Indie

Badland: Game of the Year Edition – Un puccioso martirio

Piccolo esempio di effetto Lemmings.

Non capita molto spesso di vedere giochi creati e concepiti per il mercato mobile affacciarsi al grande palcoscenico di PC e console e quindi, per fare ciò, bisogna essere un titolo affermato e solido sia sul lato tecnico che su quello del gameplay: Badland è uno dei pochi videogame in grado di compiere questo grande salto.

Puzzle atipico a scorrimento orizzontale, in Badland dovrete far svolazzare Clony, la strana creatura protagonista del gioco, attraverso una serie di livelli per salvare il mondo di questo simpatico animaletto. Durante la partita, troverete svariati power up che potrete raccogliere per alterare la natura di Clony al fine di superare gli ostacoli che si frappongono tra voi e il macchinario che vi risucchierà e sparerà nel prossimo quadro. Tutti i potenziamenti che si possono raccogliere modificano Clony per farlo giocare con la fisica del suo mondo, ottimamente riprodotta: potrete diventare enormi per abbassare pesi e tavole, minuscoli per passare in spazi angusti, magnetici, moltiplicarvi e così via, per risolvere gli enigmi in tempo breve. Se impiegherete troppi secondi a ponderare su uno dei puzzle, l’impietoso scorrimento dello schermo vi condannerà a morte certa, costringendovi a riprendere dall’ultimo checkpoint. Da un punto di vista grafico, Badland è davvero molto accattivante e si inserisce in quel filone di giochi stile Limbo in cui la parte in primo piano è molto scura e dettagliata solo nei suoi elementi essenziali, mentre gli sfondi animati sono più vivi e definiti. Oltre alla parte artistica, i fondali assumono anche un valore funzionale alla narrazione della trama, scandendo i vari passaggi da una fase all’altra della storia, definiti dai diversi momenti della giornata andando dalla mattina, al primo e tardo pomeriggio, per finire di notte.

Il porting dal sistema mobile a quello fisso non deve essere stato dei più agevoli, in quanto è totalmente impossibile riprodurre il sistema originale di controlli fondato sul touchscreen dei dispositivi mobili e si sente una certa difficoltà nell’imparare a svolazzare utilizzando il controller, tanto da costringere la stessa Frogmind a tarare la difficoltà del gioco sul nuovo sistema di controlli. C’è anche da tenere in considerazione la longevità di un gioco studiato e tarato su sessioni brevi che si adattano bene allo scenario di una persona che gioca nei tempi morti col suo cellulare, ma che non riesce a essere totalmente all’altezza di una situazione di gioco più strutturata, nonostante tutti i contenuti extra presenti nelle versioni PC e console.

Un aspetto secondario, ma molto interessante, del gioco è il suo lato cinico che, in molti punti, mi ha ricordato una grandissimo classico del passato: Lemmings. Il power up che moltiplica il numero di Clony sullo schermo non è un qualcosa di puramente stilistico e non serve solo ad aumentare le chance di passare gli enigmi e gli ostacoli dato che si hanno più animaletti. Nella maggior parte dei casi, quasi tutte le copie vanno sacrificate affinché solo uno o pochi Clony possano andare avanti nel livello, assistendo a massacri di protagonisti che finora avevo visto esclusivamente nei vari titoli della serie Lemmings. Per concludere Badland: Game of the Year Edition è un porting davvero molto ben riuscito, in grado di regalarci un passatempo divertente e dal notevole impatto grafico che pecca però leggermente in longevità nonostante la Frogmind abbia cercato di arrichire il più possibile il titolo con espansioni e contenuti extra; vi consiglio di dare un’occhiata alla versione mobile, in cui riesce a esprimere la sua migliore esperienza di gioco.



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