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Incontro con John Cassaday e Gabriel Hernández Walta

John Cassaday e Gabriel Hernández Walta

L’edizione del Lucca Comics & Games che si è appena conclusa è stata ricca di grandi ospiti internazionali. Oltre alla leggenda Frank Miller sono stati moltissimi gli artisti ed i premi Eisner presenti alla manifestazione. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare, nel primo pomeriggio di sabato 29 ottobre, gli autori Marvel (e non solo) ospiti di Panini John Cassaday e Gabriel Hernández Walta: il primo è affermatissimo nel panorama internazionale, vincitore di 4 Eisner per Planetary, I Am Legion ed Astonishing X-Men, la testata che lo accomuna con lo spagnolo, al momento al lavoro su Visione.

La chiacchierata, che ha toccato principalmente il tema del ruolo dell’illustratore e del suo rapporto con sceneggiatori, editori e nuovi media, si è aperta con uno scambio di cortesie tra gli ospiti. Walta ha dichiarato di ammirare ed invidiare al collega la capacità nel raccontare storie con la sua arte, un’abilità unica nel panorama internazionale, così ricco di ottimi artisti ed allo stesso tempo povero di storyteller. Cassaday ha ricambiato i complimenti, riconoscendo la grande capacità di Walta nel costruire i personaggi e dare loro un’identità e ricordando come entrambi abbiano mosso i loro primi passi lavorando con Jeff Mariotte.

Le domande si sono subito spostate sul loro attuale e passato lavoro in Marvel, ponendo l’accento su cosa si prova a lavorare per la Casa delle Idee ed a confrontarsi con i personaggi storici degli Avengers e degli X-Men. Cassaday ha detto subito come l’approdo in una grande casa editrice non è altro che un punto di partenza, prima di lavorare su personaggi importanti ha dovuto fare molta gavetta partendo dai western per poi arrivare a Planetary ed infine approdare alle grandi testate. Ha anche raccontato della sua prima esperienza ad un Comic Con, in cui tentava di presentare i suoi lavori alla Dark Horse, per poi ritrovarsi solo sei mesi dopo rapito da un turbinio di lavoro che sarebbe bastato ad impegnarlo per un paio di decenni. Cassaday ha poi aggiunto che si è trovato molto bene a lavorare sugli X-Men, sono dei personaggi molto più malleabili rispetto agli Avengers e le loro storie sono sempre drammatiche e ricche di azione. Quando si lavora su testate così importanti, le stesse che leggeva da bambino, è normale partire dagli aspetti che più si amano per poi dare loro la propria impronta ed è proprio così che si è mosso con Joss Whedon nella realizzazione di Astonishing X-Men. Walta vive il proprio mestiere in modo completamente diverso: ama disegnare e spende talmente tanto tempo a farlo che partecipare alle fiere o disegnare per Marvel diventa marginale, per quanto gratificante. Lavorare su personaggi che non conosce o di cui non è fan, come Visione, è per lui più semplice e gli permette di disegnare in modo molto più libero, senza dover faticare per sopprimere il proprio essere fan, eppure il senso di soddisfazione provato nel disegnare per la prima volta la “X” sulla cintura degli X-Men è ciò che lo ha fatto sentire per la prima volta realizzato.

Cassaday e Walta si sono invece trovati sulla stessa lunghezza d’onda quando si è parlato del rapporto con gli sceneggiatori. Entrambi sono a loro agio con scrittori che rispettano il ruolo di storyteller dell’illustratore proponendo script privi di eccessive descrizioni e dettagli, questo modo di proporre le sceneggiature non dipende solo dalla bravura dello scrittore, ma anche e soprattutto dalla sintonia che si crea nel tempo tra sceneggiatore ed illustratore. A tal proposito Cassaday ha ricordato come le prime sceneggiature ricevute da Ellis per Planetary fossero molto descrittive e ricche di dettagli per poi diventare molto più stringate a partire dal secondo o terzo volume della serie.

L’incontro si è concluso con una domanda dedicata al rapporto con i nuovi media e le nuove tecnologie. Walta ha fatto notare come nonostante realizzi le sue opere ancora su carta, l’impatto delle nuove tecnologie sul suo lavoro è notevole e gli permettono di rimanere comodamente in contatto con i suoi editori di New York senza rinunciare a vivere in Spagna con la propria famiglia. Cassaday ha invece fatto notare come le nuove tecnologie abbiano cambiato il modo di relazionarsi con i suoi editori: “Una volta andavo lì [le sedi Marvel e DC a New York] a far vedere il mio lavoro, pranzavo con i responsabili e ricevevo da loro i complimenti. C’era una maggiore componente sociale. Adesso invece faccio scansioni e ricevo feedback e complimenti via e-mail, ma dov’è il mio pranzo?”



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