La moglie del Nerd #1 – Lo shopping al maschile - Vol. 1: La fumetteria - Nerdando.com
La moglie del Nerd

La moglie del Nerd #1 – Lo shopping al maschile – Vol. 1: La fumetteria

Fumetteria piena di nerd

Fumetterie: croce (per lei) e delizia (per lui)

Una delle cose che ho appreso molto velocemente nella vita a due a stretto contatto con un Nerd con la N maiuscola (ma anche tutte le altre lettere, a voler ben guardare) è stata la possibilità di stabilire una precisa quanto inaspettata equivalenza tra i “riti” femminili e quelli maschili.
Questa impensata possibilità mi è stata offerta dalla frequentazione di quel magico universo chiamato fumetteria.

Molte di noi non lo sanno né ci pensano finché non si presenta la situazione, ma il nostro indiscutibile interesse e la nostra profonda competenza in fatto di cosmetici e borse sono pari all’attenzione maniacale che “loro” riversano nella scelta di fumetti o videogiochi.
Le lettrici (se ce ne sono), infatti, sicuramente capiranno come la scelta di un mascara o di un ombretto, ad esempio, non sia affatto casuale ma sia, in realtà, frutto di confronto tra vari prodotti ed attenta meditazione, di scambio di opinioni e di svariate prove, al fine di poter acquistare esattamente il prodotto che risponde alle nostre effettive esigenze, evitando così delusioni e sprechi.
Parimenti, la scelta di una borsa o di un paio di scarpe, è legata ad altrettante riflessioni e ragionamenti volti, anche in questo caso, a garantirci la scelta più appropriata.
Chiaramente, va da sé che perseguire un obiettivo del genere ci costringerà a molteplici visite al maggior numero possibile di negozi del settore, per poter confrontare con calma tutte le offerte ed avere la possibilità di provare più volte i possibili abbinamenti.
Quante di noi, pur adottando un atteggiamento così ovvio, si sono trovate di fronte agli sbuffi e i sospiri dei propri compagni? I nostri uomini proprio non riescono ad entrare nella mentalità, che pure è così logica, che permetta loro di comprendere che c’è un motivo dietro al nostro agire. Eppure, di recente, ho avuto l’illuminazione: questo accade perché non riusciamo a porre loro la questione sotto la luce giusta, con la perfetta metafora.

Ebbene sì, esiste un equivalente maschile di quanto abbiamo finora descritto e consiste nella scelta di un fumetto o di un videogioco (ma anche di un gioco da tavolo).
Frequenti visite nelle fumetterie mi hanno fatto capire che la scelta di quello che ai miei occhi può apparire come un semplice fumetto presenta innumerevoli difficoltà: versioni particolari e differenti della copertina, per iniziare dalla più frequente. Versioni che, pur contenendo la stessa storia, presentino la copertina cartonata piuttosto che quella in carta semplice. Compendi di un’intera stagione piuttosto che l’acquisto di volumi singoli. Versioni estremamente particolareggiate, complete di interviste, storyboards e una quantità di contenuti aggiuntivi. Versioni autografate, a tiratura limitata.
La lista potrebbe procedere all’infinito. Questo discorso è applicabile alle diverse edizioni di uno stesso gioco da tavolo: meglio l’edizione standard o quella deluxe, con una confezione superfiga? Per i videogiochi il discorso potrebbe essere ancora più lungo, tanto che ne parleremo in un’altra occasione, per ora concentriamoci solamente sul “cartaceo”.

È così, quindi, che una capatina in un negozio specializzato del settore comincia ad assumere inquietanti ed inaspettate analogie con un nostro pomeriggio di shopping. Questa somiglianza non si limita al dramma della scelta ma si estende anche alla durata della seduta: non entrate mai in una fumetteria con la promessa che “ci affacciamo solo 5 minuti, giusto per dare un’occhiata al volo” perché, con questa premessa, è molto probabile che vi tratterrete, se vi va bene, fino all’orario di chiusura.

Il primo passo è l’osservazione rapida di tutti i ripiani e scaffali: l’occhio esperto individuerà al volo le novità degne di nota, le eventuali ristampe imperdibili o le chicche inaspettate. A questo punto sopraggiunge l’esaltazione: tutto è fighissimo, tutto non può assolutamente mancare nella propria libreria e ogni volume adocchiato assume la tipica espressione da cucciolo abbandanato, per cui sarà impossibile lasciarlo lì, solo e triste, sullo scaffale. A questa fase, di solito, segue in maniera piuttosto repentina la fase del realismo: sono troppe le cose interessanti, qualcosa andrà necessariamente abbandonato. Questa, a mio parere, è la fase più delicata, che può portare anche a dolorose rinunce. Dopo un’attenta analisi, che porterà a riposizionare sugli scaffali la maggior parte delle ristampe perché “in fondo ho l’originale, vale anche di più”, bisogna valutare l’acquisto dei pezzi nuovi. In genere, una prima scriminatura viene fatta sulla base dei precedenti lavori dello stesso autore: se li ho apprezzati particolarmente, molto probabilmente il nuovo lavoro mi piacerà. Se invece quanto ha scritto finora mi ha sempre disgustato, magari meglio riporre il volume nuovamente al suo posto, in attesa di un proprietario dai gusti meno raffinati. Un ulteriore passo, dopo questa prima riflessione, consiste nell’accumulare pareri di altri lettori di cui abbiamo stima, in maniera non dissimile dalle nostre ricerche su un determinato nuovo tipo di mascara o di rossetto.

Dopo questo scambio di pareri, i volumi collezionati e pronti all’acquisto saranno notevolmente diminuti e giungeremo alla fase più complessa: la scelta della variante da comprare. Se di un determinato articolo sono presenti più versioni della stessa copertina, sarà importantissimo scegliere la più bella. Se esistono versioni più “eleganti”, vale la pena spendere un pochino in più per averle o è meglio accontentarsi della versione base? Domande come queste possono gettare nel panico e bloccarci drammaticamente. Si tratta infatti di dilemmi la cui risoluzione è tutt’altro che facile e la riflessione può richiedere anche diverso tempo, quando non addirittura più visite al negozio.

Quanto finora descritto può apparire come un pomeriggio frustrante e molto poco attraente per una non appassionata del settore, ma non temete: durante tutte queste fasi, che contraddistinguono lo “shopping al maschile”, il vostro parere sarà richiesto più volte e, in alcuni casi, risulterà addirittura determinante per la scelta, quindi non distraetevi troppo! Per il resto del tempo, visto che comunque avete già capito che trascorrete almeno un’oretta buona tra gli scaffali, vi consiglio di gironzolare tra i reparti: potreste trovare qualcosa di interessante, nonostante tutto.

E, per il resto, affrontate il pomeriggio con pazienza e partecipazione: potrete poi richiedere le stesse qualità al vostro lui quando vi finirà il rossetto e ve ne servirà uno nuovo :P.



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