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Nerdando Awards 2016 – Fumetti

Dopo aver premiato i videogames dell’anno, passiamo oggi ad assegnare i Nerdando Awards per i fumetti: vi ricordo che ogni redattore ha scelto un titolo non necessariamente uscito nel corso del 2016, ma con il quale è entrato a contatto quest’anno.

aliquis – Leopardi e Ranieri: veri detective

Ho letto molto nell’arco di quest’anno, ma il fumetto di Davide La Rosa è quello che mi ha più conquistato. Con il proprio humor ed i continui rimandi letterari, con i suoi disegni fatti male (ho semplicemente amato il disegno in prospettiva a pag. 130) e l’utilizzo di autori che ho studiato a lungo durante gli anni di liceo e università, La Rosa mi ha fatto tornare indietro nel tempo, a quando, durante lo studio, la mia mente iniziava a vagare e partoriva distorte elaborazioni di quanto appena letto. Semplicemente geniale!

Clack – Persepolis

Tratto semplice e bianco e nero monolitico per una autobiografia che tratteggia anche uno dei momenti più bui della nostra contemporaneità. Marjane Satrapi sa trasmettere emozioni e dà voce e corpo ad un popolo troppo spesso poco considerato e banalizzato dalla controparte occidentale. Ecco perché Persepolis non può mancare nella propria libreria personale.

FrankieDedo – Injection

Purtroppo il 2016 è stato un anno povero di fumetti per il sottoscritto, ma c’è stato un volume in particolare che mi ha colpito, piazzandosi parecchio in alto nella mia classifica generale: Injection. Scritto da Warren Ellis e disegnato da Declan Shalvey, mi ha stupito non soltanto per l’interessantissima caratterizzazione, ma soprattutto per il mondo “tecnomagico” che ci viene mostrato. Le mescolanze di vari generi mi hanno sempre affascinato e il modo in cui si unisce la cultura popolare celtica alla fantascienza, alla tecnologia, allo spionaggio, all’horror, semplicemente mi ha rapito, così come un bambino delle fattorie viene rapito da un folletto delle leggende.

Giakimo – Usagi Yojimbo: Senso

Come ogni anno ho letto una quantità di fumetti forse eccessiva, passando da serie recenti americane tipo la nuova serie regolare di Doctor Strange a classici italiani che non avevo ancora recuperato, tipo Alan Ford o Gli Scorpioni del Deserto.
Il mio fumetto dell’anno è stato però Usagi Yojimbo: Senso. Per chi non lo sapesse, Usagi Yojimbo è una serie indipendente americana scritta e disegnata da Stan Sakai e ambientata in un Giappone feudale in cui tutti gli abitanti sono animali antropomorfi. Usagi è infatti un coniglio, ma è soprattutto un ronin che girovaga per il Giappone; Senso è un volume speciale che è sostanzialmente la storia finale di Usagi e riprende tutti i personaggi apparsi nel corso della lunga vita editoriale della serie (il primo numero è del 1986).
Usagi è uno dei miei fumetti preferiti di sempre e dunque non posso che apprezzare questo volume: un vero dono per i fan della serie (e per gli appassionati del Giappone).

Giando – One Punch Man

Questo è l’anno in cui ho ripreso fortemente a leggere manga, e il mio Award della categoria non può non andare al folle manga scritto da One e disegnato da Yusuke Murata. Edito in Italia da Panini Comics (divisione Planet Manga), è da aprile che possiamo leggere le avventure di Saitama, assurdamente forte eroe per hobby, che riesce letteralmente a sconfiggere ogni nemico con un solo pugno, tra l’altro con suo grande disappunto! Attorno a lui si muove una folta schiera di comprimari, ed è interessante vedere come le vicende si intrecciano e Saitama a volte è quasi una meteora di passaggio che ci regala i momenti più esilaranti nonostante un clima di tensione per l’avvento di nemici sempre più forti… ma basterà un suo pugno per sistemare il tutto!
Folle, nonsense, un manga che sta già facendo storia e che bisogna avere in collezione!
Menzione d’onore: sempre ad aprile è uscito l’ultimo numero di Naruto di Masashi Kishimoto. Si è detto di tutto e di più su questo titolo, tuttavia è con grande emozione che ho accolto la conclusione di questa lunga ed appassionante saga. Grazie a tutti i Ninja di Konoha!

JayJay – Mater Dolorosa

Qui un po’ mi mi pento di non aver messo l’ottimo “Visione”, però in cuor mio sapevo che non potevo non mettere Dylan Dog. Dopo Super Mario continuo quindi a premiare la nostalgia, anche se onestamente questo Mater Dolorosa è una piccola gemma che mi fa tornare di prepotenza ai fasti di un tempo. C’mon, Old Boy!

jedi.lord – Kobane Calling

Durissimo da scegliere, il mio fumetto dell’anno, ma leggendo tanta roba voglio limitarmi alle sole novità del 2016 anche se, nel contempo, è stato un anno di tanti recuperi e di fumetti seriali, di tante letture buone e buonissime che però a ripensarci non saprei se meritano del tutto l’epiteto “dell’anno”. Tranne uno.
A Kobane Calling va il mio voto di miglior fumetto del 2016 perché, pur contenendo nella prima parte due reportage usciti l’anno scorso, l’opera nella sua interezza è migliore della somma delle sue ottime parti: un reportage di cuore e di pancia, un lavoro importante perché parla a tutti di un qualcosa di cui forse sappiamo troppo poco ma che è terribilmente attuale e vicino a noi. Lo stile è quello classico di Zerocalcare e si adatta dannatamente bene anche al reportage di questo tipo. Se Dimentica il mio nome mi aveva convinto leggermente meno degli altri suoi titoli, Kobane Calling mi è piaciuto senza se e senza ma.

LC – Again!!

Mi piacerebbe tantissimo dare questo premio ad American Jesus di Millar, ma è ancora presto dopo un solo numero uscito, quindi scelgo Again!! (アゲイン!!) di Mitsuro Kubo. Non è nuova come serie, ma non mi ci ero mai imbattuto prima di questa primavera; merita il premio per l’effetto “nostalgia di Slam Dunk”, con cui ha tanto in comune, e perché tratta di un tema che mi appassiona particolarmente (che fareste se poteste rivivere gli ultimi tre anni della vostra vita?).

Morgana – Dampyr

Ho deciso di premiare Dampyr, anche se viene pubblicato dalla Bonelli dal 2000, perché proprio quest’anno l’albo ha festeggiato il traguardo del numero 200, e presso il Lucca Comics and Games 2016 ho avuto l’occasione di incontrare uno degli autori, Mauro Boselli, e alcuni dei disegnatori storici delle avventure del mio ammazzavampiri preferito. Se vi piacciono le atmosfere dark/horror e le storie di vampiri, fantasmi, demoni, mostri vari ed eroi senza macchia, Dampyr è il fumetto che fa per voi.

Ogariad – East of west

Ambientazione Futu-Western e cavaliere dell’apocalisse. Tutto amalgamato da uno stile molto particolare.
Il resto può accompagnare solo.

Panta – Injection

Non ho mai letto così tanti fumetti come quest’anno. Grandi classici, novità, fumetto italiano, americano, Marvel, DC, praticamente di tutto, eppure non ho avuto un solo attimo di esitazione a premiare Injection, scritto da Warren Ellis ed illustrato da Declan Shalvey. L’idea di Ellis, folle ed allo stesso tempo geniale, di fondere elementi tecnologici e futuristici, tradizione magica celtica ed investigatori dell’occulto funziona splendidamente. La parte grafica, composta dal già citato Shalvey, Bellaire ai colori e Fonografiks come responsabile di lettering e produzione aggiunge ulteriore qualità a quella che si prospetta essere una delle più belle serie degli ultimi anni.

Tencar – Dragonero

Complice la mia passione per Stefano Vietti a causa di Hammer, ho iniziato a leggere Dragonero a gennaio partendo dal volumone “Le origini”.
Mi mancava del sano fantasy fatto per bene e questa lacuna nella mia vita di lettore è stata colmata dalle avventure di Ian, figlio di Aran della casata Varliedarto.
Menzione d’onore per Providence, Morgan Lost e Life Zero.

Zeno2k – Hammer

Normalmente divoro ben pochi fumetti durante l’anno e il 2016 non fa eccezione. Tra quelli che ho avuto modo di leggere e recuperare, però, sono felice di scegliere un’opera italiana. Hammer è un cyberpunk degli anni ’90 che non ha avuto tutta la fortuna che meritava: chiuso dopo solo 13 numeri, è stato ripubblicato da Mondadori nel 2014; chiunque ami il genere dovrebbe lasciarsi trasportare dalle sue suggestioni, dai personaggi iconici e dalle trame affascinanti. Non è un caso se poi i suoi autori sono diventati celebri per altre pubblicazioni nel corso degli anni (il nome Stefano Vietti vi dice qualcosa?).

And the winner is… INJECTION

Anche per questa votazione, la redazione ha mostrato la propria poliedricità ed Injection è stato eletto vincitore del Nerdando Awards con due voti: vi consigliamo di recuperarlo e – perché no – di farci sapere i vostri pareri.



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