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Nioh – Le prime ore di gioco

Nioh

Premessa: come da titolo, ho avuto la possibilità di giocare soltanto una decina d’ore, ma volevo necessariamente buttare giù un articolo con le mie prime impressioni su Nioh.

Recensione

Sono diventato fortemente dipendente da Dark Souls soprattutto a causa di questo articolo di jedi.lord, da allora sono passati mesi di amore-odio, soddisfazione-frustrazione, piacere-dolore: sentimenti fortemente contrastanti che mi hanno accompagnato nel completamente dei tre capitoli di Dark Souls e Bloodborne.

Inutile dirvi di come abbia atteso con curiosità l’uscita di Nioh e di come – da ex boxaro convinto – sia stato contento di possedere una Playstation 4 Slim.

Storia

Cercherò, come vi ho da sempre abituato, di fare pochi spoiler.

Il protagonista di Nioh è William Adams, personaggio davvero esistito e noto per essere probabilmente stato il primo inglese ad approdare in Giappone; in seguito ad una battaglia, viene rinchiuso in una prigione e… beh, non voglio dirvi più nulla perché vi rovinerei la sorpresa.

Davvero, il primo approccio con questo titolo mi ha lasciato a bocca aperta perché è parecchio simile a quello di Dark Souls, seguendo il canovaccio galera-fuga-primo boss che mi ha fatto emozionare come allora, quando un Tencar verginello si apprestava a soffrire per mesi.

Ma lo sapevate che Nioh è stato annunciato nel 2004, la bellezza di tredici anni fa e, inizialmente, era basato sulla sceneggiatura del film Oni, scritta dalla penna del maestro Kurosawa, ma purtroppo rimasta incompleta? Io no, l’ho appena letto su Wikipedia.

Gameplay

Qui vorrei soffermarmi particolarmente perché ci sono gli elementi che mi hanno colpito tantissimo: sapevo già cosa potevo attendermi da Nioh, ma la realtà ha superato di gran lunga le aspettative.

Sono presenti tantissime caratteristiche tipiche di Dark Souls, d’accordo, come ad esempio il punto di respawn, che qui non è un falò ma un tempio di fronte al quale pregare, oppure il fatto che la morte – come al solito punitiva – farà perdere tutte le amrita conquistate (le anime di DS che permettono di passare di livello), ma c’è sempre la possibilità di raggiungere il punto di morte dove poter recuperare tutto.

Ogni scontro potrebbe essere fatale, anche con i nemici apparentemente più innocui; i boss che ho incontrato finora sono ben realizzati, inquietanti e in grado di generare un giusto grado di sfida, che risulta frustrante ma che non mi ha mai fatto cadere in quella sensazione tipica in cui spengo il cervello e fracasso un pad per terra.

Meritano una menzione d’onore il sistema di combattimento, la gestione del personaggio e la mappa.

Il sistema di combattimento

Per quanto riguarda il fulcro di Nioh, il nostro buon Adams potrà utilizzare cinque diversi tipi di arma bianca quali la katana, la doppia katana, la lancia, l’ascia e il kusarigama e non solo! Queste armi hanno tre tipi di impugnatura (alta, media e bassa) che cambiano decisamente il modo di combattere; se a tutto questo aggiungiamo che si possono utilizzare, come armi a distanza, sia archi che armi da fuoco, beh, direi che c’è davvero spazio per affrontare ogni situazione in maniera differente.
Entusiasmanti le mutilazioni compiute uccidendo i nemici, voleranno arti e teste come se piovesse, soprattutto negli scontri più popolati.

La gestione del personaggio

Al passaggio di ogni livello, come in Dark Souls, sarà possibile pompare di un’unità una caratteristica principale (corpo, cuore, energia, forza, abilità, destrezza, magia e spirito) e, grazie alle uccisioni, si potranno ottenere dei punti abilità da spendere per ottenere dei power up, sia passivi che attivi, da utilizzare mentre si combatte con una specifica arma, oppure per creare talismani o altri oggetti utili.

Un altro elemento di caratterizzazione è lo Spirito Guardiano, una sorta di angelo custode che conferirà bonus speciali ed un’abilità devastante che dovrà essere caricata nel corso dell’avventura e che dura poco ma ha degli effetti straordinari ed è in grado di risollevare le sorti di uno scontro.

Nioh

La mappa

Nioh è strutturato in aree raggiungibili tramite una mappa a cui potremo accedere prima di iniziare una missione.

Le destinazioni sono tre: il campo base dove i fabbri ed i mercanti sono a nostra disposizione per poter potenziare l’equipaggiamento, le missioni secondarie per farmare amrita e le missioni principali che ci faranno proseguire nella lunghissima storia.

Ho trovato questo cambio di rotta rispetto a Dark Souls più rilassante poiché spezzare il ritmo mi ha aiutato a recuperare le forze mentali per proseguire nel gioco (potete chiedere a Clack di come il primo DS mi abbia reso un guscio vuoto per qualche mese) ed inoltre avere un punto fisso dove poter vendere e comprare comodamente accessibile aiuta non poco a decidere l’approccio con cui affrontare ogni quest.

Comparto tecnico

Sebbene all’inizio di Nioh ci sia un’opzione per scegliere se privilegiare la fluidità o la grafica (ed abbia scelto la prima perché francamente non adoro morire per colpa di uno scatto causato dalla console), non ho apprezzato alcuni drastici e fastidiosi cali di frame rate; non so se i possessori di Playstation 4 Pro abbiano avuto lo stesso problema, con la Slim, purtroppo, ho riscontrato questi difetti.
Insomma, la resa grafica non fa urlare al miracolo, non ho trovato scenari memorabili e alcune compenetrazioni possono portare ad essere colpiti anche se ben protetti da un muro ma diamine, a chi non è capitato di perire in questo modo con Dark Souls?

Il sonoro in generale è accettabile e le musiche orientaleggianti molto suggestive.

Multiplayer

Di questo posso parlarvi molto poco, in quanto ho provato questa modalità solo per affrontare altri giocatori mediante l’interazioni con tombe insanguinate disseminate all’interno di ogni località e per uccidere un boss terribilmente duro da abbattere in solitario però posso assicurarvi che non ho avuto alcun problema di matchmaking o lag.

In conclusione

Nioh mi ha spiazzato. Come ho affermato all’inizio non l’ho ancora portato a termine, addirittura sono arrivato malapena al 20% ma è uno titolo che ha tanto da dire e che non è una banale copia di Dark Souls, anzi!

Il sistema di combattimento e la gestione del personaggio mi hanno permesso di dare quell’impronta personale che alcune volte mi è mancata nel prodotto di casa From Software e che mi ha dunque spinto a non cadere nel trappolone del folle rush per arrivare a fine gioco ma che anzi, mi ha convinto a provare – per la prima volta da quando lavoro – le missioni secondarie per farmare amrita e punti abilità.

Purtroppo la grafica non è il suo punto di forza, ma si può tranquillamente chiudere un occhio (e mezzo) di fronte ad un videogioco che impegna, fa soffrire e diverte tanto.

Complimenti, Team Ninja, e mille di questi giochi!

Nerdando in breve

Nioh aggiorna il Souls Like apportando una ventata di freschezza: se vi piace il genere o cercate qualcosa da cui iniziare, non lasciatevi scappare questo titolo.

Trailer

 



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