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La ragazza del treno: il film che stupisce

Recensione

Ho avuto l’opportunità di vedere La ragazza del treno in occasione del Cinema2Day, l’iniziativa promossa dal Mibact (Ministero dei bene e delle attività culturali e del turismo) che permette di andare al cinema al costo di 2 euro ogni secondo mercoledì del mese.
Perché?
Molto semplice.
Ogni volta, al cinema, il trailer di questa pellicola si imponeva forzatamente alla mia attenzione, ma, nonostante questo, non riusciva a trasmettermi la minima curiosità sul film.
Nella mia mente avevo già rimandato la visione al momento in cui i ragazzacci di Sky (o chi per loro) avrebbero deciso di mandare in onda la programmazione che è ora nelle sale.

Se la premessa non era quindi delle migliori, alla fine ho comunque deciso, proprio spinto dall’opportunità di vederlo a prezzo ridotto, di concedere una chance all’ultima fatica targata Tate Taylor.

Trama

Tratto dall’omonimo romanzo di Paula Hawkins, La ragazza del treno racconta la storia di Rachel Watson. Alcolizzata e reduce da un brutto divorzio, Rachel passa buona parte delle proprio giornate su un treno e, durante i suoi viaggi senza meta, resta letteralmente rapita dagli spiragli di vita di una coppia, che riesce a cogliere solo fugacemente.
La giovane coppia sembra essere l’incarnazione dell’amore spensierato e incondizionato, un’immagine del perfetto matrimonio che la protagonista ha ormai perduto. Inevitabilmente, Rachel inizia ad affezionarsi e ad immedesimarsi nella relazione che riesce a vivere esclusivamente nella sua fantasia, tanto da rimanere sconvolta quando vede la donna oggetto della sua ammirazione/invidia con un altro uomo.
Alla notizia della scomparsa di Megan Hipwell, la donna oggetto della sospetta infedeltà, la protagonista, mossa dal suo problema con l’alcool e dai suoi vuoti di memoria, arriverò a dubitare perfino della propria innocenza.

Attori

Uno dei motivi per cui non ero particolarmente allettato dall’idea di vedere questo film era la capacità recitativa della protagonista.
Ho avuto modo di vedere Emily Blunt in molte altre pellicole e mai avevo avuto la parvenza di una sua particolare bravura nel campo della recitazione. Mi era sempre sembrata, insomma, la classica attrice in grado di portare a casa il compitino, senza strafare, ma senza nemmeno essere in grado di regalare una performance degna di un Oscar. Fin dalla prima inquadratura, invece, qui si fa fatica a capire se la sua interpretazione sia poco ispirata, poco impostata o semplicemente scialba a causa della mancanza di abilità nella recitazione.

Se la prova della protagonista non convince, perfettamente ispirati appaiono Rebecca Ferguson, Haley Bennett e Justin Theraux. Quando si guarda ai comprimari, il film comincia a girare liscio come l’olio e lo svolgimento della trama prende il sopravvento, permettendo allo spettatore di essere rapito da quello che accade.

In sostanza…

In fin dei conti, il film si lascia guardare e, per quanto possibile, coinvolge.
Il grosso problema della scelta della protagonista, a mio parere, pesa come un macigno. La storia, tuttavia, nonostante stenti a decollare (anche per alcune scelte registiche) si lascia facilmente seguire, quando Rachel viene avvolta dalla recitazione dei comprimari o quando la trama sceglie di seguire momentaneamente la vicende di un altro personaggio. Proprio la scelta di mostrare punti di vista diversi della vicenda, che inizialmente mi aveva fatto preoccupare poiché poteva generare problemi dal punto di vista del filo logico della narrazione, risulta quindi la salvezza della pellicola, riuscendo a tamponare uno degli elementi deboli della produzione.
Colpi di scena abbastanza originali e un’atmosfera ispirata accompagnano lo spettatore per tutti i 112 minuti e la capacità di tenere in tensione e sul chi vive chi guarda è presente e convince pienamente.

Nerdando in breve

Un film che stupisce, grazie a delle qualità inaspettate, che riescono a far passare in secondo piano i punti deboli della trama e a far coinvolgere lo spettatore in una storia articolata e accattivante.

Trailer



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