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	<title>Davide &quot;Falconero&quot; Persiani</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Davide &quot;Falconero&quot; Persiani</title>
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		<title>Syberia 3 &#8211; Un ritorno complicato</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/05/02/syberia-3-un-ritorno-complicato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2017 10:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Walker]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/syberia-3-recensione.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/syberia-3-recensione-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="syberia 3 recensione" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/syberia-3-recensione-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/syberia-3-recensione-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/syberia-3-recensione-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/syberia-3-recensione.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Syberia 3</strong> è uno di quei prodotti il cui destino era già scritto ancor prima che arrivasse sul mercato, ed è davvero inutile negarlo. Tutti sapevamo che sarebbe stato un prodotto per pochi, rivolto a una nicchia di mercato ben definita, e così è stato. Tutti sapevamo che avrebbe avuto un sacco di difetti tecnici, figli di uno sviluppo poco al passo con i tempi, volto a soddisfare gli irriducibili di un genere ormai ben lontano dai suoi anni migliori, e così è stato. Eppure, nonostante sia sempre stato ben consapevole di ciò a cui sarei andato incontro una volta ritornato a vestire i panni di <strong>Kate Walker</strong>, non riesco a non provare una certa amarezza nel constatare quanto Syberia 3 sia da considerarsi una enorme occasione mancata.</p>
<p>Considerando l&#8217;innegabile bontà della sua sceneggiatura, sostenuta peraltro da un &#8220;pregresso narrattivo&#8221; per certi versi davvero ben sfruttato, è infatti impossibile non guardare ai difetti oggettivi della produzione senza interrogarsi sul perché non vi sia stato posto rimedio prima che il gioco raggiungesse i negozi. Sì, perché nonostante il <strong>fascino della sua criptica premessa</strong>, Syberia 3 appare come un prodotto davvero poco al passo con i tempi, e questo non solo a fronte di un comparto tecnico ben lontano dagli standard a cui ci siamo abituati, ma per un&#8217;impostazione generale incapace di rievocare il fascino dei precedenti capitoli della saga.</p>
<p>Kate è sempre eccezionale, intendiamoci, anche se questa volta non ci è stata concessa l&#8217;opportunità di ascoltarla nella nostra lingua, ma ciò non toglie che il suo fascino si riveli incapace di reggere la totalità di una produzione che sembra davvero poco rifinita sotto tutti i punti di vista, eccezion fatta per la <strong>colonna sonora</strong>, vero fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;esperienza. Vuoi per un cast di personaggi non particolarmente carismatici, impoveriti peraltro da un lip-sync aberrante, doppiaggi surreali, e animazioni facciali impresentabili che ne riducono il già mediocre impatto emozionale, vuoi per una serie di enigmi che non brillano per originalità, Syberia 3 propone un&#8217;esperienza che sembra tentare disperatamente di richiamare alla mente del giocatore i ricordi dei suoi due predecessori, senza tuttavia riuscirci mai del tutto.</p>
<p>E la cosa paradossale e particolarmente dolorosa, è che questa sensazione permane lungo tutto il corso dell&#8217;esperienza. Sono cose che fanno male, specie se riguardano una <strong>saga gloriosa</strong>, per quanto sempre di nicchia, come quella di Syberia. La sensazione è infatti che il team di sviluppo volesse dare a Syberia 3 una dimensione moderna e al contempo fedele alla tradizione del brand, ma tale obiettivo, miseramente fallito, ha dato vita a un&#8217;esperienza che più che vintage potremmo definire antiquata, con tutte le tragiche conseguenze del caso.</p>
<p>Conseguenze che si riflettono ovviamente anche sull&#8217;interfaccia, ampiamente rivedibile, e sul gameplay vero e proprio, piuttosto macchinoso e dunque poco appagante anche durante la risoluzione degli enigmi. Non è ovviamente tutto da buttare, come per l&#8217;appunto una <strong>buona parte degli enigmi proposti</strong>, ma è piuttosto chiaro come gli unici in grado di soprassedere sugli evidenti limiti del prodotto, siano coloro che nutrono un amore quasi viscerale per la saga e per le avventure grafiche nella loro totalità.</p>
<p>Chiunque non faccia parte di questa sempre più ristretta cerchia di appassionati, difficilmente riuscirà a farsi coinvolgere dalle vicende narrate e, soprattutto, a identificarsi in personaggi che oltre a risultare poco credibili, mal si sposano l&#8217;uno con l&#8217;altro, in un contesto generale che non trasuda quella magica alchimia che, a conti fatti, ha gettato le basi per far sì che questo mediocre sequel arrivasse a essere concepito. Si poteva e si doveva senz&#8217;altro fare di più, almeno su questo credo proprio che nessuno potrà dissentire.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Syberia 3</strong> rappresenta purtroppo solo una pallida imitazione dei due cult che l&#8217;hanno preceduto, e gli unici in grado di apprezzarlo saranno i veri irriducibili del brand.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/uG2ZqkFAxnA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Outlast 2 &#8211; Quando il terrore supera ogni limite</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/04/25/outlast-2-terrore-supera-limite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2017 12:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Outlast 2]]></category>
		<category><![CDATA[Red Barrels]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/OUTLAST-2-RECENSIONE.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/OUTLAST-2-RECENSIONE-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="OUTLAST 2 RECENSIONE" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/OUTLAST-2-RECENSIONE-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/OUTLAST-2-RECENSIONE-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/OUTLAST-2-RECENSIONE-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/OUTLAST-2-RECENSIONE.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Outlast 2 è probabilmente il gioco che ho atteso e temuto di più negli ultimi 10 anni. Atteso perché sono un fanatico di horror, che si tratti di videogiochi o film; temuto perché sapevo che mi avrebbe travolto sotto il profilo emotivo. E così è stato. Quella vissuta con Outlast 2 è stata un&#8217;esperienza [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Outlast 2</strong> è probabilmente il gioco che ho atteso e temuto di più negli ultimi 10 anni. Atteso perché sono un fanatico di horror, che si tratti di videogiochi o film; temuto perché sapevo che mi avrebbe travolto sotto il profilo emotivo. E così è stato. Quella vissuta con Outlast 2 è stata un&#8217;esperienza emotivamente destabilizzante e a tratti traumatica ma&#8230; sapete che c&#8217;è? Per certi versi è <strong>esattamente quello che speravo</strong> di trovare, nonostante la sensazione che, a tratti, si sia forse superato qualche limite di troppo. Ma andiamo con ordine&#8230;</p>
<h2>Storia di un incubo a occhi aperti</h2>
<p>Memore di quanto visto nell&#8217;avventura di base di Outlast e, successivamente, nel DLC Whistleblower, ero ben consapevole del fatto che Outlast 2 si sarebbe rivelato un titolo per stomaci forti, ma quel che non mi aspettavo è come e quanto mi avrebbe destabilizzato sotto il profilo emotivo. L&#8217;inserimento di una <strong>componente religiosa</strong> estremamente marcata ad arricchire la canonica premessa del &#8220;tutto intorno a te vuole sbudellarti e, nel mentre, violentarti psicologicamente&#8221; è stata infatti quantomai azzeccata, dando ad Outlast 2 una perversa nonché azzeccatissima vena di malato esoterismo che si è rivelata preziosissima per accrescere il coinvolgimento generale.</p>
<p>Come ormai ben saprete, qualora abbiate avuto modo di leggere qualche mio altro articolo, non amo entrare nello specifico delle trame e in questo caso non farò di certo un&#8217;eccezione, perciò vi basti sapere che la storia di Outlast 2 non è soltanto ben scritta e strutturata, ma vanta anche un cast di personaggi che per quanto di molto sopra le righe, si rivelano determinanti per rendere l&#8217;avventura davvero&#8230; <strong>indimenticabile</strong>. E non necessariamente in senso buono.</p>
<p>Questo perché ciò che vedrete in Outlast 2 vi susciterà <strong>emozioni forti</strong>, molto forti, e qualora abbiate una qualche vaga credenza religiosa, preparatevi a provare anche una profonda sensazione di disagio, soprattutto durante la lettura dei tanti perversi documenti disseminati lungo le ambientazioni. Documenti non soltanto funzionali a permettervi di comprendere meglio il contesto e i personaggi che lo abitano, ma imprescindibili per accrescere il grado di coinvolgimento dell&#8217;esperienza. Però&#8230; magari evitate di leggerli a voce alta o potreste rischiare che qualche vicino di casa chiami un esorcista.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/FrrvmcEQ2SU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>In termini di concept, Outlast 2 non propone alcuna vera rivoluzione rispetto al passato, rivelandosi solo &#8211; concedetemi la storica citazione di Cliffy B. &#8211; &#8220;<strong>bigger, bettere and more badass</strong>&#8221; del suo celebre predecessore. La grafica si è fatta più realistica e d&#8217;impatto, la storia più complessa e intricata, le ambientazioni più vaste e opprimenti ma il fulcro dell&#8217;esperienza è rimasto essenzialmente lo stesso di sempre, così come il gameplay che gli è stato cucito intorno. Il che implica una progressione fatta di numerose fasi di infiltrazione in zone strapiene di nemici, una vagonata di jumpscare, tante batterie per ricaricare la visione notturna dell&#8217;immancabile telecamera, e le immancabili fughe da nemici che lanciano anatemi di ogni genere verso di voi. Vi piace l&#8217;idea? Mi auguro di sì perché al di là di qualche piccolissima variazione sul tema, è ciò che vi accompagnerà per una decina di ore di&#8230; pura e perversa passione in perfetto stile <strong>Red Barrels</strong>.</p>
<p>In Outlast 2 l&#8217;orrore, l&#8217;angoscia e l&#8217;impotenza saranno infatti i piatti principali di un &#8220;pasto videoludico&#8221; difficile da scordare, e se devo dirla tutta, la sensazione è che a tratti si siano anche superati i limiti di un codice morale a cui, in fin dei conti, la totalità dell&#8217;industry si è sempre attenuta. Vuoi per i testi che definire blasfemi rappresenta un simpatico ed infantile eufemismo, vuoi per tematiche estremamente delicate che vengono trattate con la leggerezza che si riserva solitamente alle chiacchierate del &#8220;dopo posticipo&#8221;, vuoi per i costanti richiami a stupri, violenze generalizzate, anticristi vari ed eventuali, la sensazione è che di tanto in tanto si sia andati un po&#8217; <strong>oltre il limite</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/EOrTuPljfPU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>La questione morale</h2>
<p>Che poi se vogliamo il limite non c&#8217;è e non c&#8217;è mai stato, ma quando si parla di videogiochi, fatico a concepire le situazioni in cui ciò che vedo, sento e leggo perde la sua valenza ludica, lasciando spazio ad una violenza, verbale, figurata o anche solo allusiva, non necessaria. Superflua. E di eccessi superflui e fini a se stessi, in Outlast 2 ne ho visti parecchi. A qualcuno questo piacerà, ad altri meno e ad altri ancora non piacerà affatto, ma personalmente, trovandomi nel mezzo, non posso che consigliarvi di <strong>valutare il prodotto senza particolari preconcetti</strong>, ma soltanto con il vostro personalissimo metro di giudizio &#8220;morale&#8221;, se così vogliamo definirlo, onde evitare di perdervi un&#8217;esperienza complessivamente straordinaria &#8211; o di forzarvi a viverla solo per &#8220;moda&#8221; &#8211; seguendo il parere di qualcun&#8217;altro. Datevi uno sguardo in giro, magari cominciando proprio dai video che trovate in questo articolo e fatevi un&#8217;idea: solo a quel punto potrete decidere con piena consapevolezza.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Outlast 2</strong> è un gioco di certo non adatto a tutti, ma ciò non toglie che sia capace regalare un&#8217;esperienza davvero indimenticabile&#8230; nel bene e nel male.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/9eJqzL8i4lo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>The Only Traitor &#8211; Un DLC segna il grande ritorno di The Final Station</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/04/19/the-only-traitor-un-dlc-segna-grande-ritorno-the-final-station/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 12:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[The Final Station]]></category>
		<category><![CDATA[The Only Traitor]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione The Final Station è, almeno secondo chi vi scrive, uno degli indie più belli della scorsa annata. Un prodotto rifinito nei minimi dettagli e soprattutto raffinatissimo sotto il profilo del game design, che ha rappresentato solo uno dei tanti esempi del valore di TinyBuild come produttrice di produzioni videoludiche indipendente. Come molti di voi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/04/19/the-only-traitor-un-dlc-segna-grande-ritorno-the-final-station/">The Only Traitor &#8211; Un DLC segna il grande ritorno di The Final Station</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14471 size-full" title="The Only Traitor" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station.jpg" alt="The Only Traitor" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/The-Only-Traitor-Recensione-DLC-The-Final-Station-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></h3>
<h2>Recensione</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/2016/09/01/the-final-station/"><strong>The Final Station</strong></a> è, almeno secondo chi vi scrive, uno degli indie più belli della scorsa annata. Un prodotto rifinito nei minimi dettagli e soprattutto raffinatissimo sotto il profilo del game design, che ha rappresentato solo uno dei tanti esempi del valore di <strong>TinyBuild</strong> come produttrice di produzioni videoludiche indipendente. Come molti di voi potranno senz&#8217;altro confermare, The Final Station era però un gioco molto criptico sotto il profilo narrativo (troppo, secondo alcuni) e forse proprio per questo motivo il team di sviluppo ha pensato bene di regalarci una piacevole sorpresa, ovvero il DLC <strong>The Only Traitor</strong>, letteralmente &#8220;L&#8217;Unico Traditore&#8221;.</p>
<p>Un titolo forte per un DLC che ha il compito e la responsabilità di raccontare un altro piccolo pezzo di una realtà incredibilmente affascinante che vede l&#8217;umanità prossima al collasso&#8230; un titolo che nasconde tanti segreti e tante soddisfazioni, arricchendo così la già straordinaria esperienza offerta da The Final Station al momento del suo debutto.</p>
<h2>Le novità, tra passato e presente</h2>
<p>E le novità peraltro sono parecchie in The Only Traitor, a partire dal protagonista, un uomo molto più egoista del celebre macchinista che l&#8217;ha preceduto, caratteristica resa ancor più evidente dalla progressione stessa del DLC: qui non ci sono superstiti di cui occuparsi, né gente da salvare per chissà quale eroico scopo, ma solo possibili compagni di viaggio con cui scambiare due parole tra una zona e l&#8217;altra e da cui trarre piccoli pezzi di quella &#8220;grande verità&#8221; che si insegue sin dai tempi dell&#8217;avventura di base.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/-tb3sb-joQA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>E non c&#8217;è neanche un treno di cui occuparsi, ma soltanto una macchina &#8211; una splendida macchina &#8211; che necessita solo di benzina per sgommare lungo le strade di questo apocalittico mondo di gioco. Tutto ruota intorno al nostro nuovo personaggio e al suo disperato obiettivo: trovare un rifugio in cui sfuggire agli orrori che popolano il mondo. Ci riuscirà? Questo starà a voi scoprirlo, in un&#8217;avventura che vi terrà impegnati per almeno un paio d&#8217;ore e che, proprio a fronte della possibilità di scegliere con qualche compagno d&#8217;avventura condividere il viaggio, si presta anche a una certa rigiocabilità di fondo nell&#8217;ottica di una &#8220;lore&#8221; piuttosto elaborata e complessa.</p>
<h2>Struttura e progressione</h2>
<p>Per il resto, The Only Traitor propone tutto ciò che ci si aspettava: un&#8217;impostazione generale fedele a quella di The Final Station, basata dunque sulla raccolta e la gestione di pochissime risorse, una buona dose di combattimenti contro vecchi e nuovi nemici, e un sacco di nuove ambientazioni da esplorare e all&#8217;interno delle quali recuperare oggetti e stralci di lettere, conversazioni e documenti che possano far luce sulle vicende narrate&#8230; narrate oggi come in The Final Station &#8211; eh sì, perché i riferimenti all&#8217;avventura principale, ovviamente, non mancano.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Quello di The Only Traitor è insomma un viaggio tutto da vivere, che per quanto breve, vi regalerà senz&#8217;altro parecchie &#8211; e spesso inaspettate &#8211; soddisfazioni.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/oA0wNtV3vzo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Persona 5 &#8211; Il genere dei JRPG non è mai stato così vivo</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/04/08/persona-5-genere-dei-jrpg-non-mai-cosi-vivo/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2017/04/08/persona-5-genere-dei-jrpg-non-mai-cosi-vivo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 12:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Atlus]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Persona 5]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/Persona-5-Recensione.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/Persona-5-Recensione-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Persona 5 Recensione" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/Persona-5-Recensione-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/Persona-5-Recensione-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/Persona-5-Recensione-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/Persona-5-Recensione.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Persona 5 ha rappresentato per me un vero e proprio sogno proibito, al punto che temevo che non arrivasse mai. O peggio. Che potesse rivelarsi un disastro incapace di reggere il confronto con i suoi storici predecessori&#8230; o con i tanti capolavori che possiamo riunire sotto la bandiera di Megami Tensei, brand leggendario nonché [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Persona 5</strong> ha rappresentato per me un vero e proprio sogno proibito, al punto che temevo che non arrivasse mai. O peggio. Che potesse rivelarsi un disastro incapace di reggere il confronto con i suoi storici predecessori&#8230; o con i tanti capolavori che possiamo riunire sotto la bandiera di <strong>Megami Tensei</strong>, brand leggendario nonché ormai ultimo vero baluardo della tradizione ruolistica nipponica. Il rischio che anche la saga di Persona potesse in qualche modo snaturarsi per andare incontro alle esigenze di un pubblico molto diverso da quello che in passato ha sancito il successo di titoli come Persona 4 o Digital Devil Saga, era infatti piuttosto concreto, eppure <strong>Atlus</strong> è riuscita nel miracolo: rinfrescare la formula di base della saga, senza tuttavia stravolgerla in alcun modo ma, anzi, elevandola verso standard ancora più elevati. E visti i tempi in cui viviamo, non posso che ripetermi: siamo di fronte a un <strong>vero miracolo</strong>.</p>
<p>E volete sapere qual è la cosa più incredibile di tutta questa storia? Che <strong>Persona 5</strong> sta vendendo alla grande, e piacendo ancor di più. A tutti. Alla faccia di chi sostiene che &#8220;la vecchia scuola&#8221; non ha più nulla da dare alle nuove generazioni&#8230;</p>
<h2>Storia e meccaniche</h2>
<p>Chi, come me, segue la saga di Persona sin dai suoi albori sa bene quanto <strong>la storia rappresenti una parte fondamentale</strong> di ogni capitolo di questa storica saga, perciò in questa sede non vi svelerò alcun dettaglio sulla trama, lasciando a voi il piacere e la soddisfazione di scoprirla personalmente. Una cosa, tuttavia, devo dirla: Persona 5 propone una storia strutturalmente molto simile a quella dei suoi predecessori, arricchita tuttavia da diversi elementi aggiuntivi che la rendono ancor più appassionante di quanto fosse lecito attendersi.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/gHC-6K1vdBg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>Complice una <strong>narrazione ricca di numerose sfumature</strong> in cui le tematiche più classiche della saga si intrecciano con quella che potremmo definire una vera crime-story in salsa nipponica, nonché l&#8217;inserimento di alcune pregevoli dinamiche platform volte a rinfrescare la normale progressione, la storica formula del brand si conferma eccezionale sotto ogni punto di vista, assicurando un&#8217;esperienza longeva, appassionante e soprattutto mai banale. La storia del protagonista, che come sempre alterna normale quotidianità, combattimenti, attività secondarie nonché la gestione dei rapporti con una vasta gamma di personaggi, garantisce infatti costanti stimoli lungo tutto il suo corso, e sebbene sia innegabile che la quantità di testo sia di molto superiore a quella della maggior parte degli rpg sul mercato, non si può negare come il lavoro certosino del team di sviluppo si traduca in una realtà di gioco affascinante e soprattutto estremamente credibile a dispetto delle sue tematiche fantasy.</p>
<p>Insomma, Persona 5 è uno di quei prodotti in cui niente &#8211; e dico, niente &#8211; sembra essere stato lasciato al caso, aprendo le porte a un&#8217;esperienza destinata a restare ben impressa nel cuore di tutti coloro che decideranno di viverla in prima persona. Sarà per la profondità dei suoi combattimenti, sarà la sempre affascinante gestione dei rapporti umani che scandiscono l&#8217;evoluzione dell&#8217;avventura, sarà per un sistema di crescita e di progressione tutt&#8217;oggi inarrivabile sotto tanti punti di vista, <strong>Persona 5 riesce a creare un vero e proprio universo parallelo</strong> che con le sue regole, le sue leggi e i suoi particolari ritmi, ha la capacità di azzerare la percezione del tempo. E di questi tempi, di quanti altri titoli si può dire lo stesso?</p>
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<h2>Grafica e sonoro</h2>
<p>E se a tutto questo aggiungiamo anche una <strong>direzione artistica di altissimo livello</strong>, una realizzazione tecnica di pregevole fattura, impreziosita peraltro da sequenze filmate di qualità pari a quella di molti dei migliori Anime contemporanei, e cosa ancor più importante un doppiaggio in grado di accrescere il già evidente carisma di un cast di personaggi eccezionali, è facile intuire quale sia l&#8217;effettivo valore ludico dell&#8217;esperienza messa a punto da Atlus. Il vero dramma, almeno agli occhi di qualcuno? La totale mancanza dell&#8217;Italiano, che vista mole dei dialoghi proposti, potrebbe ridurre al minimo le soddisfazioni e soprattutto il divertimento per chiunque non possedesse una profonda conoscenza dell&#8217;Inglese. E mai come in questo caso, giocare senza comprendere al meglio ogni sfumatura dell&#8217;esperienza, sarebbe un vero delitto.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>In definitiva dunque <strong>Persona 5 è da considerarsi l&#8217;ennesima, straordinaria esclusiva disponibile su PlayStation 4</strong>. Un&#8217;esclusiva chiaramente non per tutti vista la sua particolare natura, ma comunque meritevole di entrare nell&#8217;elite del catalogo Sony e di essere ricordata per parecchi anni a venire.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>A patto che conosciate bene l&#8217;Inglese, <strong>Persona 5</strong> vi regalerà senza dubbio una delle esperienze ruolistiche più belle e appassionanti della vostra vita. In caso contrario potrebbe rappresentare una buona scusa per impararlo.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/VyEJkCXLxd0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/04/08/persona-5-genere-dei-jrpg-non-mai-cosi-vivo/">Persona 5 &#8211; Il genere dei JRPG non è mai stato così vivo</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Beat Cop &#8211; La redenzione fatta videogioco</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/04/07/beat-cop-la-redenzione-fatta-videogioco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 09:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Beat Cop]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Kelly]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="beat cop" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="beat cop" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14175" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop.jpg" alt="beat cop" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/beatcop-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Beat Cop</strong> è uno di quei videogiochi che non possono non far breccia nel cuore di chi, come me, è nato negli anni &#8217;80. Vuoi per la sua grafica pixellosa che richiama un&#8217;epoca ormai andata ma sempre e comunque di indubbio fascino, vuoi per una storia che alterna momenti drammatici a fasi di assoluto humor in perfetto stile <strong>CHiPs</strong>, Beat Cop riesce infatti a omaggiare l&#8217;epoca a cui si ispira assicurando al tempo stesso un&#8217;esperienza fresca e coinvolgente anche agli occhi delle nuove generazioni. Cosa si può volete di più? L&#8217;Italiano, ad esempio, ma di questo ne parleremo a breve&#8230;</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Un <strong>detective decaduto</strong>, accusato di un crimine mai commesso, costretto a ripartire dal gradino più basso del dipartimento più basso del dipartimento di polizia: la strada. La premessa narrativa alla base di Beat Cop è semplice, immediata&#8230; ma non si può certo dire per tutto quello che accade dopo. Sì, perché tra una chiacchierata e l&#8217;altra con i colleghi, i commercianti di zona e le figure di spicco della comunità &#8211; tra cui quelle che rappresentano due fazioni che camminano sul filo sottile che divide la legalità dall&#8217;illegalità &#8211; il nostro prode <strong>Jack Kelly</strong> avrà un solo, semplice obiettivo: dimostrare la propria innocenza e riguadagnare il suo onore.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Non aspettatevi tuttavia un&#8217;esperienza piatta e lineare perché nel mondo di Beat Cop nulla sarà semplice né tantomeno scontato; la possibilità di portare avanti la propria routine quotidiana in <strong>assoluta libertà</strong>, e i finali multipli che derivano da tale libertà, garantiscono infatti un grado di coinvolgimento &#8211; e di riflesso una <strong>rigiocabilità</strong> &#8211; davvero notevole, aprendo le porte a un&#8217;esperienza appassionante e soprattutto intensa, il cui unico limite è, per l&#8217;appunto, la mancanza della localizzazione in Italiano.</p>
<h2>Localizzazione</h2>
<p>Parliamo infatti di un prodotto in cui la narrazione e soprattutto i dialoghi che scandiscono ogni giornata di lavoro rappresentano un&#8217;assoluta colonna portante dell&#8217;esperienza, motivo per cui la conoscenza dell&#8217;Inglese (o delle altre lingue supportate) è da considerarsi un requisito imprescindibile per godersi in pieno questo pregevolissimo indie. Sì perché di veri difetti, a parte questo che riguarda tuttavia solo una ristretta cerca di consumatori, è davvero difficile trovarne.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Certo, il particolare stile narrativo potrebbe non piacere a tutti, così come la necessità di rapportarsi costantemente con la comunità per far progredire la storia in maniera davvero produttiva cercando al contempo di svolgere tutte le mansioni che competono a un poliziotto di pattuglia, ma ciò non toglie che <strong>il valore ludico di Beat Cop sia evidente</strong>, così come il potenziale di una realtà di gioco in cui nulla sembra essere stato trascurato.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Beat Cop</strong> è uno di quegli indie che o si amano alla follia o si odiano con altrettanta intensità, ma visto il suo enorme potenziale, è molto probabile che a odiarlo saranno solo coloro che, non conoscendo l&#8217;Inglese, non avranno modo di goderselo come si deve.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/1hGTlHHLeh8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Horizon: Zero Dawn &#8211; Capolavoro al femminile</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/27/horizon-zero-dawn-capolavoro-al-femminile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 12:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Guerrilla Games]]></category>
		<category><![CDATA[Horizon: Zero Dawn]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/horizon-zero-dawn-recensione.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/horizon-zero-dawn-recensione-300x180.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Horizon: Zero Dawn" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/horizon-zero-dawn-recensione-300x180.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/horizon-zero-dawn-recensione-768x461.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/horizon-zero-dawn-recensione-450x270.png 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/horizon-zero-dawn-recensione.png 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Ho sempre pensato che siano sufficienti pochi attimi per rendersi conto di essere di fronte a qualcosa di eccezionale e se devo essere onesto, nel caso di <strong>Horizon: Zero Dawn</strong> questa consapevolezza mi ha letteralmente travolto sin dall&#8217;inizio dell&#8217;avventura. Per quanto oggettivamente lente e incapaci di trasmettere la realtà intensità di un&#8217;avventura che si schiude in maniera tanto graduale quanto inesorabile, le primissime fasi della storia hanno infatti palesato una cura per i dettagli quasi ossessiva, evidenziando quanto Sony, quando si parla di esclusive, non voglia davvero lasciare mai nulla al caso.</p>
<h2>Storia</h2>
<p>Tutto, a partire da una storia <strong>curatissima e davvero appassionante</strong>, denota infatti il chiaro desiderio del team di sviluppo di stupire e convincere, e non con i soliti specchietti per le allodole che siamo soliti vedere con sempre maggior frequenza, ma con basi quantomai solide. L&#8217;avventura di <strong>Aloy</strong>, di cui non vi svelerò assolutamente al fine di permettervi di apprezzarla in prima persona, non è infatti il solito, prevedibile polpettone, ma a dispetto di apparenze molto surreali, possiamo definirla un <strong>vero e proprio spaccato della società moderna</strong>.</p>
<p>Ed è proprio questo che mi ha lasciato stupefatto. A dispetto dei suoi meravigliosi dinosauri robotici, delle sue sublimi ambientazioni e di un gameplay preciso e convincente in ogni momento, quello che ho amato di più di Horizon: Zero Dawn è stato il modo in cui ha dipinto e in qualche modo &#8220;raccontato&#8221; l&#8217;umanità. Nel bene e nel male. E quando un gioco riesce a sdoganare <strong>temi abbastanza delicati senza scadere nel banale</strong>, nello squallido e nel prevedibile, raccontandoli al contrario con il giusto equilibrio, allora sì che si può parlare di capolavoro. Specie se come in questo caso, a sostenere una narrazione di altissimo livello con personaggi ottimamente caratterizzati, ci sono anche un gameplay di prim&#8217;ordine e un comparto tecnico a tratti inarrivabile.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/JB5On4CiXYY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Ciò in cui Horizon: Zero Dawn <strong>eccelle veramente</strong>, almeno sotto il profilo puramente ludico, è tuttavia il gameplay, forte di meccaniche così rifinite che risulta difficile convincersi del fatto che gli sviluppatori, fino a oggi almeno, si fossero dedicati solo a degli shooter. Eppur il loro debutto nel campo degli action-rpg open-world risulta quantomai pregevole, regalandoci una lunga serie di combattimenti ricchi di ottime variabili tattiche e, soprattutto, tanta adrenalina.</p>
<p>Complice la presenza di un gran numero di nemici, ognuno dei quali presenta comportamenti e caratteristiche uniche, e soprattutto di svariati armamenti differenti, ogni singolo scontro risulta infatti <strong>tanto intenso quanto affascinante</strong> sotto il profilo della spettacolarità, limitando così al minimo la noia che potrebbe derivare da un sistema di progressione fortemente incentrato sulla raccolta di risorse e, di riflesso, sul crafting.</p>
<p>A differenza di altri esponenti del genere Horizon: Zero Dawn dedica infatti ampio spazio al <strong>crafting</strong> &#8211; forse troppo, a dire la verità &#8211; ma ciò non toglie che le dinamiche che lo caratterizzano siano comunque perfettamente integrate in una progressione davvero ben bilanciata, arricchita peraltro da svariati elementi di stampo ruolistico. Tante sono infatti le abilità con cui è possibile migliorare le capacità di Aloy nel corso dell&#8217;avventura &#8211; opportunamente divise in tre skill-tree ben definiti &#8211; e considerando il fatto che ciascuna abilità sbloccata garantisce un impatto tangibile e immediato sull&#8217;esperienza, avanzare nel mondo di gioco completando missioni principali e secondarie, risulta sempre piacevole e stimolante.</p>
<h2>L&#8217;unico difetto&#8230; almeno per qualcuno</h2>
<p>E i difetti? Difficile trovarne a dire il vero, ma se proprio dovessi essere messo con le spalle al muro una cosa la direi: in un&#8217;esperienza di tale impatto visivo, di tale spettacolarità in termini di gameplay, mi sono sentito spesso e volentieri uno <strong>spettatore piuttosto che un vero protagonista</strong>. Il fatto che la presenza di dialoghi a scelta multipla non si traduca in conseguenze a lungo termine mi ha fatto leggermente storcere il naso &#8211; pur non limitando in alcun modo la qualità dell&#8217;esperienza &#8211; ma questo perché l&#8217;universo proposto da Horizon: Zero Dawn è così bello e unico nel suo genere, da farti desiderare di poterlo davvero condizionare, anziché assistere ad una sua evoluzione palesemente prestabilita.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/viXfOgIVM0o?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>E infine una doverosa <strong>nota di merito</strong> non può che andare alla realizzazione tecnica, sublime sotto ogni possibile punto di vista tanto su PS4 Pro, dove ovviamente raggiunge il suo massimo splendore, che su PS4 standard, affinché gli &#8220;early adopters&#8221; della console Sony non siano costretti a dover sopportare compromessi di alcun tipo (qualcuno ha detto The Last Guardian&#8230;?). Una direzione artistica magistrale, impreziosita da un sistema d&#8217;illuminazione che dona un grado di realismo inaspettato all&#8217;intera avventura, rendono infatti Horizon: Zero Dawn una vera gioia per gli occhi, e se a questo aggiungiamo anche una colonna sonora di ottimo spessore e un doppiaggio davvero convincente, è facile rendersi conto di quanto sia facile perdersi nell&#8217;affascinante realtà fantasy creata dai ragazzi di Guerrilla Games.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Horizon: Zero Dawn è uno di quei rarissimi prodotti che non solo giustificano da soli l&#8217;acquisto della loro console di riferimento, ma che <strong>rappresentano una profonda testimonianza</strong> di quanto il mondo dei videogiochi si sia effettivamente evoluto nel corso degli ultimi anni. E credetemi, giocando a questo titolo vi verrà una voglia matta di portarvi a casa un televisore che supporti il 4K&#8230;</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Con Horizon: Zero Dawn i ragazzi di Guerrilla Games hanno dimostrato ancora una volta il loro talento, realizzando quello che ad oggi possiamo considerare a tutti gli effetti non solo la loro migliore creazione, ma una delle vere <strong>killer application</strong> disponibili su PS4.</p>
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		<title>Mass Effect Andromeda &#8211; Un salto nel buio?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/17/mass-effect-andromeda-un-salto-nel-buio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 11:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Bioware]]></category>
		<category><![CDATA[EA]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Arts]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mass Effect Andromeda]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione in corso Mass Effect Andromeda mi ha suscitato un certo livello di preoccupazione sin dal suo primissimo annuncio ma&#8230; non saprei spiegarvi esattamente perché. Diciamo che si è sempre trattato di una sensazione, una brutta sensazione, ma priva di basi concrete perché in fin dei conti, se ci pensiamo bene, non c&#8217;è stato nulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h3><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12180 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/masseffectandromeda-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></h3>
<h2>Recensione in corso</h2>
<p><strong>Mass Effect Andromeda</strong> mi ha suscitato un certo livello di preoccupazione sin dal suo primissimo annuncio ma&#8230; non saprei spiegarvi esattamente perché. Diciamo che si è sempre trattato di una sensazione, una brutta sensazione, ma priva di basi concrete perché in fin dei conti, se ci pensiamo bene, non c&#8217;è stato nulla di realmente allarmante durante il processo di sviluppo di questo nuovo capitolo.</p>
<p>Sì, il fatto che si tratti di un prodotto scollegato dalla trilogia originale che tende peraltro a cozzare parecchio con la lore faticosamente costruita da <strong>BioWare</strong> durante l&#8217;epopea del <strong>Comandante Shepard</strong> ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, ma tolto questo aspetto non c&#8217;è mai stato nulla che potesse in qualche modo preoccupare lo zoccolo duro della community. Specie dopo le rassicurazioni riguardo all&#8217;impianto ruolistico in cui, a detta della stessa BioWare, non sarebbero stati commessi gli stessi errori visti in Dragon Age Inqusition.</p>
<p>E quindi com&#8217;è andata? Presto per dirlo, ma le sensazioni, almeno per ora, non sono purtroppo interamente positive.</p>
<h2>La storia</h2>
<p>La storia di Mass Effect Andromeda ruota intorno alla tanto chiacchierata &#8220;<strong>Missione Andromeda</strong>&#8221; che vede l&#8217;umanità pianificare e partire per un lunghissimo viaggio interplanetario in cerca di un nuovo luogo da poter chiamare &#8220;casa&#8221;. Una missione partita nell&#8217;epoca di <strong>Mass Effect 2</strong> (giusto per dargli una posizione nella &#8220;timeline ufficiale&#8221;) che entra però nel vivo 600 anni dopo, dando così a BioWare il giusto pretesto per prendere le distanze da personaggi, pianeti e galassie viste in passato.</p>
<p>Una scelta per certi versi <strong>coraggiosa</strong>, che agli occhi di molti non potrà però che denotare un pizzico di follia: certo, liberi da un ingombrante pregresso narrativo, gli sviluppatori hanno potuto in qualche modo reinventarsi e reinventare la stessa saga, ma al prezzo di una realtà di gioco che vanta milioni di aficionados pronti a puntare il dito su ogni più piccola incongruenza storico-narrativa. E ahimè sembra che ne vedremo più di qualcuna nel corso dell&#8217;epopea di Mass Effect Andromeda, a partire dal tema della Genofagia dei Krogan, evento che sembra (e sottolineo il condizionale) non essere stato considerato a dovere.</p>
<p>Ma questi sono chiaramente dettagli che interesseranno solo i puristi della saga, perché gli altri, specialmente coloro che dovessero avvicinarsi al brand di Mass Effect per la prima volta, potrebbero addirittura gradire questa profonda rottura con il passato. I nuovi protagonisti, in fin dei conti, sembrano nascondere un buon potenziale così come i personaggi che li accompagneranno (e ostacoleranno) nel corso della loro avventura, la realtà di gioco sembra sufficientemente ispirata per trasmettere la storica epicità della saga e la struttura narrativa sembra poter regalare più di qualche soddisfazione. Insomma, gli ingredienti per un&#8217;esperienza di livello sembrano non mancare ma&#8230; come dicevo in apertura, è ancora presto per esprimersi.</p>
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<h2>Gameplay &#8211; Tra passato e futuro</h2>
<p>La prima cosa che mi ha fatto davvero storcere il naso di Mass Effect Andromeda è purtroppo proprio il suo <strong>gameplay</strong>, caratterizzato da dinamiche nuove e non del tutto affini con il concept. Tralasciando scontri a fuoco sempre un po&#8217; legnosi nonostante le tante variabili tattico-strategiche derivanti da un sistema di skill più flessibile e dunque non ancorato a un canonico sistema di classi prestabilite, è la nuova gestione delle coperture a non convincere, così come la tanta, troppa enfasi data alla mobilità del personaggio.</p>
<p>Ora il &#8220;campo di battaglia&#8221; può e deve essere sfruttato anche in verticale oltre che in orizzontale e proprio a questo scopo è stato inserito un <strong>jetpack</strong> con cui effettuare rapide schivate e appariscenti balzi. Un cambiamento che ha senz&#8217;altro contribuito ad accrescere la frenesia dell&#8217;azione ma che ha portato al totale abbandono di un sistema di copertura convenzionale, sostituito ora da uno &#8220;dinamico&#8221; in stile <a href="https://nerdando.com/2017/03/09/ghost-recon-wildlands-una-guerra-da-combattere-con-gli-amici/">Ghost Recon Wildlands</a>, dove non si entra in copertura in seguito a un imput ma semplicemente avvicinandosi a una superficie piana. Comodo? Niente affatto e considerando la legnosità di cui parlavo poc&#8217;anzi, prevedo non poche difficoltà con il passare delle ore, alla faccia dei grandi proclami della vigilia. Inutile dire che spero che con il passare delle ore l&#8217;abitudine mi porti a rivalutare questo aspetto.</p>
<h2>Multiplayer e incertezze tecniche</h2>
<p>Prima di lasciarvi, ci tengo infine a soffermarmi su due aspetti fondamentali per farsi un&#8217;idea di ciò che Mass Effect Andromeda ha da offrire sotto ogni punto di vista: <strong>multiplayer</strong> e <strong>comparto tecnico</strong>. E partirò proprio da quest&#8217;ultimo aspetto, ovvero una realizzazione grafica che per quanto ottima sotto il profilo della direzione artistica e del design generale, non sembra raggiungere quegli standard di assoluta eccellenza che è lecito attendersi da un nuovo capitolo di Mass Effect.</p>
<p>Vuoi per texture poco definite in molte, troppe occasioni, vuoi per animazioni facciali a tratti inferiori a quelle che si possono ritrovare in diversi ottimi indie, l&#8217;impatto con l&#8217;universo di gioco non è poi così sconvolgente come me lo sarei aspettato, al punto da far sembrare Mass Effect Andromeda un capitolo secondario della saga. Una sorta di spin-off, lanciato sul mercato come &#8220;piccolo antipasto&#8221; in attesa della portata principale. Scordatevi di sgranare gli occhi come magari vi sarà successo in questi giorni con Horizon: Zero Dawn o con un meno recente <a href="https://nerdando.com/2015/05/21/anteprima-the-witcher-3-samsung-district/">The Witcher 3</a>, perché qui purtroppo non ritroverete la medesima cura per i dettagli. E la cosa dispiace perché in effetti la sensazione è che più di qualcosa sia stato effettivamente lasciato al caso.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/SLKJnyePAP4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>E infine due paroline sul <strong>multiplayer</strong>, che anche questa volta, drammaticamente, si conferma un qualcosa di assolutamente superfluo e per certi versi addirittura inutile. Speravo davvero che i precedenti capitoli della serie prima e Dragon Age Inquisition poi, avrebbero insegnato qualcosa a BioWare ma&#8230; a quanto pare non è stato così. Sì perché il multiplayer di Mass Effect Andromeda, con una modalità cooperativa che rappresenta l&#8217;ennesima, banale reinterpretazione dell&#8217;Orda di Gears of War, non aggiunge nulla di davvero rilevante o divertente all&#8217;esperienza di gioco, ricalcando dunque esattamente quanto si era visto nel sopracitato Dragon Age Inquisition: un&#8217;aggiunta volta ad arricchire l&#8217;offerta ludica del prodotto senza che vi sia nulla di realmente stimolante a giustificarne l&#8217;effettiva esistenza.</p>
<p>Sarà che Mass Effect Andromeda, così come i suoi predecessori, nasce da un concept che mal si sposa con il concetto stesso di multiplayer, e sarà che le meccaniche di gioco non si adattano affatto a un contesto di sola azione, ma il risultato è uno solo: vi farete qualche partita, sbloccherete qualche personaggio extra attraverso un immancabile sistema di &#8220;spacchettamento&#8221; (sì, ci sono le microtransazioni pure qua) e non rimetterete mai più piede nel contesto online del prodotto. Con buona pace di Electronic Arts, probabilmente vera &#8220;colpevole&#8221; della forzata inclusione della componente multiplayer in tutte le ultime produzioni di una BioWare chiaramente impotente di fronte alle decisioni dei piani alti.</p>
<h2>Conclusioni preliminari</h2>
<p>C&#8217;è ancora tanto da vedere e da scoprire di Mass Effect Andromeda, ma la sensazione è che per quanto complessivamente soddisfacente, sia un prodotto ben lontano dal poter essere definito una pietra miliare del genere. Avremo comunque modo di approfondire nei prossimi giorni.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Un titolo da tenere d&#8217;occhio ma che è preferibile provare prima dell&#8217;acquisto, magari approfittando proprio dell&#8217;EA Access su Xbox One o dell&#8217;Origin Access su PC.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/KK54aiC-P1s?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Nier: Automata &#8211; Il capolavoro che non ti aspetti</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/14/nier-automata-capolavoro-non-ti-aspetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2017 13:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nier: Automata]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nier-automata.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nier-automata-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nier-Automata" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nier-automata-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nier-automata-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nier-automata-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/nier-automata.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Se avete giocato al vecchio Nier nell&#8217;ormai lontano 2010 è molto probabile che, almeno all&#8217;inizio, l&#8217;annuncio di Nier: Automata non vi abbia fatto esattamente gridare al miracolo. Per quanto affascinante sotto tanti punti di vista, il titolo sviluppato dai ragazzi di Cavia non fu esattamente un capolavoro ma&#8230; adesso che il testimone è passato [&#8230;]</p>
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<h3>Recensione</h3>
<p>Se avete giocato al vecchio <strong>Nier</strong> nell&#8217;ormai lontano 2010 è molto probabile che, almeno all&#8217;inizio, l&#8217;annuncio di <strong>Nier: Automata</strong> non vi abbia fatto esattamente gridare al miracolo. Per quanto affascinante sotto tanti punti di vista, il titolo sviluppato dai ragazzi di Cavia non fu esattamente un capolavoro ma&#8230; adesso che il testimone è passato nelle mani di <strong>Platinum Games</strong> la musica è cambiata. E parecchio.</p>
<p><strong>Nier: Automata</strong> è infatti un titolo tutt&#8217;altro che mediocre, capace non solo di rilanciare il buon nome del brand, ma soprattutto di fornire al mondo un&#8217;ennesima, lampante dimostrazione di quanto l&#8217;industria videoludica nipponica si sia definitivamente rilanciata. E per rendersene conto, almeno per una volta, sono sufficienti solo una manciata di minuti.</p>
<h3>Storia e gameplay</h3>
<p>Tralasciando la bontà di una struttura narrativa che vede l&#8217;umanità lottare per riconquistare la terra da una pericolosa razza aliena che l&#8217;ha costretta a un esilio forzato sulla luna, è sotto il profilo del puro gameplay che <strong>Nier: Automata</strong> palesa la sua assoluta e cristallina qualità sin dai primissimi minuti dell&#8217;esperienza. Vuoi per una direzione artistica di altissimo livello che capitalizza in maniera magistrale su costanti (nonché splendidi) cambi di prospettiva, vuoi per un <strong>gameplay intenso</strong>, frenetico e ricco di sfumature che riescono a sorprendere con incredibile frequenza, il gioco garantisce infatti un&#8217;esperienza appassionante e soprattutto stimolante che, devo ammetterlo, mi ha colto piuttosto impreparato.</p>
<p>Intendiamoci: visto che parliamo di Platinum Games, ovvero &#8220;quelli di Bayonetta&#8221; come molti li definirebbero, era lecito attendersi un prodotto di livello ma&#8230; trovandovi di fronte alla soddisfacente profondità ruolistica di questa produzione, alle innumerevoli sfaccettature del suo sistema di combattimento e, soprattutto, ad alcune delle più maestose boss fight che si siano viste nell&#8217;attuale generazione videoludica, non potrete contenere l&#8217;entusiasmo. E ve lo dice uno che, di solito, fatica parecchio a entusiasmarsi.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/ObnS75WIUWE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h3>Longevità</h3>
<p><strong>Nier: Automata</strong> è infatti uno di quei prodotti a cui magari inizialmente non daresti due lire, ma che alla fine ti colpiscono come un pugno allo stomaco rendendo difficile, se non impossibile, sostituirli con altro. Almeno non prima di averli finiti in tutti i modi possibili. E questo ci porta a uno dei temi più interessanti dell&#8217;intera produzione, ovvero la presenza di <strong>finali multipli</strong>.</p>
<p>Eh sì, avete capito bene: non solo il gioco vanta una sceneggiatura di ottima qualità &#8211; ricca peraltro di svariate sorprese e inaspettati colpi di scena &#8211; ma propone anche svariati finali differenti che possono essere sbloccati solo rispettando determinati requisiti. Insomma, per godervi il gioco nella sua interezza non vi basteranno le canoniche 10-12 ore a cui la stragrande maggioranza dei titoli contemporanei vi hanno tristemente abituato.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>E i <strong>difetti</strong>? Ovviamente non mancano, come ad esempio un frame-rate non sempre stabilissimo, qualche innegabile incertezza grafica e una difficoltà non sempre bilanciata (soprattutto a fine avventura), ma nel complesso è davvero difficile trovare un motivo serio e concreto per scoraggiare dall&#8217;acquisto chiunque nutra anche solo un minimo interesse verso questo genere di produzioni.</p>
<h3>Nerdando in breve</h3>
<p>Un titolo sorprendente, dall&#8217;inizio a&#8230; i suoi tanti finali, che saprà soddisfare tanto gli appassionati di action-rpg di stampo orientale, quanto eventuali neofiti della categoria.</p>
<h3>Trailer</h3>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/wJxNhJ8fjFk?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Ghost Recon: Wildlands &#8211; Una guerra da combattere con gli amici</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/09/ghost-recon-wildlands-una-guerra-da-combattere-con-gli-amici/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2017/03/09/ghost-recon-wildlands-una-guerra-da-combattere-con-gli-amici/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 15:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Clancy's Ghost Recon Wildlands]]></category>
		<category><![CDATA[Ubisoft]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Ghost Recon: Wildlands" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione in corso Dopo due intense fasi di beta testing ammetto di aver avuto parecchia curiosità di mettere le mani su una versione definitiva di Ghost Recon: Wildlands sebbene fossi già ben consapevole di ciò che mi aspettasse: un gioco sicuramente interessante, specie se giocato in compagnia, ma con limiti evidenti. E non mi sbagliavo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Ghost Recon: Wildlands" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h3><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12768" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands.jpg" alt="Ghost Recon: Wildlands" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/Ghost-Recon-Wildlands-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></h3>
<h3>Recensione in corso</h3>
<p>Dopo due intense fasi di beta testing ammetto di aver avuto parecchia curiosità di mettere le mani su una versione definitiva di <strong>Ghost Recon: Wildlands</strong> sebbene fossi già ben consapevole di ciò che mi aspettasse: un gioco sicuramente interessante, specie se giocato in compagnia, ma con limiti evidenti. E non mi sbagliavo, perché Ghost Recon: Wildlands è esattamente questo, ovvero un prodotto senz&#8217;altro godibile e divertente, ma ben lontano da quegli standard di assoluta eccellenza paventati da Ubisoft in fase di pre-release.</p>
<p>E, badate bene, non parlo da &#8220;fan tradito&#8221; o da giocatore deluso per la strada decisamente più casual intrapresa da Ubisoft, ma da osservatore del tutto imparziale che ha amato Ghost Recon quando il nome di questo brand faceva rima con &#8220;grandissima profondità tattica&#8221; e che, tutto sommato, lo apprezza anche adesso che si è trasformato in qualcosa di profondamente diverso: <strong>uno shooter essenzialmente alla portata di chiunque</strong>, incentrato più sul divertimento che sul fanatismo bellico. Il che non è necessariamente un male se consideriamo l&#8217;enfasi data alla modalità cooperativa, ma che si traduce in un&#8217;esperienza decisamente meno intensa e stimolante, almeno a lungo termine.</p>
<p>Strizzando l&#8217;occhio a produzioni contemporanee come Just Cause 3, Ubisoft ha infatti dato a Ghost Recon: Wildlands un taglio più moderno, caotico e a tratti scanzonato, che pur capitalizzando su una certa profondità tattico-strategica, non riesce a risultare così coinvolgente, appassionante e unico come forse ce lo saremmo aspettato.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/UqO7P_6HyVY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h3>Singleplayer o Multiplayer?</h3>
<p>La grande domanda che molti si sono posti prima del lancio era soltanto una, ovvero se Ghost Recon: Wildlands fosse un prodotto davvero godibile solo se giocato in multiplayer e&#8230; in larga parte è proprio così. Sebbene il gioco sia tranquillamente giocabile anche in solitaria, un&#8217;intelligenza artificiale poco intraprendente e, più in generale, troppo dipendente dai nostri comandi diretti, rende l&#8217;esperienza singleplayer a tratti rivedibile nonché potenzialmente poco appagante.</p>
<p>Se da un lato non si può infatti negare che la necessità di organizzare i propri assalti con più attenzione &#8211; pianificandoli nel dettaglio attraverso la vasta gamma di strumenti ed equipaggiamenti proposti &#8211; garantisca più di qualche stimolo soprattutto nelle fasi più avanzate dell&#8217;avventura, è altrettanto vero che eventuali errori di valutazione hanno difficilmente conseguenze &#8220;serie&#8221; sulla buona riuscita di una missione. E questo perché quando i Ghost sono controllati dall&#8217;IA sono pressoché invicibili e sempre letali, e che, ahinoi, l&#8217;IA nemica è poco intelligente e molto artificiale. Avete presente quando i nemici attaccano senza una particolare padronanza dell&#8217;ambiente che li circonda limitandosi a sfruttare solo le coperture senza spalleggiarsi l&#8217;un l&#8217;altro? Ecco, in Ghost Recon: Wildlands purtroppo ne vedrete a pacchi di nemici così.</p>
<p>Per farla breve la grande profondità tattica che ci si aspetterebbe in alcune situazioni di gioco si rivela una sorta di &#8220;illusione auto-imposta&#8221; che può crollare come un castello di carte non appena si mette l&#8217;intelligenza artificiale nella condizione di palesare i suoi evidenti limiti. E come si risolve dunque tutto questo? <strong>Giocando in compagnia</strong>, attraverso una co-op che, a conti fatti, è l&#8217;unica vera ancora di salvezza del prodotto. Unendosi a tre amici tutti i difetti citati fino ad oggi passano assolutamente in secondo piano, aprendo le porte a un&#8217;esperienza dal ritmo più incalzante e, di riflesso, più divertente sotto ogni possibile punto di vista.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/Ebk5VfcClx0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=1&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h3>Missioni e attività secondarie</h3>
<p>Vista la presenza di una vasta gamma di missioni principali (tutte legate alla necessità di liberare progressivamente tutte le province Boliviane dai signori della droga che le controllano) a cui si aggiungono innumerevoli missioni secondarie e attività aggiuntive finalizzate alla raccolta di risorse con cui sbloccare nuove e migliori abilità, il rischio di andare incontro a una progressione poco stimolante si riduce infatti notevolmente, regalando al contrario costanti spunti lungo tutto il corso di un&#8217;avventura tutt&#8217;altro che breve. La possibilità di coordinarsi, di sperimentare tattiche diverse o, banalmente, di &#8220;giocare&#8221; con i tanti strumenti e armamenti proposti insieme ai propri amici rende infatti attività potenzialmente &#8220;banali&#8221; ben più stuzzicanti di quanto non sembrino inizialmente, palesando così la vera natura del prodotto, ovvero il suo essere uno shooter multiplayer che non può assolutamente prescindere dalla cooperativa.</p>
<p>&#8220;Ma Just Cause 3 era divertente anche senza multiplayer&#8221;, potrebbe giustamente obiettare qualcuno. Sì, verissimo, peccato che però lì ci fosse una narrazione fuori dalle righe e missioni in stile &#8220;The Expendables&#8221; legate a un gameplay estremamente e volutamente eplosivo, elementi che qui, complice il desiderio del team di sviluppo di conservare un certo realismo tipico dello storico passato del brand, mancano del tutto e che sono peraltro impoveriti da un gameplay a tratti addirittura un po&#8217; troppo legnoso. Certo, la possibilità di sbloccare nuove abilità o strumenti o di lasciarsi andare alle straordinarie possibilità di personalizzazione di un arsenale pazzesco, contribuiscono a risollevare notevolmente la situazione ma&#8230; tutto questo potrebbe bastare per giustificare un esemborso di 60-70 euro da parte di un giocatore che intende affrontare la totalità dell&#8217;esperienza in solitaria? Questa è una domanda a cui nessuno, se non tu che stai leggendo, puoi rispondere.</p>
<h3>Nerdando in breve</h3>
<p>Ghost Recon: Wildlands è un gioco senz&#8217;altro ben realizzato, incapace però di stupire e convincere realmente a meno che non lo si giochi in cooperativa.</p>
<h3>Trailer</h3>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/yh_oeK6NMTw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Battlefield 1 gratis su PC e Xbox One nel fine settimana</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/02/battlefield-1-gratis-pc-xbox-one/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide "Falconero" Persiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 11:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Battlefield 1]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="battlefield 1" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Curiosi di provare Battlefield 1, magari proprio dopo aver letto la nostra recensione del gioco targato Electronic Arts e DICE? Allora sarete felici di sapere che per la totalità del weekend &#8211; dal 3 al 5, per intenderci &#8211; sarà possibile giocarlo gratuitamente sia su PC che su Xbox One. Per quanto riguarda la prova [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="battlefield 1" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10091" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1.jpg" alt="battlefield 1" width="1920" height="1080" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1.jpg 1920w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/Battlefield-1-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Curiosi di provare <strong>Battlefield 1</strong>, magari proprio dopo aver letto la nostra <a href="https://nerdando.com/2016/10/18/battlefield-1-la-nuova-frontiera-degli-fps/">recensione del gioco</a> targato <strong>Electronic Arts</strong> e <strong>DICE</strong>? Allora sarete felici di sapere che per la totalità del weekend &#8211; <em>dal 3 al 5, per intenderci</em> &#8211; sarà possibile giocarlo gratuitamente sia su <strong>PC</strong> che su <strong>Xbox One</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la prova gratuita di Battlefield 1 non ci saranno requisiti di sorta, eccezion fatta ovviamente per l&#8217;abbonamento Xbox Live Gold, mentre su PC le cose saranno un pochino più complicate: tutto avverrà ovviamente attraverso Origin, ma si potranno provare solo due mappe del multiplayer, un singolo capitolo della campagna singleplayer e si avrà un tempo massimo di 10 ore di gioco.</p>
<p>E per quanto riguarda l&#8217;utenza <strong>PlayStation 4</strong>? Niente da fare purtroppo, a quanto pare l&#8217;iniziativa non coinvolgerà la console di casa Sony.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/03/02/battlefield-1-gratis-pc-xbox-one/">Battlefield 1 gratis su PC e Xbox One nel fine settimana</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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