Lo strano caso dello Steam Controller - Nerdando.com
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Lo strano caso dello Steam Controller

Steam Controller

Esiste un mondo, popolato da tante razze diverse, uniformi al loro interno, dove qualche volta però si verifica la nascita di un elemento… mutato.
Sto parlando del meraviglioso mondo delle periferiche di gioco che, come dicevo, comprende esemplari comuni, come i joypad delle varie Xbox e Playstation, i joystick per simulatori di volo, i visori per la realtà virtuale, e tanti altri. Ci sono poi aggeggi strani come il Nintendo Powerglove, il Microsoft Strategic Commander, o il figliol prodigo di cui vi parlerò: lo Steam Controller.
Questo strano sistema di controllo nasce insieme alle Steam Machines, il PC travestito da console, prodotto da Valve ed equipaggiato con il suo sistema operativo: SteamOS. I primi prototipi di questa console vennero spediti insieme proprio al prototipo del controller, che doveva inizialmente avere un display LCD con touchscreen al centro, e che nella sua veste preliminare era sostituito da quattro bottoni completamente programmabili. Inoltre, aveva i quattro pulsanti ABXY, posizionati curiosamente sul perimetro dei due touchpad circolari, i quali sicuramente sono la caratteristica più discussa, innovativa e audace che il joypad presenta.

Recensione

Al momento dell’uscita ufficiale della periferica, lo schermo centrale era stato eliminato, lasciando il posto ad una configurazione simile a quella che troviamo sui pad Xbox: Il pulsante Steam al centro, con Start e Select al suo fianco. Anche i fidati ABXY sono tornati in una configurazione più comune, ma nella zona in basso a destra, come sui joypad Nintendo più recenti, mentre accanto troviamo uno stick analogico esteticamente simile a ciò che troviamo su Xbox One. Sul retro abbiamo i due classici bumper, due superfici cliccabili sull’impugnatura e due grilletti analogici a due stadi, molto simili come feeling a quelli del Gamecube. Ovviamente, l’attenzione viene però subito catturata dai due trackpad, che hanno un funzionamento molto simile a quelli che troviamo sui pc portatili più recenti, clic alla pressione incluso, con l’unica differenza che restituiscono un feedback aptico molto particolare. Il controller ha inoltre un accelerometro che ci permette di utilizzarlo muovendolo nello spazio, ad esempio come volante.

Per ammirare meglio il controller e il contenuto della scatola, potete guardare il minuzioso unboxing sulla nostra pagina Facebook

Come si tiene

L’ergonomia del joypad è ottima, almeno per me. Le mie mani non sono grandissime, ma riesco a giocarci senza affaticarmi per ore, grazie anche al peso ridotto.  I bottoni sono tutti facilmente raggiungibili e non ho problemi a utilizzare tutta la superficie dei trackpad. Chi ha le dita molto grandi potrebbe toccare inavvertitamente il trackpad premendo il tasto B o Y. Questo non dovrebbe comunque succedere facilmente, dal momento che la forma e la disposizione dei pulsanti è più ergonomica rispetto ai due pad più comuni (quelli di Playstation e Xbox) e quindi è più facile raggiungerli e premerli senza problemi.

Questo è comunque il controller più comodo che abbia mai provato, lo capisco quando, prendendolo in mano, le dita e i palmi si trovano naturalmente nella posizione giusta, senza fatica. L’ergonomia è ottima, e anche dopo ore e ore di gioco non ho avuto la minima sensazione di fatica sulle mani.

Come si usa

Il bello dello Steam Controller, è che, al contrario dei joypad classici, è completamente configurabile, da cima a fondo. Possiamo assegnare svariate funzioni aggiuntive, impostare una quantità di funzioni e parametri infinita e regolare a puntino ogni singolo input e output. Alcuni giochi hanno dei profili configurati già dagli stessi sviluppatori, altri hanno profili condivisi dalla comunità dei giocatori. Tutti quanti possono essere comunque configurati da zero o seguendo dei template generici che noi stessi modificheremo. Il consiglio che do è sempre di utilizzare i profili più scaricati dalla comunità e ritoccarli secondo le nostre particolari esigenze.

Dalla modalità Big Picture di Steam possiamo assegnare a una qualsiasi funzione (sia essa un’asse, una regione touch, una direzione o un bottone) un corrispondente comando di mouse, tastiera o joypad: ad esempio, su desktop, possiamo dire al touchpad destro di comportarsi come un mouse e di considerare il clic dello stesso come il clic sinistro del mouse, e di usare lo stick come frecce direzionali, e ancora di utilizzare il trackpad sinistro come la rotella del mouse. Possiamo anche mischiare le varie impostazioni e utilizzare la regione più interna dei trackpad come movimento normale all’interno dei giochi mentre toccare la regione più esterna ci farà correre. A questo si aggiungono gli “attivatori”, la funzione più recentemente introdotta (sì, perché lo Steam Controller verrà aggiornato con nuove funzionalità con il passare del tempo) dove alla pressione di uno specifico bottone possiamo modificare il comportamento di altri input. Un esempio: in uno sparattutto miro con il grilletto destro, se arrivo al clic di fine corsa, attivo l’accelerometro interno con la funzione di spostare la telecamera, e avere un controllo infinitesimale sulla visuale.

Tocco di classe: il tasto Steam si illumina e, quando premuto per accendere o spegnere il controller, il joypad stesso emette un motivetto che possiamo personalizzare. Scorrendo l’elenco degli effetti sonori disponibili, troviamo delle note care a molti videogiocatori: all’accensione, infatti, adesso posso sentire le prime note di “Still Alive” la famosa canzone tratta da Portal, e allo spegnimento, la fine della musichetta dei video pubblicitari “Meet the…” di Team Fortress 2. Quasi poetico.

Sempre parlando del bottone di Steam, Valve ha implementato un sistema per aumentare ancora di più le funzioni accessibili dallo Steam Controller, chiamato appunto, Steam Button Chords.

Come il nome suggerisce, si tratta di un metodo che riprende la meccanica degli accordi musicali: premendo il pulsante centrale insieme ad un altro dei tasti del pad, si attiveranno varie funzioni, ovviamente tutte configurabili. Di default abbiamo dei comandi pensati per una gestione del sistema, più che del gioco, come ad esempio lo spegnimento del controller, lo scorrimento della traccia musicale o la regolazione del volume, ma nulla vieta di mappare altri comandi da utilizzare in gioco.

Come si interfaccia

Insieme allo Steam Controller arrivano anche delle interessanti funzioni hardware e software. Quella che colpisce subito è il feedback aptico dei trackpad. Quando tocchiamo i due dischi un piccolo ma deciso motore ci restituirà una soddisfacente vibrazione, che ci darà la sensazione di avere qualcosa di molto particolare in mano. Ad esempio, se impostiamo il trackpad destro come mouse con trackball, una volta effettuato un veloce movimento di “swipe” in una direzione sentiremo la vibrazione “ticchettare” velocemente per poi diminuire, esattamente come se avessimo fatto girare una trackball invisibile. È una delle sensazioni più strane che abbia mai provato: gli input che arrivano alle vostre dita dicono una cosa, ma gli occhi ne dicono un’altra. Altra interessante funzionalità è quella della tastiera a schermo: premendo il tasto adibito, una tastiera simile a quella degli smartphone compare a schermo. È divisa in due perché con le dita potete scorrere sui trackpad e un puntatore indica su quale tasto state passando. Cliccando sui trackpad premete il tasto selezionato. Sembra complicato, ma è sicuramente il metodo più veloce di scrivere senza una tastiera vera e propria, e scommetto che con un po’ di pratica potrebbe diventare davvero efficiente per brevi messaggi.
Ad esempio, ho scritto quest’ultimo paragrafo con la tastiera virtuale mettendoci meno di 60 secondi, correzioni comprese, e senza utilizzare il suggeritore automatico di parole incluso. Impossibile farlo con altri sistemi di scrittura.

Altra interessante funzione è quella dei menu a schermo, che permette di utilizzare i trackpad per far comparire su video un overlay in sovraimpressione con un massimo di 16 pulsanti e di selezionarli con un meccanismo simile a quello della tastiera virtuale. Basterà toccare e spostare il dito sui trackpad, o configurare un tasto apposito, per far comparire il menu touch e premere per selezionare la voce desiderata.

Come si gioca

Ed ecco il punto cruciale, quello che determina il verdetto finale del prodotto: la reale usabilità dello Steam Controller. Facciamo il punto su quello che è stato pubblicizzato e quelle che sono state le mie reali impressioni. Valve ha affermato che il suo prodotto avrebbe colmato il gap fra joypad e tastiera, fra divano e scrivania e tutto con un solo dispositivo. Secondo loro ogni tipo di gioco potrebbe essere giocato liberamente spaparanzati davanti al televisore, strategici, fps, gestionali, simulatori.
La cosa di cui sono sicuro è che non è possibile dare un parere univoco ed oggettivo, molto dipende da come siamo abituati a giocare e con cosa. Io, ad esempio, non sono mai stato avvezzo ai joypad, sono più un cultore di mouse e tastiera e non vado molto d’accordo con stick e grilletti.
In linea di massima, lo Steam Controller non ha niente da invidiare agli altri controller, e anzi spesso riesce a superarli in termini di efficienza. Non riesce molto spesso a raggiungere mouse e tastiera in termini di reattività unita a precisione, ma sicuramente ci si avvicina pericolosamente. Ci vuole tempo e pazienza per abituarsi e configurare a puntino il joypad, ma una volta concluso il processo sono riuscito a godermi dei titoli che prima non riuscivo a giocare se non alla scrivania.

Impressioni

Vediamo più nel dettaglio quali giochi ho provato e come mi sono trovato con varie interfacce e visuali. Sia chiaro, in nessun gioco ho utilizzato alcun tipo di aiuto o miglioramento per joypad, niente mira assistita o funzioni di altro tipo. Inoltre, come ho già detto, considerate che se non è diversamente specificato ho utilizzato il profilo più scaricato dalla comunità, che si rivela quasi sempre essere la base di partenza migliore.

  • Desktop – Iniziamo con la prima configurazione con cui ci troveremo di fronte e che rispecchierà molti dei giochi che solitamente usano il mouse per spostarsi. La configurazione che ho utilizzato è quella di base, con un paio di funzioni spostate in punti più adatti: apro la tastiera con il pulsante Y e utilizzo il clic dello stick come clic della rotella del mouse per aprire e chiudere le schede del browser. Ho mappato come clic sinistro del mouse sia il clic del trackpad destro che il grilletto destro. La selezione ottenuta è precisa.
  • The Talos Principle – Il gioco assieme al quale ho acquistato lo Steam Controller. È un puzzle game in prima persona, con pochi tasti da utilizzare, dove è utile essere veloci con movimento e visuale. Qui ho utilizzato il profilo fornito dagli sviluppatori, modificando solo la sensibilità della visuale, regolandola in base ai miei gusti. Non ho notato grandi differenze fra mouse e trackpad, rendendolo uno dei giochi in cui non si sente la mancanza della scrivania.
  • Deus Ex: Human Revolution – Purtroppo in questo gioco ho avuto la delusione maggiore, forse per una mancanza di pazienza e familiarità. La gestione della telecamera del profilo della comunità non mi risultava intuitiva e i tasti non mi sembravano comodi da raggiungere, fatto sta che, dopo pochi minuti, sono stato crivellato perché il personaggio è saltato fuori dalla copertura nel momento sbagliato. È stato anche uno dei primi giochi che ho provato e forse necessita di più esperienza. Da riprovare.
  • Borderlands 2 – Questo è un gioco dove un’ottima configurazione riesce davvero a fare la differenza. Con qualche modifica adesso riesco ad avere una precisione di poco inferiore a quella con mouse e tastiera. Per i combattimenti più veloci, cliccando il trackpad destro posso sparare, in modo da girarmi e sparare contemporaneamente con lo stesso dito, mentre per i colpi più precisi posso mirare e spostare la visuale con l’accelerometro e sparare con il grilletto, fermo restando che posso mischiare le varie tecniche. Sono rimasto talmente impressionato dai risultati che ho voluto ricominciare una partita tutta da giocare con il controller!
  • Portal 2 – Considerando che ho ripreso dopo anni il mio vecchio salvataggio, che era esattamente all’ultimo livello del gioco, in pochi minuti e senza modifiche ho preso padronanza dei comandi e ho concluso la macchinosa parte finale senza problemi. Unica pecca, a quanto pare non si può giocare in modalità schermo diviso con uno Steam Controller ed un altro joypad, per motivi non meglio chiariti. Peccato, perché si tratta di uno dei giochi di punta di Valve e il fatto che il controller non sia supportato sotto ogni minimo particolare almeno per quella manciata di giochi che loro stessi hanno sviluppato è un piccolo punto a sfavore.
  • Team Fortress 2 – Altra grande gloria di Valve, è decisamente il più frenetico fra i titoli fin ora presi in esame, e almeno in una partita con i bot a difficoltà massima (i server non funzionavano) il controller si è comportato bene. Reattivo al punto giusto, preciso e veloce. Utilizzo la stessa tecnica di Borderlands 2 per fare fuoco e muovere la visuale. Purtroppo la velocità del gioco inficia sull’esperienza rispetto al mouse, ma con i giusti ruoli e un po’ di esperienza credo che si possano raggiungere ottime soglie di reattività.
  • Torchlight 2 – Continuiamo con l’ennesimo secondo capitolo di una saga, ma cambiando tipo di gioco. Questo GDR hack’n’slash, seguito spirituale di Diablo, utilizza soprattutto il mouse più qualche tasto per le scorciatoie. Non ho dovuto toccare niente: lo stick analogico viene usato per spostarsi tramite un trucchetto (è stato configurato come mouse che clicca a poca distanza dal personaggio, nella direzione in cui spingiamo lo stick, simulando perfettamente il movimento che ci aspetteremmo, e permettendo anche l’interazione con gli oggetti di fronte a noi) mentre i due grilletti vengono utilizzati come clic del mouse, il trackpad sinistro e tutti gli altri bottoni vengono assegnati alle scorciatoie. Il gioco risulta facile da giocare e non dobbiamo pensare a nulla fin dal primo momento di gioco.
  • Just Cause 2 – Non ho idea del perché abbia usato così tanti “2” per questi test. Almeno stavolta è in terza persona, e con una meccanica molto dinamica. Fra auto, combattimenti e rampino il controller se la cava egregiamente, scadendo un poco nelle sparatorie, ma restando comunque sopra ad un qualsiasi joypad.
  • Addio Deponia – Cambiamo genere (avventura grafica) e capitolo (il terzo) per concentrarci su uno stile più incentrato sul mouse e quindi sulla velocità di movimento del puntatore. Utilizzando una configurazione simile a quella del desktop, non ho avuto problemi a giocare. Non siamo alla velocità di utilizzo del mouse, ma il vantaggio di stare sul divano sicuramente colma questa lacuna alla grande.
  • Rocket League – Questa è stata senza dubbio l’esperienza più soggettiva, perché ho finora giocato a questo titolo utilizzando un gamepad molto particolare, con layout Playstation e un mini volante intorno alla croce direzionale. Il modo di giocare è senza dubbio molto diverso e difficilmente riesco a giocare con un normale controller, figuriamoci con lo Steam Controller. Ho personalmente trovato più che difficile, addirittura inutile utilizzare i trackpad, dato che per questo tipo di gioco trovo più adatto uno stick analogico fisico. Un’ottima combinazione, tuttavia, si trova nell’usare il trackpad sinistro per spostarsi e il clic per saltare, in modo da effettuare “turbo-salti” in modo efficace e preciso. Va detto che in questa configurazione finivo per premere inavvertitamente il trackpad e saltare senza volerlo, ma forse per chi non è abituato a joypad strani riuscirà a trovarsi meglio.
  • Civilization V – Il primo strategico con cui mi trovo a che fare risponde bene allo Steam Controller (è anche uno dei titoli che più ne sponsorizza l’utilizzo) e il profilo dello sviluppatore è semplicemente perfetto. Chi passa ore davanti a Civilization, potrebbe valutare l’acquisto del pad solo per questo titolo dato che diventa perfettamente giocabile da divano. Forse l’esperienza più intuitiva che ho avuto con il controller.
  • Age Of Empires II – Lo so, avevo promesso di smetterla con i “numeri due”, ma quale strategico riassume l’interfaccia e la giocabilità del genere meglio del più famoso di essi? Essendo un gioco che utilizza molto il mouse, i bottoni del controller bastano e avanzano per mappare le scorciatoie e le funzioni più utilizzate. Anche qui nessun problema, l’unica variabile è la velocità con cui riusciamo a spostare il cursore.
  • Medieval II: Total War – Lo giuro, è l’ultimo. Uno strategico diverso dai precedenti e forse ancora più dipendente dal tempo reale. Purtroppo, qui il controller diventa macchinoso: i comandi sono semplici da memorizzare, ma padroneggiare telecamera e scorciatoie in modo da essere veloci non è semplice. Forse qualche aggiustamento sulla sensibilità del trackpad che emula il mouse può migliorare la situazione, ma l’impressione è che non sia semplice essere molto rapidi qui.

  • Kerbal Space Program – Passando ad un genere completamente diverso, mi trovo davanti alla sfida più grande per lo Steam Controller: un complesso e profondo editor di razzi. Anche qui ci viene in soccorso il profilo degli sviluppatori, forse il più completo e approfondito, diviso in ben cinque set diversi di comandi per i vari ambienti di gioco, editor, menu, in volo, a piedi e mappa. In questo gioco viene fatto largo uso di tutte le funzioni del pad: attivatori, menu touch, grilletti progressivi, accelerometro, riuscendo a gestire le innumerevoli funzioni di questo simulatore. Purtroppo, nella parte dell’editor, per quanto i comandi sui tasti siano efficacissimi, l’utilizzo di un trackpad non permette di gestire alla perfezione i vari pezzi, e, per quanto sia possibilissimo costruire un razzo, il tempo necessario aumenta a dismisura rispetto a quanto serva con un mouse. Altro discorso nella modalità di volo/a piedi; l’utilizzo di stick e grilletti analogici rende molte operazioni delicate più semplici e si ha la sensazione di avere un maggiore controllo del mezzo. Qui il controller diventa più una periferica da affiancare a mouse e tastiera, per raggiungere un livello superiore rispetto all’utilizzo di uno solo dei due sistemi.

L’ultima considerazione che faccio è di stampo tecnico: c’è una caratteristica fondamentale per un controller wireless che non può essere dimenticata: la batteria. Lo Steam Controller funziona con 2 batterie AA, e nella scatola ne troverete già un set pronto all’uso. La durata è semplicemente fantastica. Ho dovuto cambiare le pile incluse solo dopo un mese, in cui l’ho utilizzato praticamente ogni giorno, minimo un’oretta al giorno, fino a passarci pomeriggi o serate intere. Nonostante la quantità di funzioni, l’efficienza energetica è ottima, e forse l’assenza dei due classici  motorini per le vibrazioni, inseriti solitamente nell’impugnatura, aiutano in questo senso. I motori presenti nei trackpad sono piccoli e tecnologicamente più avanzati di quelli utilizzati nei pad, e sebbene meno potenti, non lesinano in feedback tattili.

Materiali

La plastica della scocca dello Steam Controller è di buona fattura, con un feeling al tatto meno “premium” rispetto ai nuovi controller di ultima generazione, ma non per questo scadente. Il peso davvero ridotto può dare invece una sensazione di “plasticosità”, che però ringrazierete durante le sessioni di gioco più intense. Alla facciaccia dei pad più massicci, lo Steam Controller è, come vi dicevo, il più comodo che abbia mai utilizzato.

I bottoni rispecchiano invece il classico set-up di Xbox, con i bottoni ABXY, Start, Select e Steam su membrana e tutto il resto su bottone a scatto. La freccia direzionale è integrata nel trackpad sinistro e quindi il click corrispondente servirà ad attivare tutte le direzioni del D-pad. Questo muove qualche timore in me, per via dell’usura, ma sinceramente non ho mai visto nessun dispositivo usurarsi prima sui bottoni a scatto invece che sui tasti a membrana. Quindi, almeno per la mia esperienza personale, meglio avere meno bottoni su gomma possibili.

Conclusioni

Questa analisi, così lunga e variegata, mi ha fatto capire molto bene come inquadrare e valutare questo Steam Controller: è una periferica innovativa, davvero innovativa, forse non rivoluzionaria, soprattutto perché riferita ad un pubblico ristretto che cerca un compromesso fra gioco da scrivania e gioco da divano, ma che riesce molto bene nel suo intento. Potrebbe non essere il miglior joypad mai creato in termini di materiali o immediatezza d’uso, ma è sicuramente il miglior joypad per PC che sia disponibile sul mercato. La promessa di portare i vantaggi del mouse su un controller è quasi del tutto mantenuta e, nei casi dove l’abitudine e le configurazioni non riescono a restituire un’esperienza di gioco similare, probabilmente arriveranno in nostro aiuto nuovi aggiornamenti e funzioni, lasciando davvero pochi titoli poco fruibili con lo Steam Controller. Sicuramente non arriviamo alla precisione e velocità di tastiera e mouse, ma questa periferica, che va capita e che necessita di un po’ di pazienza per essere sfruttata a dovere, riesce a darci davvero una nuova esperienza di gioco con tutti i titoli della nostra libreria di Steam. Sicuramente è il sistema che più si avvicina a ciò che sono tastiera e mouse, restando però nel palmo delle nostre mani. A pensarci, è quasi incredibile che tutto questo sia possibile solamente grazie a una manciata di bottoni e trackpad.

Prezzo

Lo Steam Controller è acquistabile su Steam al costo di 54,99€, ma è disponibile anche in bundle con diversi giochi, pensati anche per l’utilizzo con questo joypad, ad un prezzo scontato. Peccato per la spedizione che ammonta a 10€. Il mio consiglio è di aspettare uno sconto su un pacchetto joypad + gioco, che vi permetterà di farvi spedire a casa il controller a un prezzo decisamente inferiore.


Nerdando in breve

Lo Steam Controller è una periferica innovativa, che richiede un poco di pazienza e abitudine, ma che si avvicina molto all’esperienza d’uso di mouse e tastiera.



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