Indie

The Universim (preview) – Una settimana da dio

Ok

“Sei tu un dio?”

I Ghostbusters (quelli veri) ci hanno insegnato che se qualcuno mai ci rivolgerà questa domanda dovremo sempre rispondere sì, perché altrimenti sono dolori.

Ma se effettivamente, anche se solo per gioco, potessimo metterci nei panni di un dio?

Diciamocelo, come tematica videoludica non è affatto nuova: un certo Peter Molyneux negli anni ’90 e 2000 sfornò due giochi, divenuti classici in modo praticamente istantaneo, che ci mettevano negli onnipotenti ed esaltanti panni di una divinità. Per chi non lo avesse capito, sto parlando di Popoulous  e Black & White.

D’altronde chi non vorrebbe avere enormi poteri cosmici (non in un minuscolo spazio vitale, oggi le citazioni si sprecano) a portata di mano da esercitare in modo benevolo o maligno a seconda di come ci svegliamo al mattino? Se qualcuno di voi mi risponde “io no”, è un bugiardo, palese.

Ultimamente però il god-game è un genere abbastanza sopito e anzi, in una delle sue ultime declinazioni ha affossato l’immagine pubblica proprio di colui che vi ha costruito la propria fama. L’affaire è quello di Godus, del quale forse avrete sentito parlare, ma noi ce lo lasciamo alle spalle e ci concentriamo su un titolo che viene dall’Est e che sembra davvero promettere bene.

I ragazzi di Crytivo ci hanno omaggiati con una chiave del titolo che permette al momento di giocare alla versione Alpha appena pubblicata, dato che il prodotto è in continuo sviluppo (e pure un po’ in ritardo, ma con gli indie è così). Crytivo è un team piccolo, ma i ragazzi paiono avere delle ambizioni importanti: The Universim si prefigge di diventare un titolo talmente denso che persino la versione Alpha ci mostra di che pasta è fatto.

Piccolo appunto: la Alpha è una versione moooolto preliminare, quindi, per darvi un’idea, parecchi comandi sono da implementare, i bug vanno cercati e corretti, cose così. Fine della digressione.

Non appena facciamo partire una nuova partita, il gioco ci mostra un pianeta. Un intero, paffuto pianeta con le sue montagne, i suoi mari, le foreste, i deserti… Insomma un bel pianeta ruotabile a nostro piacimento dove piazzare il Seme della nostra civiltà. In quanto divinità toccherà a noi scegliere dove i nostri pupilli cominceranno a vivere e, speriamo, anche a prosperare. Credete sia una scelta facile? Proprio per nulla, perché gli ominidi, che qui sono simil-noccioline e si chiamano Nuggets, hanno bisogno di cibo, acqua, risorse e un clima che non li faccia morire né di caldo, né di freddo.

Il pianeta, giustappunto. The Universim è definito dai propri sviluppatori un “planet-management game” e direi che questa autodefinizione è tutta un programma: se i gestionali non vi sono mai piaciuti perché c’è troppa roba cui pensare, allora lasciate proprio perdere perché questo titolo è tanto, tanto sfaccettato e piacerà da pazzi a chi si è sempre divertito a gestire virtualmente fattorie, scuole, città, ospedali, imperi finanziari e imperi veri e propri. Il micromanagement c’è, probabilmente non è asfissiante, ma c’è e ve ne parlo tra pochissimo. Quindi, siete avvisati. Se dopo questo avviso gli occhi vi brillano, siete nel posto giusto.

Torniamo al nostro pianeta. Generato proceduralmente, che oggi è tanto di moda. Piazzato l’Epicentro della civiltà, bisognerà cominciare a far vivere come si deve i nostri beneamati cavernicoli. Ci sono gli edifici, certo, e come divinità potremo scagliare alberi, rocce, cambiare il clima e influenzare il pensiero degli ominidi, ma questi agiranno sempre secondo il loro testardo volere. Crytivo insiste molto su questo aspetto dell’IA dinamica che porta, durante una partita, a vedere comportamenti e decisioni inattese da parte della popolazione; questo, unito alla promessa di un mondo vivo, dinamico e in continuo cambiamento, pare portare verso un gioco che vuole porsi davvero come innovativo nel suo genere.

Lo scopo, ma forse lo avrete già inteso, è quello di portare la civiltà dall’Età della Pietra all’Era Spaziale e oltre, arrivando a colonizzare e far prosperare tanti altri mondi nell’Universo, quando partire verso le stelle ci aprirà un nuovo, vastissimo scenario, grande come il cosmo. Il tutto animato e reso vivo da un motore di gioco che si chiama Prometheus e si preoccupa di gestire gli organismi viventi e i pianeti. Secondo me è impressionante, forse l’idea che tanti hanno avuto e che tanti vorrebbero giocare da tanto. Non lo so se siete tanti, ma io di sicuro. Io e il mio gorilla appollaiato sulla spalla.

Sapete, giocando la prova di The Universim, mi sono venuti in mente molti titoli che ho provato in passato: c’è la parte survival simile a Banished, la parte di avanzamento nelle ere storiche di Civilization, l’ambizione di partire dalle stelle alle stalle di Spore. Ma vi dico questo non perché Crytivo abbia copiato, anzi, ma per farvi capire che questo titolo vuole essere un amalgama equilibrato di tutto questo. E forse forse la strada è quella giusta.

È incredibile la mole di profondità che gli sviluppatori abbiano voluto inserire nel gioco: vi faccio l’esempio degli edifici, ciascuno che funziona con la sua meccanica specifica. Prendiamo la fattoria. Bene, nella fattoria bisogna innanzitutto assegnare i fattori, poi far preparare la terra e poi piantare i semi. E ci sono differenti piantagioni possibili, che hanno una certa tolleranza alla temperatura e che ci mettono un certo periodo di tempo per crescere. Di contraltare, per aiutare nella gestione, possiamo mettere in coda le colture. Prendiamone un altro, fondamentale: la pompa per l’acqua. Nella prima fase sarà una enorme ruota, tipo mulino, che porta acqua ad una cisterna che rappresenta la riserva d’acqua del villaggio. Beh, sappiate che il lago si svuota, l’acqua nella cisterna dipende dalla temperatura, e che gli edifici hanno diversi requisiti per funzionare, tra i quali proprio l’acqua.

Altro fattore fondamentale sono le stagioni, e in base al bioma della zona del nostro pianeta le escursioni termiche saranno importanti da considerare, così come le tempeste improvvise ed imprevedibili, le nevicate e i moti ondosi. Succederà, ad esempio, che si ghiacceranno i laghi, e con il lago ghiacciato il pescatore con la sua bella barchetta rimane a terra. Niente pesce. E i nuggets devono bere e mangiare…E riprodursi. Sì, questo è invero un aspetto estremamente fondamentale: con la castità in The Universim il gioco finisce molto presto perché avremo bisogno di braccia faticanti e preganti per progredire; perciò, da bravi dei, fate sì che la fertilità e la lussuria siano celebrate, per donare nuove spalle alla causa!

Capite bene come sia intrigante, perlomeno da quel che si intuisce giocando la prima fase che è l’unica che al momento è attiva (oppure sono scarso io e non sono riuscito ad andare avanti), portare il proprio popolo a crescere e ad avanzare nelle ere, tramite accurata e ben gestita ricerca scientifica e tentando sempre e comunque di sopravvivere fino alla prossima alba.

Personalmente ho giocato un po’ di prove sempre ripartendo sempre da capo (nella fase attuale non si può salvare) e mi sono sinceramente divertito, perché ho potuto fiutare il grande piano dietro a questa versione che alla fin fine è una grossa demo ma fa presagire ad un titolo interessantissimo. Titolo che non si fa scrupoli nel voler rinnovare un genere piuttosto stantio al momento e per farlo non ha paura di citare e prendere spunto da idee di grandi titoli per trarne una sintesi che, speriamo, alla fine sarà grandiosa.

Da parte mia un grosso in bocca al lupo al team di Crytivo per la bella sfida che hanno davanti, dalla grande ambizione alla campagna Kickstarter, fino alla promessa di non pubblicare DLC o di inserire microtransazioni, ma di vendere un gioco fatto e finito.

Piccola nota: il titolo al momento è disponibile in versione Alpha solo per i backers della campagna per le piattaforme Windows, Linux e MacOS, sottoforma di chiave da registrare su Steam, dal quale, peraltro, potete scaricarvi una demo. Concetto anacronistico, ahimè, ma tanto funzionale.


Nerdando in breve

Un interessantissimo God-game dalle grandi ambizioni: anche se ancora in alpha, le qualità per dar vita ad una grande esperienza ci sono tutte.



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