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Oscar 2020: ecco com’è andata e tutti i vincitori

Oscar 2020

Oscar 2020

È stata una notte di sorprese quella degli Oscar 2020. I premi che decretano il meglio della passata stagione cinematografica, giunti alla 92^ edizione, sono stati assegnati a Los Angeles nella notte tra il 9 e il 10 febbraio 2020, ancora una volta senza un presentatore ma con una carrellata di artisti e divi.

Lo devo ammettere: non me lo aspettavo che la statuetta più ambita sarebbe stata assegnata a Parasite, il film sudcoreano che ha stregato pubblico e critica e, a quanto pare, anche i membri dell’Academy: è la prima volta che un premio Oscar viene assegnato ad un film straniero. Mi ha stupita positivamente anche la statuetta alla miglior regia per Bong Joon-ho, che ha battuto il favorito Sam Mendes. E, a proposito di favoriti, 1917 è rimasto a bocca asciutta, concretizzando solo 3 premi sulle 10 candidature che aveva ottenuto.
Nessuna sorpresa invece per i premi assegnati per la recitazione, andati come da pronostico ai quattro nomi favoriti.

Inoltre non è mancato spazio alla polemica, seppure indossata con estrema eleganza e classe: Natalie Portman si è presentata sul red carpet in un raffinato abito Dior corredato da una cappa su cui erano ricamati i nomi delle registe escluse dalle nomination, in continuazione con la disputa sollevata mesi fa circa l’esclusione di nomi femminili dalla cinquina di registi candidati.

Ma scopriamo insieme tutti i vincitori!

Cortometraggio, documentario, animazione

Miglior cortometraggio d’animazione è stato decretato Hair Love, mentre il premio per il miglior cortometraggio è stato assegnato a The Neighbor’s Window.
Per il miglior cortometraggio documentario è stato premiato Learning to Skateboard in a Warzone (If You’re a Girl) e per il miglior documentario Made in USA – Una fabbrica in Ohio.

Miglior film d’animazione, senza troppe sorprese, è Toy Story 4 (anche se io credevo fino all’ultimo in un exploit di Klaus).

Trucco e costumi

Per il trucco e acconciatura sono stati premiati Vivian Baker, Anne Morgan e Kazuhiro Tsuji per il lavoro fatto in Bombshell – La voce dello scandalo.
La statuetta per i migliori costumi è andata a Jacqueline Durran per Piccole Donne.

Premi tecnici

Per il miglior montaggio sonoro vincitore è risultato Le Mans ’66 – La grande sfida mentre il miglior sonoro, come da pronostici è stato assegnato a 1917, premiato anche per i migliori effetti speciali.
Miglior montaggio per Le Mans ’66 – La grande sfida; per la miglior scenografia nessuna sorpresa: è quella di C’era una volta a… Hollywood. Per la migliore fotografia è stato premiato Roger Deakins per 1917.

Musica

Miglior canzone è (I’m Gonna) Love Me Again, dal film Rocketman. Il premio per la migliore colonna sonora, come da aspettative, è andato a Hildur Guðnadòttir per il lavoro svolto in Joker.

Film straniero e sceneggiature

Come da copione, miglior film straniero è risultato Parasite, che ha portato a casa anche la statuetta per la sceneggiatura originale.
Per la sceneggiatura non originale è stato premiato Jojo Rabbit.

Recitazione

La recitazione non ha riservato sorprese, salutando l’ascesa dei nomi favoriti. Il premio per la migliore attrice non protagonista è andato a Laura Dern per la performance in Storia di un matrimonio, quello per il miglior attore non protagonista a Brad Pitt per C’era una volta a… Hollywood.

La vincitrice annunciata Renée Zellweger ha portato a casa la statuetta per la migliore attrice protagonista per la sua interpretazione in Judy, trionfo per Joaquin Phoenix ed il suo intenso Joker per il migliore attore protagonista.

Regia e film

Gran finale ricco di sorprese: Bong Joon-ho, regista di Parasite, si è visto premiare come miglior regista. Il suo capolavoro ha poi bissato il successo ottenuto nella categoria miglior film straniero trionfando anche come miglior film, nonostante l’agguerrita e quotata concorrenza.

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