Tesseract - Il cubo di carte degli dei - Nerdando.com
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Tesseract – Il cubo di carte degli dei

La scatola di Tesseract

La scatola di Tesseract

Inutile dirlo: ogni volta che sento la parola “Tesseract”, mi vengono in mente i film del Marvel Cinematic Universe, soprattutto Capitan America e il primo The Avengers, dove questo mistico artefatto ha un ruolo decisamente importante. Un altro dei nomi assegnatogli è anche “Cubo Cosmico”, a causa della sua forma simile a quella – per l’appunto – di un cubo; infine rappresenta anche una figura geometrica molto particolare, o meglio un ipercubo quadridimensionale, che sembra quasi cambiare radicalmente aspetto a seconda della proiezione. Insomma, Tesseract significa tante cose: deve essere sicuramente questo che Giuliano Acquati e Lorenzo Tucci Sorrentino hanno pensato durante la realizzazione di questo simpatico ma “insidioso” – in senso assolutamente positivo! – gioco di carte strategico, da 2 a 4 giocatori, edito ottimamente da Giochi Uniti.

In Tesseract rappresentiamo una delle quattro divinità maggiori – nella fattispecie Odino, Kali, Anubi e Athena – che si contendono il dominio dell’universo. Tale dominio è dominabile – perdonate il gioco di parole – tramite l’influenza del Tesseract, Cubo Cosmico Onnipotente, che darà ai giocatori dei punti nel caso in cui riescano a disporlo in una determinata configurazione. Il tutto, tradotto sul tavolo, è molto semplice: abbiamo le carte Equilibrio che rappresentano una griglia 3×3 con tre quadratini evidenziati in giallo, rosso e blu, e abbiamo le carte intervento divino che invece sono divise per colore e divinità. Eh sì, perché per modificare la disposizione dei colori che compongono il Tesseract, bisogna invocare l’aiuto delle divinità! Abbiamo quindi le carte Intervento Divino con su raffigurati Loki, Ganesha, la Dea Bendata, Atlante, Iside e l’ormai prezzemolino Cthulhu che ci saranno utili sia nel momento in cui sfrutteremo i loro poteri una volta in campo – ogni divinità ha la sua peculiarità, c’è chi ci fa pescare due carte, chi ci fa scorrere le file del Tesseract, e così via – sia grazie al loro colore, che cambierà quindi la disposizione delle tonalità nel Cubo Cosmico e ci permetterà di risolvere le carte Equilibrio e in tal modo guadagnare preziosi punti vittoria. Il board vero e proprio è inizialmente composto da 9 carte (ricordate la disposizione 3×3 di cui parlavo prima?) scelte casualmente dal mazzo degli Interventi Divini, che quindi formeranno la configurazione iniziale del Tesseract; da quel punto in poi, potremo pescare carte Equilibrio per avere più possibilità di fare punti ma soprattutto dovremo giocare le carte Intervento Divino per far combaciare le caselle colorate presenti sulle carte Equilibrio con la disposizione dei colori del board. Occhio però: avendo a che fare con un cubo quadrimensionale, dovrete soddisfare le condizioni in maniera differente a seconda della vostra prospettiva!

Tesseract è l’esemplificazione di un gioco semplice nella componentistica ma dalla realizzazione più che accurata, sia da un punto di vista materiale che di ambientazione e grafica, entrambe molto dettagliate, anche tanto per un gioco che per le tempistiche rientra sicuramente nei filler ma che non è da sottovalutare (entrambe sono visibili sul nostro album sulla pagina Facebook). A proposito del materiale, completano il corredo di gioco 8 cubetti gialli (che sono dei punti vittoria extra che potrete guadagnare giocando la dea bendata) e un più grande cubo arancione che indica il primo giocatore. Io e Morgana abbiamo fatto due-tre partite di fila, non appena aperta la scatola, poiché il gioco ci ha presi e ci ha divertiti, risultando estremamente rapido; sono curioso di provarlo in quattro poiché il discorso prospettico e soprattutto la rapidissima variazione della configurazione del Tesseract possono sicuramente intrattenere ancor più i giocatori. Anzi, da quel che ho sentito da chi ha già provato il gioco, Tesseract rientra potenzialmente nella categoria dei giochi rovina-amicizie, dato che può bastare una carta Intervento Divino del colore “sbagliato” per mandare in fumo il lavoro compiuto fino a quel momento, con ipotetico tavolo all’aria e amicizie di una vita in frantumi. Ma si sa, del resto, se un gioco merita… pazienza l’amicizia! Promozione a pieni voti per Tesseract, quindi, un filler che vi terrà impegnato il cervello più di quanto potreste immaginare visti i pochi materiali e le dimensioni ed il prezzo contenuti, eppure nella piccola scatola si nasconde un gioiellino che, ne sono certo, entrerà a far parte della collezione di numerosi appassionati. E adesso, l’Universo è il prossimo obiettivo, ma prima date un’occhiata all’unboxing, non si sa mai.

Menzione d’onore: io ho scelto Anubi, chissà perché.



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