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Due chiacchiere con: Robert Picardo (Star Trek)

Mr. Picardo & Zeno2k

Mr. Picardo & Zeno2k

Zeno2k si è dato molto da fare durante il Torino Comics, ecco la sua intervista a Robert Picardo.

Maurizio: Buongiorno Mr. Picardo. Mi lasci dire, innanzitutto, che io sono cresciuto con Star Trek per cui è un onore e un immenso piacere per me incontrala di persona.
Picardo:
Grazie Maurizio, piacere mio di conoscerti.

M: Un paio di domande sulla figura del Dottore. Un personaggio, a mio avviso, eccezionalmente complesso, soprattutto per la sua totale assenza di emozioni e che, stagione dopo stagione, muta radicalmente, si evolve, cresce spiritualmente. Qual è stata la sfida maggiore nel portarlo sullo schermo?
P:
La mia più grande preoccupazione, quando ho iniziato a recitare in Voyager, è stata quella che il mio personaggio venisse paragonato con quello di Brent Spiner di The Next Generation, che era molto popolare. La differenza, da quanto ho potuto capire all’epoca, era che il suo non aveva alcuna emozione, mentre il mio aveva delle sub-routine emozionali che non gli consentivano di interagire correttamente.
A parte questo erano due personaggi molto diversi: Data era un tipo forte, energico e concreto, mentre il mio personaggio era quasi immaginario, e la mia maggior preoccupazione era che non venissero accumunati.

M: Durante lo svolgimento della serie, sono molti i riferimenti alla cultura italiana: viene citata la Vita Nuova di Dante, in quello splendido episodio in cui il Dottore cambia radicalmente e deve fronteggiare le proprie scelte etiche; compare Leonardo Da Vinci, e ricordo un episodio in cui lei canta un’aria di un’opera lirica.
Com’è il suo rapporto con la cultura italiana?
P:
I miei nonni sono nati a Napoli e si sono poi spostati negli Stati Uniti ma i miei genitori pensavano che non dovessimo parlare italiano, ma americano per cui non lo parlavano a casa e non l’ho imparato. Contrariamente alla mia figlia più giovane, che invece lo parla molto bene.
Sono molto fiero delle mie origini italiane e mia madre ama moltissimo l’opera, in particolare Madama Butterfly, la sua preferita. Ho considerato molto divertente, per il Dottore, associare la sua scarsa emotività ad una cosa come l’opera che invece ne è ricca. Per questo ho suggerito ai produttori di far cantare il Dottore e sono molto contento che mi sia stata data questa opportunità. Penso che abbia contribuito molto allo sviluppo del personaggio.

M: Durante la serie, il dottore si relaziona sempre con un altro personaggio, nelle prime tre serie è Kes mentre poi, dopo la sua uscita, diventa Sette di Nove. I due personaggi sono uniti strettamente dalla gestione delle emozioni e dei sentimenti.
P:
Sì, Jennifer (Jennifer Lien, interprete di Kes N.d.R.) è stata per il dottore la guida per capire i sentimenti degli uomini che lui non riusciva a decifrare. Credo sia stato divertente assistere ai loro scambi di battute e mi è dispiaciuto moltissimo quando ha abbandonato la serie. Inoltre, quando Kes se ne è andata, il Dottore è rimasto senza la propria guida, a quel punto serviva un altro personaggio che lo affiancasse per completarne la crescita e quindi è arrivata Jeri (Jeri Ryan, interprete di Sette di Nove N.d.R.) che in quanto Borg non conosceva emozioni umane e i ruoli si sono, in quale modo, invertiti.

M: Ancora un paio di domande: perché Star Trek è stato cancellato? Siamo stati abituati ad avere almeno un episodio in TV ogni giorno per decenni, poi più nulla e abbiamo dovuto aspettare ben 10 anni prima di vedere il reboot.
P:
Perché sono cambiate molte cose. È cambiata la cultura, è cambiata la televisione, è cambiata la proprietà di Paramount… e il format non funzionava più. Personalmente sono rimasto molto deluso dalla cancellazione di Enterprise, che consideravo un ottimo prodotto.

M: Ultima domanda. Sappiamo che lei è molto attivo in campo politico, quindi… chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti?
P:
Credo sia un momento terribile per essere americani. È orribile vedere quanta rabbia c’è nelle persone, nei confronti del diverso, degli immigrati, delle altre religioni… e se ascolti parlare Trump, hai l’impressione di sentire direttamente Hitler nei suoi primi discorsi. Per questo spero vinca Hillary Clinton: io sono un democratico, appoggio la Clinton così come avevo appoggiato il marito prima di lei, perché penso abbia fatto un ottimo lavoro come Senatrice e come Segretario di Stato, è esperta e conosce il mondo della politica, al contrario di Trump. Lei conosce le dinamiche di leadership e penso possa essere la persona giusta.
Prego ogni giorno perché questo accada: se fosse Trump il nuovo presidente, credo che inizierà un periodo molto triste e spaventoso per gli americani.

M: Grazie mille, Mr. Picardo.
P:
Grazia a voi. È stato un piacere.



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