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Tredici – Tra adolescenza e bullismo

Trama

Chi ha ucciso Hannah Baker?

Sembrerebbe l’incipit di una versione aggiornata del ben noto Twin Peaks, ma la storia di Tredici prende binari molto diversi da quelli scelti dal visionario David Lynch per il suo capolavoro del piccolo schermo anni ’90.

Hannah Baker, infatti, non è stata assassinata ma ha scelto di suicidarsi. La ragazza era un’adolescente come tante, solare e positiva nonostante i piccoli grandi drammi che affollano la vita di un teenager. Eppure qualche scheletro nell’armadio c’era, se ha deciso di farla finta.

Hannah non ha lasciato nessun biglietto per spiegare le ragioni del suo gesto e, per questo, i suoi genitori sono ancora più disperati, non riuscendo a spiegarsi cosa non sono riusciti a notare.

Quello che non sanno, però, è che Hannah prima di suicidarsi ha registrato alcune audiocassette, nelle quali ha inciso le tredici ragioni che l’hanno spinta al suicidio. Questo “testamento audio” deve essere consegnato, secondo le istruzioni della ragazza, a tutti i protagonisti del materiale registrato, ordinati secondo la gravità dei loro gesti nei confronti della suicida. Tredici colpevoli, dunque, che hanno contribuito in modo più o meno determinante alla fatale decisione di togliersi la vita.

Chi ha ucciso Hannah Baker?

Recensione

Tredici è una serie creata da Brian Yorkley basandosi sul best seller di Jay Asher e disponibile su Netflix.

La serie tv ha attirato subito l’attenzione, guadagnandosi in egual misura critiche ed elogi per il fatto di portare sullo schermo tematiche delicate come il bullismo e la violenza sessuale e per aver mostrato il suicidio, per di più di una giovanissima, in maniera cruda e realistica come raramente era accaduto in altri contesti televisivi.

Tredici ha per protagonisti dei liceali ma è quanto di più lontano da una serie teen. Se dovessi descriverla, la definirei come una fredda analisi dell’incomunicabilità che ci attanaglia al giorno d’oggi. In molti hanno interpretato la serie come un atto d’accusa nei confronti del bullismo e dei danni che può provocare tra gli adolescenti ma questa mi sembra una lettura semplicistica. Le vicende, infatti, ci vengono mostrate solo dal punto di vista di Hannah, filtrate dalla sua sensibilità ma, in molti casi, ci viene lasciato intravedere come ci siano altre chiavi di lettura dei fatti. Al di là dei personaggi più spregevoli, gli altri “aguzzini” indicati dalla ragazza come i responsabili della propria morte sono adolescenti come lei, ciascuno con i propri problemi e con le proprie insicurezze e cos’è se non un atto di bullismo quello che Hannah compie con le proprie audiocassette?

La mancanza di empatia e di comunicazione ha fatto sentire Hannah sola e schiacciata dalle vicende e la ragazza ha reagito nell’unico modo che le sembrava possibile: punendo gli altri con la sua morte e costringendoli a confrontarsi con le proprie mancanze e con i propri errori. Una terapia d’urto da cui alcuni dei ragazzi sapranno trarre un insegnamento e da cui altri, invece, finiranno inesorabilmente risucchiati.

Non solo i coetanei, comunque, ma anche gli adulti vengono coinvolti nell’estremo atto d’accusa di Hannah. La serie mette continuamente in evidenza le mancanze degli insegnanti e dei rappresentanti della scuola, preoccupati per tutto il tempo solo di uscire indenni dal tornado che il suicidio della ragazza ha portato nelle loro vite.

Tredici, in sostanza, è un pugno allo stomaco che non indora la pillola e che per questo spinge alla riflessione. Forse lontana dal nostro modo di pensare (in Italia fortunatamente la questione bullismo non raggiunge i livelli degli Stati Uniti) la serie merita di essere guardata, anche per la presenza di un cast di giovanissimi di grande livello.

Nerdando in breve

Tredici è una serie come non ce ne sono altre: vi coinvolgerà e vi lascerà amareggiati. Guardare per credere.

Trailer



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