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Doctor Strange – Magic in the air

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Disclaimer: questo articolo è completamente spoiler-free.

C’è un momento in Doctor Strange (non è uno spoiler, tranquilli), in cui parte Astronomy Domine dei Pink Floyd ma è talmente inserito nel resto della colonna sonora che quasi non me ne accorgevo. Questo perché l’atmosfera del film, amplificata dalla stupenda colonna sonora, è quella giusta.

A quanti film del Marvel Cinematic Universe (MCU per gli amici) siamo arrivati? Dalla regia (aka internet) mi dicono 14, con questo. Ci sono elementi nuovi in questo film? Del tipo che cambiano tono o cose del genere? No, non ci sono. D’altronde perché farlo? Piacciono al pubblico, piacciono alla critica, piacciono ai fan.

E poi andiamo, l’avete mai letto un fumetto di Strange? È pieno di robe psichedeliche e colorate, impossibile renderlo serio.

L’essere parte del MCU – e dunque di quello stile e marchio di fabbrica – è forse il difetto che moltissimi ci vedranno. Se non altro non è collegato agli altri film. Per trovare un film così slegato al resto bisogna tornare ai Guardiani della Galassia. Per me comunque il far parte del MCU non è un difetto, anzi. L’essere simile al resto del MCU rende più facile inserire gli elementi che più di ogni altro caratterizzano Doctor Strange e lo rendono un personaggio unico. Cioè la magia.

Ma andiamo con ordine.

Stephen Strange (Benedict Cumberbatch) è un neurochirurgo, bravissimo, famosissimo, ricchissimo e molto arrogante. Dopo un incidente in macchina però le sue mani sono distrutte e non può più operare. Cerca in tutti i modi una risposta scientifica e finisce per trovarne una spirituale, dopo un viaggio in Nepal. Qui incontra l’Antico (Tilda Swinton) e ne diventa un discepolo e dovrà aiutarla a combattere il malvagio Kaecillius (Mads Mikkelsen), un tempo discepolo dell’Antico ma traviato al Lato Oscuro (più o meno).

All’apparenza, la storia è abbastanza classica e rispetta tutti i cliché del film d’origine, ma è una cosa direi anche normale. Ma c’è di più.

La storia è molto simile a quella di Iron Man e, in effetti, è il film dell’MCU a cui si avvicina di più. Anche Strange è all’apparenza simile a Tony Stark. A differenza di Stark, Strange non cerca la redenzione, ma una cura per sé stesso. Quello che trova è però una nuova via, un nuovo inizio.

Le differenze principali con il primo Iron Man sono sostanzialmente due. La prima è il cattivo. Kaecillius è un cattivo standard per certi versi, ma se non altro è ben sviluppato nelle sue motivazioni. Si capisce la sua ambizione e perché vuole fare quello che vuole fare. Per una volta non si apre un buco nel cielo senza motivo (sto parlando con te, Suicide Squad) né si attacca con lo sputo un motivo per creare un cattivo con cui fare a botte (sto guardando te Obadiah Stane in Iron Man). Le sue motivazioni non ve le dico, perché significa spoiler e siccome il suo percorso narrativo mi è piaciuto molto non vi voglio rovinare niente. Non è il cattivo migliore del MCU, ma è valido e sostanzialmente mi è piaciuto di più di tanti altri (MCU e non). E dire che avevo più di una perplessità.

La seconda differenza sostanziale con Iron Man è legata al potere di Strange. E qui veniamo al pezzo forte del film: la magia. Era l’elemento più complesso e quello che destava più curiosità. Questo è il motivo per cui Doctor Strange è un bel film e rimane impresso. L’elemento magico è realizzato benissimo dal punto di vista tecnico ma sopratutto è inserito perfettamente nella storia. L’effetto Inception che si vede nei trailer è solo uno dei tanti e nemmeno quello più bello (l’effetto prisma è migliore, per me).

In particolar modo è tutto uguale a quello che abbiamo sempre visto di Strange. C’è tutto, la cappa di lievitazione, la forma astrale (fatta benissimo e prominente in una delle scene migliori), l’Occhio di Agamotto, gli incantesmi di difesa… Ad un certo punto, il film entra nel reame magico e non ne esce più, dopo una sequenza catartica degna della miglior psichelica (e che forse al rallenty è piena di curiosità da Marvel Zombie).

Insomma, Doctor Strange non è il miglior cinecomics di sempre, non reinventa la ruota (ma non aveva nemmeno l’ambizione di farlo), però quello che deve dire lo dice bene e in maniera originale. Introduce ottimamente il suo mondo e pianta semi grossissimi per eventuali sequel e per come verrà usato il personaggio nel futuro del MCU. Che Vishanti ci protegga.


Nerdando in Breve

Un ottimo film del MCU, con tutti i pregi e i difetti del caso più una sua voce originale. Di bello ha una grandissima colonna sonora, attori tutti in parte, effetti speciali da urlo e non serve sapere niente prima di andarlo a vedere. Il blockbuster che ci piace.



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