inFAMOUS Second Son: boy scout o psicopatici? - Nerdando.com
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inFAMOUS Second Son: boy scout o psicopatici?

inFAMOUS Second Son

inFAMOUS Second Son: buono o cattivo?

Come si crea dal nulla una saga? Prendi un personaggio più o meno carismatico, gli posizioni una location di background abbastanza accattivante, lo abbellisci con una storia dalle tinte un po’ epiche e un po’ tragiche e concludi il tutto con dei finali più o meno aperti che sono lì pronti a spianarti la strada per i capitoli successivi.

Facile, no? Questa ricetta ha portato la Sony – e gli studios ad essa associati – a creare la saga di Infamous, esclusiva per la piattaforma giapponese, che vanta due capitoli su Ps3 e un nuovo, recente episodio sulla Ps4. Non perderò troppo tempo a dilungarmi sugli episodi precedenti: siamo in un’America dei giorni nostri (leggermente rimaneggiata nei primi due capitoli, fedele alla realtà invece nel titolo next-gen) dove Cole, una persona “qualunque”, scopre di avere dei nuovi poteri legati all’elettricità e ad altri elementi. Punto chiave del gioco è la libera scelta data al giocatore di essere “buono” o “cattivo” a seconda di decisioni e conseguenti azioni, con effetti sia sui poteri del nostro Cole sia sull’andamento della storia.

Ed è da qui che Infamous Second Son riparte. Passato qualche anno dagli eventi di Infamous 2, e le persone dotate di poteri – i Conduit – sono messe al bando e incarcerate da un regime più o meno totalitario guidato dall’UDP e dalla Augustine, donna un po’ hitleriana, un po’ mamma incazzata. Abbiamo però un nuovo eroe/antieroe come protagonista, tale Delsin Rowe, giovane writer scapestrato che, poco dopo l’inizio del gioco, si troverà dotato dei poteri del fumo (no, dai, niente battute a sfondo giamaicano, please) e dovrà iniziare a compiere le sue scelte: eroico e “umano” paladino dei conduit oppressi o boia inarrestabile spinto dalla pura vendetta? A voi l’ardua sentenza.

Il gioco è sostanzialmente un free roaming ambientato nell’ampia città di Seattle – ampia non come GTA ci ha abituato, ma comunque godibilissima – che reagirà alla vostra presenza a seconda delle vostre scelte. Interessante notare come molte zone della città siano state fedelmente riprodotte, una fra tutti il mitico Space Needle, anche se personalmente sarei stato più soddisfatto con qualche poster dei Pearl Jam o dei Foo Fighters qua e là, ma non si può avere tutto dalla vita. Ciò che più colpisce della città è rappresentato dai colori, davvero originali e ottimamente realizzati. Essendo Seattle una città piovosa, avrete spesso pozzanghere qua e là dove le luci si rifletteranno in maniera molto realistica, dando un’atmosfera tipica da città d’autunno, e ciò lo si può ritrovare sia nelle fasi che si svolgono durante il giorno, sia in quelle notturne. Inutile dire che la grafica è di altissimo livello, decisamente convincente! Del resto si può quasi dire che, dopo l’enorme “demo tecnica” rappresentata da Killzone Shadow Fall, che metteva in mostra i muscoli della Ps4, questa esclusiva è il primo vero gioco della nuova generazione che si può definire completo.

È infatti arrivato il momento in cui le features del gioco possono godere delle novità grafico/tecnologiche al meglio: i vari poteri di Delsin – perché non vi fermerete al fumo, anzi! – sono tutti diversi fra loro e sfruttano ognuno delle caratteristiche grafiche peculiari. Effetti particellari di alto livello e scie dinamiche sono una vera delizia per gli occhi e forniscono quel dettaglio in più che rende tangibile ciò che fino a poco fa poteva sembrare una fantasia irrealizzabile. Al di là del proseguire seguendo la trama, che ho trovato comunque ben fatta e godibile, è divertente girovagare in maniera più o meno spettacolare per le strade e i tetti della città – abbiamo qui un altro esperto di parkour, ormai un must dopo Assassin’s Creed – per affrontare le missioni secondarie, decisamente invitanti per gli amanti del level up – o anche semplicemente per darsi all’esplorazione rilassata, senza disdegnare qualche scontro “a fuoco” con la polizia anti-conduit, che cercherà di ridurvi ad un cumulo di cenere indipendentemente dal vostro orientamento.

Ed è proprio la scelta costante tra buono/cattivo che costituisce la spina dorsale del gioco, in quanto, come accadeva per i precedenti capitoli, potrete cambiare storia e poteri a seconda delle scelte. Personalmente, considerato anche che il gioco non si dilunga eccessivamente perché, nonostante free roaming, c’è comunque una storia di base da seguire per andare avanti, suggerisco agli amici di Nerdando.com di gustarsi due volte questo bel gioco, una volta comportandosi da buoni, l’altra da cattivi. Soddisfazioni garantite in entrambi i casi, fidatevi.



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