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Assassin’s Creed The Ezio Collection – Il ritorno del grande mentore

Assassin’s Creed The Ezio Collection

L’ondata di remaster che ha colpito il mercato videoludico in questo autunno sembra non aver sosta. Dopo aver visto gli esiti altalenanti di Skyrim, è il turno di Ubisoft di cimentarsi con la riproposizione di grandi titoli del passato, nel delicato equilibrio tra effetto nostalgia e nuove leve da conquistare. Lo fa mettendo in campo il pezzo da novanta del celebre franchise Assassin’s Creed: Ezio Auditore, ovvero colui che nel cuore degli appassionati di tutto il mondo rappresenta il punto più alto dell’intera saga. Ecco a voi: Assassin’s Creed The Ezio Collection.

Recensione

La collezione raccoglie al proprio interno l’intera saga del celebre Assassino fiorentino, riportando in vita tutta l’esperienza di gioco single player di Assassin’s Creed II, Assassin’s Creed: Brotherhood e Assassin’s Creed: Revelations. Privati quindi dell’insipido multiplayer, torniamo a vestire i panni di quello che da sempre è il personaggio più iconico del franchise stesso, naturalmente arricchito da tutti i DLC usciti nel corso degli anni e dai due cortometraggi dedicati alla storia di Ezio: Lineage (in live action) che narra le vicende del padre, ed Embers, che invece pone fine alla saga.
Ubisoft, insomma, ha puntato tutto sul suo cavallo migliore in un anno in cui, come sappiamo, il franchise si prende una pausa in vista del tanto atteso rinnovo.
Una cosa che mi aveva colpito all’epoca, era la fluidità dei movimenti, delle animazioni, la verticalità pazzesca offerta dalle città italiane e la maestosità dei nostri gioielli rinascimentali, ricostruiti con precisione maniacale: Firenze, prima di tutte, ma anche Venezia e Roma. All’epoca dell’uscita di Assassin’s Creed II non possedevo ancora una console e quando vidi la dimostrazione su Xbox 360 ne rimasi rapito; non esagero nel dire che quel titolo è stato uno dei principali motori che mi hanno spinto a comprare la mia prima console dell’epoca moderna.
La storia di Ezio, in modo particolare, ha fatto breccia tanto nel mio cuore quanto in quello di chiunque si sia cimentato con la sua trilogia: l’evoluzione del personaggio, da ragazzo scapestrato a mentore della confraternita; le vicissitudini politiche e sociali, fino a quel momento relegate a qualche noioso sceneggiato televisivo e ai libri di storia; gli scorci emozionanti e le viste mozzafiato.
Tornare a rivestire i panni di Ezio è un tuffo nella memoria, sicuramente, ma è anche una grossa scommessa tra sviluppatori e giocatori: molti anni sono passati da allora, il gameplay del franchise è cambiato di anno in anno limandosi e arricchendosi, introducendo novità nei combattimenti, miglioramenti nei movimenti, maggior qualità nei dettagli delle ambientazioni, certamente il mordente della saga è andato a scemare, ma può una trilogia così vecchia competere con gli standard qualitativi odierni?

Assassin’s Creed The Ezio Collection

Gameplay

Partiamo dal capostipite: Assassin’s Creed II.
Appena avviato il gioco l’impatto, sfortunatamente, non è dei migliori: le animazioni risultano legnose, i volti plasticosi, alcune texture restano di bassa qualità, le cut scene coi primi piani sembrano amatoriali. Sicuramente c’è un grosso lavoro di miglioramento sulla pelle dei personaggi e sui vestiti indossati, ma è davvero troppo poco per reggere il confronto con i titoli degli ultimi anni o con altri remaster. Ma c’è di peggio: l’uso del blur per sfocare i dettagli all’orizzonte appare spesso troppo marcato, innaturale; talvolta, mentre camminiamo all’aperto, vediamo apparire all’improvviso elementi che spuntano dal nulla davanti a noi man mano che ci muoviamo.
Con Assassin’s Creed: Brotherhood ci spostiamo nella Città Eterna: Ezio ora è un uomo maturo che inizia a costruire la propria rete di assassini per contrastare il potere dei Borgia. Il titolo riporta lo spessore dell’epoca, con una trama avvincente, cospirazioni politiche di largo respiro e le prime missioni affidate agli assassini al di fuori della città. La bellezza di Roma e il lavoro minuzioso di ricostruzione delle architetture qui è impreziosito dal restyling grafico, che dà il meglio negli interni delle sequenze di Desmond, dove si può apprezzare al massimo l’impegno posto nelle rifiniture.
Infine l’ultimo capitolo: con Assassin’s Creed: Revelations andiamo a visitare Costantinopoli, in un continuo parallelismo tra un Ezio ormai in là con gli anni e Altair, protagonista del primissimo titolo. A fronte di una storia nettamente meno epica, abbiamo un approccio più intimo, quasi nostalgico. Dal punto di vista tecnico, la differenza di età si sente, e così la resa finale è decisamente migliore: dalle animazioni delle corse e arrampicate al rendering dei panorami, l’impatto visivo complessivo è nettamente superiore rispetto agli altri due capitoli. Ma è giusto sottolineare che questo avviene più per la minor anzianità del titolo, che non per il lavoro fatto sul comparto tecnico.
Per correttezza però, bisogna segnalare le migliorie apportate alla dinamica delle luci, che dà una ventata fresca all’impatto visivo grazie a colori più saturi e brillanti.
Tutto sommato, non siamo di fronte ad un remaster che fa gridare al miracolo, ma piuttosto ad un prodotto che sembra più un fanservice che una scelta di marketing per avvicinare nuovi appassionati ai titoli del passato.

In conclusione mi viene davvero difficile dire se consigliarne l’acquisto o meno. Gli addicted lo avranno già prenotato in anticipo, chi ha giocato e amato gli originali può contare sull’effetto nostalgia, ma in ogni caso, se messo a confronto con la fluidità di gioco di Unity e Syndicate, mostra un divario tecnico troppo importante per essere ignorato.
Il prezzo, naturalmente, è competitivo: si tratta pur sempre di tre giochi in uno, ma forse andava messa più cura nel realizzarlo.

Assassin’s Creed The Ezio Collection

Ringrazio Ubisoft per avermi dato la possibilità di provare questo gioco.

Assassin’s Creed The Ezio Collection è disponibile per Xbox One e Playstation 4.

Nerdando in breve

Assassin’s Creed The Ezio Collection è più ombre che luci. Il remaster non toglie nulla alla grandezza della storia narrata, ma purtroppo non aggiunge quella modernità attesa dagli standard attuali.

Trailer



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