Nerdando Awards 2015 - Nerdando.com
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Nerdando Awards 2015

Continuiamo con la tradizione dei Nerdando Awards!
Tutti i membri della redazione stanno per scegliere il fumetto, la serie TV, il film, il boardgame ed il videogame migliori, non necessariamente usciti nel corso del 2015, ma con i quali sono venuti a contatto quest’anno.
Se volete, potete dare un’occhiata ai Nerdando Awards 2014.

Partiamo!


Clack

Fumetto: Civil War
Durante l’anno non ho avuto modo di sfogliare molti albi a fumetti ma, tra quelli che ho letto, il mio Award va sicuramente a Civil War. La saga Marvel ha saputo appassionarmi come poche altre e ha meritato il primato grazie ai meravigliosi disegni di Steve McNiven e alle emozioni e al pathos che la storia ha saputo regalarmi. I personaggi tratteggiati da Mark Millar rappresentano la rappresentazione (scusate il gioco di parole) più umana dei supereroi che abbia mai visto: posti di fronte ad una scelta epocale, reagiranno in modo diverso con conseguenze drammatiche. Per quanto mi riguarda, un vero capolavoro, di cui aspetto con ansia la trasposizione su grande schermo.

Serie TV: Wayward Pines
In quest’ambito la scelta non è stata facile, ho guardato, durante l’anno, moltissime serie, la maggior parte di qualità. La scelta della migliore, però, ricade su Wayward Pines, che non ha ricevuto, in generale, il successo che meritava. Ritorno in grande stile del regista M. Night Shyamalan, la serie mi ha conquistata con le sue atmosfere misteriose e con i colpi di scena non scontati. Il finale, poi, secondo me è perfetto. Ho parecchi dubbi, però, su una seconda stagione: staremo a vedere.

Film: Star Wars – Il Risveglio della Forza
Anche in questa categoria la scelta non è stata affatto facile. Alla fine, però, mi sento di regalare il primato a Star Wars Episodio VII: Il Risveglio della Forza. Perché? Perché è riuscito a portare a termine un compito non affatto facile e a non deludere le mie aspettative. Perché il rischio flop era alle stelle e JJ Abrams è riuscito a navigare con successo in un campo minato (o di asteroidi, per restare in tema). Perché oh, io mi sono davvero emozionata al cinema mentre lo guardavo!
Menzione d’onore dovuta, comunque, per Kingsman – Secret Service, vero erede dei film di 007 aggiornate però al ventunesimo secolo. Autentica perla della cinematografia, tra le uscite più interessanti dell’anno e passata, ingiustamente, in secondo piano.

Boardgame: Colt Express
Quello dei giochi da tavolo è un settore che ho frequentato moltissimo durante l’anno e la scelta è stata più ardua. Tra tutti, però, il mio preferito è sicuramente Colt Express. Già decretato miglior gioco dell’anno da persone ben più competenti di me, l’ho scelto perché mi ha appassionata tantissimo fin dalla prima partita. Riesce a combinare complessità e semplicità di gioco in maniera perfetta, rendendo le partite varie e immediate. Punto in più, la componentistica, curata nei minimi dettagli.
Menzione d’onore, per quanto mi riguarda, per Looney Quest, divertentissimo party game ideale per una serata in compagnia.

Videogame: Nidhogg
Anche questa è una categoria che, durante l’anno, non ho frequentato moltissimo. Tra i giochi che ho potuto provare, però, quello che mi ha colpita di più è stato Nidhogg, interessante esperimento in 2D e dalla grafica cubettosa che porta il mondo della scherma a contatto con quello dei videogiochi. Oltre all’argomento, a farmelo amare sono state l’estrema semplicità e rapidità di gioco, che lo rendono un titolo vario e accessibile a qualunque tipo di giocatore. Ideale per una mezz’oretta davanti al PC senza troppi pensieri, si merita il mio Award.


Falloppa

Fumetto: Sandman
Il fumetto più bello che ho letto quest’anno è Sandman, titolo su cui ho finalmente potuto mettere le mani grazie alla recente ristampa della Lion. Credo che ci sia ben poco che si possa dire sull’opera di Gaiman, è un classico ed un caposaldo del fumetto mondiale e lo sto amando in maniera smodata. Una menzione d’onore va a Sandman Overture, serie uscita praticamente in contemporanea con la ristampa dell’originale ed illustrata da un J.H. Williams III in stato di grazia. Le sue splash pages sono una meraviglia ed una delizia per gli occhi e le sue tavole riescono sempre a mantenere l’atmosfera onirica ed il senso di sogno, indispensabile complemento alla narrazione.

Serie TV: Marvel’s Daredevil
La scelta non è stata del tutto semplice, ma alla fine è Marvel’s Daredevil a spuntarla. Innanzitutto perché è una della poche serie di TV che ho visto quest’anno ad essere in grado di tenermi incollato allo schermo nonostante il poco tempo che posso dedicare ai telefilm per via del lavoro e delle mille altre cose che risucchiano i miei momenti liberi come un buco nero, ci ho messo poco meno di una settimana per vederla e di questi tempi è un vero e proprio record. Tralasciando la qualità della produzione, della regia e dell’interpretazione degli attori ho scelto questa serie anche per le novità che mi ha regalato. Daredevil è la prima produzione Marvel Disney ad avere un tono fortemente dark e noir, cosa che i fan chiedevano a gran voce dato che, dopo il Cavaliere Oscuro, pare che ogni film sui supereroi debba avere quei toni altrimenti è una merda (guardatevi Guardiani della Galassia e poi ne riparliamo). L’ultima novità riguarda la piattaforma su cui ho potuto godermi Daredevil: questo è stato il telefilm con cui ho inaugurato la mia esperienza su Netflix, una piattaforma da orgasmo 24/7 per tutti gli amanti delle serie TV.

Film: Star Wars – Il Risveglio della Forza
Avevo scelto Star Wars – Il Risveglio della Forza ancora prima di sedermi su una poltrona del cinema per gustarmelo, semplicemente perché era dall’annuncio dello scorso anno che non riuscivo a pensare ad altro, cinematograficamente parlando. La pellicola di JJ non è perfetta e non è il film più bello che sia uscito in questo 2015, però è un film vivace e davvero molto godibile sia dal fan storico che dal ragazzino che per la prima volta si approccia all’universo di Guerre Stellari, con un’ottima regia ed uno stile sicuramente molto più vicino alla trilogia classica. La cosa più importante di tutte è che Il Risveglio della Forza è il film del mio cuore, quello che con le continue strizzatine d’occhio (marchio di fabbrica di Abrams citando il buon Ortolani) ha risvegliato il bimbo nerd che è in me, quello che mi ha visto alle sette del mattino, in pigiama, piangere vedendo il trailer, quello che mi ha ridato il vero Star Wars e che ha finalmente ricacciato nell’angolo buio, in cui merita di stare, la trilogia prequel diretta da Lucas.

Boardgame: X-Wing
Dal punto di vista ludico, X-Wing stravince nella sua categoria. Il suo merito non è solamente quello di essere un gioco strategico, profondo, divertente da giocare e soprattutto, pieno di astronavine di Star Wars che fanno pew pew pew, X-Wing ha segnato tanti aspetti della mia vita di quest’anno. Il premio va anche alla community del gioco, che ho avuto modo di conoscere girando l’Italia per i vari tornei, una community sana, allegra ed amichevole, in cui anche nelle partite e nelle competizioni più importanti vince sempre la voglia di divertirsi e quella consapevolezza che, alla fin fine, siamo pur sempre dei trentenni cazzoni che giocano ancora con le astronavi con più trasporto di bimbi di cinque anni. Una menzione speciale va anche a Davide, Filippo e Marco (in rigoroso ordine alfabetico) che hanno fatto tantissimo per promuovere il gioco e per lo sviluppo ed il mantenimento di una community così sana, oltre ad essere persone stupende in modo particolarmente intenso.

Videogame: Game of Thrones – A Telltale Games Series
Il premio videoludico invece va a Game of Thrones – A Telltale Games Series. Le produzioni di questa casa specializzata in avventure grafiche sono sempre di ottima fattura in termini di sceneggiatura, doppiaggio e storytelling, ma con Game of Thrones si sono superati. Ho seguito le vicende della famiglia Forrester con un trasporto che raramente mi è capitato di provare, la chicca della presenza di attori di primo piano della serie televisiva (sia nelle fattezze dei personaggi che, soprattutto, nella recitazione) aumenta notevolmente quel senso di immedesimazione che mi ha causato emozioni simili a quelle vissute nella lettura dei libri. Gli sceneggiatori, al pari di Martin, si sono meritati in pieno un posto d’onore nell’angolo dell’odio del mio cuore.


Giakimo

Fumetto: Il Porto Proibito
Mai come quest’anno ho letto una montagna di fumetti, quindi la mia scelta non può che essere difficile. Il 2015 è stato l’anno in cui ho abbracciato la Bonelli in maniera decisa appassionandomi ad Adam Wild e ripescando qualche serie recente come Volto Nascosto/Shanghai Devil e Orfani ma anche serie storiche come Martin Mystère e Un Uomo, Un’Avventura. Ho anche letto parecchi fumetti francesi ed americani di gran qualità, come i Vendicatori e i Nuovi Vendicatori di Hickman, lettura difficile, a volte ridondante ma epica come poche serie, oppure 120 Rue de la Gare di Jacques Tardi, straordinario noir ambientato nella Francia occupata dai Nazisti.
Eppure nonostante tutte questa grandi letture, il fumetto dell’anno è per me Il Porto Proibito di Teresa Radice e Stefano Turconi. Una storia bella, bellissima, toccante e struggente, ma anche piena di vita e di umanità. Una storia universale, nonostante sia ambientata a Plymouth agli inizi dell’Ottocento e parli principalmente di marinai (uno degli argomenti più noiosi del mondo per quanto mi riguarda). È l’unica opera che quest’anno mi ha fatto piangere ma l’ha fatto in maniera onesta e dunque la posso perdonare. Inoltre quei disegni a matita, senza china, sono stupendi, così come la brughiera inglese che spesso è rappresentata sullo sfondo.

Serie TV: Marvel’s Daredevil
Vedo per scelta pochi telefilm, principalmente sit-com, mentre mangio. E dunque nel 2015 ho capito che adoro Seinfeld molto di più di quanto non pensassi (e dunque invito tutti voi a vedere questo caposaldo della tv). Però ho anche visto una nuova serie stupenda. Sì, inevitabilmente sto parlando di Daredevil. Cosa manca in Daredevil? Niente, non manca niente. C’è tutto quello che adoro del personaggio, riportato fedelmente ma con le giuste libertà narrative. L’atmosfera è quella giusta, tanto, tantissimo Frank Miller, in particolare da Man Without Fear. Inoltre c’è il cattivo definitivo, un Wilson Fisk gigantesco in tutti i sensi. Per larghi tratti mi sono trovato a tifare per lui, tanto il personaggio è scritto bene e tanto Vincent D’Onofrio è monumentale nel rappresentarlo.
Questo senza nulla togliere all’ottimo Charlie Cox nel ruolo di Matt Murdock. Ma in realtà sono tutti bravi gli attori. Potrei andare avanti per ore a parlarvi di quanto Daredevil sia una serie stupenda, quindi la chiudo qui. Ha dei difetti? Uno e mezzo dai. Il mezzo difetto è il costume, che si vede tardi e non è bellissimo. Il vero difetto è che questa serie purtroppo finisce dopo tredici episodi.

Film: Mad Max: Fury Road
Mi sono appena reso conto che nel 2015 non ho visto tanti film. Ho rivisto tanti film perché dovevo dare un’educazione cinefila alla mia fidanzata e quindi ecco la revisione di tanti classici nerd come Terminator e Ritorno al Futuro. Ma non sono andato molto al cinema per vari motivi, incluso il fatto che ho girato in lungo e in largo per tre Paesi diversi e non sempre in momenti compatibili con i film che mi interessavano (così mi sono perso Inside Out per esempio).
Comunque, mi sono divertito tantissimo con Avengers: Age of Ultron e con Ant-Man, mentre Star Wars – Il Risveglio della Forza lo devo ancora metabolizzare per poterlo inserire come il mio preferito dell’anno. Whiplash mi è piaciuto tanto e forse è il mio secondo film preferito dell’anno, quindi si merita una menzione. Il film del 2015 per me non può che essere Mad Max: Fury Road.
Un tour de force pazzesco, pieno di idee folli (il chitarrista che accompagna i cattivi!), una storia ridotta all’osso per fare sfogo di stunt come se non ci fosse un domani, pochi effetti digitali, tanto artigianato e protagonisti scalciaculi. Perché George Miller non ha fatto film d’azione per vent’anni invece di Babe e Happy Feet? Perché Michael Bay può fare danni indisturbato da anni mentre Miller non fa niente? Il mondo è ingiusto.

Boardgame: Cards Against Humanity
Un po’ il mio tallone d’Achille, perché non gioco tanto da tavolo (sopratutto al confronto con gli altri membri del sito). Comunque sia, il gioco dell’anno per me è Cards Against Humanity. Servono una stampante (perché il gioco si può scaricare gratis su internet) e un gruppo di persone orribili che non hanno paura di fare battute potenzialmente razzisti e sessiste. Un cocktail esplosivo nelle serate giuste.

Videogame: Marvel: La Grande Alleanza 2
Per me questo è stato decisamente l’anno di Civilization V. Ci ho giocato dovunque e comunque. Però l’ho comprato nel 2014. Quindi la palma di gioco dell’anno per me va a Marvel: La Grande Alleanza 2. Lo so che è un gioco vecchio, però ci volevo giocare da anni e dopo quasi un anno passato a cercarlo in cinque (CINQUE!) Nazioni diverse, l’ho trovato per caso a Pescara.
Quando si dice il culo.


Giando

Fumetto: Batman Arkham Asylum
Questo fumetto non ha bisogno di presentazioni, ma per chi non lo conoscesse si tratta del racconto della discesa nell’inferno della follia che il Cavaliere Oscuro si trova ad affrontare nel momento in cui il Joker occupa il manicomio criminale di Arkham, con il supporto di tutti i villain che erano stati rinchiusi lì proprio da Batman e che, ovviamente, hanno intenzione di togliersi qualche macigno dalle scarpe. Al di là della storia, incalzante ed inquietante al punto giusto, ciò che mi ha colpito è stata l’estrema unione d’intenti tra la parte grafica e la trama: il disegno è malato, la trama è malata, i personaggi sono malati e lo stesso Batman non è da meno, dato che man mano che affronta le sue nemesi si trova ad affrontare anche le sue paure e la sua follia interiore. All’interno del racconto degli eventi in manicomio sono presenti anche i flashback che ripercorrono la vita del fondatore dell’Arkham Asylum, che ci spiegheranno il perché di questa spirale di follia che è iniziata ben prima della chiamata dell’ispettore Gordon. Davvero un’opera degna di tale nome, con la storia di Grant Morrison e le matite di Dave McKean che vi scuoteranno davvero nel – e dal – profondo.

Serie TV: Wayward Pines
Una seria iniziata in un modo ma terminata completamente in un altro: prima tutta una serie di strizzatine d’occhio a grandi titoli del passato, fra tutti Twin Peaks, ma con uno stravolgimento improvviso che decisamente non ti aspetti, Wayward Pines è stata una delle poche serie che mi ha tenuto attivo e sveglio per tutta la sua – per fortuna breve – durata. Realizzazione ottima, e attori che riuscivano davvero a farti suscitare emozioni contrastanti e anche a farsi odiare il giusto, segno di grande professionalità, con un Matt Dillon che finalmente si è tolto di dosso il ruolo da film trash ed è stato convincente. Il finale è amaro, segno che “there is no rest for the wicked”, però è in linea con tutto ciò che si era visto. Sorprendente e un po’ sconvolgente.

Film: Sopravvissuto – The Martian
In realtà il cuore mi dovrebbe far digitare “Age of Ultron”, ma mi aspettavo quel tripudio che è stato, quindi voglio premiare il film che più mi ha sorpreso, ossia Sopravvissuto – The Martian. Il grande merito del regista Ridley Scott e del protagonista Matt Damon è quello di aver imbastito un’avventura che ha fatto chiedere a più di uno spettatore “ma è tratto da una storia vera?”, ma soprattutto il non aver reso pesante o poco divertente la recitazione del protagonista, solo per quasi tutta la durata della pellicola, che ha fronteggiato la mortale situazione nella quale si è trovato con un piglio ed uno humor che ho trovato decisamente ispiranti. Crederci sempre, non abbattersi mai neanche di fronte alle peggio sfighe, e ragionare lucidamente per portare la pelle a casa: qualcosa che tutti noi dovremmo applicare più spesso nella vita di tutti i giorni.

Boardgame: X-Wing
Quest’anno credo sia l’anno in cui ho giocato davvero “seriamente” ai boardgames, proprio grazie a Nerdando.com. Non riesco quindi a scegliere con facilità, ma il titolo che più mi ha colpito è stato probabilmente X-Wing, che mi ha riavvicinato al mondo del gioco competitivo e soprattutto a Star Wars (chi ha detto Episodio VII?). Un gioco semplicissimo ma con infinite possibilità di combinazione, che ha occupato piacevolmente il mio tempo a partire dalla seconda metà dell’anno ma che ha fatto gran breccia nel mio cuore fin da subito. Poi, volete mettere, nella mia prima partita ho battuto il buon Tencar… 😉

Videogame: Batman Arkham Knight
La conclusione di una fantastica serie non poteva non meritarsi l’Award della categoria. Una storia serrata, colpi di scena e stravolgimenti all’ordine del giorno, un protagonista sempre più tormentato e un co-protagonista che vi terrà compagnia nei momenti più impensabili, assieme ad una grafica di prima categoria e l’intera, malata Gotham a vostra disposizione, da esplorare sia con la vostra Bat-Mobile che in planata da un palazzo all’altro: una gioia per gli occhi e per il divertimento!


JayJay

Fumetto: Sex Criminals
La serie a fumetti del 2013 per gli USA è stata portata in Italia in questo 2015 da Bao (ormai una sicurezza di qualità). Finora sono usciti solo i primi due capitoli, ma ciò che colpisce fin da subito è la brillantezza dei dialoghi, la grande ironia e la delicatezza che pervade la narrazione di questo “Matrix erotico”. Una sorpresa mai volgare.

Serie TV: The Man In The High Castle
Qui ero combattuto tra due serie a cui ho dato pochissimo credito dopo il pilot, ma poi col tempo mi ci sono affezionato fino a non poterne fare a meno: Jessica Jones e The Man In The High Castle. Dopo un’attentissima analisi, il team di esperti Oral-B mi ha consigliato di propendere per la seconda: la serie prodotta da Amazon oltre che essere banalmente bella, ha il grande merito di avermi fatto avvicinare finalmente all’immaginario di Philip K. Dick (no, non mi era bastato Blade Runner).

Film: Mad Max: Fury Road
A meno di una settimana dall’uscita di Star Wars Episodio VII mi viene davvero difficile inserire in questa lista qualcosa di diverso, ma ci provo lo stesso: Mad Max: Fury Road. Il film è selvaggio e crudo, privo di una vera e propria trama, quasi a voler togliere il superfluo in favore della velocità. Uno dei rari casi in cui il sequel è migliore dei film precedenti.

Boardgame: Dead of Winter
Cooperativo anomalo in cui capita di dover giocare contro il gruppo o di trovarsi isolati, come del resto succede in ogni apocalisse zombie. Questa piega psicologica che prende il gioco è secondo me il suo vero punto di forza: dover interpretare le mosse dei compagni e contemporaneamente procacciarsi a fatica del cibo è fonte di vera ansia. Un gioco pienamente riuscito.

Videogame: Metal Gear Solid V: The Phantom Pain
A mani basse Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Molti dicono sia “troppo lungo” o “troppo ampio” confondendo la mancanza di tempo tipica dell’età adulta con un difetto del gioco. Per me la longevità è una caratteristica positiva (dichiarate tra le 40 e le 150 ore di gioco). Da perderci mesi interi.


jedi.lord

Fumetto: Il Porto Proibito
Un 2015 ricco dal punto di vista fumettistico, che mi ha visto impegnato con tantissime ed eterogenee produzioni. Però il mio cuore ed il mio animo mi hanno parlato chiaramente mentre sceglievo l’opera vincitrice, e Il Porto Proibito del magico duo Teresa Radice e Stefano Turconi l’ha spuntata già a partire da quando terminai di leggerlo la prima volta. Dovete sapere che questa coppia di autori (ma coppia anche nella vita) sono anni che mi regalano emozioni, sin da quando scoprii Stefano come disegnatore su PK, Wondercity e Akameshi, e neanche questa volta si sono smentiti, portando in vita una storia poetica, che ammanta l’essenza del romanzo di formazione con brezza di mare e di Robert Louis Stevenson e con poesie di John Keats, William Coleridge e Lord Byron. Un viaggio emozionante e ricco, disegnato con la solita maestria di Turconi.
Altre opere notevoli sono il commovente e drammatico Lo Scultore di Scott McCloud, che ci fa riflettere su quanto siamo disposti a spingerci in fondo per esaudire i nostri desideri, Seconds, di Brian Lee O’Malley (quello di Scott Pilgrim), che confeziona una storia sulle cause e sulle conseguenze del nostro egoismo che vi consiglio in modo spassionato. È un podio piuttosto ricco, che se potessi ci infilerei anche East of West, Souvenir dell’Impero dell’Atomo e il buon Dragonero, ma poi si esagera, quindi limitiamoci.

Serie TV: Boris
Rispetto ai miei standard di lentezza esagerata nel terminare (e cominciare) le serie TV, in questo 2015 ho decisamente cambiato passo. Ho terminato il meraviglioso Breaking Bad, serie unica ed irripetibile che l’anno passato aveva vinto il mio Award personale, e How I Met Your Mother, che pur nei suoi molti alti e pochi bassi rimane indimenticabile: non è però a questi due giganti che va il premio di quest’anno, perché a furia di recuperi degli anni passati (guardare una serie in contemporanea con l’uscita ho capito che mi è impossibile) ho riscoperto e gustato dall’inizio alla fine una perla come Boris, serie dal riso dolceamaro, caustica e divertente come poche e soprattutto sorprendentemente italiana! Terminato Boris, è il turno per la menzione d’onore di un altro cult come Firefly; non l’ho ancora terminato, ma già dalla prima puntata avevo intuito che si trattasse di un vero e proprio capolavoro, ingiustamente troncato dalle spietate leggi dell’audience al termine della prima stagione. Che assurdità.
Dato che il podio bisogna completarlo, ci piazzo quei due che vi ho nominato prima, che se lo meritano eccome.

Film: Star Wars – Il Risveglio della Forza
Sono banale, lo so. Ma per me il film dell’anno è il settimo episodio di Guerre Stellari, Il Risveglio della Forza, e per una marea di motivi. Per l’attesa infinita e spasmodica, per l’affetto che provo nei confronti della mia saga preferita, per il fatto che una volta al cinema non sono assolutamente rimasto deluso, anzi! Le emozioni del film di Abrams mi hanno riportato a quell’estate di tanti anni fa quando, per la prima volta, saltavo nell’iperspazio e arrivavo in quella galassia lontana lontana.
Prima di vedere Star Wars avevo pronosticato di dare il mio premio ad uno tra due film di fantascienza “vera” che mi sono piaciuti moltissimo: il primo è Ex Machina, pellicola paranoica e pazzesca sul tema degli androidi e delle intelligenze artificiali, cui ancora ripenso dopo mesi da quando lo guardai al cinema; il secondo è The Martian, definito come “il più grande spot per l’ingegneria mai filmato”, e come dargli torto? Un survival ad ambientazione marziana, tratto da un libro bellissimo, scientificamente plausibile e diretto da Ridley Scott. Ho detto tutto.

Boardgame: Dead of Winter
Grazie a Nerdando.com, e soprattutto a Giando e Morgana, questo è stato l’anno in cui ho scoperto e giocato più boardgame in assoluto, campo del quale sono davvero un neofita. Direi che in mezzo a moltissimi titoli validi e divertenti (nei quali però vince sempre e comunque Morgana) forse quello che mi ha colpito maggiormente è Dead of Winter: un titolo cooperativo ma anche da infami, con tanto survival, materiali ottimi, una buona componente narrativa e una tematica che con me ci azzecca sempre!

Videogame: Bioshock Infinite
Tantissimi videogiochi testati, provati e spulciati nel 2015, anche per merito e colpa di Nerdando.com. Il tempo per giocare è sempre risicatissimo, le uscite interessanti e gli sconti moltissimi, soprattutto per me che quest’anno mi sono dedicato totalmente al gaming su PC.
Il mio Award va a Bioshock Infinite, che ho giocato grazie al suggerimento ripetuto di Zeno2k ed Ogariad che non ringrazierò mai abbastanza. Infinite l’ho giocato tutto d’un fiato durante una settimana di malattia, e quello che ne ho ricavato è stato emozione allo stato puro. Dal punto di vista ludico è il Bioshock del 2007, c’è poco da dire (e sinceramente poco mi importa), ma l’impianto scenico, fotografico, di trama e di tutto quanto contribuisca a raccontare una bellissima storia è a livelli incredibili. Una ambientazione che mi è rimasta nel cuore, colpi di scena, salti dimensionali: come nelle migliori storie mi sono arrovellato il cervello e i colpi di scena mi hanno spiazzato. E poi c’è lei, Elizabeth, uno dei migliori personaggi femminili (e non) cui mi sono più affezionato nella mia lunga carriera da videogiocatore. Se non lo avete ancora recuperato fatelo, perché non sapete cosa vi perdete.
Menzione d’onore per un indie, ma di quelli fatti con i fiocchi: Kerbal Space Program, un successo di critica ma anche di vendite su Steam che ha pochi pari nel panorama indipendente. Ma d’altronde non è da tutti offrire un gioco in beta early access perfettamente funzionante, ricco di contenuti come neanche un titolo tripla A dopo 27 pacchi di DLC, e a prezzo contenuto. Di cosa si tratta? In breve, abbiamo un intero sistema solare completamente esplorabile, e i mezzi per farlo: partendo da uno spazioporto su un pianeta molto simile alla Terra, dovremo creare da zero i nostri veicoli spaziali e i nostri razzi per poter portare a termine tantissime missioni diverse e i nostri Kerbal (gli omini verdi che avrete sicuramente visto in giro) ad esplorare tutti i mondi disponibili. E volete sapere un’altra cosa eccezionale? Il gioco è basato su un modello fisico reale, ma risulta divertente sia conoscendo l’astrodinamica che essendo dei completi ignoranti in materia. Anzi, risulta persino didattico e regala emozioni incredibili.
Ad inseguire, Cities: Skylines, che riporta il genere dei simulatori cittadini in auge in modo elegante e divertentissimo, il meraviglioso e vastissimo Pillars of Eternity, atto d’amore verso i GdR dell’epoca d’oro e verso noi vecchi gamer, e Game of Thrones – A Telltale Games Series, una fiction interattiva che mi ha lasciato sbalordito per emozioni e capacità narrativa. Un anno decisamente ricco!


Morgana

Fumetto: Il Porto Proibito
Devo ringraziare jedi.lord per avermi fatto conoscere questo gioiellino! Dico solo che ho passato 2 giorni al Lucca Comics and Games 2015 facendo avanti e indietro dal padiglione Comics per riuscire a beccare gli autori Teresa Radice e Stefano Turconi (persone stupende) e fargli autografare e disegnare la mia copia, e alla fine ce l’ho fatta. L’ho letto in poche ore, incollata alle pagine, e alla fine ero commossa e grata. Non voglio dire altro, leggetelo e basta.

Serie TV: Penny Dreadful
Quest’anno è andata in onda la seconda stagione di questa serie horror/gotica, e la aspettavo con tanta ansia, dato che già avevo adorato la prima! L’ambientazione è inglese vittoriana (che amo alla follia) e i personaggi sono ispirati alla letteratura gotica inglese di fine ottocento, da Dracula al mostro di Frankenstein a Dorian Gray. Purtroppo in ogni stagione ci solo 8 episodi, ma sono uno più bello (e spaventoso) dell’altro, in particolare ricordo il terzo della stagione 2, nel quale ha recitato come guest star la grandissima Patti LuPone: un capolavoro.
Ah, la protagonista è Eva Green: devo aggiungere altro?

Film: Star Wars – Il Risveglio della Forza
Ho aspettato fino all’ultimo, e alla fine ho deciso di votare il nuovo Star Wars. In molti purtroppo lo stanno criticando, ma a me è piaciuto tantissimo. Ho amato tutti i personaggi, vecchi e nuovi, e non vedo l’ora di vedere i prossimi episodi!

Boardgame: Puerto Rico
Fino a pochi mesi fa, per me i giochi da tavolo erano al massimo Monopoli o Il gioco dell’oca, quest’anno invece ho scoperto questo mondo divertente e variegato, e ho avuto modo di provare tanti giochi diversi, dai tedeschi strategici ai giochi di carte a quelli di miniature. Ho scoperto anche che mi piace vincere, soprattutto nei giochi non basati sulla fortuna o sui dadi ma sulle proprie abilità, quindi non posso che votare Puerto Rico. Una menzione d’onore però va a un altro gioco che ho apprezzato molto, Le Case della Follia: basato sui racconti di H.P.Lovecraft, mi ha regalato serate da brivido grazie soprattutto ai miei compagni d’avventura e al Custode che hanno saputo creare la giusta atmosfera, e il bello è che è un gioco di collaborazione, quindi si vince (o si perde) tutti insieme!

Videogame: Yoshi Wooly World
In redazione sono circondata da gente che gioca con i giochi seri, roba da Xbox e PS4, io invece amo i giochini semplici e colorati della WII U, quindi voterò Yoshi Wooly World! È un semplice platform, impegnativo il giusto, con la grafica (bellissima) basata sulla lana e sul mondo del cucito, e vado particolarmente fiera del fatto di averlo completato al 100%, cosa che non mi capitava da anni… Sì, ho poca pazienza, ma giuro che Super Mario 3D World prima o poi lo finirò!


Ogariad

Serie TV: Ballers
1) Amo il football americano.
2) Amo The Rock.
Il risultato è che Ballers vince l’Awards per miglior serie 2015.
Non devi perdere ore del tuo tempo a scervellarti perché le puntate sono composte da 22 minuti di irriverenza ed eccessi del mondo dello sport americano.
Per chi è appassionato, inoltre, le chicche su giocatori e squadre si sprecano rendendo il tutto ancora più gradevole.
Rapida, fruibile, divertente: cocktail perfetto.

Film: Star Wars – Il Risveglio della Forza
Dite quello che volete, ma aspettavo questo film da troppo tempo per non metterlo nei miei Award personali. Aspettative altissime non deluse, il resto lasciatelo agli haters che non aspettavano altro per criticare. L’attesa è stata ripagata!

Videogame: Fallout 4
Perché sono fondamentalmente uno scimmiato della saga e questo capitolo è esattamente quello che cercavo: un upgrade di Fallout 3!
Atmosfera e character design geniali sovrastano qualche pecca a livello grafico e qualche quest un po’ ripetitiva, il tutto contornato da una colonna sonora mozzafiato.
Why don’t you crawl out to the Fallout?


Tencar

Fumetto: Star Wars
Diciamocela tutta: questo è stato – senza ombra di dubbio – l’anno di Star Wars. Ho atteso per dodici lunghi mesi l’uscita di Episodio VII e, se sono riuscito ad arrivare incolume al 16 di dicembre, devo molto alla serie a fumetti ambientata nell’universo di Guerre Stellari. Un grazie enorme, dunque, all’accoppiata formata da Aaron e Cassaday che mi ha fatto emozionare.
Menzione d’onore per Life Zero (purtroppo un solo numero non è sufficiente per farmelo giudicare) e Morgan Lost.

Serie TV: Better Call Saul
Il vuoto lasciato da Breaking Bad nel cuore di milioni di fan è incolmabile. Per mesi sono state messe in giro notizie false su un’ipotetica sesta stagione ma per fortuna è giunto in mio soccorso l’avvocato Saul Goodman che, con una prima stagione da 10 puntate, ha saputo tenermi incollato allo schermo nel corso dell’inverno scorso.
Qui ci sono varie menzioni d’onore vista la mole di serie viste: mi sento di tirar dentro la prima stagione di Fargo, la settima (e ultima) di Sons of Anarchy, la prima (purtroppo) di Wayward Pines e la prima di Fear The Walking Dead.

Film: Kingsman – Secret Service
Ho aspettato fino ad oggi prima di scrivere questa parte dei miei Nerdando Awards. L’altro candidato era Star Wars – Il Risveglio della Forza, ma Kingsman – Secret Service è stato un film che mi è piaciuto moltissimo, tanto che – una volta usciti dal cinema – mi sono rivolto a Clack dicendo “Abbiamo un vincitore per il 2015” nonostante fossimo a febbraio.
Pieno d’azione, ben recitato e con una trama non troppo impegnativa ma che tiene in tensione fino alla fine, Kingsman è la rivisitazione della storia di 007 in chiave quasi supereroistica: è uno di quei film che, una volta visto, ti senti di consigliare a tutti, quindi vincitore per distacco.

Boardgame: X-Wing
Se inizio l’anno giocando ad un gioco e, a dicembre, ci sto ancora giocando, è chiaro che questo ha colpito nel segno.
X-Wing ha tutto ciò di cui ha bisogno – per me – un buon prodotto: regolamento snello, facile da imparare ma che lascia spazio a mille possibili combinazioni e partite non troppo lunghe che però tengono impegnati tutti i giocatori senza tempi morti; aggiungiamo anche il background relativo a Star Wars ed otteniamo la (quasi) perfezione.
Menzione d’onore per Colt Express ed a Il Trono di Spade LCG.

Videogame: Dark Souls
Perché far vincere un videogame uscito nel 2011? Perché è impegnativo, difficilissimo, frustrante ma, una volta finito, mi ha lasciato con un senso di soddisfazione come mai mi era capitato nella mia lunghissima carriera da videogiocatore.
Questo titolo deve essere finito perché solo allora il curriculum di un gamer può definirsi completo: la difficoltà elevata, la necessità di non poter sottovalutare alcun scontro e la discreta lunghezza lo rendono una sfida ostica per tutti, soprattutto per un ultra trentenne che pensava di aver visto tutto.
Menzione d’onore per l’ottimo Siege e per il redivivo H1Z1 che, con la sua modalità Battle Royale, mi sta tenendo occupando in questa fine 2015.


Zeno2k

Fumetto: Il Grande Magazzi
Lato comics non ho molto tra cui scegliere, dato che la mia fruizione è stata estremamente limitata. Tuttavia non ho dubbi nel far cadere la mia preferenza su “Il grande Magazzi” – parodia di Harry Potter scritta dall’immenso Leo Ortolani. Rat-Man si mostra ancora una volta fresco, divertente e assolutamente godibile, senza mostrare un briciolo dei molti anni che si porta sulle spalle.
Menzione d’onore? Un’altra parodia di Ortolani: The Walking Rat, nettamente superiore alla controparte serie TV.

Serie TV: Wayward Pines
Le serie degne di nota sono state davvero tante nel 2015. Tra Wayward Pines, Quantico, Elementary (terza stagione), The Whispers (troncata alla fine della prima), The Walking Dead (la noia che cammina) e molte altre, c’era solo l’imbarazzo della scelta.
Dopo una lunga riflessione i due candidati papabili erano Les Revenants, splendida serie francese capace di rompere tutti gli schemi, e quella che si è aggiudicata la palma, ovvero proprio Wayward Pines, il motivo principale è perché nata e pensata come ciclo unico: una sola stagione che coprisse l’intero arco narrativo… E infatti è appena giunta notizia che è la serie è stata rinnovata.
Dopotutto anche di Highlander era impossibile fare un seguito, e ne hanno fatti ben cinque.

Film: Hunger Games – Il canto della Rivolta – Parte 2
La degna conclusione della saga: Hunger Games – Il canto della Rivolta – Parte 2. Forse non il migliore della serie (la cui palma, a mio avviso, spetta sempre al primo), ma ha il merito di non aver fatto crollare le aspettative, non essere scaduto nella macchietta e aver mantenuto alto il livello qualitativo della saga, con una rara (e audace) capacità di rinnovarsi senza snaturarsi.
Il cast eccezionale a disposizione ci ha messo il resto.

Boardgame: Colt Express
Sicuramente non è stato scelto per caso come gioco dell’anno: Colt Express è a mio avviso quanto di più divertente ed originale sia arrivato sui nostri tavoli quest’anno. Merito della struttura cinematografica, oppure della componente “3D” del piano di gioco forse, ma siamo di fronte ad un titolo che appassiona, diverte e fa volar via le ore.
Come postilla 4 Kidz, va menzionato anche Bicchieri Sprint, perché a fronte di un gameplay semplicissimo, è capace di catturare ore e ore di divertimento.

Videogame: The Witcher 3 – Wild Hunt
Davvero moltissima carne al fuoco quest’anno: scegliere un solo titolo tra i molti è davvero difficile: Assassin’s Creed: Syndicate, Fallout 4, Rise of the Tomb Raider… Tutti pezzi da novanta capaci di far innamorare.
Alla fine a vincere su tutti, però, è The Witcher 3 – Wild Hunt. Da un lato perché sviluppato e portato avanti da piccola software house con solo 300 dipendenti e con budget limitato; dall’altro perché il terzo capitolo ha saputo davvero fare tesoro delle esperienze passate e ha migliorato ogni aspetto; infine perché siamo di fronte ad una qualità narrativa, di immagine, di trama ed emozioni, senza eguali. In The Witcher 3 non c’è nessun aspetto che è stato messo marginalmente da parte per concentrarsi sugli altri: è tutto stupendo.




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