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	<title>Andrea &quot;Hardcase&quot; Ciocca</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>For Evelyn II: Shards of Creation &#8211; Un mondo lacerato da guerra e magia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 08:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[2.5 D]]></category>
		<category><![CDATA[Early Access]]></category>
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<p>Preview Una delle ragioni per cui adoro così tanto i giochi indie è che spesso l&#8217;esigenza di sopperire alla scarsità di mezzi spinge l&#8217;autore a giocare tutte le sue carte sul piano della creatività, o inventando qualcosa di completamente nuovo, oppure, come nel nostro caso, cercando di fornire un&#8217;interpretazione del tutto personale di un genere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/05/04/for-evelyn-ii-shards-of-creation-un-mondo-lacerato-da-guerra-e-magia/">For Evelyn II: Shards of Creation &#8211; Un mondo lacerato da guerra e magia!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<h2>Preview</h2>
<p>Una delle ragioni per cui adoro così tanto i <strong>giochi indie</strong> è che spesso l&#8217;esigenza di sopperire alla scarsità di mezzi spinge l&#8217;autore a giocare tutte le sue carte sul piano della <strong>creatività</strong>, o inventando qualcosa di completamente nuovo, oppure, come nel nostro caso, cercando di fornire un&#8217;interpretazione del tutto personale di un genere già ben battuto dall&#8217;industria mainstream.</p>
<p>In questa ipotesi il rischio più concreto è che il povero sviluppatore indipendente si debba confrontare con valori produttivi incompatibili con i mezzi a propria disposizione, con risultati spesso sconfortanti. Per tale ragione, a mio modesto avviso, <strong>una delle regole d&#8217;oro</strong> per la riuscita di un progetto indipendente dovrebbe essere sempre quella di <strong>tenere a freno le proprie ambizioni</strong>, dosandole in rapporto ai mezzi realmente a disposizione.</p>
<p>Ci sono poi generi che, di per sé, appaiono davvero impegnativi, quasi delle montagne da scalare, come ad esempio gli <strong>RPG</strong>. Per questa ragione, quando mi trovo al cospetto di GdR indie che sbandierano proclami del tipo “<em>Un vastissimo e dettagliato openworld nel solco di Skyrim</em>” <strong>parto sempre un po&#8217; sospettoso</strong>.</p>
<p>Per fortuna, però, <strong>non è questo il caso</strong>: <em><strong>For Evelyn II</strong></em> parte con premesse misurate e prova a brillare pur consapevole delle sue dimensioni contenute.</p>
<p><strong>Ci starà riuscendo?</strong> Vediamolo assieme.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64771" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_1.jpg" alt="for evelyn II" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Un mondo piccino picciò</h2>
<p><em><strong>For Evelyn II: Shards of Creation</strong></em> è il secondo capitolo di una saga RPG nata qualche anno fa.</p>
<p>Lo confesso prima ancora di scendere in dettagli: <strong>io del primo capitolo non ne sapevo nulla</strong>, mai giocato e mai, neanche, sentito nominare, ma non c&#8217;è problema perché il nostro prode sviluppatore solitario ha contemplato anche questa evenienza, inserendo nel menù principale la possibilità di assistere al più classico dei recap.</p>
<p>Lanciato il gioco, il cui sviluppo allo stato risulta ancora <strong>in fase alpha</strong>, la prima caratteristica che cattura l&#8217;attenzione, oltre alla cura per il lore e la storia, è <strong>lo stile grafico prescelto</strong>: un bel 2,5 D dai colori vibranti e dal look retrò. Intendiamoci, nulla di completamente nuovo e, men che meno, rivoluzionario, ma si tratta comunque di un tratto accattivante, col suo abbinamento di sfondi 3D a personaggi 2D dal look un po’ anime.</p>
<p>Mossi, poi, i primi passi nel tutorial, interamente ambientato in un porto, <strong>il gioco scopre subito le sue migliori carte</strong>. L&#8217;atmosfera è quella giusta, piena di mistero e lontano dal chiasso dell&#8217;azione sfrenata. Siamo chiamati a muoverci con cautela, non già in un open-world desolante e desolato, ma in un&#8217;area circoscritta e progettata con cognizione di causa, proprio come dovrebbe accadere in un ADVENTURE-RPG fortemente story-driven.</p>
<p>Così, tra momenti stealth, un pizzico di magia occulta e l&#8217;idea di una mega cospirazione a sorvegliare le nostre azioni, <strong>impariamo a conoscere la protagonista del gioco</strong>, che, almeno all&#8217;inizio, appare dotata di mezzi e capacità piuttosto modeste.</p>
<p>Come detto, a colpire, in queste fasi iniziali, è innanzitutto l&#8217;impianto di gioco nel suo complesso, che vira, in modo piuttosto naturale e senza soluzione di continuità, dal gioco di ruolo all&#8217;<strong>avventura pseudo-investigativa</strong>. Insomma si combatte un pochino (ma su questo torneremo dopo), si risolve qualche puzzle e si evitano trappole, guidati da una trama ben definita che ha forse l&#8217;unico difetto di tirare in ballo, sin dall&#8217;inizio, un po’ troppi personaggi e informazioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64772" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_2.jpg" alt="for evelyn II" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Alle armi!</h2>
<p>Per quanto riguarda gli aspetti ruolistici veri e propri, <strong>il gioco decide di non calcare troppo la mano su statistiche, tratti e skill</strong>, puntando invece su un gameplay che, come dicevo prima, lo fa somigliare a volte a un&#8217;avventura grafica, il tutto a beneficio dell&#8217;atmosfera. Intendiamoci, non manca un processo di crescita del nostro personaggio, con annessi e connessi, ma il tutto appare decisamente semplificato e pensato anche che per chi gli RPG proprio non li digerisce.</p>
<p>È importante sottolineare che nelle diverse mappe in cui mi ha condotto il progredire della storia, a dispetto delle dimensioni medio-piccole, <strong>non sono mancate chiacchierate con diversi NPC</strong>, alcuni dei quali non hanno mancato di affidarmi delle quest secondarie, invero piuttosto semplici da completare.</p>
<p>Se fin qui le scelte di design e il gameplay del gioco mi hanno convinto, <strong>lo stesso non posso dire del sistema di combattimento</strong> in sé.</p>
<p>Intendiamoci, stiamo parlando di un gioco ancora in piena fase di sviluppo, ma al momento, nonostante lo sviluppatore, grazie a più patch, abbia provato a migliorare la reattività del personaggio aggiungendo anche una funzione di dodge, <strong>il tutto appare ancora troppo semplicistico</strong>.</p>
<p>Soprattutto il combattimento melee non restituisce alcuna sensazione “fisica” dei colpi inferti e rischia di lasciare la risoluzione degli scontri in balia di una forsennata pressione di tasti. Insomma <strong>ricorrere alle armi</strong>, almeno per ora, <strong>non sembra richiedere né troppa abilità né una grande strategia</strong>.</p>
<p>A parte ciò, è chiaro che le mappe e il mondo di gioco appaiano ancora un po’ spoglie, poco interattive, ma d&#8217;altro canto bisogna considerare che <strong>di tempo per aggiungere contenuti ce ne è ancora molto</strong>. Speriamo che l&#8217;autore, una volta completata la storia principale (al momento siamo a circa la metà), torni poi sui suoi passi, per arricchire di contenuti il mondo di gioco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64773" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_3.jpg" alt="for evelyn II" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/05/for-evelyn-II_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La prova di <strong><em>For Evelyn II</em> mi ha certamente colpito</strong> per la sua capacità di affascinare sin da subito il giocatore con una trama intrigante. Anche a livello di gameplay, al netto di un combattimento troppo semplificato, mi è piaciuta molto quest’anima promiscua, un po’ gioco di ruolo, un po’ avventura, capace di donare la giusta profondità al prodotto.</p>
<p><strong>Resta da vedere</strong> se <strong>l&#8217;ulteriore sviluppo del gioco</strong> riuscirà a tenere alto l&#8217;interesse del giocatore e a smussare quegli aspetti che al momento convincono poco.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>The Darkness Below &#8211; Amanti di Dungeon Master alle armi!</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/04/30/the-darkness-below-amanti-di-dungeon-master-alle-armi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[2.5 D]]></category>
		<category><![CDATA[cRPG]]></category>
		<category><![CDATA[Dungeon Crawler]]></category>
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		<category><![CDATA[Eye of the Beholder]]></category>
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<p>Ma se uscissero dalla caverna e vedessero le cose alla luce del sole si renderebbero conto di aver vissuto in un mondo di apparenze. Platone Recensione Quelli come me, che masticano videogiochi da qualche decennio, hanno la tendenza a considerare ormai pressoché ridotto a zero il tasso di innovazione nei vari generi videoludici. Si tratta, [&#8230;]</p>
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<p style="text-align: right;"><em>Ma se uscissero dalla caverna</em><br />
<em>e vedessero le cose alla luce del sole</em><br />
<em>si renderebbero conto di aver vissuto</em><br />
<em>in un mondo di apparenze.</em><br />
Platone</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Quelli come me, che masticano videogiochi da qualche decennio, hanno la tendenza a considerare ormai pressoché ridotto a zero il <strong>tasso di innovazione</strong> nei vari generi videoludici.</p>
<p>Si tratta, però, a ben guardare, di una sensazione errata, perché, sebbene una larga parte dei generi tradizionali abbia visto la luce tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90, è altrettanto vero che, anche negli ultimi anni, sono comunque sorte qua e là <strong>nuove categorie</strong> di videogiochi, più o meno riuscite.</p>
<p>Basterebbe ricordare, tra gli altri, gli extraction shooter, i card battler o i non-giochi per eccellenza, i terribili “idle”. È inevitabile, però, che una fetta di utenza rimanga sentimentalmente legata ai giochi nati dal brodo primordiale degli anni &#8217;80, vuoi per <strong>nostalgia</strong>, vuoi per effettivo merito.</p>
<p>Tra i generi più antichi e &#8211; ahimè &#8211; agonizzanti, un posto d&#8217;eccellenza deve essere riservato ai cosiddetti “<strong>Dungeon Crawler</strong>”.</p>
<p>Il primissimo esemplare risale addirittura al 1975, quando &#8211; così mi suggerisce Wikipedia &#8211; fu pubblicato nientemeno che “<em><strong>pedit5</strong></em>” (!). Ora, non me ne vogliano gli sviluppatori di questa misconosciuto perla, ma è chiaro che quando pensiamo ai dungeon crawler i nomi che ci vengono in mente sono ben altri e decisamente più familiari.</p>
<p>Avanti diciamolo tutti assieme: “<strong><em>ma quanto era bello Dungeon Master?</em></strong>”</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64688 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-1.jpg" alt="The Darkness Below" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Il passato è un futuro vissuto al contrario</h2>
<p>Come può scoprire chi ha voglia di approfondire l&#8217;argomento, in realtà <strong>il genere</strong> dei dungeon crawler <strong>è molto più ampio di quanto solitamente si pensi</strong>. Possiamo trovarne alcuni in prima persona, altri persino con visuale isometrica, in tempo reale o a turni, di stampo fantascientifico o con ambientazione fantasy. Insomma, ce n&#8217;è uno po&#8217; per tutti i gusti.</p>
<p>Eppure è chiaro che <strong>l&#8217;archetipo</strong> ben stampato nell&#8217;immaginario d&#8217;ogni appassionato sia proprio quello inaugurato da <strong><em>Dungeon Master</em></strong>: visuale in soggettiva, movimento grid based, puzzle ben strutturati e un manipolo di eroi, meglio se quattro, impegnato a bagnarsi le ossa in caverne buie e pullulanti di mostri.<br />
Il gioco è tutto lì, nelle atmosfere buie, nel senso di estraniazione, nel costante timore d&#8217;un pericolo in agguato.</p>
<p><strong><em>The Darkness Below</em></strong>, fa proprio questo, riprende gli stilemi del genere, li omaggia il giusto e fa compiere al giocatore un salto mortale all&#8217;indietro di una trentina d&#8217;anni.<br />
Basterà?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64689" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-2.jpg" alt="The Darkness Below" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Allora, c&#8217;era un guerriero, un mago e un chierico…</h2>
<p>Partiamo da una considerazione di massima. Quando si parla di giochi indie e, in particolare, di <strong><em>solo project</em></strong>, come in questo caso, il genere dei giochi di ruolo è senz&#8217;altro il più ostico con cui confrontarsi e per la mole di contenuti e per le variabili in ballo.</p>
<p>Posso solo immaginare, quindi, lo sforzo compiuto da <strong>ELEFTHERIADIS SAVVAS</strong> nel costruire il mondo di <em>TDB</em>. E sì perché, in questo caso, difatti, pur trovandoci formalmente davanti a un dungeon crawler, lo sviluppatore ha voluto creare un vero e proprio <strong>mondo di gioco aperto</strong>, lontano quindi dagli epigoni di <em>Dungeon Master</em>, qualcosa insomma forse più vicina a un vecchio capitolo di <em>Wizardry</em> o di <em>Might &amp; Magic</em>, seppur con le dovute proporzioni.</p>
<p>L&#8217;inizio del gioco è dei più tipici, <strong>quattro eroi</strong> approdati in un villaggio in cerca d&#8217;avventura si incontrano subito con alcuni personaggi pronti a riversare sulle loro spalle il peso dei loro gravosi problemi (lo so, detta così, sembra il simulatore di un “centro d&#8217;ascolto”&#8230;).</p>
<p>Questo ci porterà, quasi subito, a calarci in un pozzo e relativo <strong>dungeon</strong> per cercare di risolvere un alterco con goblin incattiviti da una qualche forma di corruzione.</p>
<p>E, a quel punto, <strong>ci sentiremo subito a casa&#8230;</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64690" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-3.jpg" alt="The Darkness Below" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>È una questione di “classe”</h2>
<p>Già dalle immagini a corredo, si può notare come lo sviluppatore abbia fatto di tutto per <strong>mettere a proprio agio i grandi “nostalgici”</strong> come il sottoscritto (mi raccomando, nostalgico solo sotto il profilo videoludico, eh!).</p>
<p>Schede dei personaggi, skill, trait e così via ci accompagneranno nella lunga avventura, senza introdurre mai grandi innovazioni nel genere. Anzi, da questo punto di vista ci sono anche delle <strong>semplificazioni</strong> rispetto al passato che francamente avrei preferito non trovare, come, ad esempio, il passaggio di livello automatico. Da apprezzare, invece, l<strong>a crescita delle skill</strong> che avviene disgiuntamente dal livello del personaggio ed è legata all&#8217;uso effettivo che si fa di quella determinata abilità (ad esempio, la skill “explore” cresce semplicemente camminando e scoprendo nuove “caselle”).</p>
<p>Da questo punto di vista, <strong>la classe dei personaggi riveste un ruolo di primo piano</strong>, perché armatura, armi e, più in generale, oggetti possono essere indossati solo se si appartiene alla giusta categoria. Caratteristica questa che, sebbene sensata, ti porterà presto a riempire il tuo inventario di oggetti per te del tutto inutili.</p>
<p>La trama ci porterà a spasso <strong>sia per ambienti aperti</strong>, come foreste o cittadine, <strong>sia per veri e propri dungeon</strong>, come nella più pura delle tradizioni. Vagando, sarà inevitabile incontrare la fauna più classica del bestiario fantasy con la quale si finirà sovente per ingaggiare un acceso scambio di vedute a suon di mazzate sui denti o scariche elettriche sugli zebedei (scegli tu la soluzione più dolorosa&#8230;).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64691 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-4.jpg" alt="The Darkness Below" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Ammazza che mazza (cit.)</h2>
<p>Anche in riguardo agli scontri, lo sviluppatore ha preferito muoversi su un terreno più che collaudato. I <strong>combattimenti</strong> sono contestualizzati e si svolgono a turni, tra azioni base e skill o magie di vario genere, esattamente come ricordavamo avvenisse in <em>Dungeon Master</em>. Le cose, inutile dirlo, funzionano alla grande se non fosse per qualche problema legato a una UI alle volte un po’ troppo macchinosa e a un RNG spesso punitivo (ti garantisco che i frequenti miss nei momenti fatidici ti faranno letteralmente infuriare).</p>
<p>Venendo, invece, al <strong>level design</strong> si notano gli sforzi dello sviluppatore nel rendere intriganti le discese agli inferi, spezzando la monotonia degli scontri con appunti da leggere e puzzle di vario genere da risolvere.</p>
<p>A dispetto dell&#8217;impegno profuso, però, la mancanza di reali novità e la frequenza degli scontri, fa affiorare, qua e là, un po’ di noia durante l&#8217;esplorazione. A migliorare le cose interviene, per fortuna, <strong>una natura open world</strong> che si apre, però, solo dopo un inizio un po’ troppo guidato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64692" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-5.jpg" alt="The Darkness Below" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-5.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-5-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-5-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/04/Immagine-5-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Ogni pixel è bell’ a mamma soja</h2>
<p>I giochi in <strong>pixel art</strong>, da sempre dividono la platea, questo è noto, e comprendo chi, come me, si sente alle volte in imbarazzo a fissare sul proprio monitor, da oltre 30 pollici, pixel grossi quanto gli scarafoni di <em>Fallout</em>. Ma non dimentichiamo che la nostalgia è il più potente degli illusionisti e riesce spesso a farci sembrare affascinanti persino gli scarafoni.</p>
<p>Sotto questo punto di vista, il gioco, tra schermate fisse e grafica in prima persona 2,5 D, è <strong>un viaggio indietro nel tempo</strong>, una volta tanto, in senso positivo. I pixel sono tutti al posto giusto e la sensazione di stare giocando a una vecchia gloria degli anni &#8217;90, con le comodità di oggi, è tutta lì a portata di mano.</p>
<p>Certo è ovvio che i mezzi a disposizione del prode sviluppatore sono quello che sono e le piccole magagne, come la ripetizione dei modelli dei PNG, sono dietro l&#8217;angolo. Ma si tratta, in fondo, di aspetti che ci fanno voler bene ancora di più a questo <strong>piccolo gioiello</strong>!</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><em>The Darkeness Below</em> <strong>è l&#8217;archetipo della “piccola perla indie”<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong>. Complice la chiarezza degli scopi e la consapevolezza dei propri limiti, il gioco riesce a essere sempre piacevole e a far scattare con successo la scintilla dell&#8217;amarcord, contribuendo all&#8217;affiorare, sui nostri volti un po’ invecchiati, del tipico sorriso ebete di chi è convinto che il passato nasconda il nostro futuro.<br />
Attenzione, però, perché il suo pregio principale finisce con l&#8217;essere anche il suo unico difetto: un po’ di coraggio e innovazione in più lo avrebbero reso un gioco imprescindibile!</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><em><strong>The Darkness Below</strong></em> lo trovi su Steam al prezzo di € 16.49. Un grazie allo sviluppatore per avermelo inviato!</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>È <strong>un must per tutti coloro che hanno giocato alle glorie del passato</strong> e un&#8217;ultima occasione per chi finora se ne è tenuto alla larga.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63174" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/04/30/the-darkness-below-amanti-di-dungeon-master-alle-armi/">The Darkness Below &#8211; Amanti di Dungeon Master alle armi!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Pluto &#8211; Datemi altre dita!</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/03/26/pluto-datemi-altre-dita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[card battler]]></category>
		<category><![CDATA[Deckbuilder]]></category>
		<category><![CDATA[Demoni]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Magia]]></category>
		<category><![CDATA[Roguelike]]></category>
		<category><![CDATA[Roguelite]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pluto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p> &#8220;Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito&#8220; Confucio (forse) Recensione L’interno è quello di una grotta, angusta e buia come l&#8217;Inferno. L&#8217;unico appiglio in grado di riportarci a contatto con la realtà sono dei versi gutturali, organici, schiocchi di lingue e masticazioni abominevoli, cui è impossibile non associare immagini terrificanti. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/03/26/pluto-datemi-altre-dita/">Pluto &#8211; Datemi altre dita!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="pluto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64295 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto.jpg" alt="pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: right;"> &#8220;<em>Quando il saggio indica la luna,<br />
</em><em>lo stolto guarda il dito</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: right;">Confucio (forse)</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>L’interno è quello di una grotta, angusta e buia come l&#8217;Inferno</strong>. L&#8217;unico appiglio in grado di riportarci a contatto con la realtà sono dei versi gutturali, organici, schiocchi di lingue e masticazioni abominevoli, cui è impossibile non associare immagini terrificanti.</p>
<p>Il tempo di abituare gli occhi all&#8217;oscurità e il fondo della grotta partorisce i contorni di creature grottesche, quasi buffe, se non fosse per quelle bocche enormi irte di sciabole.<br />
Eppure, senti di non avere paura, sai di poterli sconfiggere perché schierate dalla tua parte ci sono dieci ferocissime… <strong>DITA</strong>!</p>
<p>Sì, lo ammetto, avrebbe fatto più effetto dire qualcosa tipo “dieci… mitragliatrici o bombe a mano“, ma la realtà di <strong><em>Pluto</em></strong> è proprio questa: la salvezza del nostro buon alter ego è tutta nelle nostre falangi, artritiche e letali al tempo stesso! Hai presente <em><strong>Ken il Guerriero</strong></em> e i punti segreti di pressione? Ecco, qualcosa di simile&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64296 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1.jpg" alt="pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Legarsela al dito</h2>
<p>Come è mia abitudine, prima di fiondarmi su un nuovo gioco da recensire, soprattutto se non ne ho mai sentito parlare prima, <strong>mi godo un po’ gli screenshot</strong> e poi passo gradualmente ai trailer.</p>
<p>Ebbene, di solito l&#8217;idea che mi faccio del gioco si rivela piuttosto lontana da quella che è la vera essenza del gioco, non tanto per l&#8217;ingannevolezza delle immagini, quanto per la mia senilità incalzante. Nel caso di <em>Pluto</em>, va a sapere perché, <strong>mi ero fatto l&#8217;idea di un dungeon crawler vecchia scuola</strong>, dove, al posto di scudo e spada, si poteva fare affidamento su incantesimi potentissimi, e ovviamente… mi sbagliavo.</p>
<p>E già, perché <em>Pluto</em>, con un abile incantesimo mimetico, ha scelto di nascondere, sotto le vesti di un dungeon crawler, <strong>un’anima ben diversa</strong>. Come andremo a scoprire a brevissimo, infatti, non siamo di fronte a un gioco dall&#8217;ampio respiro, magari con una pletora di meccaniche rigorosamente un po’ annacquate, assolutamente no, <em>Pluto</em> è un prodotto dalla visione chiarissima, che fa del suo <strong>gameplay estremamente focalizzato</strong> la sua vera essenza.<br />
Bene, ora che penso di aver solleticato abbastanza la tua curiosità, proviamo a spiegare bene in cosa consiste il gioco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64298 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2.jpg" alt="pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Non muovere un dito!</h2>
<p>Di fondo, <em>Pluto</em> è definibile come<strong> un gioco di combattimenti con incantesimi</strong>. Detto questo, potrei quasi chiudere la mia recensione, ma non lo faccio perché ci sono moltissime cose da dire al riguardo.</p>
<p>Se proprio volessimo paragonarlo a qualcosa di già visto, potremmo accostarlo a un card battler &#8211; deckbuilding, ma, nel fare ciò, rischieremmo di commettere un gravissimo torto a questo gioco.<br />
E sì, perché <strong>le particolarità sono molte</strong>.</p>
<p>Cominciamo col dire che ogni carta incantesimo si basa sulla successione di alcuni elementi (fuoco, fulmine, acqua ecc.) e ognuno di questi elementi viene associato, a nostra scelta, a una delle già citate dita. <strong>Se le dita rimangono “libere”</strong>, ovvero senza alcun incantesimo associato, produrranno punti scudo che ci permetteranno di ammortizzare il danno che stanno per infliggerci i demoni nostri nemici.</p>
<p>Insomma, sin dalle primissime battute è chiaro che, a seconda delle intenzioni dei nostri avversari, dovremo alternare turni più offensivi a turni più improntati alla difesa. Ma ovviamente non è finita qui, perché <strong>è nella sinergia degli incantesimi</strong> che risiede il cuore del gameplay.</p>
<p>Infatti, partendo dal presupposto che <strong>abbiamo un numero limitato di dita</strong> (se solo fossimo stati ottomani…), dovremo cercare di far combaciare gli elementi (fuoco, tuono ecc.) che concludono un incantesimo con quelli che iniziano il successivo, in questo modo un dito verrà sfruttato per dare vita a due incantesimi e i nostri effetti saranno ben più devastanti!<br />
C’è poi da considerare che alle dita possono essere associati degli <strong>anelli</strong> che potenziano alcuni elementi specifici, quindi sarà per noi quasi obbligatorio cercare di far coincidere su quelle particolari dita l&#8217;elemento rafforzato dall&#8217;anello.</p>
<p>Bene, ora dimmi, <strong>la dinamica del gioco comincia ad intrigarti?</strong> Sappi allora che a complicare ulteriormente la situazione ci si mettono anche le “maledizioni” che alcuni demoni ci infliggono e che, di fatto, ci bloccano alcune dita (in sostanza una metafora dell’artrite che avanza…). Sarà sempre possibile rimuoverle, ma l&#8217;operazione sarà spesso dolorosa e ci costerà una buona fetta dei nostri preziosi punti vita.</p>
<p>Di cose da dire, poi, ce ne sarebbero anche altre, ma, già dalla descrizione di queste prime dinamiche, puoi ben capire come, alle volte, <strong>anche solo giocare una mano può richiedere interi minuti di riflessione</strong>. Ti garantisco però che la soddisfazione che si prova nel constatare poi di aver messo su una mano devastante è davvero tanta!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64299 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3.jpg" alt="pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>C’è da leccarsi le dita!</h2>
<p>Dal punto di vista grafico, il gioco è davvero accattivante, forte di un art style, grottesco e truculento, che richiama in maniera, neanche troppo velata, le <strong>raffigurazioni medievali di demoni</strong> spesso presenti nelle incisioni antiche e nelle chiese gotiche di tutto il mondo.</p>
<p>Il <strong>senso d&#8217;angoscia</strong> che trasmettono queste entità, sebbene prive di reali animazioni, è sorprendente ed è coadiuvato da un campionario di versi gutturali e sussurri estremamente suggestivo. Anche il campionario di bestiole non è affatto male e la fantasia la fa da padrona.</p>
<p>Insomma, da questo punto di vista, pur nell&#8217;estrema semplicità dell&#8217;aspetto grafico, <strong>va fatto sicuramente un plauso agli sviluppatori per aver caratterizzato così bene il gioco</strong>, tutto a beneficio di un&#8217;atmosfera unica.</p>
<h2>Il dito nella piaga</h2>
<p>A legare le singole battaglie tra loro, ci pensa poi <strong>una struttura roguelike</strong> (o forse sarebbe meglio dire roguelite, in questo caso) piuttosto classica, col nostro stregone che avanza lungo un percorso a caselle con scelte che spaziano dalle ricompense agli eventi, sino a giungere allo scontro con i vari mini boss o boss finale.</p>
<p>Da segnalare poi che <strong>le singole run sono piuttosto brevi</strong>, e durano circa un&#8217;ora anche nel caso non si concludano con la nostra morte prematura. Forse questo aspetto, nonostante l&#8217;ottima rigiocabilità, si fa un po’ sentire sul medio-lungo termine.</p>
<p>La mia impressione, sotto questo punto di vista, è che <strong>ogni risorsa sia stata utilizzata per elaborare l&#8217;eccellente core del gameplay</strong>, relegando in secondo piano ogni altro aspetto del gioco, compresa la struttura roguelike, che, a tratti, appare appena abbozzata.</p>
<p>Sempre in tema di note stonate, ho volutamente sorvolato sulla &#8220;storia&#8221; del gioco, perché qui siamo ad di là del futile. Insomma, capita, soprattutto quando si parla di roguelike e quindi di titoli che fanno della rigiocabilità il loro principale obiettivo, di trovare al posto della storia <strong>meri spunti narrativi</strong>, ma qui siamo al di sotto del minimo sindacale.</p>
<p>Capisci bene che, se <strong>l’obiettivo ultimo della nostra missione</strong> è riuscire a partecipare al compleanno di nostra nipote, per quanto la si possa buttare sull&#8217;ironia spiccia, in fondo in fondo non siamo messi proprio benissimo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64300 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4.jpg" alt="Pluto" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/pluto_4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Trovandoci a tirare le somme, bisogna riconoscere che <strong><em>Pluto</em> è tutto fuorché un gioco semplice da giudicare</strong>. Da un lato, il binomio dita &#8211; incantesimi riesce a confezionare uno dei sistemi di combattimento più strategici e appaganti degli ultimi anni (e scusami se è poco), dall&#8217;altro però, anche considerando il prezzo di lancio, siamo davanti a un gioco con davvero pochi contenuti, quantomeno per il momento.</p>
<p><strong>Le cose, però, potrebbero evolversi positivamente</strong>, considerando che, poco prima di questa recensione, gli sviluppatori hanno pubblicato un aggiornamento attraverso il quale hanno anticipato un ricca e interessante roadmap. Insomma, tra qualche mese, se tutto va come previsto, alzate il giudizio che vedete qua sotto almeno di un livello!<br />
Chiudo dicendo che, semmai questo gioco dovesse avere uno spin-off, io avrei almeno un paio di nomi da suggerire, ma temo che la Disney me li boccerebbe subito…</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><em><strong>Pluto</strong></em> lo trovi su Steam al prezzo di € 14.39. Un grazie a Siege Wizard Interactive per avermelo inviato!</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Sublime e ristretto</strong>, proprio come un vero caffè espresso. Difficile resistergli!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63174" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_argento-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/_68sdPWhIFo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Banquet for Fools &#8211; Se Tim Burton sapesse programmare&#8230;</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/03/11/banquet-for-fools-se-tim-burton-sapesse-programmare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 09:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Combattimenti a turni]]></category>
		<category><![CDATA[cRPG]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Indie Game]]></category>
		<category><![CDATA[La Sposa Cadavere]]></category>
		<category><![CDATA[RPG]]></category>
		<category><![CDATA[RTWP]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Burton]]></category>
		<category><![CDATA[Whalenought Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="banquet for fools" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>“Fate in modo che i sogni divorino la vostra vita, così che la vita non divori i vostri sogni” Antoine de Saint-Exupéry Recensione Non è certo un segreto che il panorama indie sia divenuto piuttosto affollato negli ultimi tempi. Ogni giorno si affacciano sul mercato decine di sviluppatori, ma davvero pochi hanno la fortuna di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="banquet for fools" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64096 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools.jpg" alt="banquet for fools" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/banquet-for-fools-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>“Fate in modo che i sogni</em><br />
<em>divorino la vostra vita,</em><br />
<em>così che la vita </em><br />
<em>non divori i vostri sogni”</em><br />
Antoine de Saint-Exupéry</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Non è certo un segreto che il <strong>panorama indie</strong> sia divenuto piuttosto affollato negli ultimi tempi.</p>
<p>Ogni giorno si affacciano sul mercato decine di sviluppatori, ma davvero pochi hanno la fortuna di <strong>lasciare il segno</strong> sin dal loro gioco d’esordio.</p>
<p>Questo è proprio il caso della simpatica coppia di sviluppatori denominata Whalenought Studios (ora Hannah and Joseph Games) che, nel lontano 2015, ha rilasciato, quasi di sottecchi,  <em><strong>Serpent in the Staglands</strong></em>, un CRPG sviluppato con pochissimi mezzi e tanto talento.</p>
<p>Dopo un’iniziale diffidenza, il titolo è stato in grado di ritagliarsi un posto davvero speciale nel cuore degli appassionati, riuscendo a richiamare alla memoria addirittura capolavori quali <em>Baldur’s Gate</em> o <em>Neverwinter Nights</em>. A distanza di qualche anno, Whalenought Studios ci ha riprovato con un secondo gioco, <em><strong>Machajammer</strong></em>, molto diverso dal precedente, che ha avuto forse la pecca di promettere molto più di quanto potesse realmente mantenere.</p>
<p>Ora, per nulla scoraggiato dall’accoglienza più tiepida del loro secondo titolo, l’intrepido duo di Hannah and Joseph Games ha deciso di tornare sulla scena e <strong>lanciare un nuovo guanto di sfida agli RPG</strong> dei bei tempi andati.</p>
<p><strong>Saranno tornati sulla retta via?</strong> Andiamo a scoprirlo insieme.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64098 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-1.jpg" alt="banquet for fools" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>La follia di una persona è la realtà di un&#8217;altra</h2>
<p>Se, come dicevano i nostri nonni, &#8220;il buongiorno si vede dal mattino&#8221;, allora, lasciatemelo dire, <em><strong>Banquet for Fools </strong></em>si presenta come un’alba che lascia letteralmente esterrefatti.</p>
<p>Basta sbirciare una qualunque delle foto a corredo di questo articolo per avere l’immediata percezione della <strong>bontà della direzione artistica del loro nuovo gioco</strong>. Se poi hai la fortuna di vederlo anche in movimento, la folgorazione è inevitabile.</p>
<p>L’atmosfera onirica è quella di <strong>una fiaba dark</strong>, dove all’incanto può sostituirsi, in men che non si dica, il raccapriccio per la pura brutalità. Ci si aggira per villaggi e foreste tetre con la costante sensazione di trovarsi in un film di <strong>Tim Burton</strong> o in un capolavoro in stop motion, qualcosa a metà tra <em>La Sposa Cadavere</em> e <em>Coraline</em> (e, perché no, anche Judero, visto che parliamo di videogiochi).</p>
<p>Della trama, giusto per non rovinarti la sorpresa, mi limiterò a dire che <strong>i nostri intrepidi elfi</strong> dai lunghi musi verranno incaricati di indagare su misteriosi accadimenti toccati in sorte a un remoto villaggio, dove ogni cosa vivente pare essere svanita nel nulla. Si tratta chiaramente di un mero pretesto per poi catapultare il nostro party in <strong>un’avventura dalle dimensioni decisamente più epiche</strong>.</p>
<p>Il lore, come dicevo, è <strong>peculiare</strong> e ben elaborato.</p>
<p>Tutto si svolge in una sorta di <strong>Alto Medioevo</strong> dove il paganesimo regna sovrano e dove la musica e il canto hanno addirittura un’aura magica, capace di influenzare le sorti di un combattimento. Va detto che all&#8217;inizio, davanti a un lore così particolare e sviluppato, ci si potrebbe sentire un pochino spaesati, ma <strong>il fascino che trasmette l&#8217;ambientazione è davvero innegabile</strong> e vi porterà ben presto ad abbandonare ogni remora per calarvi di peso nel suo mondo oscuro.</p>
<p>Per nostra fortuna, poi, non ci troviamo davanti al classico caso del &#8220;tutto fumo e niente arrosto&#8221; (e sì, oggi ho il pallino per i proverbi) e <strong>dietro tanta oscura bellezza c&#8217;è anche un gioco dalle basi solidissime</strong> che ora andiamo a scoprire&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64099 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-2.jpg" alt="banquet for fools" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo</h2>
<p>E veniamo ora ad analizzare più da vicino il <strong>gameplay</strong>.</p>
<p>Come detto, <strong>gli sviluppatori non sono certo tipi da piegarsi alle più comuni leggi di mercato</strong> e hanno già dimostrato, in passato, di avere le spalle piuttosto larghe.</p>
<p><strong>Scordiamoci</strong>, dunque, <strong>le comodità dei giochi più recenti</strong>, di quelli, per intenderci, che ci tengono per mano e ci indicano persino in che punto esatto dobbiamo grattarci il naso.</p>
<p>Qui, non ci sono indicatori di quest sulla mappa, né fastidiosi punti esclamativi sulla testa degli NPC. Anzi, per dirla tutta, qui <strong>non abbiamo</strong> neanche <strong>un vero e proprio quest log</strong>! Ebbene sì, &#8220;caso più unico che raro&#8221; (stavolta non è un proverbio, è un modo di dire&#8230;), in questo gioco non potremo, come facciamo spesso, saltare i dialoghi ed affidarci alla sintesi della quest che troviamo nel nostro Diario; no, qui dovremo prestare la massima attenzione ai dialoghi e scrivere noi stessi, a schermo, una nota per ricordarci cosa fare! <strong>Discorso analogo per la mappa di gioco</strong>.</p>
<p>Una scelta folle, dici? Non so, <strong>a me in fondo è piaciuta</strong>. Considera che io, già dopo poche ore di gioco, avevo riempito di appunti sia il diario, sia la mappa e tutto questo mi ha ricordato tantissimo i vecchi giochi di ruolo degli anni &#8217;80-&#8217;90.</p>
<p>Meccaniche delle quest a parte, <strong>la struttura del mondo di gioco appare da subito piuttosto vasta e completamente aperta</strong>, anche se la libertà è fortemente limitata dal livello dei nemici in alcune zone. Insomma, non mettiamoci in testa di poter entrare in qualunque dungeon e poterne uscire indenni. D&#8217;altronde, per me i veri giochi di ruolo dovrebbero evitare come la peste il cosiddetto level scaling, perché non c&#8217;è piacere più grande, per un giocatore, che poter tornare dopo qualche ora in un luogo dove si erano prese solenni mazzate e&#8230; restituire il favore.</p>
<p>Detto questo, sempre sotto il profilo del gameplay, rimane da precisare che <strong>l&#8217;esplorazione riesce a essere sempre piuttosto gratificante</strong>, con dungeon di varie dimensioni sempre colmi di combattimenti, casse o puzzle da risolvere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64100 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-3.jpg" alt="banquet for fools" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Sono diventato matto? Temo di sì, ma ti rivelerò un segreto: tutti i migliori sono matti</h2>
<p>Chiudiamo poi parlando del <strong>sistema di combattimento</strong>.</p>
<p>Come noto, il mondo in cui viviamo può essere diviso in <strong>molte categorie</strong>, a seconda del criterio usato.</p>
<p>Ad esempio, sulla Terra ci sono &#8220;quelli con la pistola carica e quelli che scavano&#8221; (cit.), quelli che dicono la verità e quelli che fanno gli avvocati, ma, più di ogni altra cosa, <strong>ci sono quelli innamorati dei combattimenti a turni e i fan del sistema RTWP</strong>.</p>
<p>Secondo fonti storiche, le prime notizie di quest’ultima terribile faida risalgono addirittura alla pubblicazione del <strong>primo</strong> <strong><em>Baldur’s Gate</em></strong> e pare che, da quel momento, il mondo non è stato mai più lo stesso.</p>
<p><strong>Ogni volta che esce un promettente CRPG</strong>, è come se all’orizzonte si profilasse la più spietata delle stracittadine. I patiti dei due gruppi si infervorano e sono pronti alla guerra civile pur di dimostrare che i turni sono meglio dei combattimenti in tempo reale o viceversa (ovviamente i combattimenti a turni sono nettamente superiori a quelli con RTWP, <em>ça va sans dire</em><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />).</p>
<p>Ora, la mia convinzione è che i Whalenought Studios debbano avere segretamente votato la propria esistenza alla nobile ricerca di <strong>una “terza via”</strong> (forse perché stanchi della faida di cui sopra), perché il sistema di combattimento di <em>Banquet for Fools</em> fatica ad essere ascritto ad una delle due categorie.</p>
<p>Di base si tratta di <strong>una versione ampiamente rimaneggiata del RTWP</strong>, che non dimentica però l’importanza dei turni.</p>
<p>È una di quelle cose <strong>quasi impossibili da spiegare</strong>, ma relativamente semplice da capire, mouse (o controller) in mano.</p>
<p>Io, comunque,<strong> ci provo lo stesso</strong> a spiegartelo.</p>
<p>Dunque, <strong>il combattimento</strong> in sé <strong>avviene in tempo reale</strong> ma, premendo il tasto destro del mouse, è possibile mettere in pausa il mondo di gioco e da qui decidere quale personaggio controllare e cosa fare. Compiuta la scelta, il gioco torna a scorrere in tempo reale ma, sebbene saremo in grado di mettere di nuovo in pausa il combattimento in qualunque momento, prima di poter compiere di nuovo un’azione principale (un attacco o una magia), dovremo attendere che la barra dell’iniziativa sotto il nostro personaggio si riempia di nuovo. In questo intervallo di tempo, comunque, potremo &#8211; e anzi dovremo! &#8211;  schivare i colpi avversari, ricorrendo persino ad azioni secondarie come le schivate, che consumano una barra a parte, ovverosia la stamina.</p>
<p>Capisci dunque (o almeno lo spero) che <strong>tutto diventa presto estremamente dinamico</strong> e ben diverso dal classico sistema RTWP.</p>
<p>Io, personalmente, <strong>ho molto apprezzato il tentativo di tracciare una nuova strada</strong> che non ricalchi i già collaudati sistemi di combattimento, anche se, da buon dinosauro, devo confessare che ho fatto un po’ fatica a star dietro a tutto quello che succedeva su schermo e ho preso una quantità non trascurabile di mazzate.</p>
<p>A proposito di queste ultime, lasciami aggiungere in chiusura un&#8217;ultima cosa. <strong>Ho davvero adorato il feedback dei colpi inferti ai nemici</strong>. Il sistema regala una fisicità al combattimento che non è facile trovare in un gioco di ruolo. A tratti sembra di trovarsi davanti un beat&#8217;em up vecchia scuola, ma con tanto sangue in più. Davvero bello!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64101 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-4.jpg" alt="banquet for fools" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine-4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong><em>Banquet for Fools</em></strong> è un gioco carismatico e affascinante, tanto nell’aspetto, quanto nei contenuti. <strong>Una piccola meraviglia</strong> capace di dimostrare che originalità e coraggio possono essere l&#8217;unica risposta valida all&#8217;omologazione imposta dalla grande industria videoludica.</p>
<p>Certo, <strong>è spigoloso</strong> e temo risulterà indigesto a tutti i giocatori abituati agli “<em>RPG con guida assistita</em>”<sup>TM</sup> però, se non appartieni a questa categoria e hai da parte una certa dose di dedizione e pazienza, fatti un piacere personale e dagli una possibilità, ne potresti rimare letteralmente ammaliato!</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><em><strong>Banquet for Fools</strong></em> lo trovi su Steam o su GOG al prezzo di lancio di € 16.57.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Magnetico, inquietante e originale. In una parola: <strong><em>Banquet for Fools</em></strong> (lo so, sono tre, ma è una licenza letteraria)!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63171" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_azzurro.png" alt="hardcase_azzurro" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_azzurro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_azzurro-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_azzurro-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/Zz0nUP-eJjM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Norse: Oath of Blood &#8211; Quando le corna erano un vanto</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/02/17/norse-oath-of-blood-quando-le-corna-erano-un-vanto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 14:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Combattimenti a turni]]></category>
		<category><![CDATA[Expeditions: Viking]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[GDR]]></category>
		<category><![CDATA[gioco di strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mutant Year Zero]]></category>
		<category><![CDATA[RPG]]></category>
		<category><![CDATA[Turn based]]></category>
		<category><![CDATA[Vichinghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Norse Oath of Blood" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>&#8220;La sua morte era destinata in terra straniera, davanti a un’ignota fortezza e per mano sconosciuta. Lasciò un nome che faceva impallidire il mondo, per insegnare una morale o adornare un racconto&#8221; Walter Scott Recensione Non so quanti tra noi possano vantare un’adeguata conoscenza della cultura norrena. Io, personalmente, credo di saperne davvero molto poco, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/02/17/norse-oath-of-blood-quando-le-corna-erano-un-vanto/">Norse: Oath of Blood &#8211; Quando le corna erano un vanto</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>&#8220;La sua morte era destinata in terra straniera,</em><br />
<em>davanti a un’ignota fortezza e per mano sconosciuta.</em><br />
<em>Lasciò un nome che faceva impallidire il mondo,</em><br />
<em>per insegnare una morale o adornare un racconto&#8221;</em><br />
Walter Scott</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Non so quanti tra noi possano vantare un’adeguata conoscenza della <strong>cultura norrena</strong>. Io, personalmente, credo di saperne davvero molto poco, anzi, diciamo pure che non vado oltre un paio di albi di <strong>Thor</strong> e il culto di “<strong>Pdor, figlio Kmer</strong>”.</p>
<p>Forse è per questa mia ostinata ignoranza che in passato mi sono ritrovato spesso a prendere in giro mia moglie, che proprio da quel “Profondo Nord” proviene, uscendomene con le frasi tipiche di chi si nasconde dietro la gloria degli antichi Romani. Sapete, cose del tipo: “<em>Uè, vichinga, ricordati che, mentre noi eravamo impegnati a progettare acquedotti, voi stavate ancora cercando di addomesticare il fuoco!</em>”. Ovviamente lascio a te immaginare le conseguenze, spesso truculente, di queste mie <strong>folgoranti alzate d&#8217;ingegno…</strong></p>
<p>Ma non è questo il punto. In verità, quello che cerco faticosamente di dire è che, per una parte di noi, la storia dei vichinghi non va molto oltre quel poco folclore che ci è giunto magari attraverso qualche filmaccio degli anni &#8217;90. Ma <strong>i vichinghi sono stati qualcosa di diverso</strong> e di molto più interessante.</p>
<p>Insomma, quando mi sono avvicinato a questo <em><strong>NORSE</strong>,</em> l’ho fatto con un po’ di “timor reverenziale”, con la speranza di colmare, ameno in parte, le mie mancanze. E, incredibile a dirsi, forse qualcosa di nuovo l&#8217;ho imparato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63891 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_2.jpg" alt="Norse Oath of Blood" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Revenge movie ante litteram</h2>
<p>Quando mi è stata offerta la possibilità di recensire in anteprima <em>NORSE</em>, del gioco in sé, lo ammetto, ne sapevo ben poco. Certo, avevo visto alcuni trailer e l’idea complessiva che me ne ero fatto era in buona parte… sbagliata. Chissà perché, <strong>avevo pensato che il gioco fosse il classico RPG tattico/roguelike</strong> dove ci doveva spostare per una &#8220;mappa a nodi&#8221;, affrontando i classici eventi e/o combattimenti sino all&#8217;inevitabile morte e alla run successiva.</p>
<p>E invece no, <strong>nulla di più sbagliato</strong>. Norse si è rivelato qualcosa di completamente diverso e <strong>decisamente più ricco ed intrigante</strong>, tanto da stregarmi già dopo pochi minuti. Ma, come si è soliti dire, andiamo con ordine.</p>
<p>Cominciamo col dire che <strong>l’intero videogame è pensato con un taglio molto cinematografico</strong>. Il gioco è infarcito di piacevoli cutscene che assolvono a un duplice scopo: da un lato, servono a raccontare una storia di faida tra clan che ha il sapore di un buon revenge movie; dall’altro, ci aiutano da subito ad affezionarci ai vari protagonisti e comprimari della storia, donando loro pregi e difetti unici.</p>
<p>Da questo punto di vista, <strong>i personaggi</strong> che incontreremo lungo il nostro cammino, proprio grazie a questo escamotage, non saranno mai dei semplici “portatori sani di statistiche RPG”, ma <strong>saranno a tutti gli effetti persone con un carattere preciso</strong>, cui finiremo immancabilmente per volere bene o, per converso, per odiare visceralmente.</p>
<p>Tutto ha inizio col più classico dei tradimenti. L’ambizioso braccio destro dello <strong>Jarl</strong> di turno decide di salire violentemente al potere, sterminando (quasi) tutti quelli che gli si oppongono. I soli che riescono a fuggire, nel corso di un rocambolesco tutorial, sono i due figli del menzionato Jarl e un fidato guerriero di lungo corso dall’ascia sterminatrice. Da lì partirà la loro missione: leccarsi le ferite, costituire una nuova tribù e prepararsi a lanciare l’assalto finale contro il traditore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63892 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_3.jpg" alt="Norse Oath of Blood" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Persino il fabbro beve</h2>
<p>Dal punto di vista del gameplay, il gioco presenta una struttura piuttosto sfaccettata. Di base, quello che saremo chiamati a fare, terminato il lungo lineare tutorial, sarà <strong>gestire il nostro insediamento</strong> e prosperare fino al punto da poterci prendere la nostra sospirata vendetta.</p>
<p>Questa prima “anima” del gioco ci pone di fronte a varie sfide, come la gestione oculata delle <strong>risorse</strong>, la creazione e il miglioramento delle <strong>strutture</strong>, nonché l’avvio di relazioni o collaborazioni con gli <strong>insediamenti vicini</strong>. La varietà riscontrata in questo ambito è lodevole e, già dopo qualche ora di gioco, le possibilità di azione si moltiplicano, rendendo questa sezione molto interessante da affrontare.</p>
<p>A rendere ancor più saporita la pietanza, poi, c’è la <strong>costante scarsità delle risorse</strong> che ci pone sempre di fronte a scelte difficili. In altri termini, scordiamoci di poter costruire nel breve termine tutto quello che ci passa per la testa; dovremo decidere prima le nostre priorità e, se non lo facciamo con attenzione, potremmo trovarci a dover fronteggiare emergenze senza avere adeguati mezzi per uscirne indenni. In fondo, non dimentichiamocelo, stiamo parlando di vichinghi, la cui vita era ben lontana dagli agi dei Romani e la cui unica risorsa ad abbondare pare fosse… la <strong>birra</strong>.</p>
<p>Discorso a sé stante lo meritano gli “eventi”. Infatti, come se le variabili già menzionate non fossero più che sufficienti, nel corso della nostra avventura,<strong> ci troveremo a dover fronteggiare anche una serie di accadimenti (leggi disgrazie)</strong> più o meno casuali, che potranno temporaneamente ridurre o addirittura bloccare il funzionamento di alcune strutture (a me, ad esempio, è capitato un paio di volte un maledetto allagamento della fucina!).</p>
<p>Ora, io sono notoriamente un caprone nelle fasi gestionali (ricordo ancora la devastazione che riuscii a generare nella mia setta in <em><strong>Cult of The Lamb</strong></em>, con suicidi di massa e stragi di vario tipo, il tutto in pochissimi turni di gioco!). Sul serio, sono un autentico disastro, quindi, mi ha rincuorato molto riscontrare come, <strong>in <em>NORSE</em> le conseguenze della propria inettitudine non sono mai così radicali</strong>.</p>
<p>Ti faccio un esempio: una delle prime emergenze che mi sono trovato a dover fronteggiare nella gestione dell’insediamento è stata la <strong>carenza di provviste</strong>. Nell’arco di qualche turno, non avendo ancora sviluppato né la caccia né la pesca, mi sono ritrovato a passare dall’arte della guerra all’arte della dieta. La cosa però non ha avuto le conseguenze che inizialmente temevo, perché i miei vichinghi, evidentemente già avvezzi a un’esistenza ascetica, non sono morti di stenti, ma hanno fatto “un altro buco alla cinghia” ed hanno continuato a campare. Ovviamente lo hanno fatto con una penalità in termini di punti azione in battaglia, ma questo non mi ha impedito comunque di rialzarmi e riportare la situazione alla normalità nell’arco di qualche turno.</p>
<p>Insomma, nel complesso<strong> mi sento di giudicare la parte gestionale come sfaccettata, severa, ma mai eccessivamente punitiva</strong>.</p>
<p>Ora, però, <strong>andiamo ad impugnare le armi!</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63893 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_4.jpg" alt="Norse Oath of Blood" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Norse-Oath-of-Blood_4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Ne resterà soltanto uno</h2>
<p><em>N.B. In origine questo paragrafo avrei voluto intitolarlo &#8220;Ammazza che mazza&#8221;, ma poi c&#8217;era il rischio che qualcuno lo scambiasse per un titolo licenzioso e non piuttosto per una citazione dei Simpson, motivo per cui ho ripiegato su qualcosa di <strong>meno equivoco</strong> :-).</em></p>
<p>E già, perché un gioco di vichinghi senza un <strong>adeguato mulinar di asce</strong> che caspita di gioco sarebbe, giusto?</p>
<p>Come si diceva sopra, <strong>le anime del gioco sono essenzialmente due</strong>. Alla gestione dell’insediamento, si affianca la parte più pruriginosa del titolo, quella rappresentata dalle missioni.</p>
<p>Qui, a mio avviso, il gioco si è ispirato ai due “padri nobili” del genere: da un lato, quel capolavoro indimenticato che è <em><strong>Mutant Year Zero</strong></em> (The Bearded Ladies, dove siete finiti?), e, dall’altro, il meno conosciuto, ma non per questo meno valido, <em><strong>Expeditions: Viking</strong></em> (Logic Artists, dove siete finiti?).</p>
<p>Cominciamo col dire che le missioni, tutte con una storia ben precisa e con cutscene che ci calano egregiamente nell’atmosfera, non sono mai solamente dei semplici scontri. Si svolgono tutte su delle <strong>mappe di dimensioni contenute ma liberamente esplorabili</strong>, con tanto di eventi e scontri facoltativi, forieri di risorse e punti esperienza extra. Insomma se hai presente il già citato <em>Mutant Year Zero, </em>hai capito cosa intendo.</p>
<p>Nel corso del nostro girovagare arriverà poi <strong>l’inevitabile momento della tenzone</strong>, e lì <em>Norse</em> mostra davvero i muscoli!</p>
<p>Dalla nostra avremo un numero variabile di guerrieri, che potremo scegliere tra le <strong>varie classi</strong> all’inizio di ogni missione. Ognuno di essi, come si diceva in apertura, tende ad avere una sua personalità, i suoi tratti caratteristici e il suo set di <strong>abilità speciali</strong>. Dopo averli disposti sul campo di battaglia si passa all’azione vera e propria che avviene, come in ogni gioco di questo genere, rigorosamente a turni, utilizzando i punti azione.</p>
<p>Credimi se ti dico che <strong>il sistema di combattimento è incredibilmente ricco di sfumature</strong>, tanto da rendere ogni scontro estremamente divertente, senza, nel contempo, farlo mai assomigliare a una partita a scacchi. Questo è, a mio avviso, <strong>un pregio non da poco</strong>, perché non amo affatto quei giochi tattici dove la libertà latita e si ha la costante sensazione di poter vincere lo scontro solo facendo esattamente le mosse che gli sviluppatori avevano in mente.</p>
<p>Per renderti partecipe della varietà delle opzioni, ti dico che, oltre, ovviamente, a poter utilizzare l’attacco base, <strong>potremo ricorrere ad attacchi potenziati</strong> o spingere e strattonare gli avversari (magari per farli cadere addosso a qualcun altro o su oggetti incendiati), oppure ancora potremo menomarli per impedire loro di muoversi e così via. Il quadro tattico, già di per sé molto ricco, si apre poi a ulteriori possibilità quando si passa a considerare che i colpi, per ferire i nostri avversari, devono necessariamente superare la soglia di armatura e quindi spesso la scelta migliore è quella di utilizzare all’inizio quei personaggi o quegli attacchi che, pur non provocando nell’immediato ferite, danneggiano l’armatura dei nemici.</p>
<p>Insomma, come avrai capito, a riferirti tutte le possibilità tattiche offerte dal gioco ci vorrebbero pagine e pagine di recensione, ma il senso è sostanzialmente questo: <strong><em>Norse</em> vanta un sistema di combattimento davvero ricco</strong> che rende ogni scontro degno di essere affrontato, senza mai diventare noioso o, peggio ancora, frustrante.</p>
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<h2>Maledetti scarafaggi!</h2>
<p>Doveroso, poi, dedicare un ultimo paragrafo all’<strong>aspetto tecnico del gioco</strong>, forse l’unico punto dolente della produzione.</p>
<p>Dal punto di vista prettamente grafico, a <em>Norse</em> va riconosciuto  un certo coraggio. La resa visiva, tutto sommato, riesce ad attestarsi <strong>su livelli medio alti</strong>, sebbene il motore grafico fatichi a volte ad apparire fluido in ogni contesto, denotando forse un’ottimizzazione non impeccabile. Le animazioni, invece, pur non essendo moltissime, sono tutte ben fatte e si lasciano apprezzare non solo nelle cutscene, ma anche, ad esempio, nelle closeup che scattano ogniqualvolta  si mette a segno un’esecuzione con colpo critico.</p>
<p>Il comparto sonoro è proprio come ce lo aspetteremmo da un gioco d’ispirazione norrena, con tanto di <strong>canti ispirati e percussioni</strong> che conferiscono al tutto un sapore austero e galvanizzante.</p>
<p>Sempre dal punto di vista tecnico non posso, infine, sorvolare su <strong>una serie di bug</strong> da me incontrati nel corso della prova, alcuni di essi anche piuttosto fastidioso o capaci, addirittura, di “rompere” il gioco. Va detto, a onor del vero, che la versione inizialmente offertami dal publisher è stata poi migliorata da una corposa patch, un paio di giorni prima della release, e che questa sembra aver corretto almeno una parte delle incertezze riscontrate. <strong>Confido</strong> comunque <strong>che</strong>, anche dopo il rilascio, <strong>il gioco continuerà a beneficiare di quest’opera di rifinitura</strong>, perché sarebbe veramente un peccato lasciarlo in questo stato viste le enormi potenzialità.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Come avrai capito leggendo la recensione, a me <em>Norse: OoB</em> è piaciuto parecchio. Sotto molti punti di vista è stata <strong>una piacevolissima sorpresa</strong>. È un gioco ricco di contenuti e possibilità, che trasuda impegno e amore. Purtroppo sconta ancora qualche bug di troppo, ma spero vivamente si tratti di semplici “peccati di gioventù”.</p>
<p>Insomma il voto che vedi qua sotto può essere letto come <strong>un atto di fiducia</strong> che mi sento di compiere a fronte di un gioco dalle indubbie qualità.</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><strong><em>Norse: Oath of Blood</em> </strong>è disponibile per PC, su Steam, al prezzo di € 28,89, con uno sconto in occasione del lancio.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Ti posso dire che, bug a parte, <strong>io in compagnia dei miei amati vichinghi mi sono divertito parecchio</strong> e spesso mi sono ritrovato vittima della ben nota sindrome da “ancora  un altro turno e poi smetto”. Il che vorrà pur dire qualcosa, giusto?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63173" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/02/17/norse-oath-of-blood-quando-le-corna-erano-un-vanto/">Norse: Oath of Blood &#8211; Quando le corna erano un vanto</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Dead Grid &#8211; Quando la resa non è un&#8217;opzione</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/02/06/dead-grid-quando-la-resa-non-e-unopzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Dead Grid" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>&#8220;Come ha detto Bertrand Russell, l&#8217;unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione. E so che adesso faremo nostre queste parole! Le hai lette su un sotto-bicchiere? Sì, della Guinness doppio malto&#8221; L’Alba dei Morti Dementi &#8211; 2004 Recensione Era un piovoso weekend di ottobre del lontano 1968 quando, per la prima volta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/02/06/dead-grid-quando-la-resa-non-e-unopzione/">Dead Grid &#8211; Quando la resa non è un&#8217;opzione</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Dead Grid" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63678 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8220;Come ha detto Bertrand Russell,<br />
</em><em>l&#8217;unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione.<br />
</em><em>E so che adesso faremo nostre queste parole!<br />
</em><em>Le hai lette su un sotto-bicchiere?<br />
</em><em>Sì, della Guinness doppio malto&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>L’Alba dei Morti Dementi &#8211; 2004</em></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Era un piovoso weekend di ottobre del <strong>lontano 1968</strong> quando, per la prima volta nelle sale americane, veniva proiettato il film di uno sconosciuto ragazzo, poco meno che trentenne, realizzato col ridicolo budget di 10.00 dollari. A dispetto di ogni previsione, questa pellicola sarebbe diventata, nell’arco di pochi mesi, un vero e proprio cult, ponendo addirittura le basi per un’autentica rivoluzione del genere horror. Stiamo parlando, ovviamente, de <strong><em>La notte dei morti viventi</em></strong>.</p>
<h2>Lo zombie è un&#8230; &#8220;evergreen&#8221;</h2>
<p>Da quel momento in poi <strong>gli zombie ci hanno fatto compagnia con cadenza periodica</strong> attraversando, nei decenni, tutti i media possibili, diventandone spesso protagonisti assoluti. In questo contesto i videogiochi non hanno fatto certo eccezione.</p>
<p>Così, per pura curiosità, ho fatto un esperimento, ho digitato la parola zombie nel campo di ricerca di <strong>Steam</strong> e mi sono comparsi <strong>oltre 5.000 titoli</strong>… e temo si tratti di una stima per difetto. Insomma, la tentazione di sbuffare davanti all’ennesimo videogioco a tema zombie è alta, ma quasi mai superiore al nostro bisogno più intimo di tornare a sterminare torme di “mortacci” famelici.</p>
<p>Sul perché non vediamo tutti l’ora di farne fuori a centinaia si potrebbero spendere fiumi d’inchiostro, ma facciamola semplice, in fondo è anche un po&#8217; colpa loro: stanno li a ciondolarsi tutto il giorno, puzzano terribilmente e manifestano una spiccata aggressività. Insomma <strong>qualche giustificazione per odiarli ce l’abbiamo pure</strong>, no?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63679 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Carta vince, carta perde</h2>
<p>Si, va bene, ma tutto questo che c’entra con <em><strong>Dead Grid</strong></em>?</p>
<p>C’entra, perché gli sviluppatori di <strong>Atom Void</strong> hanno scelto di esordire proprio in un questo settore di certo inflazionatissimo, ma non per questo privo di opportunità. E hanno deciso di farlo con un gioco che, già a prima vista, appare “atipico”.</p>
<p>Insomma vai a guardare il trailer ufficiale del gioco e prova a farti un’idea. Fatto? Ecco, dimenticatetela perché <em>Dead Grid</em> <strong>è tutt’altro</strong>. Sebbene, infatti, a una prima occhiata possa sembrare una sorta di card battler come ce ne sono tanti, magari uno <em>Slay the Spire</em> pieno di morti putrescenti, di fatto, mouse alla mano, <strong>il gameplay è di tutt’altro tipo</strong>. Di fondo, può essere immaginato come <strong>un grosso mesh up di generi</strong> che spazia dal gestionale al gioco di ruolo, ma su cui alla fine emerge preponderante la natura da board game.</p>
<p>Insomma <strong>le carte ci sono</strong>, certo, ma il loro ruolo e il modo in cui le usiamo ricorda più una partita a <em>Monopoli</em> (e qui gli sviluppatori sparerebbero a me, anziché agli zombie…) piuttosto che una ad <em>Across the Obelisk</em>.</p>
<p>Ma <strong>andiamo con ordine</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63680 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Io zombo, tu zombi, lei zomba (Film del 1979)</h2>
<p>Il gioco si svolge su <strong>una grossa mappa</strong>, solo all’apparenza completamente aperta. A limitare il nostro girovagare ci pensano sia la portata limitata del nostro raggio d’azione, sia il livello di <strong>difficoltà crescente delle missioni</strong>, man mano che ci spostiamo dal lato sinistro della mappa al lato destro. Insomma, avremo sì un po’ di libertà nel decidere quale missione affrontare, ma la scelta si limiterà solitamente a 2/3 missioni vicine a noi, nulla di più.</p>
<p>Scelta la destinazione, dovremo passare alla <strong>selezione dei componenti della nostra squadra</strong> in un modo simile a quanto siamo abituati a fare con X-Com e figli. Ogni personaggio appartiene a una classe specifica, col suo bell’inventario e le sue abilità speciali. Ma attenzione, io ve la faccio facile, ma vi garantisco che <strong>il gioco</strong>, dietro una facciata un po&#8217; sbarazzina, <strong>nasconde una fitta trama di regole</strong> e statistiche che a digerirle tutte di primo impatto ce n’è da restarci secchi. Insomma, a voler fare delle scelte ponderate, già solo in questa fase preparatoria ci sarebbe da trascorrerci parecchio tempo.</p>
<p>Per fortuna le prime missioni sono di tutorial e tutte piuttosto semplici, il che ci consente di arrivare alla fase successiva senza troppi patemi d’animo. Scelto l’equipaggiamento e la squadra, <strong>si passa a una mappa ristretta dell’area</strong>, dove, anche in questo caso, non sono certo la libertà e la varietà a farla da padrone. Si tratterà di muoversi su uno dei “blocchi” selezionabili per attivare uno scontro sino a giungere al nostro obiettivo finale. Non ci sono eventi alternativi, come accade in molti roguelike, ma solo “Una battaglia dopo l’altra” (si capisce che sono un fan del citazionismo spinto?), il che, lasciatemelo dire, è una delle poche feature di cui ho sentito un po’ la mancanza.</p>
<p>In compenso <strong>gli scontri</strong>, che sono di fondo l’anima del gioco, <strong>sono davvero intriganti</strong>, soprattutto dopo che i tuoi personaggi saranno riusciti a salire di livello e avranno cominciato ad ampliare il loro repertorio di abilità speciali. E sì, perché, come ogni buon RPG che si rispetti, qui <strong>ogni personaggio</strong>, nemico o, persino, oggetto, <strong>è letteralmente subissato di statistiche</strong> e, col tempo, può evolversi in qualcosa di molto più potente.</p>
<p>Credimi, insomma, da questo punto di vista il <strong>senso di progressione</strong> della propria squadra è ottimamente reso!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63681 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-3.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Secondo me, la morte è sopravvalutata&#8230;</h2>
<p>Ma non perdiamo il filo, si diceva degli <strong>scontri</strong>. Questi si svolgono su una sorta di tavolo virtuale dove, come è prassi, nella parte bassa troviamo i nostri disperati eroi e sopra i nemici o gli oggetti interattivi dell’area, quali contenitori, barili esplosivi, mucchi di cadaveri cui appiccare il fuoco (!) e così via. A turno, ognuno dei nostri personaggi può, non solo compiere un’azione principale, attaccando o interagendo con gli oggetti, ma può anche pescare una carta speciale (avete presente gli Imprevisti e le Probabilità del <em>Monopoli</em> di cui sopra?) oltre che utilizzare un’abilità estratta a caso dal mazzo di cui dispone.</p>
<p>Il tutto è reso molto più intrigante non solo dall’<strong>interazione tra le molte variabili</strong>, ma anche all’impatto che ogni scelta ha su fattori come il rumore. Se, ad esempio, decidiamo di lanciare una granata, faremo sì saltare allegramente per aria un bel po’ di morti non-più-viventi, ma aumenteremo, nel contempo, anche il livello di allerta che potrebbe attirare in zona altri nemici. Questo ci impone di <strong>mantenere sempre un precarissimo equilibrio</strong> fra armi melee (solitamente più silenziose) e bocche da fuoco.</p>
<p>Terminate le missioni ce ne potremo tornare alla base dove troveremo le solite sezioni dove <strong>gestire il personale</strong>, migliorare le armi e così via.</p>
<p>In generale, mi sento di dire che questo gran miscuglio di generi, al netto di qualche ingenuità, <strong>funziona egregiamente</strong> ed è in grado di regalare grandi soddisfazioni, soprattutto quando comincerai a vedere crescere la potenza offensiva della tua squadra.</p>
<p><strong>Sotto il profilo visivo c’è davvero poco da dire</strong>. Il gioco ha deliberatamente optato per uno stile retrò, e la grafica, fatta salva la rappresentazione delle fasi salienti degli scontri in un 3D primitivo ma simpaticissimo, è in prevalenza “statica”. Insomma <strong>semplice, ma funzionale.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63682 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4.jpg" alt="Dead Grid" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/02/Immagine-4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Che dire di questo <em>Dead Grid</em>? <strong>A me</strong>, lo confesso, <strong>è piaciuto parecchio</strong>. Nelle sue molte anime riesce a trovare un miracoloso punto di equilibrio che spinge il giocatore ad andare avanti, anche se il loop di gioco può risultare alla lunga ripetitivo. Se nel corso delle missioni fossero stati inseriti eventi alternativi allo scontro duro e puro, la varietà di gioco ne avrebbe certamente guadagnato, ma anche così, considerando il profilo molto ”indie” del prodotto e il budget per lo sviluppo non certo faraonico, il gioco funziona egregiamente.</p>
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<h2>Prezzo</h2>
<p><em>Dead Grid</em> è disponibile per PC, su <strong>Steam</strong>, al prezzo di 12,50 €.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>Dead Grid</em></strong> è la ragione per cui continuo a guardare al mondo degli “indie” con grande ottimismo: pochi mezzi, poca pubblicità, ma grandi idee col dono dell’originalità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63173" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/l2C-ZUoVi3w?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa &#8211; Una costola di troppo</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/01/14/28-anni-dopo-il-tempio-delle-ossa-una-costola-di-troppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 23:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Garland]]></category>
		<category><![CDATA[Danny Boyle]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Post-apocalittico]]></category>
		<category><![CDATA[Ralph Fiennes]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<category><![CDATA[Zombie]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="28 anni dopo" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>“Eppure c’era stato un tempo prima della Catastrofe, in cui i sogni erano stati reali, in cui il mondo era stato, se non migliore, almeno più prossimo alla luce originaria” Wu Ming 4 &#8211; Stella del Mattino Recensione Sullo schermo, sbiadita dalle luci ancora accese, si staglia la figura del Dott. Kelson. È inarcato e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="28 anni dopo" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63422" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo.jpg" alt="28 anni dopo" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: right;">“<em>Eppure c’era stato un tempo</em><br />
<em>prima della Catastrofe,</em><br />
<em>in cui i sogni erano stati reali,</em><br />
<em>in cui il mondo era stato, se non migliore,</em><br />
<em>almeno più prossimo alla luce originaria</em>”<br />
Wu Ming 4 &#8211; Stella del Mattino</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Sullo schermo, sbiadita dalle luci ancora accese, si staglia la figura del <strong>Dott. Kelson</strong>. È inarcato e sembra gridare al cielo tutta la sua follia e frustrazione. Neanche il tempo di buttare lì un’ipotesi che il buio in sala ci inghiotte tutti&#8230;</p>
<h2>La Brexit non è stata una grande idea</h2>
<p>E così, <strong>finalmente ci siamo</strong>.<br />
Dopo poco più di 6 mesi, possiamo soddisfare la nostra curiosità e scoprire che fine hanno fatto i protagonisti del primo capitolo di <em>28 Anni Dopo</em>, riprendendo le fila del discorso proprio là dove lo avevamo lasciato.<br />
Insomma, <strong>i presupposti per un ottimo film ci sono tutti</strong>, a cominciare dalle diverse trame lasciate letteralmente in sospeso dalla prima parte e che, come è lecito, ora attendono una risposta.</p>
<p>Prima di addentrarci nella storia di questo nuovo capitolo, però, è forse necessario compiere il più classico dei “passi indietro” e qui lo <strong>SPOILER ALERT</strong> è d’obbligo. Insomma, se non hai ancora assaporato per benino il primo film, salta a piè pari quanto sto per dirti e riprendi la lettura dal prossimo paragrafo.</p>
<p>Dunque, si diceva, la prima parte della storia ci presenta un mondo che, tutto sommato, se l’è cavata abbastanza bene nell’arginare la diffusione del virus della rabbia tra la razza umana.<br />
L’unica eccezione a questo lieto fine, è rappresentata dalla <strong>Gran Bretagna</strong>, in cui la piaga è ancora di casa, e che, per tale ragione, viene abbandonata a sé stessa e posta in una rigidissima quarantena.<br />
In questo affascinante contesto, che non si sforza nemmeno tanto di nascondere i fantasmi della Brexit, nel primo capitolo abbiamo fatto la conoscenza di alcune persone interessanti come il piccolo <strong>Spike</strong>, alle sue prime incursioni sulla terraferma. Proprio durante una di queste spedizioni, Spike, non rassegnato all’idea di veder morire la propria mamma malata, decide di andare da solo <strong>alla ricerca dell’ultimo medico vivente</strong> in quell’angolo di Inferno. Lì, in una sorta di santuario fatto di ossa, farà la conoscenza del bizzarro Dott. Ian Kelson, uomo dall’animo buono, che lo riconcilierà con l’idea della perdita e della morte (<em>memento mori</em>).</p>
<p>Insomma, al termine del primo capitolo, la storia, pur nella sua estrema semplicità, <strong>lascia aperti una serie di potenziali sviluppi</strong> che, almeno nel sottoscritto, hanno generato ottime aspettative per questo sequel.<br />
C’era, per esempio, la possibilità che il padre di Spike partisse alla ricerca del figlio, oppure l’incognita sui salvatori del ragazzo nella scena di chiusura del primo capitolo: chi sono davvero quegli svitati in odor di <em>Arancia Meccanica</em>?<br />
Insomma, potenzialmente tanta carne al fuoco…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63423" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_1.jpg" alt="28 anni dopo" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2><strong>Amo molto parlare di niente, è l&#8217;unico argomento di cui so tutto&#8221; (cit.)</strong></h2>
<p>Ecco, è proprio con queste succulente premesse che mi sono approcciato a <em>Il Tempio delle Ossa</em>, praticamente certo che la semplicità della trama del primo capitolo potesse trovare qui un degno riscatto.<br />
<strong>Certo, quel cambio di regia all’orizzonte un pochino mi aveva preoccupato</strong>, ma, si sa, io sono sempre stato un inguaribile ottimista&#8230;<br />
Ma andiamo per gradi.<br />
La prima circostanza importante da sottolineare è che <strong>il nuovo capitolo comincia praticamente là dove era finito il precedente</strong>, senza soluzione di continuità, un po’ come fossimo davanti alla seconda puntata della nostra serie preferita. Ritroviamo, quindi, il nostro Spike in compagnia di quella che si rivela essere una sorta di setta satanica sui generis e il nostro dottore impegnato a condurre <strong>singolari esperimenti</strong> a base di oppio e chiari di luna in compagnia del maschio Alpha Samson.</p>
<p>A questo punto vorrei dirvi di più sulla trama, sulla crescita dei personaggi, ma non posso, e non perché io abbia un qualche tipo di remora, ma semplicemente perché&#8230; perché <strong>non c’è altro da dire</strong>, ecco.<br />
Sì, insomma, è inutile girarci attorno: se il primo capitolo riusciva a far passare in secondo piano la debolezza della trama per merito di una regia in stato di grazia, <strong>qui abbiamo solo un bel po’ di noia condita da una direzione artistica piuttosto anonima e statica</strong>.<br />
Dispiace dirlo, perché sono un amante della saga e di tutto ciò che Danny Boyle (qui solo in veste di produttore) è stato in grado di creare durante tutta la sua carriera, ma, nel corso dei 120 lunghissimi minuti, <strong>appare evidente la mancanza di una vera e propria storia</strong>.</p>
<p>Intendiamoci, la saga è sempre stata caratterizzata da <strong>una chiave di lettura intimistica</strong>; non abbiamo mai assistito a orditi in cui i protagonisti si facevano carico delle sorti del mondo, ma questo non ha mai costituito un difetto per la serie, anzi.<br />
Il problema subentra, semmai, quando neanche su un piano così personale si riescono a narrare fatti interessanti o a rappresentare evoluzioni credibili dei personaggi.<br />
<strong>Perché</strong>, per esempio, <strong>non dare corso alle allettanti promesse del primo capitolo</strong>, magari dedicando spazio alla ricerca di Spike da parte del padre? O ancora, perché far regredire la figura del ragazzo in piagnucolosa vittima, quando, invece, nel primo capitolo aveva avuto un’evoluzione interessante?<br />
È chiaro che le responsabilità più profonde, da questo punto di vista, vanno ricondotte in capo ad <strong>Alex Garland</strong>, che, mai come in questo film, appare svogliato. Insomma le idee latitano e quelle poche che troviamo non sono neanche particolarmente geniali.<br />
Così, ad esempio, il guizzo su cui poggia buona parte della componente narrativa del film, ovverosia l’“umanizzazione” del maschio Alpha, ha nulla di originale. Ci aveva già pensato, con 20 anni di anticipo, quel geniaccio di <strong>George Romero</strong> dando, ehm, “vita” al suo Big Daddy.<br />
Purtroppo, ai problemi di sceneggiatura si aggiungono la cronica assenza di vere e proprie scene d’azione (!), e la regia, davvero troppo statica, di <strong>Nia DaCosta</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63425" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_2.jpg" alt="28 anni dopo" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/28-anni-dopo_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Raccolta differenziata</h2>
<p>Tutto da buttare, dunque?<br />
Non esattamente.<br />
Innanzitutto, a restituire dignità all’opera ci pensa l’interpretazione, magistrale e magnetica, di <strong>Ralph Fiennes</strong>, qui al suo apice. Nei molti minuti a sua disposizione, ammicca, soffre, diverte e stupisce, tutto grazie a un’espressività del volto che rende quasi superflui i dialoghi.<br />
Poi ci sarebbe <strong>Chi Lewis-Parry</strong>, qui nei panni (invero, assenti) del maschio Alpha Samson. A lui la parola manca davvero, ma, nonostante ciò, riesce ad ispirare empatia oltre ogni aspettativa.<br />
Infine, c’è l’unica scena davvero degna di essere ricordata, quella dove il solito Dott. Kelson si fa <strong>incarnazione mefistofelica</strong>, con tanto di brano degli Iron Maiden in sottofondo. Questo momento, tra fuoco ed esplosioni notturne, rappresenta il videoclip che <em>The Number of the Beast</em> non ha mai avuto ma ha sempre meritato.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Come avrete intuito, le mie conclusioni non possono essere positive. Per carità, non bisogna mai dimenticare l’assoluta soggettività del mio giudizio. Non me ne vogliano, quindi, tutti coloro che, dopo aver visto il film, usciranno dalla sala dissentendo con tutto quello che ho scritto. Non sono un tecnico, né, tanto meno, un critico cinematografico. <strong>Il mio è un semplice resoconto delle sensazioni provate all’anteprima</strong>, e null’altro.<br />
A conti fatti, poi, non stiamo neanche parlando di un film orribile, ma, se proprio fossi obbligato ad affibbiargli un aggettivo, purtroppo mi troverei costretto a definirlo: “superfluo”, il che non è certo un complimento.<br />
Uscendo dalla sala ho avuto come la sensazione che quelle poche cose accadute ne <em>Il Tempio delle Ossa</em> potessero essere condensate in una mezz&#8217;ora e aggiunte in coda al primo capitolo.<br />
<strong>Chiudo con una nota positiva</strong>: pare certo, ormai, che il terzo capitolo verrà realizzato e tornerà nelle sapienti mani di Danny Boyle.<br />
Io, da inguaribile ottimista, sono convinto che sarà una bomba!</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Vista la conferma del capitolo finale, <strong><em>Il Tempio delle Ossa</em></strong> può essere considerato come quell’antiacido un po’ cattivo che si è costretti a prendere per godersi al meglio il piatto succulento che sta per arrivare: insomma poco gradevole, ma indispensabile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63172" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_bronzo.png" alt="hardcase_bronzo" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_bronzo.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_bronzo-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_bronzo-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Kingdom of Night – L’insostenibile leggerezza degli anni &#8217;80</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/01/06/kingdom-of-night-linsostenibile-leggerezza-degli-anni-80/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea "Hardcase" Ciocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Action-adventure]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Friends of Safety]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[RPG]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Stranger Things]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="kingdom of night" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="kingdom of night" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63359 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night.jpg" alt="kingdom of night" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Gli <strong>anni &#8217;80</strong> sono come i <strong>mal di testa</strong>, <strong>ritornano</strong> periodicamente e non puoi farci nulla.<br />
Per uno come me, che quel periodo lo ha vissuto sulla propria pelle, posso confermarti che, al di là di ricostruzioni più o meno agiografiche, quegli anni sono stati caratterizzati da una voglia esagerata di <strong>osare</strong> e <strong>sperimentare</strong>, spesso con <strong>pochissimi mezzi</strong> a disposizione.</p>
<p>Non dimentichiamoci che, proprio in quel periodo, sono usciti tantissimi<strong> “piccoli” film</strong> presto diventati veri e propri <strong>cult</strong> cinematografici, come <em>Gremlins</em>, <em>I Goonies</em> o <em>Grosso Guaio a Chinatown</em>.</p>
<p>I <strong>videogiochi</strong>, invece, erano forse ancora un po’ <strong>troppo acerbi</strong> per riuscire a ricreare adeguatamente sui nostri microscopici schermi quelle avventure.<br />
<strong>Sarà per questo</strong>, o forse semplicemente perché di <strong>fantasia</strong> in giro ne è rimasta <strong>ben poca</strong> che, al giorno d’oggi, di tanto in tanto, qualcuno si sente in dovere di ripescare a piene mani da quelle atmosfere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63360 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_1.jpg" alt="kingdom of night" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>The final countdown</h2>
<p><strong><em>Kingdom of Night</em></strong> si inserisce proprio nel solco di questo infinito <strong>amarcord</strong>, tentando di percorrere una strada simile, per certi versi, a quella già battuta da <em>Echo Generation</em> qualche anno fa.</p>
<p>La <strong>storia</strong> di <em>KoN</em> prende vita per le strade di una<strong> tipica cittadina</strong> della <strong>provincia americana</strong>, tra rimandi che spaziano da l&#8217;<em>Ammazzavampiri</em>, al falso d&#8217;autore per antonomasia, l’imprescindibile <em>Stranger Things</em>.<br />
Diciamo pure che, dal punto di vista delle <strong>suggestioni</strong>, in <em>Kingdom of Night</em> potrai trovare davvero tutto quello ti aspetteresti dagli anni &#8217;80, a patto di non averli mai affatto vissuti.</p>
<p>Dal punto di vista puramente <strong>videoludico</strong>, il gioco si presenta formalmente come un RPG, anche se, alla prova dei fatti, mi sembra più corretto considerarlo un <strong>action adventure</strong> con qualche sfumatura da gioco di ruolo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63361 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_4.jpg" alt="kingdom of night" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Ammazzate, oh!</h2>
<p>Ne è riprova il fatto che, dopo aver appreso della spaventosa invasione demoniaca a danno della nostra sonnacchiosa cittadina, quello che saremo chiamati a fare, per buona parte del nostro tempo, sarà procedere, <strong>a suon di mazzate</strong>, tra torme di zombi e orrori di vario genere.<br />
Insomma, tra <strong>schivate</strong>, <strong>parate</strong> e <strong>botte da orbi</strong>, il tempo che staremo con le mani in mano sarà davvero poco.</p>
<p>Dalla nostra avremo un <strong>buon arsenale</strong> di <strong>mazze</strong>, <strong>lame</strong> e <strong>martelli</strong>, con cui ricondurre a più miti consigli i <strong>demoni</strong>, nonché un numero, non proprio elevatissimo, di <strong>abilità speciali</strong> e <strong>magie</strong>.</p>
<p>Sempre in tema di meccaniche RPG, è da non trascurare la possibilità di selezionare, all&#8217;inizio dell&#8217;avventura, la propria <strong>classe</strong> di appartenenza tra le <strong>3 disponibili</strong>, scelta che, in seguito, potrà essere ulteriormente cesellata distribuendo gli <em>skill point</em> guadagnati a nostro piacimento.<br />
Dal 10° livello in poi, le cose si faranno ancora più interessanti, perché potremo anche aggiungere una <strong>seconda classe</strong>.</p>
<p>Questo impianto, all’apparenza piuttosto elaborato, non deve, tuttavia, trarre in inganno.<strong> Siamo lontani dagli RPG classici</strong> e meditativi, qui si <strong>agisce</strong>, si <strong>picchia</strong> selvaggiamente e solo di tanto in tanto, si <strong>riflette</strong>!<br />
Questa natura smaccatamente <strong>action</strong>, non rappresenta però necessariamente un difetto. In fondo, il gioco è un continuo rimando alle atmosfere leggere e giocose dei film anni &#8217;80, per cui ingabbiare il gameplay in meccaniche troppo cerebrali avrebbe probabilmente finito per snaturarne lo spirito.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63362 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_2.jpg" alt="kingdom of night" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Running Up That Hill</h2>
<p>C&#8217;è da apprezzare, inoltre, il fatto che il gioco metta a disposizione dei player, quasi da subito, una <strong>vasta mappa open world</strong>, che ci lascerà assolutamente liberi di scegliere dove andare.</p>
<p>L&#8217;ampiezza della cittadina, peraltro, tradisce una delle poche situazioni in cui l&#8217;ambizione degli sviluppatori pare avere un pochino strabordato.<br />
L’area di gioco complessiva, infatti, pur rappresentando alla perfezione la topografia di una tipica cittadina di provincia con tanto di scuola, mall, ospedale, ecc., restituisce un <strong>ambiente</strong> alle volte un po’ <strong>spoglio</strong> e <strong>ripetitivo</strong>, il che, unito alla notevole libertà d’azione, rischia di sfilacciare la pur interessante storia principale.<br />
In questo senso, anche la scelta di rendere <strong>esplorabili</strong> praticamente<strong> tutti gli interni edifici</strong> (piuttosto simili tra loro) finisce, dopo qualche tempo, col far emerge un po’ di noia.</p>
<p>Per il resto, però, il gioco di <strong>Friends of Safety</strong>, qui alla prova d<strong>’esordio</strong>,<strong> funziona bene</strong> e, soprattutto <strong>diverte il giusto</strong>, <strong>senza strafare</strong>, complice anche una <strong>grafica</strong> in<strong> pixel art</strong> piuttosto <strong>evocativa</strong> nella sua semplicità e forte nel complesso di buone animazioni.<br />
Inutile aggiungere che, viste le atmosfere da cui il gioco trae ispirazione, la nostra avventura ci porterà a incontrare una nutrita serie di simpatici personaggi, tutti piuttosto stereotipati proprio come si usava al tempo. Avremo così modo di conoscere il classico atleta di football dai neuroni bruciati, il piccolo genio del computer e così via.<br />
Ognuno di loro arricchirà la nostra esperienza di gioco con una serie di <strong>quest secondarie</strong>, in alcuni casi anche piuttosto <strong>divertenti</strong> e <strong>fantasiose</strong>.</p>
<p>Insomma, te lo garantisco, sarà difficile vagare per <strong>Hawk</strong>… volevo dire <strong>Miami</strong>, <strong>AZ</strong>, senza divertirsi e canticchiare <em><strong>Running up that hill</strong></em>!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-63363 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_3.jpg" alt="kingdom of night" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/01/kingdom-of-night_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Tirando le somme, quello che possiamo dire di questo <em>Kingdom of Night</em> è che si tratta senz’altro di un <strong>prodotto molto valido</strong>, capace di <strong>divertire per ore</strong>, giocando sul filo della <strong>nostalgia</strong>, sempre in modo <strong>lieve</strong> e <strong>intelligente</strong>.</p>
<p>È chiaro che gli sviluppatori, ben consapevoli dei limitati mezzi a disposizione, hanno deciso di concentrarsi sugli aspetti più <strong>immediati</strong> e <strong>diretti</strong> del gioco, sforzandosi di tenere a freno ambizioni più alte, con pieno beneficio per la qualità del prodotto finale.</p>
<p>Insomma, se cerchi l’erede di <em><a href="https://nerdando.com/2024/05/20/perche-baldurs-gate-3-ci-e-rimasto-nel-cuore/">Baldur’s Gate 3</a></em> guarda altrove ma se il tuo obiettivo è affettare mostriciattoli col sorriso sulle labbra, beh, allora, non procedere oltre: hai appena trovato<strong> pane per i tuoi denti</strong>.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><em>Kingdom of Night</em> è disponibile per <strong>PC</strong>, su <em>Steam</em>, al prezzo di <strong>19,50 €</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>Kingdom of Nigh</em></strong>t è come una<strong> festa a sorpresa</strong>, all’inizio ti lascia quasi <strong>interdetto</strong>, ma poi, superato lo shock, ti trascina in un <strong>mondo di divertimento</strong>!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63173" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/12/hardcase_oro-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/6Chj1WR1xc8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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