all’e-sports e non solo) genera più traffico dati rispetto a colossi come MTV e CNN, recentissima è stata la loro acquisizione da parte di Amazon per poco meno di 1 miliardo, si avete letto bene, di dollari. I giochi che ora dominano il palcoscenico dell’e-sports , sono DOTA2 che smuove circa 11 milioni di dollari come prize pool dei World Championship e League of Legends che è il gioco più giocato al mondo con circa 100 milioni di giocatori diversi collegati all’anno, 32 milioni circa al mese, numeri che hanno attirato major sponsor del calibro di Coca-Cola, American Express ed HBO.</p>
<p>In conclusione che dire, questo excursus sulla storia passata e recente dell’e-sports è un mero sunto, le cose da scrivere sarebbero tante, tantissime: gli avvenimenti importanti, le figure autorevoli, le location incredibili e tanto altro ancora, chissà probabilmente ci ritroveremo tutti per un altro articolo; spero solo di avervi fatto spendere questi minuti preziosi con qualche nozione in più sulla storia dello sport elettronico e magari insinuare in voi la voglia di entrare a far parte di questa famiglia allargata che è il gaming competitivo e provare a cimentarvi per sfidare i più grandi giocatori del mondo e vincere migliaia di dollari: il gioco da scegliere? Questa ardua scelta la lasciamo a voi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2014/09/12/il-fenomeno-dilagante-delle-sports/">Il fenomeno dilagante dell&#8217;E-Sports</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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