Alien vs. Predator: Fire and Stone - Il terzo incomodo - Nerdando.com
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Alien vs. Predator: Fire and Stone – Il terzo incomodo

Recensione

Tempo di tornare nell’Aliens Universe a fumetti, con la terza uscita del mega evento crossover Fire and Stone, che mette insieme per la prima volta tutte le etichette afferenti al franchise, come abbiamo visto nei mesi precedenti (Prometheus: Fire and Stone e Aliens: Fire and Stone i volumi già usciti).

Questa volta tocca ad Alien vs. Predator: Fire and Stone, un crossover nel crossover: sebbene tutt’altro che indimenticabile dal punto di vista cinematografico anche grazie all’interpretazione da sagoma di cartone del nostro connazionale Raoul Bova, il mash-up tra gli alieni bavosi e i cacciatori dalla bocca più brutta del mondo ha invece avuto decisamente maggior fortuna negli altri media.

Basti ad esempio ricordare il bellissimo videogioco omonimo uscito all’inizio del decennio scorso, che riscosse gran successo anche per la sua abilità di suggerire massiccia tensione nei panni del sempiterno sfortunato marine.

Un videogioco da cambio di biancheria, altroché.

Parleremo più specificatamente dei Predator in occasione dell’uscita del quarto volume della saga Fire and Stone, perché altrimenti rimango senza introduzione.

Perciò, andiamo a vedere come prosegue questo crossover.

Trama

Aliens contro Predators: insomma, xenomorfi che si menano con gli Yautja, con i mezzo gli esseri umani che sono sempre tra i piedi e di solito fanno da carne da macello.

E anche questa volta la faccenda non è dissimile.

La vicenda parte dal finale di Prometheus: Fire and Stone. I sopravvissuti umani (per codardia e tradimento, ma quello che conta è la pellaccia) alla strage accaduta su LV-223 cercano disperatamente di raggiungere la terra, e con loro c’è Francis, l’ingegnere malato che tentò di verificare gli effetti del misterioso accelerante genetico trovato sul pianeta sul suo sintetico Elden.

Ecco, se fai cose così stupide, alla fine ne paghi le conseguenze: Elden è diventato un mostrone fortissimo, assetato di vendetta e padrone degli xenomorfi, che si mette all’inseguimento degli umani.

Fin qui tutto regolare, se non fosse che la sindrome venatoria dei Predator non si spenga mai e che i nostri gutturali amiconi decidano di venire a rompere le uova nel paniere proprio nel bel mezzo di questo caos.

Le ragioni non sono ancora note e probabilmente le scopriremo nel prossimo volume dedicato ai cacciatori rasta dello spazio, o magari gli esperti di lingua Yautja potranno venire a darci una mano per capirne i dialoghi fatti di rutti, schioppi e bestemmie inglesi (non me lo sto inventando, è vero, prima che pensiate male).

Ciò che conta è che nel volume assisteremo a tante, tante mazzate a bordo delle astronavi, a machismo, stupidità e cattiveria.

Vi dico giusto una cosa: secondo voi, cosa potreste contrapporre ad un sintetico mutato geneticamente se non un predatore perfetto mutato geneticamente?

La storia e la narrazione imbastite da Christopher Sebela sono meno elaborate rispetto a quelle viste negli scorsi volumi proprio perché improntate all’azione pura ma tutto si prepara per il gran finale del prossimo volume, quando tutti i nodi verranno al pettine: il finale aperto lascia presagire grandi botti ed è quello che vogliamo.

Botti e botte.

Disegni

I disegni di Ariel Olivetti, nome noto a tutti gli appassionati di Marvel, DC ma anche di Magic, segnano un ulteriore cambio di stile rispetto agli altri volumi della saga: lo stile è molto plastico e dettagliato, i colori forti e sgargianti (qui ci sono alieni che hanno il sangue fosforescente, quindi bene così), unico appunto forse l’eccessiva staticità di alcune scene d’azione.

Comunque in generale, albo molto d’impatto graficamente, il che è senza dubbio un aspetto a suo favore.

Conclusione

Il terzo volume del maxi crossover Fire and Stone prosegue nella sua cavalcata e nel suo intento di mettere assieme tutti i pezzi e gli attori che hanno fatto la fortuna del franchise in questi anni, per costruire un universo coerente e condiviso.

Alien vs. Predator: Fire and Stone è di certo un volume molto meno riflessivo e più improntato all’azione, con una narrazione che non si sofferma più di tanto a farci pensare ai problemi dell’universo ma a trasportarci nel bel mezzo di botte da orbi tra alieni muscolosi, mutati e senza ratio.

Ho preferito il secondo, questo sì, ma credo sia come sempre una faccenda di gusti personali: sicuro meglio di Raoul Bova, comunque.

Ringraziamo saldaPress per il materiale.


Nerdando in breve

La saga prosegue con un numero di pura azione che vede scontrarsi Xenomorfi e Predator: potete immaginare cosa c’è da aspettarsi, in attesa del gran finale!

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