La moglie del Nerd #9 - Nel tunnel di "Clash of Clans" - Nerdando.com
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La moglie del Nerd #9 – Nel tunnel di “Clash of Clans”

Clash of Clans

Clash of Clans

“Sono fuori dal tunnel-el-el-el… Del divertimento- o-o-o”  cantava qualche anno fa Caparezza. Ebbene, care lettrici, io nel tunnel, invece, ci sono appena entrata: come sarà capitato anche a molte di voi, mi trovo, negli ultimi tempi, a fare i conti con un Nerd che ha scoperto uno dei tanti freemium games così popolari in questo periodo e, nello specifico, la sua nuova fissazione si chiama Clash of Clans.

Andiamo, prima di tutto, a spiegare di cosa stiamo parlando: un freemium game altro non è che uno di quei giochini semplici e veloci, disponibili su smartphone, tablet o Facebook e dunque utilizzabili in tutte le circostanze in cui si abbia poco tempo a disposizione e non sia possibile accendere una console e dedicare qualche ora al proprio hobby. Magari non conoscevate il nome esatto ma, sicuramente, tutte vi sarete imbattute, prima o poi, in una di queste proposte (Farmville, per esempio, o Candy Crush Saga vi avranno facilmente rubato ore di vita. Io stessa, tempo fa, ero diventata letteralmente dipendente da Restaurant City) e potrete rendervi bene conto, quindi, di quanto sia facile farsi prendere la mano. Questo genere di giochini ha molte frecce al proprio arco, infatti, e sa perfettamente dove scagliarle per attrarre il suo pubblico ed avvincerlo irrimediabilmente.

In particolare, una delle componenti del loro successo sta nell’innegabile immediatezza di gioco: non è necessario perdere tempo ad installare niente e c’è, soprattutto, la possibilità di giocare anche fuori casa, ovunque ci troviamo, grazie alle piattaforme utilizzate. Inoltre, pur nella pressocché infinita varietà di tematiche proposte, tutti i giochi appartenenti a questa categoria sono accomunati dall’estrema semplicità di gioco, il che rende il più possibile globale il pubblico di potenziali fruitori. I comandi essenziali e le azioni di gioco obbligate, che procedono per obiettivi, permettono, infatti, anche a chi non sia un appassionato videogiocatore, di cimentarsi con soddisfazione nell’impresa, molte di noi se ne saranno accorte sulla propria pelle. Un altro valore aggiunto, che rende ancora più appetibile un gioco del genere, è la possibilità di individuare i propri amici e competere direttamente con loro, quando non addirittura la possibilità di chattare in tempo reale, stipulare alleanze e collaborazioni o attaccarsi e sfidarsi a vicenda. Infine, il colpo di grazia è dato dalle immancabili e pressanti notifiche, che fanno sì che quello che partiva come uno svago da pochi minuti al giorno si trasformi gradualmente in un impegno costante che ingloba una parte sempre maggiore del nostro tempo.

Il mio personale Nerd è entrato nel tunnel di Clash of Clans da poco, ma manifesta già i sintomi della peggiore delle dipendenze. Tutto è partito in sala scherma, dove il parere entusiasta su questo giochino da parte di alcuni piccoli atleti lo ha convinto a provarlo: è stato l’inizio della fine. Il gioco presenta tutte le caratteristiche di cui abbiamo parlato prima, è semplice, immediato e permette di coalizzarsi in clan con i propri amici per combattere contro i propri nemici.

All’inizio della partita scopriamo le regole basilari del gioco ed iniziamo a dare forma al nostro personale villaggio. Possiamo collezionare risorse, costruire edifici, ognuno dei quali ha una funzione specifica (produrre risorse, ad esempio, o addestrare truppe d’assalto), attaccare nemici per impadronirci dei loro beni o difenderci dagli assalti degli altri giocatori, salendo così di livello e progredendo nel gioco. Personalmente, non sono un’appassionata di questo tipo di proposte e la dinamica di gioco, quindi, ha esercitato scarsissimo fascino su di me. Non è stato così, purtroppo, per il mio Nerd che è partito dedicando qualche minuto di tempo libero al suo clan e, via via, ne è diventato letteralmente schiavo. Le malefiche notifiche, di cui abbiamo parlato prima, hanno contribuito a fare la propria parte: risorse pronte, minacce al proprio villaggio, richieste di aiuto dagli alleati, ogni motivo è buono per collegarsi ed iniziare a giocare. Di conseguenza, il tablet o lo smartphone sono diventati, rapidamente, i principali compagni delle nostre serate, seguendoci fedelemente sul divano e disturbando la visione di film o le chiacchierate serali.

Come risolvere? Non so come sia andata per quante di voi si siano trovate in situazioni simili. Io, per il momento, sto resistendo e sopportando, convinta che, come è successo per me con Restaurant City, dopo un po’ di tempo la dipendenza si esaurirà naturalmente e Clash of Clans smetterà (finalmente) di essere il “nostro” migliore amico. Ora come ora, però, l’uscita dal tunnel mi sembra ancora molto, troppo lontana: per poter cantare come Caparezza ci vorrà ancora del tempo!



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