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Nero – Un gioco di luci

Uno scorcio suggestivo del mondo di Nero

Devo essere sincero: ero molto ansioso di mettere le mie manone su Nero e poterlo provare, dato che averne seguito lo sviluppo tramite le news pubblicate da Storm in a Teacup mi aveva suscitato un’enorme curiosità e interesse. D’altronde non capita così spesso di vedere delle realtà italiane affacciarsi nel mondo dell’intrattenimento videoludico passando dalla porta principale, nel nostro caso dal Marketplace Microsoft dedicato alla Xbox One.

C’è una doverosa premessa da fare. Nero non è un gioco per tutti anzi, sbilanciandosi al contrario, si potrebbe addirittura dire che è un gioco per pochi, trattandosi di un genere davvero molto particolare. Tutta la parte di gameplay è molto semplice ed essenziale, studiata per focalizzare l’attenzione del giocatore sull’esperienza che sta vivendo, sulla trama e sulle proprie emozioni. Il personaggio si muove lentamente e molto spesso ci si sente invitati, o semplicemente invogliati, a guardarci intorno per ammirare i panorami mozzafiato da attraversare durante tutta la partita. Gli stessi puzzle che si incontrano lungo la via servono per interagire con l’ambiente circostante e aumentare quella sensazione di immedesimazione col protagonista, atta a farci godere in pieno di tutta la parte emozionale del gioco. Ciò che rende davvero unico Nero nel suo genere è l’impatto visivo che ha sul giocatore. Per la maggior parte del tempo ci si troverà ad attraversare in notturna degli ambienti già bui per loro natura, eppure ciò che sorprende è il contrasto con l’enorme presenza di piante e creature bioluminescenti che abitano il mondo, trasformando degli ambienti scuri e privi di vita in un vero e proprio tripudio di luci naturali. Sono ancora le luci a guidare il giocatore lungo il sentiero che lo condurrà alla fine del suo viaggio, raccontando la trama con delle frasi letteralmente appese ai paesaggi che vengono di volta in volta attraversati, utilizzando due colori di base, che sono comuni anche alla coppia di protagonisti e a tutti gli enigmi del gioco. A tutto ciò vanno aggiunte le sequenze filmate, davvero di ottima fattura, ed una voce narrante coinvolgente, ma mai invadente, doppiata anch’essa con grande perizia. Nulla viene lasciato al caso nel racconto vissuto lungo il percorso che ci porta dall’inizio alla fine di questa esperienza, ogni singolo elemento mira, con successo, a far sentire il giocatore parte integrante della storia ed a fargli vivere le emozioni create dall’ideatore della trama.

Certo non mancano anche i difetti, soprattutto qualche leggera sbavatura tecnica nei momenti in cui ci sono tante piccole bioluminescenze contemporaneamente sullo schermo, che fanno un po’ cilecca quando contrastano molto con lo sfondo scuro. Anche il menu di pausa non è completamente all’altezza dell’elevata qualità grafica del gioco, risultando una sorta di elemento estraneo, staccato e sovrapposto alla schermata del giocatore. Si tratta ovviamente di pecche minori che non inficiano il gameplay e l’esperienza di gioco (e, in qualche modo, anche perdonabili vista la fascia di prezzo medio-bassa in cui si colloca) che scorre fluida per tutta la durata dell’avventura.

Nero è un viaggio di redenzione attraverso l’ampio spettro delle emozioni umane, che va vissuto, gustato con calma proprio perché è uno di quei giochi in grado di entrarti sotto pelle e rimanerti nel cuore a lungo. Bisogna essere amanti del genere per apprezzarlo al meglio e non lo consiglierei certamente a chi vive di Call of Duty o action game frenetici, ma sono altrettanto certo che si tratta di un titolo solido, in grado di regalare soddisfazioni a chi, come me, abbia deciso di lasciarsi trasportare nel suo mondo di luci.



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