Due chiacchiere con: Krillbite Studio (Among the sleep) - Nerdando.com
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Due chiacchiere con: Krillbite Studio (Among the sleep)


Dopo aver giocato (e apprezzato) la loro opera Among the sleep, non mi sono fatto sfuggire l’occasione di intervistare questo piccolo ma talentuoso Indie norvegese. Ecco cosa mi hanno risposto.

Maurizio: Ciao a tutti e benvenuti su Nerdando.com.
Innanzitutto, i miei complimenti per il vostro gioco: Among the Sleep è un ottimo lavoro.
Krillbite:
Grazie mille 🙂

M: Iniziamo parlando del gioco: ci mette nei panni di una bambina di due anni.
È un’idea davvero originale. Da dove arriva?
K:
L’idea in sé è piuttosto semplice! Il nostro game designer ha fatto un sogno in cui era inseguito da un mostro gigante giù da una rampa di scale e doveva nascondersi sotto le scale.

M: Qual è stata la sfida più grande nel ricreare la visione di un bambino?
K: Hm. Non è stato così difficile in sé, ma è stata dura creare puzzle divertenti ma che non facessero mai sentire il bambino fuori posto. Ci siamo divertiti a giocare con le prospettive di tutte le cose che dovevano essere molto più grandi del nostro protagonista. La sfida maggiore forse è stata creare la bimba, e dare la sensazione di camminare come lei.

M: Gente, il vostro gioco mi ha spaventato da morire! Il game designer ha avuto qualche trauma infantile?
K: Siamo a conoscenza di situazioni che sono reali per alcune persone, vogliamo affrontare argomenti di cui potrebbe essere difficile parlare, e farlo in modi nuovi che possono gettare una nuova luce su questo tema. Purtroppo sono in molti a conoscere persone che hanno avuto un’infanzia difficile. Abbiamo ricevuto molte lettere da persone che sono state in situazioni simili.

M: Sono padre di due bambine e l’idea di immaginarle, da sole nel buio, alla ricerca di una mamma scomparsa, è totalmente terrorizzante. Qualcuno di voi ha bambini?
K: No, nessuno di noi ha figli :). Ci ricordiamo di quando eravamo bambini e di come TUTTO potesse essere spaventoso! Abbiamo parlato con alcuni psicologi infantili per avere un’idea di come i bimbi piccoli percepiscono le cose.

M: Immagino che sia stata necessaria parecchia osservazione per ricreare così tanti particolari del punto di vista di un bimbo. Ho apprezzato, in modo particolare, l’alternanza tra gattonamento e camminata incerta, così come la necessità di aprire cassetti, spostare sedie ecc. per raggiungere i collezionabili o semplicemente per aprire porte.
K: Ehi, grazie! Abbiamo lavorato molto sul pensiero creativo ed è fantastico sentire che lo apprezzi! Volevamo che il giocatore si sentisse come se fosse un bimbo con tutti i suoi limiti.

M: Ho giocato tutto e lasciatemi dire che il finale è semplicemente pazzesco! Ora, senza fare alcuno spoiler, cosa ci potete dire sulla fine della storia?
K: Abbiamo lasciato il finale aperto in modo che le persone potessero interpretare ciò che volevano per loro stesse. È molto interessante ricevere le impressioni dei giocatori. Volevamo essere anche abbastanza sorprendenti e inattesi.

M: E ci siete riusciti! Che mi dite dei disegni?
K: Sono stati fatti dalla nostra artista, che ha usato la mano sinistra (quella non dominante) per disegnare in modo più infantile! Haha!

M: Prometto di non dirlo a nessuno. È tutto un sogno? (Personalmente lo spero, altrimenti la realtà sarebbe davvero crudele per questa povera bimba).
K: SPOILER. La bambina sta sperimentando la negazione e vede la mamma come un mostro quando beve, ma i mondi che attraversa sono fatti di incubi, terribili mondi di fantasia costruiti dalla bambina che è davvero molto spaventata dal mondo e lo vede come orribile.

M: Ok, passiamo a parlare di Krillbite Studio.
In quanti hanno lavorato per creare Among the sleep?
K:
Siamo dieci persone, con qualche freelance.

M: Da quanto lo studio ha iniziato i lavori? Com’è nata l’idea di creare un game studio?
K: Among the Sleep è nato come progetto scolastico al college, e abbiamo continuato a svilupparlo dopo la laurea. Abbiamo creato la società Krillbite Studio, e nel 2013 la campagna kickstarter per creare Among the Sleep ha avuto successo. Abbiamo rilasciato in questi giorni il gioco su PC, Xbox One e PS4. Vogliamo diventare uno studio di successo perché sviluppare giochi significa molto per noi. Vogliamo creare giochi che raccontino una storia e abbiano al loro interno significati profondi.

M: È difficile essere una Indie nel panorama videoludico attuale?
K: Sì e no. In Norvegia siamo messi bene, abbiamo supporto governativo, ma abbiamo anche bisogno di far soldi e di far sì che i nostri giochi portino soldi. È sempre più difficile ottenere finanziamenti con il crowdfunging, e ci sono migliaia di giochi rilasciati ogni giorno. È difficile emergere e c’è così tanta gente che si limita a copiare i giochi degli altri. Devi lavorare davvero duro, tanto sullo sviluppo quando sul marketing, per emergere. E, sfortunatamente, spesso si ha bisogno anche di un po’ di fortuna, che è qualcosa che non puoi crearti da solo.

M: Raccontateci qualcosa sulla sfida nel portare un gioco da PC a Xbox One/PS4.
K: Abbiamo sviluppato il gioco completamente per PC, prima del porting, e questo fa sì che le versioni per console siano complicate da realizzare. Abbiamo completamente aggiornato il gioco ad una nuova versione del motore (Unity) e speso un sacco di tempo nel fixing e nell’ottimizzazione. Abbiamo imparato, per la prossima volta, che conviene sviluppare direttamente per ogni console!

M: Quindi, cosa c’è nel futuro dello studio?
K: Stiamo lavorando ad un nuovo gioco chiamato Mosaic! Puoi verificare sul sito themosaicgame.com! È qualcosa di completamente diverso da Among the Sleep. Abbiamo appena rilasciato un teaser, e lavoreremo sul gioco ancora per un po’. Vogliamo rilasciare il nuovo titolo il prossimo anno! È un gioco sull’isolamento urbano, e sul far parte di un grande macchinario per cui non provi nulla, muovendoti meccanicamente ogni giorno della tua vita, senza farti domande su cosa stai facendo e dimenticandoti del fatto che dovresti essere felice. Ma ad un certo punto, qualcosa di strano accade al nostro protagonista e tutto cambia.

M: Grazie mille per il vostro tempo!
K:
Grazie a voi per le domande 😀

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