Due chiacchiere con: Silvia e Valeria (Funky Mondays) - Nerdando.com
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Due chiacchiere con: Silvia e Valeria (Funky Mondays)


Instagram è un calderone in ebollizione: al suo interno si può trovare veramente di tutto ma, proprio per questo, spesso permette di conoscere perle rare e preziose che, senza questo strumento, sarebbe difficile scovare. Proprio grazie alla popolare piattaforma fotografica, infatti, ho potuto conoscere il progetto Funky Mondays, che coniuga bigiotteria e creatività con un immancabile elemento funky e geek. Dietro il misterioso pseudonimo si celano Silvia e Valeria, ideatrici e cuore pulsante di Funky Mondays. Le loro creazioni sono così particolari e originali che non ho potuto fare a meno di scambiare due chiacchiere con loro.

Clack: Ciao e grazie di aver accettato questa chiacchierata con noi! Per iniziare, potreste presentare la vostra attività ai lettori?
Funky Mondays:
Ciao Claudia, grazie a te per averci dedicato questo spazio! Siamo Silvia e Valeria e da qualche mese abbiamo creato Funky Mondays, che abbiamo sempre riassunto in “chincaglierie funky”. Tra le altre cose, creiamo bigiotteria “non standard”, incorporando elementi classici con motivi geek e grafica digitale.

C: Com’è nata l’idea per Funky Mondays? Il vostro nome mi ha sempre incuriosita: come lo avete creato?
F:
Funky Mondays è nato con un colpo di testa, durante un pranzo abbiamo semplicemente iniziato a procurarci i materiali che ci servivano per iniziare con le prime creazioni. Per il nome invece il processo è stato molto meno spontaneo… Ci abbiamo pensato per settimane! Quando abbiamo iniziato a pensare a che tipo di creazioni volevamo dedicarci, sapevamo solo che volevamo creare qualcosa di funky, quindi quella parte è stata facile. La seconda, invece, è stata preceduta da una serie di messaggi sconclusionati fino a quando Silvia non ha proposto “Funky Baubles”, ossia “Chincaglierie Funky” che, come dicevamo prima, è un po’ il nostro motto. Peccato che su Etsy esistesse già! Abbiamo pensato allora a come volevamo creare, in modo da conciliare i nostri ritmi folli. Decisione: ci saremmo viste il lunedì sera a creare guardando Pechino Express, allora in onda. Boom: Express Baubles. E se però le spedizioni  fossero arrivate in ritardo? Non sarebbero state molto express… Insomma, abbiamo pensato di lasciar perdere “Express” e di utilizzare “Monday”, il giorno che avremmo dedicato alla creatività. Sono così nate le “Funky Mondays”.

C: Quando avete capito che una semplice passione poteva trasformarsi in un vero e proprio lavoro?
F:
Di solito ci pensiamo quando ci troviamo ad imbustare ordini all’una di notte! Al momento Funky Mondays è solo un passatempo, del quale ci occupiamo dopo il nostro “vero” lavoro. Fortunatamente siamo colleghe anche di giorno, quindi possiamo continuare a fare brainstorming durante le pause caffè…

C: Come nasce una creazione Funky Mondays? Ci sono rituali o fonti di ispirazione per il vostro lavoro che potete svelarci?
F:
L’idea di base è creare cose che ci piacerebbe indossare, in modo da essere sempre contente del risultato finale. È per questo che abbiamo collane con fenicotteri e orecchini a tema Game of Thrones! Inoltre abbiamo spesso provato a fondere il mondo della grafica digitale con quello dei gioielli, producendo un accostamento “funky” al quale miravamo!

C: Quando vi ho proposto un’intervista mi avete detto che tra di voi si nasconde una “supernerd”: ti va di raccontarci i tuoi trascorsi da nerd e di spiegarci in che modo si fondono con la tua attività?
F:
Delle due, io (Valeria) sono sicuramente l’elemento nerd, anche se Silvia sta pian piano assorbendo consocenza per osmosi… Mentre inizialmente mi chiedeva cosa fosse l’ascensore blu (per continuare la conversazione con “meglio andare a letto, è Tardis.”) ora comincia a muovere i suoi passi tra citazioni su Harry Potter e proposte a tema Doraemon.
Sono una nerd un po’ eclettica, passata per videogiochi, giochi di ruolo, maratone di letture fantasy, fumetti e manga, anime.
Il mio primo vero amore però rimangono i videogiochi. Una delle mie prime memorie a tema è rifare l’ultimo livello di “Gobliiins” prima di andare a scuola per fare vedere la schermata finale a mio padre. (Nota: Gobliiins è una trilogia bellissima un po’ vintage che ho anche ricomprato recentemente. Sono bloccata a metà di Gobliiins 2 da più di 20 anni perché mi rifiuto di leggere un walkthrough.) Ovviamente da lì la mia è stata tutta una progressione fino ad investire stipendi in un gaming laptop che è ora la gioia della mia vita.
Ad ogni modo, prima di mettermi a parlare del mio personaggio di World of Warcraft (DRUID POWER!), l’idea di fondere le due cose è nata molto presto. Già quando ci siamo procurate le prime basi per le collane color bronzo e dall’effetto un po’ antico la prima idea è stata “mettiamoci dentro Wonder Woman!”. Insomma, l’idea è sempre stata di creare qualcosa che volessimo indossare, e nel mio caso erano gioielli geek!

C: Bijoux e nerd sono due termini che raramente si trovano accostati. Eppure gli accessori, in particolare destinati ad un pubblico femminile, sono una delle colonne portanti della geekmania di questo periodo: a vostro parere c’è richiesta, da parte del pubblico più spiccatamente nerd, di accessori a tema?
F:
Assolutamente sì. Secondo noi in realtà questa richiesta c’è sempre stata (basta pensare al successo che ha avuto, ad esempio, la collana Evenstar di Arwen dopo l’uscita della trilogia del Signore degli Anelli). Ora è forse più accessibile, anche grazie a piattaforme come Etsy che mettono in contatto piccoli artigiani e un pubblico vasto come quello di internet.

C: In che percentuale la componente “nerd” si inserisce nell’ambito delle vostre creazioni? Vi capita di ricevere richieste “a tema”?
F:
Le creazioni a tema nerd sono sicuramente quelle che vendiamo di più. Di solito sono anche quelle che ci colpiscono di più… C’è stata una ragazza che ha acquistato dei gemelli World of Warcraft come regalo di compleanno per il marito, una mamma che voleva un medaglione Wonder Woman per la sua bimba che attraversava un periodo difficile all’asilo (ci è scesa una lacrima o due), e un’amica che raccoglie gioielli a tema Wonder Woman per la sua amica che ha perso il marito dopo una lunga malattia.

C: Potremo trovarvi in qualcuna delle fiere del settore?
F:
Per ora lavoriamo molto “a richiesta”, perché creando molti ordini personalizzati dobbiamo investire un po’ più di tempo nelle creazioni, e non abbiamo un gran campionario da poter portare in giro. Quindi nel prossimo futuro no, ma mai dire mai! Poi in realtà non ci troverete in veste ufficiale, ma sicuramente ci incrocerete in borghese… Se qualcuna si aggira con dei gioielli che vorreste, fermatela! Potremmo essere noi con un biglietto da visita in tasca! (Commento pubblicitario a parte, fa sempre piacere quando qualcuno apprezza una scelta geek. L’anno scorso al Play di Modena mi hanno fermata per stringermi la mano per una maglietta e mi ha reso davvero felice perché invece in ufficio nessuno la apprezza…)

C: Qual è la condizione del lavoro di creativi oggi in Italia? Pensate che ci sia bisogno di puntare di più sull’handmade nostrano?
F:
Bisognerebbe sicuramente puntare sull’handmade nostrano. Da quando ci dedichiamo a Funky Mondays abbiamo scoperto un mondo creativo in Italia che produce delle vere meraviglie. Bisognerebbe sicuramente valorizzare il lavoro di queste persone, in quanto spesso al fatto a mano viene accostata l’idea che “se lo hai fatto tu riesco a farlo anche io, quindi perché pagare questa cifra?”.

C: Tornando all’elemento nerd del team: che tipo di nerd ti consideri?
F: Mi sono lasciata trasportare un po’ prima, quindi dirò solo: 42.

C: Un personaggio preferito dal mondo dei fumetti e uno dal mondo dei videogames?
F:
Da Sandman di Gaiman Death e da Mass Effect Garrus. No Tali’Zorah. No Mordin. No Jack. Vabbé, tutto l’equipaggio della Normandy.

C: Serie tv a cui non potreste mai rinunciare?
F:
Quante ore abbiamo? No, scherziamo. Per quanto riguarda le serie ancora in programmazione, sicuramente Dr Who, Game of Thrones, Orphan Black, Vinyl, The Big Bang Theory, Mr Robot, Jessica Jones… Direi di fermarci qui. Poi, ogni tanto, scatta il momento maratona dal passato che vede sicuramente Joss Whedon al primo posto (proprio in questi giorni c’è in atto una maratona di Dollhouse, recentemente sono passati Firefly e Buffy… La prossima mini maratona sarà per Dr Horrible).

C: Quale personaggio o immaginario geek vi piacerebbe trasporre nelle vostre creazioni?
F:
Ci piacerebbe sicuramente ampliare i gioielli a tema videogame, e abbiamo in cantiere da diverso tempo una linea su Star Wars.

C: Noi ci siamo conosciute tramite Instagram: qual è il vostro giudizio su questa piattaforma? Vi sembra uno strumento utile per chi, come voi, lavora con l’handmade?
F:
Io (sempre Valeria) adoro Instagram! Ci siamo divise le piattaforme social in modo da poterle gestire meglio e mi sono subito accaparrata questa. È molto immediata e quindi si possono creare relazioni molto velocemente. Ovviamente, se la si vuole usare come vetrina, bisogna metterci molto impegno, perché è poi una valanga di contenuti e si rischia di essere sommersi o sopraffatti. Ci ha permesso però di conoscere un sacco di persone fantastiche, che ci ispirano ogni giorno. Inoltre stanno nascendo diverse collaborazioni che probabilmente avremmo fatto più fatica a trovare visto che si tratta di altre creative sparse per l’Italia.

C: Tra le creazioni finora realizzate ce n’è una in particolare cui vi sentite più legate? Potete svelarci la ragione?
F:
Probabilmente i nostri orecchini di Wonder Woman. Sono stati la nostra prima vendita su Etsy ed è stata per noi una cosa totalmente inaspettata! In più, come dicevamo, i nostri oggetti di Wonder Woman sono spesso legati a delle storie molto particolari della gente che li compra, quindi è bello sapere che c’è un valore aggiunto nei nostri bijoux per chi decide di acquistarli.

C: Qual è, secondo voi, il segreto per riuscire in questo settore? Che consigli dareste a chi condivide la vostra stessa passione?
F:
Il segreto è per noi ancora un segreto, visto che stiamo poco a poco scoprendo come muoverci. Ma sicuramente ci vuole:
1. Costanza. Qualità che non ci contraddistingue in realtà, ma che è assolutamente fondamentale.
2. Condivisione. Nel senso di condividere le proprie esperienze. Sia con persone di maggiore esperienza per poter imparare, che con persone che stanno cominciando da poco per aiutarle a trovare la propria “voce”.
3. Pianificazione: un minimo di organizzazione non fa male.
4. Rischio. All’inizio è un salto nel buio, ma chi vuole lanciarsi nel mondo dell’handmade deve provare a correre il rischio scommettendo su se stesso.

C: Cosa bolle in pentola: progetti futuri?
F:
Questa sì che è una bella domanda… Siamo piene di idee e di progetti da sviluppare! Stiamo facendo pratica con nuovi materiali, ci piacerebbe cominciare ad incorporare nelle nostre creazioni dei ciondoli creati da noi usando legno di recupero. Inoltre vorremmo pian piano espanderci con creazioni diverse, come ad esempio piccoli elementi d’arredo che abbiano comunque un tocco funky. Insomma, abbiamo un pentolone bello grande da gestire!

C: Infine, per chi dei nostri lettori volesse saperne di più sulle vostre creazioni, come è possibile contattarvi?
F:
Da pochi giorni abbiamo messo su un blog a questo indirizzo: funkymondays.blogspot.it. Ci sono tutti i collegamenti agli shop e ai social che usiamo.

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