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Black Screen: e se vedessi una schermata nera?

Black ScreenRecensione

Ho sempre amato le storie profonde, che ti lasciano qualcosa dentro.
Black Screen appartiene decisamente a questa categoria.
L’opera, nata da un racconto ad opera di Lucio Staiano (G.O.D.) e precedentemente inserito nella silloge Dipoli Umani, si è sviluppata grazie alla collaborazione dell’autore con Giuseppe Andreozzi e Fubi e, con la propria narrazione, permette un’immersione ed un coinvolgimento tali da lasciare a bocca aperta.
Attraverso le pagine, la graphic novel va ad indagare uno degli aspetti a mio parere più intriganti dell’animo umano: come si reagisce davanti alla conoscenza?
Il progresso tecnologico cambia la nostra vita giorno dopo giorno e quello che vent’anni fa sembrava impossibile ora è alla portata di tutti. Macchine digitali, smartphone e chi più ne ha più ne metta hanno radicalmente cambiato il nostro stile di vita, cosa accadrebbe quindi se la tecnologia ci permettesse di prevedere il nostro futuro?

Trama

Ambientato in una realtà in cui, attraverso l’uso di uno speciale visore detto SPOILER, è permesso scoprire ciò che avverrà, la trama si snoda attraverso il punto di vista di quattro diversi protagonisti (Brian, Garret, Frank ed Amanda) e chi legge assiste ad una storia in cui il futuro non può cambiare e appare come predeterminato. A causa della convinzione dell’infallibilità dell’algoritmo di previsione, le persone prendono ormai come ineluttabili i loro destini e, così come accade nella vita reale, ognuno ha una diversa reazione alla comparsa del “Black Screen” del titolo.
Il visore, infatti, permette di scoprire il proprio futuro fino al momento della propria morte, opportunamente oscurato e tenuto segreto all’utilizzatore.

I personaggi

Le quattro diverse fasi della narrazione sono un tutt’uno con i quattro diversi protagonisti.
Il ritmo, lo svolgimento e perfino l’atmosfera che si respirano appaiono diversi a seconda del personaggio che si sta seguendo.
Se il personaggio di Amanda viene trattato in modo più marginale rispetto agli altri, Garret, Frank e Brian sono approfonditi maggiormente e, tramite le loro caratteristiche, si trovano ad affrontare situazioni simili, dettati dall’utilizzo dello SPOILER in modi molto differenti.

Garret subisce una grande metamorfosi, passando dall’essere un bambino che si interroga riguardo l’esistenza di un’entità superiore, arrivando a diventare un uomo d’affari creatore di una delle innovazioni più grandi dell’umanità.

Frank Rosenthal è un professore universitario che ha fatto dello studio del condizionamento psicologico la propria vita. Da uomo di scienza è convinto che l’algoritmo di predizione non sia infallibile, ma che l’uomo autodetermini il proprio futuro in base a ciò che si aspetta.
Quando mi sono trovato ad assistere alla sua storia, mi sono calato in modo incredibile nell’ottica dello scienziato abituato al ragionamento e che analizza ogni situazione nel modo più logico ed analitico possibile.

Brian, infine, è un impiegato delle seedindustries, le industrie responsabili della creazione e della distribuzione degli SPOILER. Con un particolare sistema, Brain riesce a modificare il proprio visore in modo da poter vedere il futuro delle altre persone e cerca di intervenire negli avvenimenti.

Disegni

Fubi, già disegnatore per Shockdom per la realizzazione di Agorafobia, contribuisce, attraverso la propria opera, alla completezza della graphic novel.
Le sue rappresentazioni così graffianti, figlie di uno stile personale ben elaborato, riescono a riportare una realtà cruda e spietata.
Nonostante il tratto così spigoloso e sbozzato, come in un dinamico schizzo, tutto risulta molto realistico. I disegni che potrebbero sembrare, di primo acchito, sporchi e imprecisi nascondono un sapiente uso dello spazio e dell’utilizzo dei riquadri.

Considerazioni

La storia, estremamente ben congegnata, scivola via in fretta e le pagine si susseguono una dopo l’altra, senza la possibilità di interrompere la lettura. La scelta di raccontare attraverso diverse focalizzazioni risulta vincente e, nonostante l’andamento della trama risulti non propriamente lineare, tutto appare assai chiaro e ben costruito.
Non c’è spazio per qualcosa di irrisolto od oscuro, tutto combacia perfettamente.

I diversi personaggi lasciano spazio ognuno ad un diverso modo di affrontare la stessa realtà ed è come se la narrazione si adeguasse ai diversi punti di vista.
La domanda che non si riesce a evitare durante la lettura è: “Cosa farei se mi trovassi in un mondo del genere?”
E ancora: “Vorrei davvero conoscere il mio futuro? E se mi capitasse un Black Screen?”

La grande capacità di Black Screen è quella di indurre il lettore alla riflessione, proprio tramite la grande capacità di coinvolgimento che possiede.
Al di là dell’esecuzione tecnica dei disegni, è l’idea stessa alla base del racconto che mi entusiasma.
Nella nostra vita assistiamo continuamente a dilemmi e, molto spesso, gli stessi ci vedono coinvolti in prima persona, costringendoci a fare scelte e a stabilire cosa sia lecito o meno.
Il fatto che un’opera sia in grado di suscitare una tale riflessione mi sembra indice del grande lavoro svolto in ogni aspetto della realizzazione.

Black Screen sarà disponibile dal 22 gennaio 2017.

Nerdando in breve

Black Screen è un ottimo lavoro da leggere tutto d’un fiato e che lascia parecchi spunti di riflessione.



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