Keep Talking and Nobody Explodes - Ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e a disinnescare la bomba - Nerdando.com
Indie

Keep Talking and Nobody Explodes – Ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e a disinnescare la bomba


“Filo rosso o filo blu? Presto! Abbiamo solo 45 secondi!”

“Quante batterie ci sono sulla bomba?”
“Cinque, perchè?”
“Taglia il filo rosso! Anzi blu! No, rosso, ROSSO!”
“A posto! lo taglio e abbiamo finito!”
BOOM.

Non è la citazione di un film d’azione degli anni ‘80 con Bruce Willis, ma uno scambio molto simile a quelli che avvengono durante una partita di Keep Talking and Nobody Explodes, KTaNE per gli amici, e per tutti coloro che non vogliono fare mattina scrivendone il nome.
Steel Crate Games, una casa indipendente di Ottawa, ci presenta quella che altro non è che una semplice simulazione di disinnesco bombe, e voi giustamente penserete “ecco, ok, è un altro di quegli assurdi simulatori”.
SBAGLIATO.

Avete presente quei film, a cui appunto mi riferivo prima, in cui un sudaticcio artificiere in canottiera cerca di disinnescare una bomba con l’aiuto dell’agitato esperto elettronico via telefono? Ecco voi siete quei tizi. Canottiera non inclusa.

Ma come si gioca?

Intanto c’è bisogno di un PC e del manuale della bomba, gratuitamente scaricabile, stampabile e consultabile online. E di un collegamento vocale fra Artificiere ed Esperto, che può essere la stessa stanza, il telefono, o Skype. L’importante è che chi disinnesca la bomba non veda il manuale e viceversa, quindi ogni informazione va scambiata a voce, e bisogna intendersi bene: cinque minuti scorrono veloci!
Ogni bomba ha un numero variabile di moduli da disattivare, che a loro volta hanno difficoltà e caratteristiche diverse. Abbiamo i classici fili colorati, emettitori di codice morse, pulsantoni, tastierini e molte altre trovate diaboliche. Il giocatore davanti alla bomba dovrà comunicare le caratteristiche dei vari moduli all’Esperto (colui che usa il manuale), che dovrà invece interpretare ed elaborare le informazioni tramite il manuale e comunicare all’Artificiere dove mettere le mani, ma attenzione: avremo solo tre tentativi, che diminuiranno ogni volta che sbaglieremo qualcosa nella manipolazione dei moduli. Una volta disattivati tutti i moduli, la bomba sarà però finalmente disinnescata. Sembra una cosa semplicissima vero? Peccato che il manuale non sia esattamente intuitivo e velocissimo da consultare (giustamente, non è un difetto, ma una difficoltà da superare), e molti dei moduli sono costruiti per rendere difficili le comunicazioni. Insomma il gioco farà di tutto per farvi perdere.
Il gioco è questo. Semplice, veloce e brutale. Versatile e divertente. Un party game hardcore in grado di distruggere o rendere granitiche amicizie e matrimoni.

Sembra il gioco perfetto, vero? Ma quali difetti potrebbe avere mai? Beh, uno dei pericoli è la longevità. I tipi di moduli sono poco più di una dozzina, e anche se i modi di disinnescarli variano moltissimo, e comunque non ci si annoia, si arriva a un punto in cui diventa più una sfida di velocità che di organizzazione, specie se si gioca sempre con le solite persone, dato che a un certo punto, per quanto complicato possa essere il manuale, Esperto e Artificiere riusciranno a trovare un modo efficiente per comunicare e quindi rendere meno incisiva la complicatezza del gioco. Colmano parzialmente questa lacuna i “Needy modules”, parti che non si possono disattivare completamente, ma con cui bisognerà interagire periodicamente per impedirgli di far esplodere la bomba, intralciando così il disinnesco, e richiedendo un minimo di strategia nella gestione dei tempi.
E quindi come colmare completamente questa piccola lacuna? Ma con espansioni e modding, ovviamente! La modularità del gioco si presta moltissimo ad un’integrazione di apparati progettati a posteriori, dagli stessi autori o da terzi, magari pubblicati sullo Steam Workshop. Immaginate, interi set di moduli, ognuno con i loro manuali che vanno ad integrarsi con il gioco base. O ancora magari, nuovi ambienti di gioco che rendano il gioco più difficile (penso alle varie modalità di Surgeon Simulator adesso).
Altra piccola pecca: ancora non c’è una traduzione italiana, o comunque non inglese, e purtroppo alcuni moduli sono sensibilmente più facili, in quanto richiedono di comunicare parole presenti su display e bottoni di uso comune durante il disinnesco, come ad esempio “display” e “bottone” e quindi risultano poco efficaci nel distrarre i non anglofoni. Ciò è però facilmente risolvibile, e confidiamo che con l’avanzare del progetto questa mancanza venga riparata, anche con l’aiuto dei fan.

KTaNe ha avuto un grande successo di pubblico e di critica e ha subito catturato con il suo gioco asimmetrico, la sua dualità reale/virtuale e l’affinità con molti giochi da tavolo cooperativi. E proprio questo aspetto invita a un paio di riflessioni: al giorno d’oggi la tecnologia pervade molti aspetti dell’intrattenimento, anche dove non ce lo saremmo mai aspettato. Penso a fumetti, libri, giochi da tavolo, proprio quelli che da sempre, con un po’ di orgoglio vengono definiti “unplugged”, cioè che non hanno bisogno di dispositivi elettronici, o in questo caso, di costrutti virtuali, per funzionare. Ultimamente iniziano però a fare capolino applicazioni dedicate per gestire varie funzioni del gioco (vedi Xcom: Il Gioco da Tavolo, Alchimisti) e c’è chi storce il naso e chi invece apprezza la novità. Probabilmente dovremo solo aspettare per capirne davvero l’effetto sulle abitudini di gioco. In ambito videoludico, invece, stiamo assistendo ad una tendenza inversa: a partire dalla Wii di Nintendo passando dai vari Skylanders/Disney Infinite/Amiibo, fino ai recenti visori per la realtà virtuale, ci stiamo confrontando con un’influenza sempre più forte del mondo dentro lo schermo su quello al di là del vetro, facendoci interagire con qualcosa di più di bottoni, mouse e levette.
Keep Talking and Nobody Explodes è forse la fusione più armonica di questi due mondi e rende possibile giocare ad un gioco cooperativo di società, senza un limite fisso di giocatori, che necessita di una minima componentistica. Sì, perchè i requisiti hardware sono minimi, e con la possibilità di giocarlo anche su Gear VR, è difficile non trovarsi in una casa con un dispositivo in grado di reggerlo. E il manuale è, al limite del suo ingombro massimo, un fascicolo di una ventina di pagine. Se lo guardiamo come un boardgame, è sicuramente una delle idee più innovative degli ultimi anni, se non di sempre.
Ma questo aspetto porta alla seconda riflessione, il bello dei giochi in scatola, è che sono, appunto, in scatola. Si possono portare ovunque a casa di un amico, o in spiaggia (guai a voi se lo fate! È solo un esempio!) mentre un videogioco, specie se su Steam, diventa complicato, fra protezioni, DRM e quant’altro. Arriva però in nostro soccorso la pratica sempre più diffusa fra gli sviluppatori indipendenti di rendere il gioco DRM-free, ovvero senza protezioni di sorta, possiamo installarlo ovunque. Se acquistato sul sito di Humble Bundle, avremo a disposizione sia la chiave da inserire su Steam, sia la versione DRM-free, che ci permetterà di metterlo su chiavetta e giocarci ovunque. Resta il dibattito del fatto che per essere perfettamente in regola dovremmo cancellare il titolo ogni volta che smettiamo di giocare su un dispositivo che non sia il proprio, ma questo limita parecchio le potenzialità di un prodotto come Keep Talking and Nobody Explodes. Sicuramente gli sviluppatori che includono questa possibilità sono consci delle problematiche ma che comunque restano su quella linea d’ombra fra la legalità e l’effettiva illegalità e la decisione di rispettare le regole spetta infine al consumatore finale, ma questo è un lungo dibattito, e questo tipo di giochi mette solo altra benzina al fuoco.

Al di là di queste considerazioni filosofiche sulle proprietà intellettuali, in conclusione posso dire che questo esperimento, nato alla Global Game Jam 2014 dove Ben, Allen e Brian, i ragazzi di Steel Crate Games, decidono di creare in poche ore un gioco nel quale si deve disinnescare una bomba, è pienamente riuscito e ha creato un’esperienza innovativa di gioco dove il concetto di gioco trascende i canoni solitamente imposti e dando la possibilità di calarsi nei panni di un ruolo mai esplorato fin ora. Non vedo l’ora di vedere come si evolverà questo progetto, che sicuramente ha un roseo futuro davanti a sé.

Keep Talking And Nobody Explodes è disponibile su Steam e su Humble Store per PC e Mac, e sull’Oculus Store per Samsung Gear VR. È prevista anche una versione per Playstation VR, con data di uscita ancora da annunciare.


Nerdando in breve

Stanchi dei soliti giochi multiplayer? Provate il brivido di maneggiare una bomba con Keep Talking and Nobody Explodes!

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