We Happy Few - La felicità a portata di pasticca - Nerdando.com
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We Happy Few – La felicità a portata di pasticca

Immaginate una via di mezzo tra la serie cult britannica Il prigioniero e il classico della fantascienza distopica 1984. Unite il tutto e cuocetelo a fuoco lento con uno stile grafico particolare e la sapiente mano di Compulsion Games, capaci di regalare già un piccolo gioiello visivo come Contrast. We Happy Few è tutto questo: un survival game esplorativo con una grande componente crafting che regalerà tante ore di intrattenimento.

Rilasciato in game preview, We Happy Few è al momento in versione ridotta, con un personaggio giocabile e solo alcune aree della mappa esplorabili. Tuttavia, da quello che ho potuto vedere, c’è abbastanza carne al fuoco da farsi un’idea abbastanza chiara su cosa dovremo aspettarci dal titolo completo.

Mi trovo nel 1964, nella cittadina inglese di Wellington. Le persone indossano una maschera bianca, e sono tutte incredibilmente felici. Il loro segreto? Joy: una droga che fa dimenticare i brutti ricordi e che rende sempre sereni e affabili. L’equilibrio idilliaco, però, si interrompe nel momento in cui finisce l’effetto della droga, e allora ecco riaffiorare brutti ricordi e tornare a galla emozioni negative.

Il protagonista con cui ho giocato si chiama Arthur Hastings e di lavoro fa il censore di articoli di giornale (Orwell batti un colpo), decidendo quali pubblicare e quali no. Un giorno si rende conto di aver rimosso alcuni ricordi infelici dedicati al fratello e, per non perderli, decide di rinunciare alla droga. Questo fa di lui un Downer, un reietto, e per questo inadatto a vivere nella società conformista e artificialmente serena.
A causa di questo “crimine“, viene arrestato e segregato nel quartiere di Garden District, insieme ad altri Downer.
Qui prendo controllo del personaggio e inizio la mia esplorazione.

Come accennato, siamo di fronte ad un survival con fortissima componente stealth e una altrettanto forte componente crafting. Nelle missioni che ho sperimentato ho dovuto raccogliere oggetti, montarli, trovare e consegnare manufatti; il tutto per ottenere in cambio altri oggetti da usare come componente. Oppure ho dovuto cercare e trovare i giusti abiti per andare nei diversi quartieri, in modo da confondermi con la massa e non essere attaccato a vista. Gli abitanti che ho incontrato, generalmente, sono pacifici (e spesso disperati) e non attaccano briga se non vengono provocati. Rubare, ovviamente, è un’opzione, ma non la consiglierei: le volte in cui ho tentato questa azione è finita malamente a manganellate. Certo si può aspettare la notte, ma oltre a lottare contro i pericoli del buio, bisogna tener conto di fame, sete e stanchezza. Tutte componenti che danno gravi malus.

Lo stile grafico è davvero molto particolare, quasi fumettoso: combina in modo peculiare sfondi dipinti con perizia a personaggi palesemente meccanici, come a ricordare gli effetti della droga, che trasforma le persone in burattini privi di vita. Il tutto in un’ambientazione dolcemente britannica ma con la voce di Uncle Jack, guida spirituale, che ci accompagna incessantemente dal televisore (ancora rimandi a 1984 e a Il Prigioniero).

Il gioco ha anche una modalità roguelike per i giocatori hardcore. Personalmente non amo molto il genere, quindi ho disattivato questa opzione e mi sono lasciato andare ad un’investigazione più sciolta. We Happy Few è però piuttosto severo con questo tipo di approccio: come detto rubare e scassinare è un’opzione pericolosa, così come il correre avanti e indietro a casaccio non fa che esaurire le risorse e aumentare la fatica. Il segreto è quello di muoversi con cautela, calibrando le risorse e producendo il necessario per non trovarsi a corto di bende o cibo o acqua. Questa serie di combinazioni mi ha decisamente entusiasmato.

Se dalle primissime demo dell’autunno scorso ero rimasto abbastanza perplesso, se non addirittura deluso, da questa preview invece si evince un titolo complesso e profondo, che non mi fa vedere l’ora di avere in mano la versione definitiva per scoprire tutto quello che si nasconde nei misteri di Wellington.


Nerdando in breve

We Happy Few è bello, interessante e davvero intrigante. Regalerà sicuramente grandi sorprese a chi lo saprà giocare con attenzione.



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