4 Kidz #2 - La grande avventura di Snoopy - Nerdando.com
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4 Kidz #2 – La grande avventura di Snoopy

Snoopy!

Snoopy!

In concomitanza con l’attesissimo film 3D dei Peanuts, Behavior Interactive ed Activision confezionano un platform game dedicato al bracchetto più famoso del mondo: Snoopy.
Aspettavo da mesi il momento di giocarci, vuoi perché i Peanuts hanno fatto parte della mia infanzia, vuoi per la curiosità di scoprire se e in che modo questo genere avesse ancora il fascino di un tempo.

La prima cosa da dire è che siamo di fronte ad un titolo classico, che ricorda molto da vicino i vecchi giochi per Atari o SNes: Snoopy ha a disposizione una serie di mondi a tema (giungla, spazio, castello) e all’interno di questi ci sono diversi livelli da affrontare e completare prima di sbloccare quelli successivi.
Il gameplay è molto semplice: fondamentalmente ci si sposta in orizzontale con un qualche accenno di verticalità, e si utilizza un unico pulsante che serve a saltare. Nei livelli, Snoopy deve raccogliere caramelle, salvare passerotti scout ed evitare i nemici (o stordirli saltandoci sopra). Questa semplicità di gioco fa sì che il titolo sia adatto ai gamer più giovani, ma anche i papà avranno modo di partecipare alle partite dei figli: prendendo un secondo controller, infatti, si può muovere il piccolo Woodstock e partecipare attivamente alla soluzione degli enigmi.

Detta così, ovviamente, sembra un gioco povero di contenuti e originalità. Sul secondo punto non discuto, tuttavia siamo di fronte ad un piccolo gioiellino che mi ha fatto emozionare: lo Snoopy in 3D è assolutamente rispettoso del tratto originale e vederlo muovere nelle sue pose classiche (dalla risata, all’alzata di occhi, al ballo) è molto più che spassoso, è un vero tuffo nel passato.
Per qualche ragione arcana il 3D si sposa ai Peanuts in un modo che non mi sarei aspettato e rende il gameplay godibilissimo. Una vera occasione per far conoscere questo incredibile personaggio ai bambini e per far tornare bimbi i genitori.

Chicca ulteriore, e che da al titolo un livello di rigiocabilità inatteso, c’è la possibilità per Snoopy di sbloccare alcuni dei suoi costumi più celebri: dal capo scout a Joe Falchetto, all’astronauta e così via. Questo fa sì che Snoopy possa usare “poteri” diversi (come arrampicarsi sulle liane) ed accedere ad aree precedentemente precluse. Per completare il gioco, quindi, occorrerà tornare a visitare mondi precedentemente esplorati alla ricerca dell’ultimo scout da salvare o dell’ultima caramella da raccogliere.

Infine una nota, doverosa. Tutti conoscono i Peanuts e tutti sanno come il protagonista sia Charlie Brown. E allora perché dedicare un intero gioco al celebre beagle? Il motivo è molto semplice: Snoopy è da sempre il personaggio più iconico del fumetto. In un mondo fatto di bambini con problematiche adulte, Snoopy mantiene inalterata la propria capacità di astrazione, le proprie filosofie di vita che si rimpallano tra gli oltre 150 alter ego creati per lui. Possiamo partecipare al dolore di Charlie Brown, alla disperazione scolastica di Piperita Patty, alle lusinghe di Lucy per Schroeder, intenerirci per la coperta di Linus o rassegnarci per la mai venuta del Grande Cocomero. Ma quando si deve fare sul serio, allora è Snoopy quello che scende in campo. È lui quello capace di guardare le cose da un’altra prospettiva, di riportare alla realtà gli amici persi nei loro drammi esistenziali, distruggere con una semplice battuta le elucubrazioni di Charlie Brown (un esempio su tutti: gli scacchi, col bimbo intento a immaginare quali strategie stanno prendendo campo nella mente del cane, e lui che cerca di ricordare se ha i pezzi bianchi o neri).
È a Snoopy che Schulz ha dato l’onere di congedarsi dai suoi lettori… E non importa che abbia tentato per decenni di avere la meglio sul maledetto Barone Rosso senza mai riuscirci: lui non si da mai per vinto, non si arrende alle difficoltà, non cede un passo di fronte ad una sfida che sa essere persa in partenza.
Ogni volta che anche noi ci troviamo nei pasticci, che la vita ci mette alla prova e cerca di piegarci, dovremmo ricordarci che lassù, nel cielo della Francia, c’è un bracchetto a bordo di una cuccia che non si arrenderà mai.
E se non si arrende lui, perché mai dovremmo farlo noi?



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