Due chiacchiere con: Matteo Boris Botti (Tin Hat Games) - Nerdando.com
Giochi da tavolo

Due chiacchiere con: Matteo Boris Botti (Tin Hat Games)

Ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con Matteo Boris Botti di Tin Hat Games: ecco cosa ci siamo detti.

Luigi: Vi aspettavate un tale successo? Avete raggiunto la somma richiesta per Dungeon Digger in soli tre giorni!
Matteo: Più che altro con tutto il lavoro che ci abbiamo messo ci speravamo! La nostra precedente esperienza, #UrbanHeroes, ci aveva messo circa 20 giorni per raggiungere il goal quindi in questo caso siamo molto sollevati, speriamo però di raggiungere gli stretch goal più importanti per dare a tutti i backers il miglior gioco possibile!

Luigi: Cosa pensate in generale di Kickstarter? Pensate che possa essere tranquillamente utilizzato per i giochi da tavola come abbiamo visto negli ultimi anni?
Matteo: Kickstarter è una piattaforma straordinaria perché è in grado di moltiplicare all’ennesima potenza l’esposizione mediatica e il successo di un piccolo prodotto, trasformandolo in una realtà sul mercato. Oggi Kickstarter è un modello per molte realtà come la nostra, che puntano a creare una demo funzionante e a finalizzarla grazie al crowdfunding; purtroppo la concorrenza è spietata, anche per colpa dei grandi produttori che, invece di investire su un progetto, preferiscono affidarsi alla prevendita ma è anche vero che se sai ritagliarti il tuo spazio e continui a lavorare bene non farai fatica a far decollare il tuo progetto!
Passare attraverso un Kickstarter è comunque un’esperienza molto formativa che consiglio ad ogni team: o si finisce per il meglio o sarà il crowdfunding a finire voi!

Luigi: Il riscontro sul web è stato grandioso, come siete stati accolti dal vivo al Play?
Matteo: Il pubblico italiano e di Play ormai ci conosce e sa che allo stand Tin Hat Games può trovare fondamentalmente 3 cose:
1 – progetti nuovi;
2 – clima famigliare;
3 – casino.
Al Play abbiamo rispettato questa scaletta presentando la nostra più recente scommessa Dungeon Digger, giocando con ogni visitatore possibile e lanciando in diretta il Kickstarter del progetto.
Quello che ne è emerso, anche a parere dei visitatori e dei recensori, è stato esattamente quello che volevamo: una bella festa che spezzasse la tensione di mesi di lavoro (e dei mesi di lavoro successivi!) e che facesse sentire tutti a casa, proprio come durante le nostre riunioni a porte chiuse in cui proviamo i giochi che un giorno diventeranno produzioni.
Play rimane dunque la nostra seconda casa, vuoi perché siamo di Parma e Modena, già dai tempi del ModCon, è sempre stata una manifestazione stupenda vuoi perché tra emiliani ci si capisce subito: basta che ci sia vino, dei bei giochi e da mangiare e siamo tutti contenti.

dungeon digger

 

Luigi: Avete avuto ispirazioni da altri media per la creazione di Dungeon Digger?
Matteo: Certo che sì! L’universo di Dungeon Digger affonda le basi negli anni ’90 e nei cartoni animati fantasy di quel periodo, nella nostra passione per D&D scatola rossa e l’ironia oltre agli attualissimi Rick & Morty e Adventure Time. Ovviamente, in questa operazione di sintesi grafica, l’apporto di Laura Guglielmo, l’illustratrice di tutto il gioco, è stato fondamentale, senza di lei gli Sgorbi non sarebbero così brutti e bellissimi al tempo stesso!

Luigi: Come cambia Dungeon Digger al variare del numero di giocatori?
Matteo: Ottima domanda! Sappiamo infatti che molti giochi funzionano alla grande in un determinato numero di giocatori mentre si “piantano” quando quel numero si supera o quando si scala verso il basso.
Dungeon Digger è un gioco per 2 – 6 giocatori che è stato scritto ma soprattutto riscritto in quasi 2 anni di progettazione, inutile dire che in questo lasso di tempo molte cose sono cambiate ma una cosa è rimasta fissa nei nostri intenti: creare un gioco veloce, divertente, strategico e soprattutto coinvolgente per tutti i giocatori presenti.
Per ottenere questo abbiamo adottato diverse tecniche:
– turni brevi in cui ogni giocatore ha a disposizione 2 punti Tirannia per fare eseguire ai propri sottoposti i diversi Ordini;
– un gioco che si impara giocando: al netto del manuale illustrato da Laura e che riporta gli esempi grafici di Manuel, Dungeon Digger è il classico gioco che al secondo o terzo turno già conosci a livello di meccaniche e che dopo la prima partita ti fa esclamare “cavolo, se avessi fatto quella mossa avrei vinto!”;
– un tabellone che si “restringe” a seconda delle necessità: 2 giocatori inizieranno in un’area ridotta mentre 5-6 giocatori dovranno disporre il loro Portale (la casella iniziale da cui dovranno partire a costruire) sul cerchio esterno, avendo a disposizione, almeno inizialmente, più spazio vitale per costruire e creare il proprio dungeon.
Quindi, al di là dello spazio vitale per ogni Signore del Dungeon e i propri Sgorbi, il gioco in 2 è super rapido e dovrebbe aggirarsi intorno ai 20-30 minuti di gioco al massimo, anche perché nessuno vi aiuterà o ostacolerà il vostro avversario, sarete solo voi contro il vostro nemico!
Con l’aumentare dei giocatori aumenta anche il numero di fattori in gioco: c’è chi giocherà per conto proprio, costruendo il suo dungeon accumulando punti vittoria, c’è chi raccoglierà più monete possibili e chi inizierà dal primo momento a pianificare l’invasione di un dungeon avversario, insomma dovrete guardarvi da più fronti ma se sarete abbastanza spietati ve la caverete e sarete incoronati il Signore dei Signori del Dungeon.

Luigi: Quali sono i vostri hobby nerd oltre il gioco da tavolo?
Matteo: Beh, sicuramente il gioco di ruolo!
Il nostro primo nato, #UrbanHeroes è stato un progetto Kickstarter concluso nel 2014 che ci sta dando parecchie soddisfazioni.
#UrbanHeroes è un gioco di ruolo ambientato in un mondo oscuro, malvagio e terribile, il nostro mondo reale, il cui processo di disfacimento è accelerato da comuni esseri umani dotati di abilità straordinarie.
Oltre a queste due grandi passioni ovviamente ci sono i film, i fumetti, la letteratura, il design e la ricerca scientifica, equamente distribuiti tra i tre membri di Tin Hat Games: Manuel, Alessandro ed io.

Luigi: Concludiamo con la classica: progetti futuri?
Matteo: Di progetti ne abbiamo anche troppi, ecco il nostro problema!
Dunque, facciamo un po’ di ordine, partiamo dal prossimo evento, la UK Game Expo in giugno che ci vedrà affiancati sulla scena internazionale a fianco dei ragazzi di Metagames Inc, autori di Lucid, un gioco di carte sui sogni lucidi appena concluso su Kickstarter.
Poi arriverà un’estate di ritiro e lavoro per approdare a luglio/agosto con V-World volume III, l’ultimo atto di una trilogia del nostro fumetto-fanzine su un mondo post apocalittico in cui gli unici sopravvissuti sono bande di metallari e rocker.
Per Lucca avremo il secondo Dossier di #UrbanHeroes, dedicato al mondo dello sport e dello spettacolo; le scatole di Dungeon Digger pronte per la consegna a mano ai backers e un altro gioco di ruolo narrativo in lavorazione da un po’, XXIV.
E questo solo fino al 2017, per il 2018 abbiamo in serbo un altro miliardo di cose per voi!

Luigi: Grazie mille per le risposte, vi auguro un 2017 pieno di successi!



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