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Resident Evil 7 – La tanto attesa rinascita

Resident Evil 7 recensione

Recensione

Per quelli che come me sono cresciuti a “pane e survival horror”, un gioco come Resident Evil 7 non può non avere un sapore particolare. E questo non solo perché si tratta del nuovo capitolo di una delle serie più popolari e celebri della storia dei videogiochi, ma soprattutto perché quella stessa serie era stata data per morta da parecchia gente. Me compreso.

Negli ultimi anni ho infatti manifestato più e più volte la mia rabbia e il mio profondo dispiacere per la piega che la saga aveva preso prima con Resident Evil 5, poi con Resident Evil 6 e successivamente con Resident Evil Revelations e, proprio alla luce di questo, devo ammettere che non avrei scommesso un singolo centesimo dei miei risparmi sulla possibilità che Capcom sarebbe riuscita a risollevare la situazione. Anzi, a dirla tutta, pensavo che eventuali nuovi capitoli del brand sarebbero stati come il sale su una ferita incapace di cicatrizzarsi.

E invece no. Il miracolo è avvenuto.

Sì, perché Resident Evil 7 è esattamente ciò che gli appassionati della saga chiedevano a gran voce ormai da anni. Non una squallida e pallida imitazione di un glorioso passato in un’epoca in cui la formula dei primissimi capitoli neanche funzionerebbe più, ma piuttosto una rinascita, una ridefinizione stessa del concetto di survival horror e… questo è esattamente ciò che ci siamo ritrovati fra le mani.

Un gameplay diverso ma comunque familiare

Per quanto sia oggettivamente “poco orientale” e molto più occidentale in termini di regia e direzione artistica, Resident Evil 7 rappresenta davvero un meraviglioso anello di congiunzione tra passato, presente e, se vogliamo, addirittura futuro. Da una parte abbiamo infatti un’impostazione molto cinematografica e moderna che ricalca lo stile degli ormai amatissimi “found footage“, mentre dall’altra tutto ciò che ha sancito il successo di Resident Evil sin dai suoi albori: un ritmo lento ma incalzante, un senso di claustrofobica angoscia in un’ambientazione che si schiude lentamente ma inesorabilmente, combattimenti poco frequenti ma di grande impatto emotivo nel momento in cui si è chiamati ad agire, tanta esplorazione e… gli enigmi. Finalmente enigmi degni di essere definiti tali!

Pregi e difetti

In termini di profondità narrativa più di qualcuno potrebbe storcere il naso – ed è piuttosto innegabile che alcune fasi dell’avventura siano così estreme e forzate da apparire più trash che horror – ma ciò non toglie che nel complesso, complice anche un cast di personaggi valido, il coinvolgimento sia assolutamente garantito. Le mie uniche perplessità in tal senso riguardano infatti solo alcuni dialoghi tra il protagonista e alcuni dei personaggi con cui si trova a interagire nel corso dell’avventura, dialoghi piuttosto paradossali a volte, ma tutto considerato si tratta davvero di un difetto marginale che non mina poi tanto l’intensità di un’atmosfera più che soddisfacente.

E se consideriamo che Resident Evil 7 vanta inoltre un comparto grafico di altissimo livello (anche su console), che capitalizza su un filtro grafico che accresce l’intensità dell’atmosfera molto più di quanto non si possa pensare, è facile intuire quale sia il grado di divertimento – e immedesimazione – che è in grado di offrire nelle circa 10 ore necessarie per portare a termine l’avventura.

Per quanto riguarda la longevità forse si poteva fare forse qualcosina in più, ma considerando i contenuti sbloccabili al termine della prima run e la discreta quantità di segreti disseminati nell’ambientazione, non è da escludersi a priori che parecchi di voi si trovino a desiderare un “secondo soggiorno” a casa dei Baker. E questo senza contare i DLC in arrivo che, per quanto sgraditi sotto il profilo economico, arricchiranno senz’altro parecchio l’esperienza nel suo insieme.

Conclusioni

E infine permettetemi una piccola postilla, giusto per completezza: se siete vecchi appassionati di questa saga è molto probabile che Resident Evil 7 non abbia la capacità di mettervi realmente alla prova né in termini di combattimenti né in quanto a profondità degli enigmi proposti – sebbene alcuni richiedano più di qualche riflessione per essere risolti – ma nel complesso non si può davvero negare che Capcom sembra aver finalmente compreso la strada giusta da percorrere per risollevare un brand che, come ho detto in apertura, molti avevano dato per spacciato.

Nerdando in breve

Giocare a Resident Evil 7 è stato un po’ come rivedere un vecchio amico. Non è esattamente come te lo ricordavi, ma riesce comunque a suscitarti le stesse emozioni di un tempo.

Trailer



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